Carburante aerei, quanto stanno impattando i rincari sui prezzi dei voli?
In molti temono che gli effetti della guerra in Medio Oriente rovineranno l'estate, tra mancanza di cherosene e costi troppo alti. Qual è al momento la situazione? Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri" del 23 aprile
L'IMPATTO DELLA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ SUI VOLI AEREI
- Tra i timori legati alla chiusura dello Stretto di Hormuz uno dei più diffusi tra i cittadini riguarda la possibilità che i biglietti aerei nei mesi estivi siano troppo costosi a causa degli aumenti dei prezzi dei carburanti, oppure che non ci siano proprio scorte sufficienti per farli partire. Le paure sono fondate? Anche di questo si è parlato nella puntata di Numeri, di Sky TG24, andata in onda il 23 aprile.
I RIALZI DEI COSTI PER LE COMPAGNIE
- Una tratta a corto raggio, come Barcellona-Parigi, alle compagnie aeree costa all’incirca 26 euro in più a passeggero rispetto all'inizio della guerra in Iran. Per una tratta più lunga, come Parigi-New York, l'aumento sale a 129 euro in più.
I PREZZI DEI BIGLIETTI A MARZO
- Passando ai rincari per i cittadini, gli ultimi dati Eurostat, che si fermano però ai primissimi giorni di guerra, segnalano una crescita del 13% sui voli nazionali e una flessione dello 0,3% su quelli internazionali. Per capire l’impatto della guerra vero e proprio bisogna comunque aspettare i dati di aprile.
LA PRUDENZA DEI CITTADINI NELL'ACQUISTARE I BIGLIETTI
- Quello che è certo che molte persone stanno aspettando ad acquistare i biglietti, come ha evidenziato anche l’ad di Ryanair, Michael O'Leary. Questo sta mitigando i rialzi dei prezzi dei voli, in una fase in cui dovrebbero salire.
VOLI ANDATA E RITORNO DA MILANO
- Guardando a cinque tratte molto gettonate per la settimana di Ferragosto, alcune sono in aumento, ma di qualche decina di euro. Altre per ora sono addirittura in flessione.
CANCELLAZIONE DEL VOLO: DIRITTO A INDENNIZZO?
- Preoccupa la possibilità di vedere il volo cancellato. Se succedesse, il passeggero avrebbe diritto soltanto al rimborso in caso di cancellazione per mancanza di carburante. Se invece saltasse per il rincaro del cherosene, scatterebbe anche un indennizzo, che copre ad esempio spese come quelle per l’hotel.
IL CHEROSENE PER AEREI IN EUROPA
- Ma perché la crisi ha impattato così rapidamente sul trasporto aereo in Europa? Perché i nostri Paesi dipendono (quasi) totalmente dall’estero per il cherosene per aeroplani: soprattutto dal Golfo Persico, da cui arriva già raffinato.
LE SCORTE IN EUROPA
- C’è poi un altro tema, che è quello delle scorte di cherosene di ogni Paese europeo. Le stime relative a dicembre 2025 mostrano differenze enormi tra Stati. In Italia basterebbero per 57 giorni, in linea con la media Ue.
L'AUMENTO DEL CHEROSENE NEL MONDO
- Va detto comunque che ovunque nel mondo i rincari si fanno sentire. In Europa il prezzo del jet fuel è raddoppiato, in Asia va anche peggio: è andato a +136%. Cifre diverse, ma comunque alte, anche negli Stati Uniti, a +52%.
I RINCARI NEGLI USA
- Negli Usa però si stanno dispiegando gli effetti peggiori per i passeggeri, con le compagnie che hanno aumentato di più i prezzi dei biglietti. Succede perché, diversamente che in Europa, meno aziende si erano protette con contratti con i fornitori che le tutelavano dai rincari. Così, pur vivendo in un Paese esportatore di cherosene, i cittadini pagano aumenti più salati.