Caro carburanti, Giorgetti: “Proroga taglio accise fino alla prima settimana di giugno”

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Il ministro dell’Economia ha spiegato che “le previsioni in caso di un prolungamento del conflitto sono molto serie”, per poi ammonire che l'Europa non può intervenire "soltanto quando il paziente è moribondo o morto. Forse è meglio prevenire”

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Il Consiglio dei ministri convocato per domani sera dovrebbe prorogare il taglio delle accise sui carburanti - in scadenza proprio domani - fino alla prima settimana di giugno. A dirlo è stato il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, in video collegamento con il Festival dell'Economia di Trento: “Sono partito per Cipro con un quadro già delineato che si sta ulteriormente definendo. Credo che si andrà a un decreto legge domani sera, prevediamo interventi che andranno incontro ad esempio agli autotrasportatori e trasporto pubblico locale con il taglio delle accise fino alla prima settimana di giugno. Ci sarà poi anche un intervento per garantire il proseguimento delle attività dell'Ex Ilva". Una misura che, rispondendo ad una domanda, si "potrebbe prorogare".

Giorgetti: “Se conflitto prosegue, previsioni molto serie”

Il titolare del dicastero di via XX Settembre ha aggiunto che “rispetto agli effetti delle crisi geopolitiche, la dimensione delle conseguenze dipende chiaramente dalla durata del conflitto. Se devo sentire, anche nei consessi internazionali al G7 di Parigi, le previsioni in caso di un prolungamento del conflitto sono molto serie". Per poi aggiungere che “non è soltanto il problema del prezzo della benzina, è un problema anche su alcune catene di fornitura, in particolare, ad esempio, quelle relative all'industria". Mentre per quanto riguarda un eventuale intervento dell’Ue, per Giorgetti l'Europa non può intervenire "soltanto quando il paziente è moribondo o morto. Forse è meglio prevenire”, ha detto rispondendo ad una domanda sul rischio che la revisione delle stime di crescita in Europa possa essere un ostacolo alla richiesta dell'Italia di derogare al patto di stabilità per le spese legate allo shock prezzi dell'energia. Giorgetti ha aggiunto che è "un elemento che viene formalmente frapposto alla possibilità di attivare la clausola",  evidenziando che però che lo stesso ragionamento "dovrebbe valere in modo analogo per le spese per la difesa, una possibilità attivata da 17 Paesi in Europa".

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Non soddisfa il Codacons la proroga del taglio delle accise solo fino alla prima settimana di giugno. Secondo l’associazione i prezzi dei carburanti alla pompa rimangono ancora eccessivamente elevati, e per la benzina risultano addirittura in salita sulla rete nazionale. Dunque secondo il Codacons prorogare il taglio delle accise solo fino alla prima settimana di giugno non appare un provvedimento sufficiente, perché allo scadere dello sconto i listini tornerebbero sopra i 2 euro al litro in tutta Italia, aggravando le spese di rifornimento degli italiani e i costi di trasporto, con effetti diretti sull'inflazione. Senza contare che, anche se il conflitto in Medio Oriente finisse oggi e riaprisse subito lo stretto di Hormuz, i listini di benzina e gasolio alla pompa impiegherebbero settimane per tornare ai livelli pre-crisi.

Che cosa farà l’Europa

Intanto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen entro la prossima settimana replicherà per iscritto alla richiesta di Giorgia Meloni di allargare all'energia la deroga al Patto di stabilità sulla difesa. Tuttavia sembra che da parte della numero uno di Palazzo Berlaymont non ci sarà un’apertura: le prime mosse dell'esecutivo Ue non andranno infatti nella direzione richiesta dal governo. Si concentreranno invece sul tesoretto da 95 miliardi, fatto di risorse di Coesione e fondi ancora non elargiti del Next Generation Ue. Ogni strappo alle regole fiscali, in questo momento storico, è visto da Bruxelles come uno strappo alla prudenza che richiede la congiuntura economica delineata dalle stime di primavera. 

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