La presidente del Consiglio, accompagnata dal capo del dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, è tornata nella località siciliana colpita dalla frana di gennaio. Si tratta della terza visita in pochi mesi
Nuova visita della premier Giorgia Meloni a Niscemi. La presidente del Consiglio, accompagnata dal capo del dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, dopo le visite di gennaio e febbraio, è tornata oggi per la terza volta nella località siciliana colpita dalla frana. La premier è arrivata poco dopo le 12 ed è andata subito in Municipio. "Quello che siamo qui per dirvi oggi è che siamo, con tempi che sono abbastanza veloci, pronti a mettere a terra le risorse" stanziate con il decreto legge di febbraio: "Domani abbiamo un altro Consiglio dei ministri e vorremmo licenziare due programmi ciascuno di 75 milioni, il primo per la messa in sicurezza del territorio, il secondo per gli indennizzi ai proprietari di case" dell'area colpita dalla frana, ha detto Meloni intervenendo in Consiglio comunale. La premier, prima di lasciare Niscemi, ha incontrato una delegazione di sfollati. Meloni "si è dimostrata molto attenta alle nostre richieste. Adesso, però, è arrivato il momento di mettere tutto nero su bianco", ha commentato Francesco Rizzo, presidente del comitato degli sfollati. Il comitato non condivide la previsione di soli indennizzi per chi ha perso case e attività commerciali e spinge su risarcimenti congrui, sulla base dei costi effettivi da sostenere per l'acquisto di nuovi immobili e la ripresa delle attività commerciali.
Le risorse
Il decreto legge con le risorse per Niscemi era stato approvato dal Consiglio dei ministri il 27 febbraio ed era stato convertito in legge dal Parlamento a fine aprile. Il documento, in particolare, stanzia 150 milioni di euro "per raggiungere tre obiettivi fondamentali - come ha ricordato la premier -: finanziare i programmi di demolizione di edifici pericolosi e che rientrano nell'area della frana, avviare un programma di prevenzione strutturale, riduzione del rischio idraulico e idrogeologico del territorio di Niscemi, erogare i contributi ai cittadini proprietari che sono proprietari di immobili crollati o da demolire per acquistare terreni dove costruire case nuove oppure per comprare case già disponibili a Niscemi o nei comuni limitrofi".
Meloni: "Molto lavoro da fare"
La premier, sempre parlando degli interventi per Niscemi, ha rimarcato: "C'è ancora molto lavoro da fare per mettere in sicurezza il territorio e fare quello che è possibile per scongiurare che quello che è accaduto possa ripetersi, per fare ripartire questo territorio, metterlo in condizioni di guardare avanti, di archiviare per quanto possibile la frana". "Lo facciamo anche" al di fuori dei due programmi che saranno licenziati in Consiglio dei ministri il 22 maggio, ha poi aggiunto, riferendosi in particolare alla riapertura delle scuole: "Si stanno definendo gli ultimi aspetti per la costruzione" di nuovi plessi definitivi. "Servono dedizione, costanza, continuare a lavorare e che continuiamo a farlo insieme", ha precisato Meloni.
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Il sindaco: “Due interventi molto importanti”
"Saranno due interventi molto importanti”, ha commentato il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti, dopo il vertice con Meloni. “Un primo piano – ha spiegato – prevede fondi per le demolizioni degli immobili non più recuperabili e risarcimenti per i proprietari che hanno perso le case. Chi ha perso la casa potrà acquistarne un'altra già esistente, acquistare un'area edificabile per realizzarne una ex novo, anche in comuni vicini, oppure ristrutturare immobili già esistenti, per renderli abitabili. Il secondo piano invece è sugli interventi di messa in sicurezza e contenimento del fronte della frana. In totale, sono 150 milioni di euro". Poi ha aggiunto: "Abbiamo insistito sulla scuole, riusciremo a consegnare nuovi istituti al posto di quelli non più agibili".
La frana di Niscemi
Era il 25 gennaio quando Niscemi, paese in provincia di Caltanissetta, veniva devastato da una frana, dopo l'ondata di maltempo che, pochi giorni prima aveva investito il Sud Italia. L'enorme smottamento ha trascinato a valle diverse case, con macchine e decine di immobili che sono rimasti sospesi nel vuoto, affacciati sullo strapiombo. Gi sfollati sono stati circa 1.500.
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