Guerra Iran, big del petrolio hanno incassato 30 milioni di dollari l'ora in extraprofitti
EconomiaIntroduzione
Nel primo mese di guerra contro l’Iran, le 100 più grandi compagnie mondiali petrolifere e del gas hanno incassato più di 30 milioni di dollari al giorno in extraprofitti. Lo riporta un’analisi esclusiva del Guardian, basata sui dati di Rystad Energy, una delle principali società di intelligence del settore, elaborati da Global Witness.
Quello che devi sapere
Sono i consumatori a pagare gli extraprofitti
Secondo lo studio, Aramco, Gazprom ed ExxonMobil sono tra i maggiori beneficiari dell’enorme crescita dei profitti del mese di marzo, quando il conflitto ha spinto il prezzo del petrolio a una media di 100 dollari al barile. In tutto si stima che i guadagni abbiano toccato 23 miliardi di dollari. A pagare gli extra profitti sono stati i consumatori e le imprese, nonostante decine di Stati – tra cui l’Italia - abbiano ridotto le tasse sui carburanti per limitare l’impatto sulle loro tasche. “Le crisi globali continuano a tradursi in profitti record per le grandi compagnie petrolifere, mentre la popolazione paga il prezzo. Finché i governi non abbandoneranno la dipendenza dai combustibili fossili, il potere d’acquisto resterà ostaggio delle decisioni dei potenti”, dice al Guardian Patrick Galey, responsabile delle inchieste di Global Witness.
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Fino a 234 miliardi di dollari in più in un anno
Se il prezzo del petrolio nei prossimi mesi rimanesse più o meno sui 100 dollari al barile, le grandi società del settore potrebbero arrivare a guadagnare 234 miliardi di dollari entro la fine dell’anno. Ieri, 15 aprile, il greggio a Wall Street ha chiuso a 91,57 dollari.
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Gli extra profitti di Aramco
Secondo l’analisi del Guardian, l’azienda che ha beneficiato di più dalla guerra è Aramco, dell’Arabia Saudita: i suoi profitti straordinari vengono stimati a 25,5 miliardi di dollari da qui alla fine del 2026, sempre se il prezzo a barile del greggio continuasse a viaggiare sui 100 dollari. In condizioni ordinarie, Aramco incassa circa 250 milioni di dollari al giorno.
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Le aziende del petrolio russe
Vengono poi citate tre aziende russe, Gazprom, Rosneft e Lukoil, che potrebbero ottenere complessivamente 23,9 miliardi di dollari di profitti per la guerra in Iran. Il conflitto ha infatti avvantaggiato la Russia, grande esportatrice di petrolio. Secondo il Centre for Research on Energy and Clean Air la guerra ha potenziato le entrate utilizzate dalla Russia per proseguire con la guerra in Ucraina: i ricavi dalle esportazioni di petrolio sono arrivati a 840 milioni di dollari al giorno nel mese di marzo, il 50% in più rispetto a febbraio.
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Gli extraprofitti ExxonMobil, Shell, Chevron
Sono invece 11 i miliardi di dollari di extraprofitti che potrebbe incassare ExxonMobil, statunitense, mentre Chevron, sempre americana, arriverebbe a 9,2 miliardi. L’inglese Shell potrebbe arrivare invece a 6,8 miliardi di dollari in più.
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Mille miliardi di dollari all’anno
I profitti straordinari per la guerra, scrive sempre il Guardian, spingeranno un settore che macina cifre record da decenni. L’industria del petrolio e del gas ha generato all’incirca mille miliardi di dollari di profitti ogni anno negli ultimi 50 anni. C’è poi da dire che il settore ha ottenuto sussidi pubblici che nel 2022, con l’aggressione della Russia contro l’Ucraina, hanno toccato i 1.300 miliardi di dollari, secondo i dati forniti dal Fondo Monetario Internazionale.
Come sono state calcolate le stime dal Guardian
L’analisi si basa su stime calcolate con il database UCube di Rystad Energy, che integra dati globali su ogni giacimento e li mette insieme alla domanda, per stimare la produzione. “Gli extraprofitti sono stati determinati confrontando i flussi di cassa generati con un prezzo del petrolio di 100 dollari al barile rispetto ai 70 dollari precedenti alla guerra”, spiega il Guardian.
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