Spese Difesa, i Paesi Ue e i prestiti Safe: chi li chiede e a quanto ammontano
La Commissione europea ha annunciato la firma degli accordi di prestito Safe da parte di 5 Stati: Polonia, Lituania, Croazia, Romania e Belgio. Tra i Paesi che hanno prenotato questi fondi per la Difesa c'è anche l'Italia. Il confronto tra Roma e gli altri Stati comunitari sulla materia è stato al centro della puntata del programma di Sky TG24 “Numeri”, andata in onda il 29 maggio 2026
LA FIRMA
- Nella giornata di ieri la Commissione europea ha annunciato la firma degli accordi di prestito SAFE. “Sono in totale 5 Stati: Polonia, Lituania, Croazia, Romania e Belgio. L'Italia non ne fa parte", ha dichiarato il portavoce della Commissione Ue Thomas Regnier nel corso del briefing quotidiano con la stampa. Il confronto tra Italia e il resto d’Europa su questa materia sono stati al centro della puntata di Numeri, il programma di Sky TG24 andato in onda il 29 maggio 2026.
LE PAROLE DI TAJANI
- Sui prestiti SAFE si è espresso il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha dichiarato come dall'Italia verranno chiesti all’Europa meno dei 15 miliardi di euro inizialmente domandati: l’intenzione è quella di coprire con i fondi comunitari soltanto i contratti già firmati.
PRO E CONTRO
- I prestiti SAFE per la Difesa hanno dei pro e dei contro: aspetti favorevoli sono in particolare il trattamento riservato per i rimborsi e i tassi convenienti per l’Italia, mentre tra i "contro" si annoverano i vincoli sugli acquisti e l’obbligo di farli in maniera congiunta. Si possono richiedere per contratti firmati entro il 30 maggio 2026.
LE PAROLE DI GIORGETTI
- Sulla convenienza dei fondi SAFE rispetto ai BTP, con un risparmio stimato sui 120 milioni di euro l’anno, si è espresso anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha sottolineato come questi soldi europei potranno essere destinati per spese e progetti per la Difesa già in corso.
I PROGETTI IN CORSO
- Tra i progetti in corso che potranno essere finanziati con i fondi SAFE ci sono il satellite militare Sicral2, l’acquisto di 272 carri armati e di 24 Eurofighter con altri Paesi europei.
CHI HA CHIESTO PIÙ FONDI
- Diversa la situazione nel resto d’Europa: ci sono infatti Paesi che hanno chiesto molti più fondi SAFE come la Danimarca (46,8 miliardi), la Polonia (43,7 miliardi), la Romania (16,7 miliardi) e la Francia (15,1 miliardi).
NEL RESTO D’EUROPA
- La situazione nel resto d’Europa è variegata: ci sono infatti diversi Paesi che li hanno richiesti e altri che li hanno prenotati ma non ancora richiesti (tra questi ci sono Grecia, Portogallo, Francia, Italia e Spagna).
IL CASO POLACCO
- Caso interessante la Polonia che ha richiesto 43,7 miliardi, di cui 6,6 già ricevuti nella giornata di ieri: un segno di come l’Europa voglia trattare la materia il più velocemente possibile.
COME LA POLONIA USA I FONDI SAFE
- La Polonia ha presentato 139 progetti legati ai fondi SAFE: un grande ruolo lo recitano le oltre 10 mila imprese polacche coinvolte, che porteranno conseguentemente i fondi a ricadere sul territorio.
L’ESEMPIO
- Un esempio sono le batterie anti-drone San, un tipo di arma che l’Unione europea non ha a disposizione e che Varsavia sta producendo insieme alla Norvegia. Il costo del progetto, coperto dai fondi SAFE, sarà di 3,5 miliardi e porterà alla produzione di 18 batterie anti-drone.