Guerra Iran, Trump: "Finestra ristretta ma condizioni per accordo a favore degli Usa" LIVE
Il presidente Usa ha affermato che "c'è una finestra temporale ristretta" rispetto all'Iran, ma "farò ciò che è giusto" per "le condizioni favorevoli di un accordo a favore degli Usa". All'intesa manca il via libera finale di Trump, che vuole prendersi qualche altro giorno per valutare. Lo riferisce il sito Axios e lo conferma il vicepresidente JD Vance. Il memorandum prevede 60 giorni di proroga e la riapertura di Hormuz senza pedaggi. Ma Teheran: "Gestione di Hormuz è nostra, Trump prende batoste"
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Usa e Iran hanno raggiunto un accordo martedì per porre fine alla guerra, ma manca il via libera finale di Trump, che vuole prendersi qualche altro giorno per valutare l'intesa. Lo riferisce il sito Axios e lo conferma il vicepresidente JD Vance: "Buoni progressi sull'estensione del cessate il fuoco".
Donald Trump ha affermato che qualsiasi intesa con l'Iran dipenderebbe dal raggiungimento di un "buon accordo" per gli Usa: "Un accordo che non ci sarebbe favorevole è la linea" che ci spingerebbe a riprendere le ostilità, ha dichiarato in un'intervista a Fox che andrà in onda questo fine settimana. Il memorandum prevede 60 giorni di proroga e la riapertura di Hormuz senza pedaggi. Ma Teheran: "Gestione di Hormuz è nostra, Trump prende batoste".
Ieri Israele ha lanciato un attacco mirato su Beirut, il primo sulla capitale libanese da tre settimane. L'ordine di Netanyahu: "Controllare il 70% di Gaza". "Ci sono risultati molto impressionanti, le nostre truppe hanno attraversato il fiume Litani, hanno conquistato le alture dominanti. Operiamo anche a Beirut, nella Beqaa, lungo tutto il fronte, e stiamo infliggendo duri colpi a Hezbollah", ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Gli approfondimenti:
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Flotilla: Salvetti e Bundu ascoltati da Commissione diritti umani di Firenze
Un'audizione lunga oltre un'ora e mezzo questa mattina davanti alla Commissione Pace e Diritti umani di Firenze per l'ex Gkn Dario Salvetti e per Antonella Bundu, già candidata alla presidenza della Regione per Toscana Rossa. Entrambi sono stati convocati dalla Commissione pace e diritti umani del consiglio comunale di Firenze, per sentire la loro testimonianza sull'esperienza della Global Sumud Flotilla terminata con l'arresto e la deportazione in Israele. Oltre a raccontare quanto accaduto dal momento dell'arrembaggio alla loro imbarcazione, entrambi hanno risposto alle domande e alle considerazioni dei consiglieri comunali. In merito a possibili nuove missioni della Flotilla per portare aiuti e 'violare' il blocco israeliano su Gaza, Salvetti ha detto che "la vera domanda è quando verrà meno il blocco illegale su Gaza. Se il metodo della Flotilla non piace, lo facciano cadere in altri modi, lo facciano con tutti gli strumenti opportuni. Ma mi sa che questi strumenti non ci sono, ed è il vero tema". Salvetti e Bundu hanno anche confermato l'azione legale per i maltrattamenti psicologici e fisici subiti: "Lo facciamo anche per coerenza con le nostre parole, ma abbiamo ben poche speranze che arrivi da qualsiasi parte". "Questa audizione - le parole di Stefania Collesei, presidente della commissione 7 - conferma quanto sia urgente mantenere alta la vigilanza e continuare a sollecitare con fermezza l'Unione Europea, il Governo e le autorità internazionali affinché il rispetto del Diritto Internazionale e la salvaguardia dell'incolumità dei civili tornino ad essere priorità assolute e non negoziabili nei consessi internazionali". Per Dmitrij Palagi di Spc quella di Bundu e Salvetti "è una testimonianza politica su cosa accade quando si prova a rompere un blocco illegale con azioni civili non violente. Firenze può e deve trarne le conseguenze istituzionali: nella pressione diplomatica sul Governo nazionale, nelle reti di enti locali, negli atti concreti di cooperazione e interruzione di relazioni con chi pratica quel blocco, denunciando eventuali connivenze economiche del nostro tessuto".
Iran, Usa: "Giudice blocca fondo per 'perseguitati giustizia"
Un giudice federale della Virginia ha disposto il congelamento temporaneo di eventuali pagamenti dal fondo da 1,8 miliardi di dollari voluto da Donald Trump per aiutare i presunti perseguitati dalla giustizia, tra cui gli autori dell'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Lo riporta la Abc. L'ordinanza del giudice, Leonie Brinkema, impedisce all'amministrazione "di intraprendere ulteriori azioni verso la creazione o l'operativita' del Fondo", compresi i trasferimenti di denaro o l'esame delle richieste di risarcimento arrivate da chi si ritenga vittima di persecuzioni politiche. La Brinkema ha deciso la sospensione fino a quando non valutera' le argomentazioni contenute nell'istanza presentata da un ex procuratore che si era occupato dell'inchiesta sui disordini in parlamento.
Nyt: "Sull'Iran Trump spiazza gli alleati, il suo approccio crea confusione"
L'approccio di Donald Trump all'Iran sta spiazzando alleati. Fra bombe, affari e spavalderia, le posizioni del presidente sono oscillate nel corso delle settimane creando confusione fra gli alleati in casa e all'estero. Lo riporta il New York Times sottolineando come l'approccio del presidente sembra più dettato dal suo umore che da una strategia chiara, e riflette il braccio di ferro politico fra i falchi che vorrebbero l'attacco definitivo contro Teheran e i non interventisti che chiedono di fermare la guerra.
Presidente Libano a Rubio: "Tregua da parte di Israele fondamentale per i colloqui"
Il presidente del Libano Joseph Aoun ha dichiarato al segretario di Stato americano Marco Rubio che una tregua da parte di Israele è fondamentale per permettere progressi nei negoziati diplomatici fra Beirut e lo Stato ebraico.
Albanese: "Italia ed Europa non hanno fatto nulla su sanzioni Usa contro di me, non hanno sovranità"
"L'Italia non ha fatto nulla" contro le sanzioni contro di me degli Stati Uniti, "ma non ha fatto nulla neanche l'Europa. Me lo chiedete come sia possibile che sanzioni comminate da un Paese terzo abbiano valore in Europa? Non c'è sovranità italiana, non c'è sovranità europea quando si tratta di Stati Uniti e di sistema bancario". Lo dice Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu sui Territori palestinesi occupati, nel corso della conferenza stampa al Senato in presenta l'ultimo suo report sulle torture di Israele nei confronti dei palestinesi. "I sovranisti in questo Paese dovrebbero farsi sentire, dovrebbero essere scossi da questa realtà - aggiunge - perché oggi colpisce me, domani colpisce chiunque".
Media Libano: "Raid israeliani nel distretto di Sidone, tre morti"
Tre persone sono state uccise dai raid israeliani lanciati sul villaggio di Khrayeb, nel distretto di Sidone, situato nella parte meridionale del Libano. Lo riporta l'Orient-Le Jour. Diversi attacchi sono stati inoltre lanciati anche sui villaggi di Sarafand, vicino a un ospedale governativo, e Baissariyeh, situati all'interno del medesimo distretto.
Araghchi sente ministro Oman: "Discussa la futura gestione di Hormuz"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha sentito il collega omanita Badr Albusaidi per esprimere "la solidarietà dell'Iran di fronte a ogni minaccia". Nei giorni scorsi gli Stati Uniti hanno messo in guardia l'Oman dal concordare con Teheran la gestione congiunta del passaggio marittimo dello Stretto di Hormuz, come previsto dalla bozza "iraniana" di accordo fatta trapelare nei giorni scorsi dai media iraniani. "Abbiamo discusso di Hormuz e della sua futura amministrazione, nel rispetto delle nostre responsabilità sovrane e del diritto internazionale. Accogliamo con favore la consultazione con tutti gli Stati confinanti", ha insistito Araghchi su X.
Borsa: l'Europa si conferma positiva con attesa accordo tra Usa e Iran
Le Borse europee con l'avvio di Wall Street confermano l'andamento positivo sull'attese dell'accordo tra Stati Uniti e Iran. Il petrolio prosegue in calo. Il Brent cede l'1,7% a 92 dollari e il wti l'1,48% a 87,5 dollari al barile. Il gas lascia un marginale 0,1% con il prezzo che è poco sotto i 47 euro al megawattora. Cresce invece l'oro che tocca i 4.538 dollari l'oncia (+3,5%), così come l'argento (+3,8%) che punta i 76 dollari. L'indice d'area del Vecchio Continente, lo stoxx 600, guadagna un quarto di punto percentuale con tech e finanziari in prima fila. Tra le singole Piazze Milano è vicina ai massimi storici di 50.220 punti. Il Ftse Mib sale dello 0,6% a 50.122 punti con le evidenze di Buzzi (+1,9%), Stellantis (+1,73%), Ferrari (+1,45%) e, tra i bancari, Fineco (+1,7%), Mps (+1,6%) e Mediobanca (+1,68%) . Prese di beneficio su Avio (-3,4%), reduce da una serie di rialzi. Parigi registra un +0,37%, Madrid un +0,66%. E' piatta invece Francoforte, nonostante la discesa della disoccupazione in Germania. Lo spread tra Btp e Bund è debole a 71 punti e anche il rendimento cala con il decennale italiano al 3,67%. Infine per i cambi, l'euro è poco mosso sul dollaro. La moneta unica passa di mano a 1,1649 sul biglietto verde.
Iran, Araghchi sente omologo omanita: "Favorevoli a dialogo con tutti Stati confinanti"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha reso noto di aver avuto un colloquio con l'omologo omanita Badr Al Busaidi, in cui ha "espresso la solidarietà dell'Iran all'Oman di fronte a qualsiasi minaccia". "Abbiamo discusso dello Stretto di Hormuz e della sua futura gestione, nel rispetto delle nostre responsabilità sovrane e del diritto internazionale - ha scritto il capo della diplomazia di Teheran su X - Siamo favorevoli a un dialogo con tutti gli Stati confinanti".
Ingresso a Gerusalemme del nunzio apostolico Lingua
“Non troverà facili successi, ma troverà una certezza: che Dio non abbandona il suo popolo, nemmeno quando il futuro sembra incerto”. Il patriarca di Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa, ha accolto oggi, davanti all’Edicola del Santo Sepolcro, mons. Giorgio Lingua, nel suo ingresso ufficiale come delegato apostolico a Gerusalemme, e nunzio apostolico in Israele e Palestina. Gerusalemme, ha detto Pizzaballa, è “amata e contesa, segnata da una vocazione unica alla pace, faticosa certo, ma mai impossibile”. In questo contesto, la missione del delegato apostolico si carica di un significato particolare: “creare opportunità, sostenere le comunità, incoraggiare ogni cammino di riconciliazione”. Il patriarca ha parlato delle difficoltà: “Le comunità cristiane di questa terra attraversano fragilità numerica, tensioni sociali e politiche, il rischio dello scoraggiamento e della dispersione”. E tuttavia, “proprio qui, dove il Vangelo è nato, la vocazione dei cristiani rimane quella di essere testimoni del Risorto, custodi di una speranza che non viene meno”. Mons. Lingua è stato nominato nunzio apostolico in Israele e delegato apostolico a Gerusalemme e Palestina il 22 gennaio 2026, da papa Leone XIV.
Wall Street: apre in lieve rialzo, Dj +0,25%, Nasdaq +0,16% =
Le rinnovate speranze per un accordo in Medio Oriente sostengono l'apertura positiva della Borsa di New York. I listini statunitensi beneficiano inoltre di un diffuso entusiasmo verso il comparto tecnologico e le societa' legate all'intelligenza artificiale, spinto dalla pubblicazione dei solidi risultati finanziari del gruppo informatico Dell. Nelle prime battute di contrattazione, il Dow Jones registra un incremento dello 0,25%, l'indice Nasdaq avanza dello 0,16% e l'indice allargato S&P 500 segna un progresso dello 0,18%.
Gaza, Albanese (Onu): "Tortura palestinesi è diventata sistema"
"Ho indagato l'uso della tortura da parte di Israele verso i palestinesi. Dopo aver letto e raccolto circa trecento testimonianze di sopravvissuti, sono giunta a una conclusione: non soltanto e' vero quanto denunciato un anno fa dalle organizzazioni israeliane, che le carceri israeliane si sono trasformate in una rete di centri di tortura", e non soltanto "e' vero che Israele pratica la tortura come politica di stato", ma "c'e' qualcosa di piu'". Lo ha detto Francesca Albanese, Relatrice speciale dell'Onu sui territori palestinesi durante la conferenza stampa 'Tortura e genocidio' presentando, su iniziativa del senatore Peppe De Cristofaro (Avs), il rapporto del marzo 2026 che ha stilato sulla situazione a Gaza. "Per il genocidio del popolo palestinese la storia ricordera' l'annientamento di Gaza e quello che e' stato fatto a uomini e donne come noi e a figli come i nostri solo perche' palestinesi. E la storia potrebbe anche ricordare questo genocidio come lo stadio finale di un progetto piu' lungo e sistematico: l'imposizione deliberata di un ambiente di tortura collettiva a un intero popolo. Un ambiente in cui la vita quotidiana viene trasformata in sofferenza organizzata, in cui il dolore fisico, psicologico ed esistenziale non e' un effetto collaterale della violenza ma ne e' il metodo", ha sottolineato ancora Albanese, passando in rassegna alcune delle dichiarazioni ricevute, "un frammento microscopico - ha aggiunto - dell'immensa quantita' delle testimonianze raccolte" dei "trattamenti disumani" a cui sono sottoposti i palestinesi negli ultimi anni. "La tortura non e' usata come eccezione o devianza di alcuni ma come pratica sistemica e sistematica", ha osservato.
Wall Street apre in rialzo, Dj +0,13%, Nasdaq +0,20%
Wall Street apre positiva. Il Dow Jones sale dello 0,13% a 50.721,51 punti, il Nasdaq avanza dello 0,20% a 26.971,55 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,19% a 7.578,10 punti.
Libano, Netanyahu: "Idf ha attraversato fiume Litani e avanza"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha celebrato i "risultati davvero notevoli" ottenuti dall'Idf nella guerra contro Hezbollah, sottolineando che le truppe "hanno attraversato il fiume Litani" nel sud del Libano e "sono avanzate nel territorio". I soldati, ha aggiunto parlando con la 36esima divisione corazzata al confine con il Libano, "operano anche a Beirut, nella Bekaa, lungo tutta la linea del fronte, e stiamo colpendo Hezbollah frontalmente".
Consigliere Khamenei: "Attaccheremo gli Usa se il blocco navale dovesse protrarsi"
Mohsen Rezaei, consigliare militare della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, ha affermato che Teheran attaccherà gli Stati Uniti se il blocco Usa dovesse protrarsi oltre un certo periodo di tempo. Lo riporta Iran International. "Washington si avvicina a noi nell'oscurità, mentre noi monitoriamo ogni loro mossa", ha concluso l'ex comandante delle Guardie Rivoluzionarie.
Nyt: "In accordo anche un fondo di investimento per l'Iran"
Nell'accordo fra Iran e Stati Uniti ci sarebbe anche il riferimento a un fondo di investimento per l'Iran. Lo riporta il New York Times, secondo il quale fonti iraniane lo hanno identificato in circa 300 miliardi di dollari. Il fondo sarebbe, secondo Teheran, un 'programma di ricostruzione' che sarebbe promesso all'Iran nel caso in cui un'intesa finale sarà firmata. Secondo due diplomatici, l'ultima bozza del memorandum of understanding farebbe riferimento a un 'fondo di investimento' di internazionale che gli Stati Uniti contribuirebbero a facilitare se un accordo finale sarà raggiunto. I piani per il fondo saranno discussi nel corso dei 60 giorni di trattative. L'idea prende le mosse da una proposta avanzata in precedenza dagli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner, che hanno suggerito di promuovere immobiliari a Teheran oltre a un fondo investimento.
Il petrolio è in calo a New York a 87,29 dollari
Il petrolio è in calo a New York, dove le quotazioni perdono l'1,81% a 87,29 dollari al barile.
Netanyahu: "Truppe hanno attraversato il fiume Litani e conquistato le alture"
"Ci sono risultati molto impressionanti, le nostre truppe hanno attraversato il fiume Litani, hanno conquistato le alture dominanti. Operiamo anche a Beirut, nella Beqaa, lungo tutto il fronte, e stiamo infliggendo duri colpi a Hezbollah". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in visita alla Divisione 36 dell'Idf al confine settentrionale insieme al ministro della Difesa Israel Katz e al vice capo di stato maggiore Tamir Yadai. Lo riferisce l'Ufficio del primo ministro.
Delegazioni militari Israele-Libano al Pentagono per colloqui
Hanno preso il via al Pentagono i colloqui tra le delegazioni militari di Israele e Libano. Lo riferisce L'Orient le Jour, sottolineando che si tratta del primo incontro, a livello di delegazioni, tra le forze armate dei due Paesi per discutere di questioni di sicurezza mentre e' in corso una rinnovata offensiva israeliana contro Hezbollah nel Paese dei Cedri. La squadra libanese e' guidata dal capo delle operazioni dell'esercito, il generale Georges Rizkallah, ed e' composta da sei esponenti provenienti da "diverse specializzazioni". Per quanto riguarda gli israeliani, c'e' il generale di brigata Amichai Levin, capo della divisione strategica nella Direzione Pianificazione dell'Idf.
Libano, Unicef: "15 bimbi morti e 62 feriti in una settimana"
In Libano, nell'ultima settimana, una media di 11 bambini sono rimasti feriti o uccisi ogni 24 ore. Lo ha denunciato l'Unicef, sottolineando che 15 bambini sono morti e altri 62 feriti nei raid israeliani negli ultimi sette giorni. Un bilancio "sconvolgente", secondo il portavoce dell'Unicef, Ricardo Pires, secondo il quale "la stragrande maggioranza di questi bambini è stata colpita dai raid aerei (israeliani) nel Libano meridionale". "Solo ieri - ha aggiunto - sette bambini sono stati uccisi e 30 feriti". Formalmente, in Libano è in vigore dal 17 aprile un cessate il fuoco che tuttavia viene quotidianamente violato sia dai soldati israeliani che dai miliziani di Hezbollah. Negli ultimi giorni l'Idf ha aumentato i bombardamenti sul Paese, arrivando a colpire Tiro e la zona di Beirut oltre che il sud e la valle della Bekaa, e ha ampliato i combattimenti sul terreno, operando a nord della linea difensiva auto-imposta nel sud del Libano.
Tv libanese: "17 tank dell'Idf sono entrati in un villaggio nel sud del Libano"
La tv libanese Al-Jadeed ha riferito oggi, citando una fonte della sicurezza, che circa 17 carri armati e bulldozer D9 dell'Idf sono avanzati ed entrati durante la notte nel villaggio di Dabin, nel sud del Libano, provenendo dalla direzione della città di Al-Khayyam. Le forze dell'esercito libanese schierate all'ingresso del villaggio si sono ritirate all'arrivo dell'Idf, dirigendosi verso nord in direzione della città di Hasbiya.
Beirut, 3.324 persone uccise da Israele dal 2 marzo
Il ministero della Salute libanese afferma che il numero di persone uccise negli attacchi israeliani contro il Paese dal 2 marzo ha raggiunto quota 3.324. Il numero dei feriti è salito a 10.027, aggiunge il comunicato del ministero, diffuso dall'Agenzia Nazionale di Stampa.
Ghalibaf: "No fiducia in Usa. Vinciamo grazie a missili"
E' la potenza militare la vera forza dell'Iran nelle trattative con gli Stati Uniti su cui Teheran non ripone alcuna fiducia. Ad assicurarlo è stato il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, a capo della squadra che sta negoziando con gli Usa. "Non otteniamo concessioni con il dialogo, ma con i missili", ha scritto su X. "Non riponiamo alcuna fiducia nelle garanzie e nelle parole: l'unico criterio è il comportamento. Non verrà fatto alcun passo prima di quello della controparte", ha sottolineato. "Il vincitore di qualsiasi accordo è colui che, dal giorno successivo, si prepara meglio alla guerra", ha concluso.
Capo Idf: "Le truppe stanno avanzando in Libano"
"La manovra (in Libano) verso nuove aree, continua a respingere il nemico, distruggendone le capacità e colpendolo sistematicamente, anche in questo momento le truppe stanno avanzando. Ogni colpo contro Hezbollah è anche un colpo contro l'asse iraniano e contro l'investimento iraniano nella regione. Siamo pronti a qualsiasi sviluppo e manteniamo un alto livello di preparazione anche nei confronti dell'Iran". Lo ha detto in visita alla truppe il capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir. "Oltre 7.500 miliziani sono stati eliminati dall'inizio della guerra, di cui 2.500 dall'inizio dell'operazione 'Ruggito del Leone'. Continueremo a colpire il nemico", ha aggiunto. "La minaccia dei droni rappresenta una sfida, ma la supereremo", ha detto.
Media Iran: "Il memorandum d'intesa sarà annunciato quando completato"
L'agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, ha citato una fonte informata secondo la quale il testo di un possibile memorandum d'intesa tra Teheran e Washington non è ancora stato finalizzato. La fonte ha affermato che il testo verrà annunciato ufficialmente una volta completato. Lo riporta Iran International. In risposta alle notizie diffuse dai media occidentali su alcuni aspetti del possibile accordo, la fonte ha affermato che le versioni pubblicate finora erano "inesatte". La fonte ha inoltre affermato che il testo del possibile memorandum d'intesa tra gli Stati Uniti e la Repubblica islamica è cambiato diverse volte negli ultimi giorni.
Nuovi allarmi attivati in Galilea per il lancio di ordigni dal Libano
Nuovi allarmi sono stati attivati a Even Menachem e Shtula, nella Galilea occidentale, segnalando il lancio di ordigni da parte di Hezbollah dal Libano.
Media Teheran: "Il testo del memorandum con gli Usa non è definitivo"
Il testo del memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti "non è ancora definitivo". Lo ha riferito l'agenzia iraniana Tasnim, secondo cui la bozza dell'accordo sarebbe stata modificata negli ultimi giorni. La fonte citata ha inoltre contestato alcune indiscrezioni circolate sui media internazionali, sostenendo che parte delle informazioni diffuse sul contenuto dell'intesa sarebbero "inesatte".
Nelle scorse ore diversi media statunitensi hanno parlato di un accordo preliminare raggiunto tra Washington e Teheran per estendere di 60 giorni il cessate il fuoco e avviare negoziati finalizzati a una conclusione permanente del conflitto. Secondo queste ricostruzioni, il documento sarebbe solo in attesa del via libera finale del presidente Donald Trump, mentre non è chiaro se abbia già ricevuto l'approvazione della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei. Axios ha inoltre riferito che la bozza prevederebbe la riapertura senza restrizioni del traffico navale nello Stretto di Hormuz e la revoca del blocco navale americano sui porti iraniani.
Axios: "Trump aspetta per vedere come l'accordo è accolto in casa"
Donald Trump sta aspettando per la firma dell'accordo dell'Iran per assicurarsi che l'Iran non torni indietro e vuole inoltre vedere come l'intesa viene accolta negli Stati Uniti. Lo ha detto Barak Ravid, il giornalista di Axios su Cnn, sottolineando che in "un giorno o due potrebbe decidere".
Media: "Idf spara contro un aereo civile scambiandolo per un drone"
L'Idf ha aperto il fuoco contro un aereo civile in volo sopra la Cisgiordania, scambiandolo per un drone. Lo riporta il Times of Israel, secondo cui l'incidente si è verificato dopo che i residenti dell'insediamento di Beit El hanno segnalato la presunta presenza di velivoli a pilotaggio remoto non identificati sopra la zona. A quel punto le truppe israeliane sono state inviate a perlustrare la zona e una delle unità militari, credendo di aver individuato un drone, ha aperto il fuoco contro di esso. Non sono stati segnalati danni o feriti, ma l'esercito dello Stato ebraico ha dichiarato che aprirà un'indagine sull'accaduto.
New York Times: "Nella bozza del memorandum anche 300 miliardi per ricostruzione post-conflitto"
All'interno della bozza di memorandum d'intesa su cui Stati Uniti e Iran avrebbero raggiunto un accordo preliminare, in attesa delle rispettive approvazioni di Donald Trump e della Guida Suprema Mojtaba Khamenei, sarebbe inclusa anche una proposta su un presunto "fondo d'investimento" destinato alla ricostruzione post-conflitto dell'Iran. Lo riferisce il New York Times, citando un funzionario iraniano e un diplomatico coinvolto nei negoziati, secondo cui la cifra ipotizzata si aggirerebbe intorno ai 300 miliardi di dollari.
Il funzionario iraniano ha descritto l'idea come un "programma di ricostruzione" che verrebbe promesso a Teheran in caso di accordo finale e che rappresenterebbe una risposta alle richieste iraniane di risarcimenti per i danni dei bombardamenti, stimati da alcune fonti tra i 300 e i 1.000 miliardi di dollari. I mediatori occidentali parlano invece di un "fondo di investimento internazionale" che gli Stati Uniti contribuirebbero a facilitare.
La proposta si inserisce in una cornice negoziale ancora preliminare, che dovrebbe definire un accordo quadro per aprire successivi negoziati su nucleare iraniano, sanzioni e fine delle ostilità. Secondo i diplomatici coinvolti, l'idea ricalcherebbe una precedente proposta degli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner su investimenti infrastrutturali e immobiliari in Iran.
Unicef: "A Gaza genitori non posso proteggere i propri figli dalla sofferenza"
"L'incapacità di soddisfare i bisogni primari dei bambini a Gaza li sta intrappolando in un circolo vizioso di sofferenza". Lo afferma, in una nota, Salim Oweis Communication Specialist dell'Unicef che la scorsa settimana ha incontrato molti genitori e il filo conduttore di tutte queste conversazioni è "il profondo dolore dei genitori che non si sentono più in grado di fare ciò che è loro più naturale: proteggere la salute e la sicurezza dei propri figli". "Hind non dorme più - racconta - da quando sua figlia Masa, di quattro anni, è stata morsa da un ratto durante la notte. Come molte famiglie, si sono rifugiati dove hanno potuto nel loro caso, al secondo piano di un condominio dove l'acqua di scarico filtra dal soffitto e i roditori strisciano attraverso le fessure dell'edificio e si arrampicano sui tubi a vista. La figlia di Amani, Lemar, di 7 anni, ha sviluppato lesioni profonde e piaghe sulla testa, sulla schiena e sulle gambe a causa di un'infezione batterica. Amani cerca di pulirle le ferite ogni giorno con la poca acqua pulita che riesce a procurarsi, mentre la figlia urla di dolore. La madre di Abdallah mi ha detto che ha sviluppato un'infezione cutanea poiché vivono in una tenda vicino a sabbia contaminata da feci. Sua madre ha parlato con i medici e ha un disperato bisogno di medicinali, acqua pulita a sufficienza e prodotti per l'igiene per aiutarlo a guarire e proteggerlo dall'esposizione a ulteriori infezioni". Per l'esponente dell'Unicef "nessun genitore dovrebbe trovarsi nella situazione di non poter provvedere ai bisogni fondamentali del proprio figlio per garantirne la salute" perchè "l'accesso all'acqua, a un'alimentazione adeguata e nutriente e all'assistenza sanitaria non dovrebbe essere subordinato a condizioni per nessun bambino, in nessun luogo".
Teheran: "Gestione di Hormuz è nostra, Trump prende batoste"
Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, ha affermato che la gestione dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran si è ormai consolidata a livello internazionale, aggiungendo che i paesi ora richiedono l'autorizzazione, pagano delle tariffe e attraversano il canale sotto la guida della Marina delle Guardie Rivoluzionarie. Scrivendo su X, Rezaei ha affermato che il presidente Donald Trump era l'unica persona che non vuole accettare la realtà. "Di tanto in tanto manda il suo esercito ad aprire lo stretto. Arrivano, vengono sconfitti e tornano indietro", scrive Rezaei.
Teheran: "Non intendiamo trasferire uranio arricchito in Paese terzo"
Un alto funzionario iraniano, Ebrahim Azizi, ha dichiarato che Teheran non intende trasferire all'estero le proprie scorte di uranio arricchito. Lo riporta l'agenzia Mizan, chiarendo la posizione iraniana su quello che resta uno dei nodi centrali nei negoziati in corso con gli Stati Uniti. Azizi ha affermato che l'Iran "non intende trasferire il proprio uranio arricchito in un Paese terzo", ribadendo la posizione di Teheran sulla gestione del materiale nucleare.
La questione riguarda in particolare circa mezza tonnellata di uranio arricchito al 60%, tema ancora irrisolto nei colloqui tra Washington e Teheran, che puntano anche a formalizzare una tregua e definire il futuro dello Stretto di Hormuz.
Onu: "15 bambini uccisi in Libano in 7 giorni"
Quindici bambini sono stati uccisi in Libano e 62 feriti negli ultimi sette giorni, nonostante il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. Lo afferma l'Onu in una nota. "Secondo il Ministero della Salute pubblica libanese, 77 bambini sarebbero stati uccisi o feriti solo nell'ultima settimana", ha dichiarato il portavoce dell'Unicef Ricardo Pires durante una conferenza stampa a Ginevra. Il cessate il fuoco tra Israele e il gruppo libanese Hezbollah, sostenuto dall'Iran, avrebbe dovuto entrare in vigore il 17 aprile, ma non è mai stato rispettato. Entrambe le parti si accusano a vicenda di violarlo e giustificano i propri attacchi con presunte violazioni da parte dell'altro schieramento. In totale, dall'annuncio del cessate il fuoco, 55 bambini sono stati uccisi e 212 feriti, ha affermato Pires. Pires ha esortato tutte le parti a rispettare pienamente il cessate il fuoco e a conformarsi in ogni momento al diritto internazionale umanitario, secondo il quale "i bambini e le infrastrutture civili devono essere protetti in ogni momento".
Teheran: controlliamo noi Hormuz. Trump prende solo batoste
È l'Iran a controllare lo stretto di Hormuz e tutti tentativi degli presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di cambiare la situazione sono falliti. Ad assicurarlo è stato Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione per la Sicurezza nazionale e la politica estera. "Il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz è consolidato a livello mondiale. Per questo i paesi chiedono il permesso, pagano i pedaggi e, con la guida della Marina dei Pasdaran, fanno passare le loro navi", ha scritto su X.
Stupri di guerra, Russia e Israele inseriti nella lista nera delle Nazioni Unite. I dati
In base ai dati di monitoraggio raccolti dall'organizzazione, i due Paesi sono stati avvertiti lo scorso anno della possibilità di essere inclusi nella blacklist ma non hanno collaborato alle indagini. In entrambi i casi sono stati segnalati membri dell’esercito, delle forze di sicurezza e dei servizi penitenziari,
Stupri di guerra, Russia e Israele nella lista nera dell'Onu
Vai al contenutoLibano, premier: "Nulla può giustificare continui raid Idf"
Il premier libanese Nawaf Salam ha denunciato iraid israeliani a tappeto sul Libano meridionale, in corso anche oggi, dopo i pesanti attacchi di ieri in particolare a Tiro, oltre che a Beirut. "Nulla puògiustificare" i continui "attacchi" di Israele contro il Libano meridionale, nelle regioni di Tiro e Nabatieh, "né la distruzione dei loro monumenti storici", ha dichiarato Salam in un post su X.
Trump: "Ogni intesa dipende dal buon accordo per gli Usa"
Qualsiasi intesa con l'Iran dipenderà dal raggiungimento di un "buon accordo" per gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il presidente Donald Trump, mentre i negoziati sul programma nucleare di Teheran si intensificano e persistono le tensioni militari nel Golfo Persico. "Un accordo non vantaggioso per noi è l'obiettivo", ha dichiarato Trump a Fox News nelle anticipazioni di in un'intervista che andrà in onda questo fine settimana. "Io negozio. Loro negoziano. Sono ottimi negoziatori", ha aggiunto. Le sue parole arrivano mentre i negoziatori statunitensi e iraniani dovrebbero aver raggiunto un memorandum d'intesa preliminare di 60 giorni che estende l'attuale cessate il fuoco e avvia colloqui più ampi sul nucleare, sebbene l'accordo richieda ancora l'approvazione finale di Trump.
Vance: "Molti progressi su intesa" ma "ancora non siamo al traguardo"
Stati Uniti e Iran "hanno fatto molti progressi" ma "non siamo ancora al traguardo, ma siamo molto vicini". Lo ha dichiarato il vicepresidente degli Stati Uniti, Jd Vance, parlando dei negoziati con i giornalisti durante il volo di rientro a Washington. Vance ha spiegato che resta ancora da capire "se e quando" il presidente Donald Trump approverà un eventuale accordo. "Stiamo continuando a confrontarci con loro. Pensiamo che, almeno finora, stiano negoziando in buona fede e stiamo facendo progressi", ha affermato Vance, aggiungendo di sperare che Trump possa presto "trovarsi nella posizione di sostenere l’accordo".
Teheran: "La Cina può essere garante intesa con Usa"
La Cina "potrebbe essere il garante di una possibile intesa" tra Teheran e Washington. Lo ha dichiarato Jalal Dehghani Firouzabadi, segretario del Consiglio strategico per le relazioni estere della Repubblica islamica, in un'intervista all'agenzia Isna, parlando dei negoziati in corso tra Iran e Stati Uniti sul dossier nucleare. Secondo l'esponente iraniano, il presidente americano Donald Trump "preferisce un'intesa rispetto a un'ulteriore escalation", pur in un contesto di colloqui che ha definito "molto difficili" e caratterizzati da questioni "ampie e complesse".
Firouzabadi ha inoltre evidenziato che le condizioni attuali impongono all'Iran di "affermare la propria autorità sullo Stretto di Hormuz", definendo il passaggio marittimo "un nuovo strumento strategico" e "uno degli elementi del potere dell'Iran". L'alto funzionario ha aggiunto che Teheran deve "bilanciare la sicurezza nazionale con la libertà della navigazione internazionale nello Stretto di Hormuz" e che saranno Iran e Oman a determinarne "il futuro giuridico".
Oltre 1,7 milioni di fedeli lasciano la Mecca dopo il pellegrinaggio dell'Hajj
Oltre 1,7 milioni di pellegrini provenienti da 165 paesi hanno partecipato all'Hajj di quest'anno, uno dei più grandi raduni religiosi al mondo, nonostante la guerra lanciata il 28 febbraio da Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Oggi migliaia di musulmani hanno iniziato a lasciare La Mecca, in Arabia Saudita, dopo aver completato il pellegrinaggio dell'Hajj sotto un caldo torrido e nel contesto di forte tensione in Medio Oriente nonostante la tregua in vigore tra Usa e Iran dall'8 aprile. Circa 30mila iraniani hanno compiuto il pellegrinaggio, rispetto agli 86mila inizialmente previsti. Oggi, i pellegrini hanno completato il terzo giorno del rituale della lapidazione del diavolo a Mina, prima di salire sugli autobus diretti alla Grande Moschea della Mecca per compiere il Tawaf d'addio, l'ultima circumambulazione intorno alla Kaaba, la struttura cubica verso cui i musulmani di tutto il mondo si rivolgono per pregare. Altri hanno scelto di compiere il viaggio a piedi, muniti di ombrelli per proteggersi dal sole, con temperature che quest'anno hanno superato i 40 gradi Celsius. In passato, l'Hajj e' stato funestato da diversi incidenti mortali, tra cui calche, ma quest'anno il caldo intenso si è confermato la principale difficolta'. La Mezzaluna Rossa saudita ha riferito nelle scorse ore di aver fornito assistenza di emergenza a "oltre 83mila persone dall'inizio della stagione dell'Hajj". Le autorità saudite hanno allestito centri medici e cliniche mobili nei pressi dei luoghi di culto, mentre il ministero della Salute ha dichiarato di aver dispiegato oltre 50mika operatori sanitari e 3mila ambulanze per far fronte alle emergenze. Quest'anno non sono stati segnalati incidenti gravi. A differenza degli anni precedenti, pochi pellegrini hanno dormito per strada, poiché le autorità hanno intensificato gli sforzi per contrastare i pellegrini illegali. Nel 2024, oltre 1.300 pellegrini, la stragrande maggioranza dei quali non registrati, sono morti a causa di temperature che hanno raggiunto quasi i 50 gradi Celsius.
Raid Idf su Khan Younis a sud di Gaza, 3 morti
Tre persone sono state uccise questa mattina in un attacco israeliano contro la città di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese Wafa, secondo la quale un drone israeliano ha colpito la zona di Al-Mawasi, a Khan Younis, provocando tre morti e diversi feriti.
Vance: "Per accordo siamo molto vicini al traguardo"
"Non siamo ancora al traguardo, ma siamo molto vicini". Lo ha dichiarato il vicepresidente degli Stati Uniti, Jd Vance, parlando dei negoziati in corso con l'Iran con i giornalisti durante il volo di rientro a Washington dopo aver tenuto un discorso all'Accademia dell'Aeronautica militare americana. Vance ha spiegato che gli Stati Uniti e l’Iran "hanno fatto molti progressi", ma che resta ancora da capire "se e quando" il presidente Donald Trump approverà un eventuale accordo.
Il vicepresidente ha precisato che le parti stanno ancora discutendo "alcuni punti del linguaggio" del memorandum d’intesa e possibili restrizioni al programma nucleare iraniano. "Stiamo continuando a confrontarci con loro. Pensiamo che, almeno finora, stiano negoziando in buona fede e stiamo facendo progressi", ha affermato Vance, aggiungendo di sperare che Trump possa presto "trovarsi nella posizione di sostenere l’accordo", pur sottolineando che "resta tutto da definire".
Idf spara contro aereo civile scambiandolo per drone in Cisgiordania, nessun ferito
L'Idf ha riferito che indagherà su un incidente in cui le truppe hanno sparato contro un aereo civile sopra la Cisgiordania la scorsa notte, scambiandolo per un drone. Lo riporta il Times of Israel. L'episodio è avvenuto dopo che i residenti dell'insediamento di Beit El hanno segnalato diversi droni non identificati sopra la zona. Le truppe dell'Idf sono state inviate a perlustrare l'area e un contingente, credendo di aver individuato un drone, ha aperto il fuoco. In seguito è emerso che la rotta di volo degli aerei in arrivo all'aeroporto Ben Gurion era stata spostata verso est, causando un volo relativamente basso sopra l'area di Beit El, il che potrebbe aver innescato le segnalazioni di droni. L'Idf sta anche verificando la possibilità che un drone della polizia abbia sorvolato la zona in quel momento, provocando le segnalazioni. Non ci sono notizie di danni o feriti nell'incidente, che l'esercito ha dichiarato sarà oggetto di indagine.
Idf ordina l'evacuazione di un villaggio nel sud Libano
L'Idf ha ordinato ai residenti presenti nel villaggio di Ayn Qana, nel sud del Libano, di evacuare urgentemente in vista di un attacco contro Hezbollah. "Per il vostro bene, evacuate immediatamente le vostre case e allontanatevi dal villaggio per una distanza non inferiore a 1000 metri verso terreni aperti", ha scritto su X il portavoce dell'esercito israeliano, Avichay Adraee. "Chiunque si trovi vicino agli elementi di Hezbollah, alle sue installazioni e ai suoi mezzi da combattimento, mette a rischio la propria vita".
Borsa, nuovi record con speranze tregua Iran: Europa verso avvio positivo
L'accordo raggiunto dai negoziatori di Usa e Iran, che ora attende l'approvazione del presidente Donald Trump, alimenta le speranze delle Borse mondiali, che salgono a nuovi record mentre il petrolio prosegue la sua discesa. Il memorandum d'intesa prevede l'estensione del cessate il fuoco di 60 giorni, duranti i quali le parti si confronteranno sul programma nucleare di Teheran. L'indice Msci All Country World sale così dello 0,4% a un nuovo massimo storico, mentre i listini asiatici sono in progresso del 2% facendo segnare un nuovo record grazie al rally dei titoli tecnologici. Il comparto rimane sotto i riflettori dopo che Dell ha messo a segno un balzo del 40% nell'after hours grazie alle prospettive sulle vendite. In Europa i future sull'Eurostoxx 50 salgono dello 0,2%, mentre i contratti sul Ftse Mib milanese guadagnano lo 0,3%. Sul mercato valutario, l'euro si attesta a 1,1646 da 1,1653 ieri in chiusura. La moneta unica vale anche 185,54 yen (da 185,50), mentre il rapporto dollaro/yen è a 159,31 (da 159,20). In calo, come detto, il prezzo del petrolio: il future per luglio del Wti scende dello 0,9% a 88,10 dollari al barile, mentre l'analogo contratto sul Brent scivola dello 0,8% a 92,96 dollari portando a -18% la performance di maggio, flessione mensile più marcata dal marzo 2020.
Trump: "Finestra ristretta ma condizioni per l'accordo a favore Usa"
C'è ''una finestra temporale ristretta'' rispetto all'Iran, ma il presidente americano Donald Trump farà ''ciò che è giusto'' perché si sono le condizioni favorevoli perché un accordo sia a favore degli Stati Uniti. Lo ha dichiarato lo stesso presidente americano in una intervista a Fox News che sarà trasmessa integralmente sabato alle 21 ora di Washington. Gli iraniani sono "ottimi" negoziatori, ha aggiunto Trump secondo le anticipazioni, affermando però che l'esercito di Teheran è ''decimato'' e quetso offre agli Stati Uniti ''una leva per ottenere le condizioni che preferiscono'', prima fra tutte un Iran ''disarmato dal punto di vista nucleare''. Dunque, gli iraniani ''sono astuti, ma alla fine abbiamo tutte le carte in regola perché li abbiamo sconfitti militarmente", ha detto il presidente.
Rubio vedrà il ministro degli Esteri del Pakistan a Washington
Il Segretario di Stato Marco Rubio riceverà oggi a Washington il ministro degli Esteri del Pakistan Mohammad Ishaq Dar, impegnato nella mediazione con l'Iran per il raggiungimento di un accordo che mettà fine alle ostilità. Lo rende noto il Dipartimento di Stato americano diffondendo l'agenda di Rubio. Dar si è recato di recente in Iran. L'incontro inizierà alle 10 ora di Washington, le 16 in Italia.
Trump: "Intesa con l'Iran se è un buon accordo per gli Usa"
Donald Trump ha affermato che qualsiasi intesa con l'Iran dipenderebbe dal raggiungimento di un "buon accordo" per gli Usa, mentre i negoziati si intensificano e persistono le tensioni militari nel Golfo. "Un accordo che non ci sarebbe favorevole è la linea" che ci spingerebbe a riprendere le ostilità, ha dichiarato Trump in un'intervista a Fox che andrà in onda questo fine settimana, sottolineando che gli iraniani "sono ottimi negoziatori". Le dichiarazioni giungono mentre i negoziatori statunitensi e iraniani avrebbero raggiunto un memorandum preliminare di 60 giorni, sebbene l'accordo richieda ancora l'ok finale di Trump.
Pezeshkian: "Impegnati nella diplomazia e ad aumentare cooperazione"
L'Iran è impegnato nella ''diplomazia'' e la sua politica è mirata ad ''ampliare la cooperazione con i Paesi musulmani e confinanti in tutti i settori''. Lo ha scritto il presidente dell'Iran Masoud Pezeshkian su 'X'. ''Ho avuto colloqui con i primi ministri di Malesia e Pakistan per congratularmi con loro in occasione dell'Eid al-Adha'' e ''sottolineando l'impegno dell'Iran per la diplomazia, ho ringraziato la Malesia per la sua posizione umanitaria e il Pakistan per la sua iniziativa e gli sforzi efficaci profusi per raggiungere un accordo'', ha scritto. ''La politica dell'Iran è quella di ampliare la cooperazione con i paesi musulmani e confinanti in tutti i settori'', ha concluso.
Vance: 'progressi su estensione tregua, ma Trump non pronto ad approvarlo'
Gli Usa e l'Iran hanno compiuto buoni progressi sull'estensione del cessate il fuoco, ma il presidente Donald Trump non è ancora pronto ad approvare l'accordo. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance, secondo cui "ci stiamo confrontando su un paio di punti relativi alla formulazione del testo. Abbiamo fatto molti progressi in tal senso". Parlando coi media poche ore dopo che fonti Usa hanno riferito che le due parti avrebbero raggiunto l'intesa, Vance ha espresso l'auspicio che si continui "a fare progressi" per mettere il tycoon "nella posizione di poter avallare l'accordo". Anche se, "ovviamente, la questione è ancora da definire". "È difficile dire esattamente quando, o se, il presidente firmerà il memorandum. Non posso garantire che ci arriveremo, ma allo stato sono abbastanza fiducioso", ha aggiunto. Secondo le ipotesi circolate, l'accordo estenderebbe la tregua per altri 60 giorni e consentirebbe il transito di merci attraverso lo Stretto di Hormuz, dando il via ai negoziati sulle questioni più spinose come il programma nucleare iraniano. Se approvato, rappresenterebbe il passo più importante verso la pace dall'inizio del conflitto, il 28 febbraio. Il possibile accordo è maturato dopo una serie di attacchi reciproci tra Usa e Iran, l'ultimo episodio del genere dall'entrata in vigore del cessate il fuoco all'inizio di aprile. Trump non ha ancora dato il suo via libera e l'Iran non ha commentato la notizia della proposta di accordo, riportata da Axios. L'agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando una fonte vicina al team negoziale, ha riferito che il testo della possibile intesa non è stato ancora finalizzato né confermato. Il Pakistan, che svolge il ruolo di mediatore, ha annunciato che il suo ministro degli Esteri, Ishaq Dar, incontrerà il segretario di Stato americano Marco Rubio a Washington il 29 maggio, malgrado il significato della visita non sia chiaro. Il tycoon ha ripetutamente affermato che la fine della guerra è vicina sin da metà marzo, malgrado le due parti abbiano mostrato scarsi progressi pubblici verso un terreno comune. L'Iran, ad esempio, ha chiesto la revoca delle sanzioni, lo sblocco dei beni all'estero e il ritiro delle forze statunitensi dalla regione. Washington ha chiesto all'Iran di smantellare il suo programma nucleare, che Teheran afferma essere a fini pacifici, oltre che la consegna del materiale fissile altamente arricchito.
Centcom, 'nessun velivolo Usa è stato abbattuto dall'Iran'
Il Comando centrale militare Usa (Centcom) ha contestato e definito "falso" quanto riportato dalla tv di Stato iraniana, secondo cui le forze di Teheran avrebbero abbattuto un velivolo americano nei pressi di Bushehr. In un post su X, il Centcom ha assicurato che "nessun velivolo statunitense è stato abbattuto. Tutti i mezzi aerei statunitensi risultano all'appello".