Jet-fuel, scorte in calo: come impatta la crisi del carburante sui costi dei voli aerei?
La guerra in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno causato enormi rincari sul prezzo del cherosene per rifornire gli aerei. Questo potrebbe tradursi in biglietti estivi più cari per volare. Ma analizzando varie rotte si scopre che la situazione è molto variabile e in continua evoluzione. Anche di questo si è parlato nella puntata dell’1 maggio di "Numeri", approfondimento di Sky TG24
CHEROSENE IN CIMA AI RINCARI
- Dall’attacco congiunto Usa-Israele in Iran e il conseguente conflitto in Medio Oriente, con la chiusura dello Stretto di Hormuz, gli impatti globali sono stati enormi, soprattutto sull’energia. In Europa i rincari in due mesi hanno colpito duramente gas, petrolio, benzina e diesel. Ma la voce più alta riguarda il cherosene per rifornire gli aerei. Anche di questo si è parlato nella puntata dell’1 maggio di Numeri, approfondimento di Sky TG24.
QUANTO INCIDE IL CARBURANTE
- Per le compagnie aeree, il carburante impatta per il 30% tra le voci di costo. Dunque un aumento così elevato del costo del cherosene ha pesanti conseguenze per le casse di queste aziende.
IN ASIA LE CONSEGUENZE PEGGIORI
- Se in Europa, dal 27 febbraio, il costo del cherosene per aerei è salito del 100%, negli Usa la situazione va leggermente meglio (+52%) mentre in Asia la stangata arriva al +136%.
LA PREOCCUPAZIONE UE
- La Commissione Ue ha ribadito che al momento non si registrano carenze di carburante ma “sebbene il mercato stia gestendo la scarsità dell'offerta" di jet-fuel "le scorte commerciali stanno diminuendo a causa della chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz. L'Ue dovrebbe iniziare a prepararsi alle possibili conseguenze qualora" la crisi in Medio Oriente "dovesse protrarsi oltre la fine di maggio”.
LA SITUAZIONE
- Secondo Michael O’Leary, Ceo di Ryanair, “con le coperture finanziarie le compagnie aeree europee dovrebbero essere al riparo dall’aumento dei prezzi del cherosene per 5-6 mesi”. Il manager è convinto che l'unica possibile area a rischio di mancanza di carburante per aerei in Europa è la Gran Bretagna perché Londra "prende il combustibile dal Kuwait".
L’IMPATTO SUI VOLI
- Con queste premesse, quanto si rischia di pagare di più per i biglietti dei voli aerei estivi? Attraverso Google Flights, che monitora l’andamento dei prezzi giorno per giorno, è possibile farsi un’idea. Usando come date un viaggio andata-ritorno dall’1 al 10 agosto, se si cerca un volo Milano-Città del Messico si nota che da inizio conflitto c’è un evidente rincaro.
IL VOLO PER LA CALIFORNIA
- Altra impennata si può riscontrare sul volo Milano-San Francisco, nelle stesse date di inizio agosto.
L’AEREO PER L’AUSTRALIA
- Stesso discorso per il volo Milano-Sydney: dall’inizio della guerra il rincaro si aggira sui 300 euro.
INCOGNITA VOLI
- La situazione però è molto variabile. Se per esempio si considera il volo Milano-Bari, si è assistito a una discesa dei prezzi, così come per la tratta Milano-Il Cairo. Mentre per destinazioni Maldive o Olbia il costo del biglietto è rimasto più o meno stabile. Non c’è quindi una regola certa e non si può sapere di fatto cosa accadrà nelle prossime settimane.