Introduzione
La riunione a Palazzo Chigi non è ancora stata convocata ufficialmente, ma dovrebbe tenersi oggi alle 19. Sul tavolo del Consiglio dei ministri una serie di misure, alcune già annunciate nelle scorse ore, che riguardano temi diversi: dall’energia ai ristori per l’autotrasporto, dalla proroga al taglio delle accise ad altri interventi contro il caro carburanti, fino a provvedimenti che riguardano l’ex Ilva e l’emergenza frana di Niscemi.
Quello che devi sapere
Il Consiglio dei ministri
Oggi, venerdì 22 maggio, è atteso a Palazzo Chigi un Consiglio dei ministri con al centro diversi temi. La riunione non è ancora stata convocata ufficialmente, ma dovrebbe tenersi intorno alle 19. Sul tavolo c’è il taglio delle accise su gasolio e benzina, che dovrebbe essere prorogato fino alla prima settimana di giugno. Previsti, poi, sostegni agli autotrasportatori e al trasporto pubblico locale. Dovrebbe esserci anche un provvedimento a favore dell'ex-Ilva e, ancora, gli interventi per l’emergenza frana di Niscemi di cui ha parlato nelle scorse ore la premier Giorgia Meloni.
Per approfondire: Caro carburanti, Giorgetti: “Proroga taglio accise fino alla prima settimana di giugno”
Verso un nuovo decreto legge
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, parlando ieri al Festival dell'Economia di Trento, ha anticipato che la proroga al taglio delle accise e i sostegni per autotrasportatori e trasporto pubblico locale dovrebbero arrivare con un decreto legge. "Credo che si andrà a un decreto legge domani sera - ha detto ieri Giorgetti -. Prevediamo anche interventi che andranno incontro, ad esempio, agli autotrasportatori e trasporto pubblico locale”.
Per approfondire: Prezzi carburante, verso proroga del taglio delle accise: si cercano coperture
Il taglio delle accise
Secondo Giorgetti, il taglio delle accise verrà prorogato “fino alla prima settimana di giugno". Ma il taglio fino alla prima settimana di giugno, ha detto ancora il ministro, "si potrebbe prorogare", se nel frattempo lo Stretto di Hormuz non venisse riaperto.
Per approfondire: Stretto di Hormuz, allarme Ue e Fao: i rischi di shock alimentare e il piano per evitarlo
La misura
La misura, decisa il 2 maggio, scade oggi 22 maggio: prevede il taglio delle accise di 20 centesimi al litro per il gasolio e di 5 centesimi al litro per la benzina. In realtà, la misura è stata avviata lo scorso 19 marzo, dopo il blocco dello Stretto di Hormuz, e poi più volte prorogata (con qualche modifica). Il taglio costa allo stato circa 1 miliardo di euro al mese ed è in parte finanziato con l'aumento dell'Iva sui carburanti stessi.
Le misure per autotrasportatori e trasporto pubblico locale
La nuova proroga, in base a quanto trapelato e confermato anche da Giorgetti, dovrebbe essere accompagnata da misure specifiche per gli autotrasportatori e il trasporto pubblico locale. Si tratta di un tentativo, da parte del governo, di evitare lo sciopero dei camionisti contro il caro carburante che è stato fissato da lunedì 25 a venerdì 29.
La conferma di Tajani
Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine del Festival del Lavoro, ieri ha confermato l’ipotesi di misure per gli autotrasportatori. “Per il gas la situazione non è preoccupante, però per quanto riguarda i carburanti i rischi ci sono di un aumento. Adesso anche come governo cercheremo di intervenire nel Consiglio dei ministri dopo aver ascoltato gli autotrasportatori, che sono una parte importante di coloro che subiscono e stanno subendo un danno forte a causa della chiusura di Hormuz", ha assicurato.
L’ex Ilva
Passando agli altri temi sul tavolo, Giorgetti ha anticipato che nel Cdm "ci sarà anche un intervento per garantire il proseguimento delle attività dell'Ex Ilva". Da quanto trapela, si tratterebbe dell'ampliamento del prestito ponte da 149 milioni concesso a fine aprile per permettere all'azienda di andare avanti. I soldi però bastano solo fino a fine giugno e il governo intende sfruttare l'elasticità fino a 380 milioni concessa dalla Ue.
Niscemi
Come anticipato dalla premier Giorgia Meloni, ieri in visita a Niscemi, nel Cdm di oggi dovrebbero essere licenziati "due programmi, ciascuno di 75 milioni: il primo per la messa in sicurezza del territorio, il secondo per gli indennizzi ai proprietari di case" dell'area colpita dalla frana che ha sconvolto il comune nisseno.
I due programmi
Uno dei due programmi, ha spiegato Meloni, "riguarda la messa in sicurezza del territorio" ed è stato "predisposto dal prefetto Ciciliano sulla base dell'analisi scientifica che è stata condotta dal dipartimento della Protezione Civile". Oltre alla messa in sicurezza del territorio, ha aggiunto la premier, “il governo è pronto a varare il programma per riconoscere i contributi ai proprietari di immobili che sono crollati o che sono stati sgomberati e dichiarati inagibili e non possono essere ristrutturati o ricostruiti". I fondi "possono essere utilizzati per comprare una casa già esistente, acquistare un'area edificabile e realizzare una nuova abitazione in zona idonea a Niscemi o nei comuni limitrofi, ristrutturare e rendere abitabili ulteriori immobili che sono già nelle disponibilità di chi ha diritto al contributo", ha aggiunto la premier spiegando la distribuzione dei 150 milioni stanziati con il decreto legge di fine febbraio.
Per approfondire: Meloni a Niscemi: "In Cdm programmi per messa in sicurezza e indennizzi"