Carburanti, in Italia aumenti record in 10 anni: prezzo gasolio +75,5%, benzina +38%
EconomiaIntroduzione
Il Codacons, sulla base dell'ultimo report della Commissione Europea, ha analizzato l'andamento dei prezzi dei carburanti nei vari Stati membri. Secondo i dati, in Italia, al netto degli sconti sulle accise disposti dal governo per far fronte all'emergenza in Medio Oriente, il costo medio del gasolio è salito in 10 anni del +75,5%, contro una media Ue del +69,2%, mentre la benzina costa il 38% in più rispetto al 2016.
Quello che devi sapere
Gli aumenti sul gasolio
Mettendo a confronto i listini di metà maggio 2016 con quelli della settimana del 18 maggio 2026 rilevati dalla Commissione Ue, emerge - secondo il report Codacons - che per un pieno di gasolio si spendono in Italia 35,7 euro in più rispetto a 10 anni fa, conto che salirebbe a +48 euro senza il taglio delle accise da 24,4 centesimi di euro in vigore fino allo scorso 22 maggio.
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Il dato italiano
Se la media Ue di aumento si ferma nello stesso periodo al 69,2%, l'Italia, grazie al taglio delle accise da 24,4 centesimi - rileva il Codacons - risulta al penultimo posto nella classifica europea dei rincari, segnando un +56,3% col prezzo medio del gasolio che passa da 1,268 euro al litro di metà maggio 2016 a 1,982 euro/litro del 18 maggio scorso.
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“Un’illusione ottica"
"Tuttavia - spiega il Codacons - il dato positivo registrato dall'Italia è, purtroppo, solo una illusione ottica: senza il taglio delle accise temporaneo, infatti, il gasolio risulterebbe nel nostro Paese più caro del +75,5% in 10 anni, un dato superiore alla media Ue".
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Il costo della benzina
Per la benzina, invece, la maggiore spesa per un pieno rispetto al 2016 risulta pari a +24,5 euro (+27,6 euro senza lo sconto sulle accise). L'Italia risulta al terzultimo posto con un incremento dei listini del +34%. "In questo caso la performance del nostro Paese - analizza l'associazione - è dovuta a due elementi: il riordino delle accise scattato lo scorso gennaio, che ha ridotto il prezzo della verde alla pompa, e lo sconto fiscale da 6,1 centesimi disposto dal governo per affrontare l'emergenza in Medio oriente, senza il quale il rincaro sarebbe del +38%”.
I confronti a livello europeo
Lituania e Lettonia sono i Paesi europei dove i listini alla pompa hanno subito i rincari maggiori negli ultimi 10 anni, mentre Malta, grazie ai prezzi amministrati dallo Stato, è l'unico Paese dove i prezzi sono rimasti quasi fermi, con una crescita di appena il 4,3% per il gasolio, rileva il Codacons.
L’analisi Ue sul diesel
Per il diesel, in Lituania e Lettonia il prezzo medio è salito da maggio 2016 a maggio 2026 del +106%, seguiti da Paesi Bassi (103%) e Lussemburgo (102%), nazioni dove i listini del gasolio sono più che raddoppiati in 10 anni. Male anche Francia, Belgio e Bulgaria con aumenti superiori al 90%.
L’analisi Ue sulla benzina
Anche sul fronte della benzina, i Paesi più penalizzati sono Lettonia e Lituania, che registrano dal 2016 a oggi un aumento del prezzo medio del +71,5% la prima e del +69,3% la seconda. Seguono Lussemburgo (+67%), Repubblica Ceca (66%), Estonia (+64%). L’Italia, come detto, è terzultima (+34%), superata da Spagna (+33,8%) e Malta (+4,7%). Nell'Unione Europea la verde ha registrato in media un aumento del +43,6% negli ultimi dieci anni.
I dati di Unimpresa
Un’altra analisi, realizzata dal Centro studi di Unimpresa, che ha analizzato i dati del Weekly Oil Bulletin della Commissione europea, rivela che l'Italia "ha assorbito uno shock energetico severo in condizioni relativamente migliori rispetto ai principali partner europei: prezzi assoluti più bassi di Francia e Germania su entrambi i carburanti, incrementi percentuali al di sotto della media Ue, e un intervento fiscale che ha prodotto effetti visibili e verificabili nelle rilevazioni settimanali della Commissione europea”.
Il confronto con Francia e Germania
Secondo l'elaborazione di Unimpresa, il gasolio italiano è passato da 1,702 a oltre 2 euro al litro, e la benzina da 1,655 a 1,779. "Ma è nel confronto con i partner europei che emerge il dato più significativo: nel periodo di crisi acuta — dal 23 febbraio al 20 aprile — la benzina è rincarata del 7% in Italia, contro il 18% in Francia, il 15% in Germania e il 12% di media nell'intera Unione europea. Sul gasolio, l'incremento italiano si è fermato al 24%, a fronte del 28% francese e del 29% tedesco, ancora una volta al di sotto della media Ue", sottolinea Unimpresa.
Prezzi inferiori
In valore assoluto, l'Italia ha mantenuto per l'intero arco temporale prezzi alla pompa inferiori a quelli di Francia e Germania su entrambi i carburanti. Alla rilevazione del 6 aprile — il mese di picco — la benzina italiana si attestava a 1,761 euro al litro, contro 2,031 in Francia e 2,241 in Germania. Il gasolio italiano era a 2,092, quello francese a 2,233, quello tedesco a 2,434. Anche rispetto alla media Ue a 27, i prezzi italiani si sono collocati al di sotto sulla benzina per tutto il periodo; solo sul gasolio — prodotto su cui la fiscalità italiana è storicamente più pesante — l'Italia ha superato di poco la media europea nella fase di massima pressione.
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