Prezzi carburante, la proroga del taglio delle accise domani in Cdm. Si cercano coperture
EconomiaIntroduzione
Domani, venerdì 22 maggio, scade il taglio delle accise sui carburanti deciso dal governo per far fronte all’impennata dei prezzi causata dalla guerra in Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz. L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni però ha annunciato di essere al lavoro per cercare di prorogare la misura, e proprio domani sera è in calendario un Consiglio dei ministri dal quale dovrebbe arrivare la luce verde per il prolungamento. Il nodo centrale è quello delle risorse necessarie a fronteggiare il caro energia, senza le quali andrebbe in fumo l’attuale sconto di 24,4 centesimi al litro sul diesel e di 6,1 centesimi sulla benzina.
Quello che devi sapere
La caccia alle coperture
Stante la volontà politica di prorogare il provvedimento di taglio delle accise, la sfida in questo momento per il governo Meloni è quella di reperire le risorse per poterlo fare. Infatti in questo momento non è possibile utilizzare il meccanismo delle cosiddette “accise mobili”, quello che permette di impiegare il getto IVA extra legato all’aumento dei prezzi dei carburanti: le risorse maturate a maggio saranno infatti disponibili solamente a partire dalla seconda metà di giugno. E dunque per evitare un nuovo aumento dei prezzi al distributore, l’esecutivo è al lavoro per individuare coperture alternative.
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Le parole del ministro Giorgetti
In ogni caso, l’intenzione dell’esecutivo sembra chiara: a parlarne nei giorni scorsi è stato anche il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti. Il titolare del dicastero di via XX Settembre ha fatto sapere che nel Consiglio dei ministri di venerdì sarà affrontato "anche il tema di rinnovare lo sconto sulle accise", e ha aggiunto di "credere che si andrà in questa direzione".
Il nodo della deroga al Patto
Mercoledì, al termine del G7 Finanze svoltosi a Parigi, Giorgetti ha spiegato che domani sera “è previsto un Consiglio dei ministri in cui saranno presi dei provvedimenti, sicuramente sull'autotrasporto, sul trasporto pubblico locale, cioè i settori impattati. C'è anche il tema di rinnovare lo sconto sulle accise, credo che si andrà in questa direzione, stiamo lavorando sulle coperture finanziarie, cosa che non è mai semplice in assenza di deroghe al Patto, quindi ci prepariamo anche l'incontro con le categorie".
Le trattative in sede europea
La trattativa in sede europea su eventuali deroghe al Patto di Stabilità è intrecciata con il tema delle accise e dei fondi per finanziarne il taglio: “Non c'è soltanto la deroga, ci sono tante vie per arrivare al risultato, le stiamo esplorando tutte”, ha comunque chiarito Giancarlo Giorgetti rispondendo ai giornalisti sui colloqui a margine della riunione per far avanzare la richiesta dell'Italia all'Ue di allargare la clausola di salvaguardia già prevista per la difesa anche all'energia. "Stiamo lavorando, è una cosa complessa, credo che non ci siano pregiudizi, c'è la consapevolezza della situazione eccezionale, dopo di che ci sono varie forme, varie modalità, varie possibilità, le stiamo esplorando tutte".
Salvini: “Prorogheremo il taglio delle accise”
Per il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini “dovremo prorogare sicuramente il taglio delle accise, anche se per migliaia di autotrasportatori questo taglio è sostanzialmente irrilevante". Il leader della Lega ha aggiunto che “abbiamo la riunione venerdì con tutte le sigle dell'autotrasporto per ravvivare un credito di imposta e trovare alcune centinaia di milioni di euro per coprire dei bilanci che altrimenti sono in perdita. Hanno ragione gli autotrasportatori che hanno convocato uno sciopero nazionale per tutta la settimana prossima, hanno ragione i camionisti, dobbiamo poterli aiutare. Mi stupisce che a Bruxelles qualcuno non si renda conto della situazione. La cosa assurda è che dicono ‘è vero, la situazione è grave, ma siccome non è ancora gravissima aspettate a intervenire'. Follia, come un medico che si vede arrivare un malato grave e aspetta che sia gravissimo per intubarlo”.
Gli aumenti in caso di mancata proroga
Un’eventuale mancata proroga del taglio delle accise, secondo le stime del Codacons, porterebbe la benzina sopra i 2 euro al litro e il gasolio sopra i 2,2 euro. Senza un’estensione della misura la benzina aumenterebbe di 6,1 centesimi di euro al litro, e sulla base dei prezzi medi di martedì arriverebbe a 2,01 al litro sulla rete ordinaria: si tratterebbe di un aggravio di circa 3 euro a pieno. Per quanto riguarda invece il gasolio, senza lo sconto attuale il prezzo salirebbe a 2,22 euro al litro, con una stangata da 12,2 euro a pieno.
Quante risorse servono per la proroga
Il taglio delle accise disposto lo scorso 18 marzo dal governo, e le successive proroghe fino al 22 maggio, secondo il Codacons sono costate finora alle casse statali 1,3 miliardi di euro, con un impatto da circa 20 milioni di euro al giorno considerando l'intero periodo di validità della misura. E per prorogare lo sconto attualmente in vigore su benzina e gasolio fino al prossimo 12 giugno, il governo ha bisogno di reperire risorse per circa 340 milioni di euro.
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