Introduzione
Anche nel 2026 è prevista l’esenzione Imu per comodato d’uso gratuito. In realtà sarebbe più corretto parlare di riduzione o di sconto, perché la misura consiste in un taglio del 50% della base imponibile Imu. Ma quando si può procedere in questo senso? Ecco cosa sapere.
Quello che devi sapere
In cosa consiste l’agevolazione
L’agevolazione sul comodato d’uso gratuito è stata introdotta per favorire i rapporti familiari nella gestione degli immobili. In sostanza, un immobile concesso gratuitamente a un parente stretto può beneficiare di una riduzione della base imponibile Imu. Si tratta di un taglio del 50% dell’imposta dovuta sull’immobile concesso in comodato, purché non rientri nelle categorie considerate di lusso.
Per approfondire:
Imu 2026, quali sono le esenzioni, le riduzioni e le agevolazioni previste
Cosa è escluso
Per quanto detto sopra, sono esclusi dall’agevolazione:
- abitazioni di categoria A/1;
- abitazioni di categoria A/8;
- abitazioni di categoria A/9.
Escluse dal beneficio anche le seconde case affittate e gli immobili a uso diverso da quello residenziale.
Per approfondire:
IMU 2026, dalle scadenze alle nuove aliquote comunali. Ecco cosa sapere
Le pertinenze dell’immobile principale
È bene sottolineare che l’agevolazione Imu si estende anche alle pertinenze dell’immobile principale, come:
- box auto (C/6);
- cantine (C/2);
- soffitte o magazzini (C/7).
Va però ricordato che c’è il limite di una pertinenza per ciascuna categoria catastale.
I requisiti
Per accedere alla riduzione Imu bisogna rispettare quattro condizioni contemporaneamente:
- come grado di parentela, è ammesso solo quello di genitori e figli;
- la residenza del proprietario deve essere nello stesso Comune dell’immobile concesso in comodato;
- la residenza del comodatario deve essere nell’immobile ricevuto in comodato;
- le proprietà immobiliari devono essere di massimo due immobili abitativi complessivi del proprietario.
I limiti
Seguendo questi criteri si vede come sia esclusa la possibilità di ottenere lo sconto Imu per comodato fra fratelli o fra nonni e nipoti. Uno dei limiti più restrittivi riguarda la proprietà perché il comodante può possedere solo l’immobile concesso in comodato e, al massimo, anche un altro immobile adibito ad abitazione principale. Se il contribuente possiede ulteriori immobili, anche in altri Comuni, perde dunque il diritto all’agevolazione.
Le tempistiche e il contratto
Ma da quando decorre lo sconto? La riduzione si attiva da quando il contratto di comodato d’uso gratuito viene registrato e il comodatario trasferisce la residenza nell’immobile. Fino a quel momento l’imposta resta dovuta in misura piena.
A proposito del contratto: deve essere registrato all’Agenzia delle Entrate entro 20 giorni dalla stipula.
La dichiarazione
Da considerare poi che, con il decreto Crescita, non c'è più l'obbligo dell’invio della dichiarazione Imu per la riduzione. La dichiarazione non deve essere presentata per avere diritto alla riduzione dell’Imu, perché il Comune già conosce il presupposto per il diritto all’agevolazione visto che la stessa spetta solo per contratti registrati e dei quali, quindi, sia l’Agenzia delle Entrate che il Comune conoscono gli estremi che servono per beneficiare della riduzione.
La dichiarazione Imu va però presentata se ci sono state variazioni rispetto a quanto risulta dalle dichiarazioni già presentate o se ci sono state delle variazioni di cui il Comune non può essere a conoscenza.
Gli altri casi in cui si paga meno per l'Imu
Va però ricordato che lo sconto Imu al 50% non è previsto solo per immobili concessi in comodato d’uso gratuito a genitori e figli, ma anche in altri casi. Nello specifico, si paga metà dell’imposta, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2020 anche per:
- fabbricati dichiarati di interesse storico o artistico;
- fabbricati inagibili, inabitabili che non possono essere utilizzati.
E poi, anche per il 2026, rimane in vigore l’esenzione Imu per immobili occupati abusivamente da terzi. In questo caso, per avere diritto all’esonero del pagamento, è necessario presentare denuncia all’Autorità giudiziaria per violazione di domicilio, occupazione abusiva o invasione di terreni o edifici.
Le date
Anche nel 2026 l’Imu si paga in due tranche. La prima rata, l’acconto, è in scadenza il 16 giugno, mentre il saldo restante va versato entro il 16 dicembre.
Per approfondire: