Secondo il New York Times la riunione nella Situation Room che era stata annunciata dal presidente Usa è durata circa due ore ma non ha portato a nessuna decisione definitiva. "Lo scambio di messaggi tra Iran e Stati Uniti è ancora in corso e l'intesa non è stata ancora finalizzata" ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei. Intanto, l’Idf avanza in Libano, le truppe hanno attraversato il fiume Litani e conquistato le alture
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Niente armai nucleari, distruzione dell'uranio arricchito, libera circolazione e sminamento dello Stretto di Hormuz, nessun fondo a Teheran: Donald Trump ha ribadito la lista delle sue richieste per un accordo. "L'Iran deve accettare", ha avvertito in un post su Truth. Ma dopo un vertice di due ore nella Situation una "decisione finale" sull'intesa non è ancora stata presa. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti. Per l'Iran ci "sono tre scenari: accordo, non accordo o azione cinetica", ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. "Lo scambio di messaggi tra Iran e Stati Uniti è ancora in corso e l'intesa non è stata ancora finalizzata", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei. L'Iran poco prima delle dichiarazioni di Trump era tornato a provocare il tycoon: “Prende solo bastonate, la gestione dello Stretto è nostra”.
In Cisgiordania incidente sfiorato. Israele ha sparato contro un aereo civile, scambiandolo per un drone dopo l'allarme lanciato dai coloni. L'esercito israeliano avanza, intanto, in Libano, le truppe hanno attraversato il fiume Litani e conquistato le alture.
Gli approfondimenti:
- Iran, la risposta alla proposta Usa per la fine della guerra: dal nucleare a Hormuz
- Iran, la Marina militare italiana pianifica l'eventuale invio di 4 navi a Hormuz
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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“Da Trump ok a patto con Iran solo con rispetto linee rosse”. LIVE
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Hezbollah annuncia di avere lanciato attacchi contro il nord di Israele
Il movimento filo-iraniano Hezbollah ha rivendicato oggi la responsabilità di una nuova serie di attacchi contro obiettivi militari nel nord di Israele, vicino al confine con il Libano, mentre i due Paesi sono impegnati in colloqui militari a Washington. In una serie di dichiarazioni, il movimento islamista ha affermato di aver utilizzato droni per colpire assembramenti di soldati vicino a una città nel nord di Israele, un altro in un campo militare in Galilea e una caserma.
Droni Israele uccidono un palestinese a Gaza
Secondo quanto riportato dai corrispondenti di 'Al Jazeera', un attacco di droni israeliani a Gaza City ha ucciso almeno un palestinese e ne ha feriti diversi altri. Secondo i media locali, il drone ha colpito un edificio residenziale nel quartiere occidentale di al-Rimal. I feriti sono stati trasportati all'ospedale al-Shifa.
Iran, internet riparte mentre il dramma dei civili resta invisibile
Dopo circa tre mesi di blackout quasi totale, il web sta lentamente tornando a funzionare. La rete era stata oscurata dai pasdaran durante le proteste interne e poi con l’inizio della guerra. Per settimane dal Paese non sono uscite immagini, testimonianze o notizie indipendenti. Nel frattempo il conflitto avrebbe aggravato una crisi economica e umanitaria già pesantissima. E le trattative internazionali sembrano ignorare il tema dei diritti civili.
Iran, internet riparte mentre il dramma dei civili resta invisibile
Vai al contenutoUna tregua Usa-Iran? Curerebbe il sintomo, non la causa della guerra
La possibile intesa tra Washington e Teheran segna una pausa nella crisi del Golfo, ma non rappresenta ancora una soluzione definitiva. La riapertura dello Stretto potrebbe richiedere settimane per smaltire il traffico navale accumulato e mettere in sicurezza l’area. Sul tavolo restano i dossier più delicati: nucleare iraniano, arsenale missilistico e guerra in Libano. Intanto i mercati reagiscono positivamente alla prospettiva di un cessate il fuoco temporaneo. Ma la stabilità dell’accordo appare fragile.
Una tregua Usa-Iran? Curerebbe il sintomo, non la causa della guerra
Vai al contenutoGuerra, Usa-Iran verso accordo. Da Hormuz all'uranio: cosa sappiamo
Gli Stati Uniti e l'Iran potrebbero annunciare entro il pomeriggio di oggi, 24 maggio, la finalizzazione di una bozza di accordo di pace per porre fine ai combattimenti su tutti i fronti, secondo quanto riferito al Washington Times da una fonte vicina ai negoziati. Una bozza di proposta sarebbe stata concordata già ieri mattina.
Guerra, Usa-Iran verso accordo. Da Hormuz all'uranio: cosa sappiamo
Vai al contenutoWall Street chiude in rialzo, Dj +0,72%, Nasdaq +0,20%
Wall Street chiude positiva. Il Dow Jones sale dello 0,72% a 51.032,65 punti, il Nasdaq avanza dello 0,20% a 26.972,62 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,22% a 7.580,12 punti
Hezbollah annuncia di avere lanciato attacchi contro il nord di Israele
Il movimento filo-iraniano Hezbollah ha rivendicato oggi la responsabilità di una nuova serie di attacchi contro obiettivi militari nel nord di Israele, vicino al confine con il Libano, mentre i due Paesi sono impegnati in colloqui militari a Washington. In una serie di dichiarazioni, il movimento islamista ha affermato di aver utilizzato droni per colpire assembramenti di soldati vicino a una città nel nord di Israele, un altro in un campo militare in Galilea e una caserma.
Ntp: "Usa e Iran mai così vicine ad accordo, fra i nodi i fondi in Qatar"
Gli Stati Uniti e Iran non sono mai stati più vicini alla finalizzazione di un memorandum of understanding. Lo riporta il New York Post citando alcune fonti dell'amministrazione, secondo le quali non è chiaro quanto l'accordo sarà finalizzato. I fondi iraniani congelati in Qatar sono fra gli ultimi nodi irrisolti.
Iran, Bessent: "Eventuale revoca blocco finanziario sarà lenta"
Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha affermato che qualsiasi revoca del blocco finanziario ed economico statunitense contro l'Iran sara' lenta. "Vedremo, sara' cosi': qualsiasi cosa venga tolta viene tolta lentamente", ha detto parlando al Reagan National Economic Forum.
Stretto di Hormuz, perché Ue e Fao temono uno shock alimentare?
Dopo le tensioni legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz e al conseguente aumento dei costi energetici, si fa strada un nuovo scenario di rischio: un possibile shock alimentare su scala mondiale. A lanciare l’allarme sono diverse istituzioni internazionali, che vedono nella fragilità delle catene logistiche globali un fattore capace di innescare una crisi dei prezzi agricoli e alimentari nei prossimi mesi. Ecco cosa sapere.
Stretto di Hormuz, perché Ue e Fao temono uno shock alimentare?
Vai al contenutoBessent: "Tre scenari per l'Iran, le nostre azioni tutte difensive"
Per l'Iran ci "sono tre scenari: accordo, non accordo o azione cinetica". Lo ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. "Tutto quello che gli Stati Uniti hanno fatto" dall'inizio del cessate il fuoco è stato "difensivo", ha messo in evidenza Bessent riferendosi ai recenti attacchi americani nel sud dell'Iran.
Idf: "Razzi di Hezbollah contro una chiesa ortodossa nel sud del Libano"
L'Idf ha pubblicato su X un video, dove denuncia in lingua araba che "il gruppo terrorista Hezbollah ha lanciato razzi la notte scorsa che hanno colpito la chiesa ortodossa di San Giorgio nel sud del Libano. Le operazioni di lancio hanno causato danni agli edifici nel villaggio cristiano di Marjayoun". Per le forze armate israeliane "l'aggressione sfacciata di Hezbollah sulla città di Marjayoun e il danneggiamento della sua chiesa e della sua scuola con razzi è una nuova prova che questa organizzazione non rispetta la santità dei luoghi di culto né il futuro dei bambini, specialmente considerando che la città non rientra nel quadro e nell'ambito delle operazioni delle forze dell'Idf, e questa è un'ulteriore prova che questo partito satanico sta tenendo in ostaggio il Libano per le sue agende terroristiche che distruggono il suo tessuto sociale e prendono di mira le sue città sicure".
Bessent: "Trump chiaro, Hormuz aperto e senza pedaggi"
Donald Trump è stato chiaro: vuole lo Stretto di Hormuz aperto e senza pedaggi. Lo ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg.
'La guerra in Iran? Un errore': gli elettori si schierano contro Trump
La contrarietà è particolarmente forte tra gli elettori indipendenti, categoria particolarmente decisiva in vista delle elezioni di midterm, tra i quali circa tre quarti (il 73%) disapprovano la scelta di Trump.
'La guerra in Iran? Un errore': gli elettori si schierano contro Trump
Vai al contenutoL'Iran "si prepara un funerale sontuoso per la Guida Suprema Ali Khamenei"
Le autorità iraniane stanno gettando le basi per un funerale "sontuoso" per la Guida Suprema assassinata, l'Ayatollah Ali Khamenei, secondo quanto riportato oggi dai media ufficiali, dopo un lungo rinvio dovuto alla guerra della Repubblica Islamica contro Stati Uniti e Israele. Sebbene la data sia ancora incerta, "è stato istituito un quartier generale speciale per preparare la cerimonia funebre e diverse agenzie stanno attualmente pianificando e organizzando tutto", ha riferito la televisione di Stato, citando Mohsen Mahmoudi, capo del Consiglio di coordinamento per la propaganda islamica di Teheran. Khamenei, che ha guidato la Repubblica Islamica per oltre tre decenni, è stato ucciso nella prima ondata di attacchi statunitensi e israeliani che hanno dato inizio alla guerra il 28 febbraio. Anche suo figlio e successore Mojtaba Khamenei è rimasto ferito negli attacchi e non è stato visto in pubblico da quando ha assunto la carica. Ad aprile è stato organizzato un evento in omaggio al padre di Khamenei, ma i funerali di Stato inizialmente annunciati non hanno potuto avere luogo a causa della guerra. La televisione di Stato, citando Mahmoudi, ha affermato che "diverse organizzazioni stanno lavorando per creare le condizioni necessarie affinché, una volta annunciata ufficialmente, si possa tenere una cerimonia 'grandiosa'", aggiungendo che si prevede una "vasta partecipazione".
Iran: terminata riunione con Trump nella Situation Room
La riunione del Presidente americano, Donald Trump, nella Situation Room si e' conclusa, ma non e' stata ancora presa una decisione sull'accordo con l'Iran. Lo riporta il 'New York Times', citando un alto funzionario americano secondo il quale l'incontro e' durato circa due ore. Il funzionario ha aggiunto che "l'amministrazione ritiene di essere vicina a un accordo, ma ci sono ancora alcune questioni in discussione, tra cui lo sblocco dei fondi destinati all'Iran". In precedenza, Trump aveva scritto su 'Truth' che avrebbe tenuto "una riunione nella Situation Room per prendere una decisione definitiva".
Guerra Iran, negli Usa colloqui Libano-Israele su sicurezza. VIDEO
Guerra Iran, negli Usa colloqui Libano-Israele su sicurezza | Video Sky - Sky TG24
Vai al contenutoNew York Times: Trump non ha preso alcuna decisione sull'Iran
La riunione nella Situation Room è durata circa due ore ma Donald Trump non ha preso alcuna decisione sull'accordo con l'Iran. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti. L'amministrazione Trump, secondo il Nyt, ritiene di essere vicina a un accordo ma ci sono ancora alcune questioni da discutere, fra le quali lo sblocco dei fondi iraniani.
Mahmoud Ahmadinejad, il futuro leader in Iran voluto da Usa e Israele
Prima dell’attacco del 28 febbraio, pare che fosse stato individuato come sostituto della Guida Suprema ma i piani non sono andati come previsto e oggi, come scrive il New York Times, sono in molti a chiedersi perché Stati Uniti e Israele abbiano scelto proprio lui, una figura politica molto controversa e discussa sia a Teheran che all’estero.
Mahmoud Ahmadinejad, il futuro leader in Iran voluto da Usa e Israele
Vai al contenutoMedia Teheran: "Intercettato e abbattuto drone vicino isola Qeshm"
L'esercito iraniano ha intercettato e abbattuto un piccolo drone "israelo-americano" che volava nei pressi dell'isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. Lo riferiscono i media della Repubblica islamica.
Centcom: "Bloccate finora 115 navi commerciali dirette ai porti iraniani"
Il Comando centrale delle forze militari Usa (Centcom) ha riferito oggi che 115 navi commerciali sono state finora bloccate nell'ambito della stretta sui porti iraniani attuata dagli Stati Uniti. "Le forze americane continuano a far rispettare il blocco contro l'Iran. Al 29 maggio, 115 navi commerciali sono state reindirizzate per garantire che nessuna merce entri o esca dai porti iraniani", ha scritto il Centcom su X, in merito all'iniziativa entrata in vigore il 13 aprile. La riapertura dello Stretto di Hormuz e il libero flusso del traffico marittimo nel Golfo Persico rimangono una questione centrale nei negoziati ancora in corso tra Stati Uniti e Iran.
La guerra in Iran asciuga le scorte di petrolio globali
Il mese scorso si è registrato il record negativo nella fornitura globale di greggio, solo in minima parte compensata dall’aumento delle produzione atlantica. E i Paesi più ricchi hanno iniziato ad attingere a piene mani alle proprie riserve. Anche se il conflitto terminasse a breve, ci vorranno almeno un paio di trimestri per tornare a volumi di traffico prebellici.
La guerra in Iran asciuga le scorte di petrolio globali
Vai al contenutoIran, media: "Attivata difesa aerea intorno isola in Stretto di Hormuz"
E' stata attivata la difesa aerea intorno all'isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Mehr, senza aggiungere per il momento dettagli.
Petrolio: prezzi in calo spinti da dichiarazioni Trump, brent sotto 92 dlr e Wti sotto 88 dlr
Prezzi del petrolio ancora in calo, spinti dalle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che lasciano presagire che un accordo con l'Iran possa finalmente arrivare. Il brent sta registrando il più forte calo mensile da marzo 2020. A Londra il Brent è sotto i 92 dollari a 91,20 dlr (-1,62%) mentre a New York il West Texas Intermediate (Wti) è in calo dell'1,9% a 87,20 dollari.
Hamas definisce l'avanzata israeliana a Gaza una "palese violazione" della tregua
Hamas ha accusato il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu di una "palese violazione" del cessate il fuoco dell'ottobre 2025, dopo che questi ha ordinato all'esercito di conquistare ulteriore territorio nella Striscia di Gaza. "In palese violazione di tutti gli accordi, come è loro consuetudine, Netanyahu ha annunciato l'espansione del controllo sul 70% della Striscia di Gaza, mentre le uccisioni e la fame continuano", ha dichiarato all'Afp il portavoce di Hamas, Bassem Naim.
Iran, Rubio ringrazia Pakistan per ruolo mediazione 'costruttivo'
Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha ringraziato il Pakistan per il "ruolo costruttivo" svolto nella mediazione con l'Iran e negli sforzi per la stabilità in Medio Oriente. Lo ha riferito il Dipartimento di Stato americano dopo l'incontro a Washington con il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar. Secondo il portavoce del Dipartimento di Stato, Tommy Pigott, Rubio ha espresso apprezzamento per il contributo di Islamabad nel sostenere "la visione del presidente Donald Trump per la pace in Medio Oriente" e per gli sforzi diplomatici condotti con Teheran. Anche il ministero degli Esteri pakistano ha sottolineato che Rubio ha riconosciuto gli "sforzi sinceri di mediazione e diplomazia" del Pakistan per promuovere pace e stabilità nella regione e oltre.
Wall Street, aggiorna i record: vola Dell dopo i conti
Gli indici di Wall Street rafforzano i guadagni e aggiornano i massimi storici, sostenuti dal calo delle quotazioni petrolifere in un contesto di attese per possibili sviluppi positivi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Tra i titoli corre Dell Technologies, che sale del 28,6% dopo aver migliorato la guidance per l'intero esercizio e diffuso conti trimestrali superiori alle aspettative del mercato sia sul fronte dei ricavi sia su quello degli utili. In questo momento il Dow Jones guadagna lo 0,51%, lo S&P 500 lo 0,14% e il Nasdaq +0,05%.
Hamas: "Ci indigna silenzio Board of Peace su occupazione 70% Gaza"
"Ci indigna il silenzio assordante di quello che è chiamato Board of Peace riguardo alle dichiarazioni dell'occupazione sul controllo del 70% della Striscia di Gaza". Lo ha dichiarato Hamas, secondo quanto riferito da al-Jazeera, a proposito dell'ordine alle Idf dato dal primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, di prendere il controllo del 70% della Striscia di Gaza, in contrasto con quanto previsto dagli accordi di cessate il fuoco in vigore dallo scorso ottobre.
Iran: "Non sono in corso negoziati sulla questione nucleare"
Il ministero degli Esteri iraniano ha affermato oggi che non sono in corso "negoziati" sul suo programma nucleare, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lasciato intendere che l'Iran avrebbe rinunciato all'uranio arricchito nell'ambito di un accordo per porre fine alla guerra in Medio Oriente. "In questa fase, siamo concentrati sulla fine della guerra e non sono in corso negoziati sulla questione nucleare", ha dichiarato il portavoce del ministero, Esmaeil Baqaei, alla televisione di stato.
Wsj: "Da Emirati decine di attacchi contro l'Iran durante la guerra"
Gli Emirati Arabi Uniti hanno condotto decine di attacchi aerei contro l'Iran nei primi giorni del conflitto e fino al giorno successivo al cessate il fuoco. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali il coinvolgimento degli Emirati Arabi Uniti è stato maggiore di quanto inizialmente trapelato. Gli attacchi mostrano la determinazione del paese a tutelare i suoi interessi strategici a differenza dell'atteggaimento più cauto adottato dagli altri paesi del Golfo. Gli attacchi sono stati condotti in coordinamento con gli Stati Uniti.
Iran, Baqaei: "Ancora nessun accordo definitivo"
Non e' ancora stato raggiunto "nessun accordo definitivo" con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra con l'Iran. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri di Teheran dopo che Donald Trump aveva detto di essere in attesa di una decisione su un possibile accordo. "Per quanto riguarda l'intesa, come gia' detto, lo scambio di messaggi e' in corso, ma non e' stato ancora raggiunto alcun accordo definitivo", ha dichiarato il portavoce del ministero, Esmaeil Baqaei.
Boldrini: "Tortura palestinesi in carcere strumento genocidio"
"La tortura e gli abusi ai danni dei palestinesi nelle carceri israeliane come strumento del genocidio. Il nuovo rapporto della Relatrice speciale dell'Onu per i territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, denuncia con metodo e precisione quello che succede nelle carceri israeliane ai prigionieri palestinesi, inserendo tutto nel quadro piu' generale del genocidio e della pulizia etnica dei palestinesi. Testimonianze durissime, come quelle che avevamo gia' letto nel report della Ong israeliana B'Tselem, 'Welcome to hell', e nel report di Amnesty International 'Ti senti come un subumano'. Una strategia precisa che mira all'annientamento del popolo palestinese, a fiaccare ogni forma e principio di resistenza e spingere i palestinesi ad andarsene, mentre continua l'annessione illegale e violenta della Cisgiordania e Gaza e' occupata per il 70 per cento del territorio. Davanti a tutto questo l'Ue si limita a emettere sanzioni per 3 coloni e 4 organizzazioni, ignorando tutto il resto. Una scelta incredibilmente vile a cui si associa la decisione dell'Italia di non sostenere la sospensione dell'accordo Ue-Israele. La complicita' dell'Ue e dell'Italia ci trascinano verso un baratro morale e giuridico a cui milioni di europee ed europei si ribellano quotidianamente. I popoli europei non sono mai stati cosi' lontani dai loro governi come adesso". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Iran, non è stato ancora raggiunto "nessun accordo definitivo" con gli Usa
La diplomazia iraniana afferma che non è stato ancora raggiunto "nessun accordo definitivo" con gli Stati Uniti, riferiscono i media statali iraniani. Nonostante i continui scambi di messaggi, l'Iran non ha ancora raggiunto un accordo definitivo con gli Stati Uniti e attenderà di vedere se Washington porrà effettivamente fine a quello che Teheran definisce un blocco navale illegale, ha dichiarato alla televisione di Stato il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, scrive Iran International. Baghaei ha affermato che l'Iran "ha detto addio al linguaggio del 'devo' 47 anni fa" e che i governi occidentali non possono dettare le condizioni alla Repubblica Islamica. "Prendiamo le nostre decisioni basandoci sugli interessi e sui diritti del popolo iraniano", ha aggiunto. Ha inoltre affermato che quello che Washington ha definito un blocco navale è illegale fin dall'inizio, definendolo sia una violazione del cessate il fuoco sia un'interruzione della libertà di navigazione internazionale. Baghaei ha concluso dicendo che Teheran attenderà di vedere se gli Stati Uniti daranno seguito concretamente alla loro posizione dichiarata o se si tratta semplicemente di una "affermazione propagandistica".
Papa, telefonata con Premier Canada: focus pace M.O. e Ucraina
Colloquio telefonico tra Papa Leone e Mark Carney, Primo ministro del Canada, nel pomeriggio in occasione della pubblicazione dell'enciclica Magnifica Humanitas. E' stata discussa l'importanza del confronto sullo sviluppo dell'intelligenza artificiale in una prospettiva etica e di un approccio centrato sull'essere umano. Nel prosieguo della conversazione sono stati affrontati altresi' temi di comune interesse in ambito regionale e internazionale, con speciale riferimento all'impegno per la pace tra i popoli, in particolare del Medio Oriente e dell'Ucraina.
Patuelli: "Anche con tregua su Hormuz non si torna ai flussi di prima"
"Questa vicenda di Hormuz non è una vicenda transitoria: non è che sottoscrivendo un accordo per 60 giorni si ritorna ai flussi che vi erano in precedenza, quindi io ho una preoccupazione di carattere internazionale molto forte". Lo ha affermato Antonio Patuelli, presidente dell'Abi, intervenendo all'evento 'Sulla relazione del governatore della Banca d'Italia' organizzato a Firenze dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia. "Mi meraviglio - ha proseguito - quando vengono fatti degli annunci che danno per scontato che è fatto tutto, poi si vedono le Borse che crescono, ma poi l'annuncio viene contraddetto nelle 48 ore successive e le Borse calano. Avendo studiato diritto a Firenze in via Laura so che c'è una fila di reati in Italia per chi partecipasse a queste operazioni". Secondo Patuelli "è uno scacchiere, quello mediorientale, che finché non arriva a una vera pace, con i vari soggetti distribuiti e connessi all'Iran anch'essi partecipi davvero alla pace, può farci scoprire dalla sera alla mattina che la pace è andata a gambe all'aria".
Iran, media Teheran: "Al momento non è stato raggiunto alcun accordo con Usa"
"Al momento non è stato raggiunto alcun accordo definitivo tra Iran e Stati Uniti". Lo riferisce l'agenzia iraniana Tasnim, secondo cui le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump sulla revoca del blocco navale contro Teheran vanno accolte "con scetticismo" e si inseriscono nel suo "consueto schema di annunci unilaterali e autocelebrativi". Secondo la Tasnim, un'eventuale revoca del blocco rappresenterebbe soltanto "la fine di una delle numerose violazioni del cessate il fuoco", dal momento che tali misure "non avrebbero mai dovuto essere imposte". L'agenzia iraniana sostiene inoltre che le affermazioni di Trump e dei media statunitensi sul dossier nucleare siano "infondate", precisando che al momento non sarebbero in corso discussioni dettagliate sulla questione. Tasnim aggiunge che l'insistenza americana nel non sbloccare i fondi iraniani congelati alimenta i dubbi di Teheran sulla reale volontà negoziale di Washington. La Repubblica islamica, conclude l'agenzia, ha più volte ribadito che la questione degli asset bloccati dovrà essere risolta prima di qualsiasi accordo preliminare.
Gas: prezzo Ttf di Amsterdam a 46,3 euro/MWh (-1,5%)
Il prezzo del gas chiude in calo mentre il mercato guarda ai negoziati tra Usa e Iran. I contratti Ttf ad Amsterdam, mercato di riferimento, cedono l'1,5% a 46,3 euro al megawattora.
Iran, media Teheran: "Termini accordo citati da Trump scorretti"
I termini dell'accordo in negoziazione tra Usa e Iran non sono quelli menzionati dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. E' quanto riferiscono fonti ben informate a Fars, agenzia stampa semiufficiale iraniana. Nel testo della bozza di intesa, spiegano le fonti, non c'e' scritto, come sostiene il magnate, che l'Iran avrebbe accettato di riaprire lo Stretto di Hormuz senza compensi e di smantellare il suo programma nucleare. "Gli Usa devono immediatamente sbloccare 12 miliardi di dollari in beni iraniani prima che le trattative possano procedere", si legge su Fars, "un pieno cessate il fuoco (alle condizioni di Hezbollah) e' altresi' richiesto". "L'accordo e' ancora in attesa dell'approvazione finale in Iran", spiegano le fonti, secondo le quali le affermazioni di Trump sono "un misto di verita' e invenzioni" e "un tentativo di dichiarare una vittoria prematura".
Aiea: "Kazakistan pronto a conservare l'uranio iraniano in caso d'accordo"
Il Kazakistan ha segnalato la propria disponibilità ad accettare le scorte di uranio arricchito a livelli prossimi a quelli necessari per la produzione di armi nucleari, qualora gli Stati Uniti raggiungessero un accordo con l'Iran sul suo programma nucleare. Lo ha riferito il capo dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea). al Financial Times Lo Stato centroasiatico ha espresso la propria apertura a conservare le scorte durante l'incontro tra il presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev e il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, ad Astana questa settimana, come riportato da Grossi in un'intervista pubblicata dal quotidiano. Il Kazakistan ospita un deposito di uranio a basso arricchimento, controllato a livello internazionale, per garantire l'approvvigionamento di combustibile alle centrali elettriche degli Stati membri dell'AIEA e prevenire la proliferazione nucleare. Il deposito è stato inaugurato nel 2017 in collaborazione con l'AIEA.
Idf: "Uccisi 4 miliziani di Hamas a Gaza"
Quattro presunti miliziani di Hamas che "rappresentavano una minaccia immediata per le truppe" sono stati uccisi in raid israeliani nella Striscia di Gaza. Secondo quanto riferito dall'esercito, nel sud della Striscia, l'Idf ha colpito tre miliziani individuati in prossimita' delle truppe. In un altro episodio, un uomo armato, sospettato di essere un cecchino, e' stato colpito e ucciso.
Il prezzo del gas chiude in calo a 46,4 euro su attese accordo Usa-Iran
Il prezzo del gas chiude in calo in attesa che si definisca l'accordo tra Usa e Iran. I contratti Ttf ad Amsterdam, mercato di riferimento, cedono l'1,12% a 46,4 euro al megawattora.
Media Iran: "La versione di Trump sull'accordo è misto di verità e menzogne"
Le affermazioni del presidente statunitense Donald Trump su un possibile accordo con l'Iran sono "un misto di verità e menzogne" e non rispecchiano la bozza di accordo attualmente in fase di revisione a Teheran, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Fars News, vicina alle Guardie Rivoluzionarie, citando fonti informate. Lo scrive Iran International. L'agenzia afferma che la bozza, presentata come "impegno reciproco", è nelle fasi finali di approvazione in Iran, ma non è stata ancora presa una decisione definitiva. Secondo Fars, Trump ha rivendicato la vittoria presentando punti che contraddicono il testo della bozza, pur affermando che il blocco statunitense verrà revocato. L'agenzia nega inoltre che l'Iran abbia accettato di riaprire lo Stretto di Hormuz senza pedaggi o condizioni, affermando che tale clausola non è presente nella bozza. Teheran riaprirà lo stretto dopo la revoca del blocco, sulla base di accordi propri, che potrebbero includere monitoraggio, ispezioni, servizi e misure di sicurezza. E respinge l'affermazione di Trump secondo cui l'Iran avrebbe smantellato o distrutto il proprio materiale nucleare, affermando che fonti informate hanno definito tale asserzione infondata e assente dal memorandum. La notizia dell'agenzia iraniana afferma che la parte più importante della bozza è il pagamento immediato di 12 miliardi di dollari in beni iraniani congelati, aggiungendo che Teheran non passerà a nessuna fase successiva dei negoziati finché il denaro non sarà sbloccato. Ha inoltre affermato che un cessate il fuoco completo in Libano, in linea con la posizione di Hezbollah, è un altro punto chiave. Fars ha dichiarato che l'Iran passerà alla fase successiva dei colloqui, che include l'allentamento delle sanzioni e la questione nucleare, solo se tali condizioni saranno soddisfatte, e che qualsiasi accordo finale si baserà sulle linee rosse della Repubblica Islamica e sulla "completa sfiducia" nei confronti degli Stati Uniti.
Container sospetti per Israele, Presidio propal al porto di Gioia Tauro
Un presidio davanti all'ingresso del Porto di Gioia Tauro, a San Ferdinando, è stato attuato nel pomeriggio da una serie di movimenti che sostengono la causa palestinese e dall'Usb per dire "no al transito di materiale militare attraverso il porto di Gioia Tauro". "Da circa due mesi - hanno ricordato i manifestanti - 16 container con sospetto materiale militare sono sottoposti a ispezione nello scalo portuale e oggi la nave Msc Manasvi avrebbe dovuto procedere al carico. Proprio per questo motivo siamo in presidio davanti al porto. Perché si fa sempre più urgente e necessario monitorare e denunciare la catena della guerra che parte dai nostri territori. Dalle informazioni attualmente in nostro possesso, al momento il carico di container resterà nel porto, e non verrà caricato sulle navi cargo Msc". Alla manifestazione partecipano Global Intifada - Disarmare il Genocidio, Coordinamento Calabria con la Palestina, Bds Calabria, Global Sumud Calabria, Thousand Madleens to Gaza e Usb. "L'iniziativa di oggi, già programmata per mantenere alta l'attenzione sui 16 container contenenti acciaio balistico e bloccati da tempo al porto di Gioia Tauro - ha detto Peppe Marra, sindacalista USB Calabria - si è intrecciata per forza di cose con il ribaltamento di uno straddle carrier avvenuto due giorni fa e il grave ferimento di un operatore portuale, Alessandro Cortese. Dietro ogni 'incidente sul lavoro' ci sono ritmi insostenibili, manutenzione carente, sicurezza sacrificata alla produttività". "In questo Paese - ha aggiunto - c'è una guerra silenziosa che ammazza tre lavoratori al giorno, e centinaia e centinaia di feriti e mutilati. È figlia di quello stesso sistema che eleva a dio il profitto e a niente la vita, che sia di un operaio o di un bimbo di Gaza. Lavoro insicuro e traffici di guerra sono facce di questo stesso sistema. Per questo siamo qui fuori dal porto, con le bandiere della Palestina, per dire basta morti per il profitto".
Borsa: l'Europa chiude cauta e attende un accordo tra Usa e Iran
Le Borse europee chiudono all'insegna della cautela in attesa che si definisca nel dettaglio un accordo ra Stati Uniti e Iran. Francoforte archivia la settimana marginale a +0,05% con il Dax a 25.104 punti. Parigi registra un -0,07% con il Cac 40 a 8.183,34 punti e Londra un -0,09% con il Ftse 100 a 10.416,07 punti.
Rubio vede ministro esteri del Pakistan, lo ringrazia per gli sforzi sull'Iran
Il segretario di Stato Marco Rubio ha incontrato il vice premier e ministro degli esteri del Pakistan Mohammad Ishaq Dar a Washington e lo ha ringraziato per il ruolo costruttivo negli sforzi per l'Iran. Lo riferisce il Dipartimento di Stato.
Borsa Milano: chiude a +0,42% con banche e Nexi =
La Borsa di Milano rallenta sul finale, restando in territorio positivo in linea con le piazze europee, mostrando fiducia nella prospettiva di una pace in Medio Oriente, sullo sfondo del persistente entusiasmo per il settore tecnologico e per l'intelligenza artificiale. L'indice Ftse segna +0,42% a quota 50.036. Durante la seduta ha sfiorato il massimo raggiunto il 25 maggio. In cima al listino Nexi +2,03%. Avanza il settore finanziario con Unicredit +1,82%, Mediolanum +1,98%, Finecobank +1,75%, Intesa Sp +1%. Giu' Amplifon -2,13%. Nell'automotive Stellantis -1,9% e Ferrari +0,53%, che prosegue nel recupero delle perdite dopo la presentazione di Luce. Poste Italiane +1,36%. In calo Avio -1,9% che arretra doppo che un razzo di Blue Origin, azienda aerospaziale del fondatore di Amazon Jeff Bezos, esplode durante un test a terra, e Fincantieri -1,78%. Prysmian -1,53% a causa dei timori sulle possibili carenze di alluminio causate dal blocco dello stretto di Hormuz. Tra gli energetici principali Eni -0,49% ed Enel +0,29%.
Borse europee: chiusura in lieve calo, bene Milano
Msf: "Situazione in Libano oltre l'inimmaginabile, questa non è una tregua"
"La situazione va oltre i limiti dell'immaginabile. Ci sono più di un milione di sfollati e, dopo gli ultimi ordini di evacuazione del governo israeliano, molte persone si stanno spostando nuovamente". È l'allarme lanciato da Conrado Alonso, capomissione di Medici Senza Frontiere in Libano, che denuncia l'emergenza in atto nel Paese. "Questa non è una tregua - afferma Alonso - perché gli attacchi sono costanti e, da quando è stata annunciata ad aprile, ci sono stati bombardamenti e attacchi contro le persone". Il capomissione spiega che "cercare di fornire una risposta umanitaria in queste condizioni è difficile perché anche le strutture sanitarie subiscono attacchi diretti da parte delle forze israeliane". Una situazione di crisi vissuta dal rappresentante di Msf a Nabatiye, nel sud del Paese, dove il 26 maggio "le squadre di soccorso cercavano di salvare le persone ancora in vita nei luoghi sotto attacco e il personale medico-sanitario cercava di ripararsi all'interno dell'ospedale per non essere colpito dalle bombe". A mettere a rischio i civili, inoltre, racconta Alonso, è il meccanismo di diffusione degli ordini di evacuazione, "emessi a mezzanotte, quando le persone cercano di riposare". Da quel momento, "in meno di un'ora Israele inizia a bombardare e questo dimostra la mancanza di limiti in questa guerra e di rispetto per i principi umanitari, fra cui la distinzione tra civili e combattenti".
Boldrini: "Non sospendendo accordo Ue-Israele siamo complici"
"Il governo italiano avrebbe potuto fare molto, non ha fatto niente, anzi ha imbrogliato, ha fatto credere che faceva qualcosa e invece non ha fatto. Perché a Bruxelles per sospendere l'accordo di associazione Ue-Israele ci vuole il voto dell'Italia. Insieme a quello della Germania, basterebbe questo per sospendere quell'accordo. L'Italia non lo fa e si rende in questo modo complice dei crimini del governo Netanyahu". Lo ha detto Laura Boldrini (Pd) nel suo intervento durante la presentazione del rapporto sui territori palestinesi occupati della relatrice speciale delle Nazioni Unite, Francesca Albanese, in Senato a Roma. "E quando io parlo di complicità e dico che ci sono dei crimini imputabili al governo Netanyahu, non sto dicendo qualcosa di antisemita come vorrebbero farci credere - ha aggiunto -. La critica al governo Netanyahu è legittima, la rivendico. Altra cosa è l'antisemitismo, ma c'è chi in Italia sta cercando di chiudere la bocca a chi critica il governo Netanyahu mettendo coloro che lo fanno nella lista degli antisemiti, che è una cosa aberrante".
Il 20 giugno gli iraniani in piazza a Parigi contro l'ondata di esecuzioni
"Sabato 20 giugno, Parigi ospiterà la più grande manifestazione mai organizzata dagli iraniani contro l'ondata senza precedenti di esecuzioni politiche in Iran. I manifestanti, tra cui rappresentanti delle comunità iraniane provenienti da tutta Europa e dal Nord America, insieme ai loro sostenitori internazionali, chiederanno un intervento immediato e un'azione internazionale efficace per fermare le esecuzioni politiche in Iran". Lo riferisce in una nota il comitato organizzativo della manidfestazione. "Purtroppo, finora l'Unione europea non ha adottato misure pratiche significative per arrestare questa ondata di esecuzioni, condotte sotto la copertura delle condizioni di guerra. I manifestanti esprimeranno inoltre il loro sostegno all'istituzione di una repubblica democratica fondata sulla separazione tra religione e Stato", scrivono i promotori. "Nelle ultime settimane, almeno 30 prigionieri politici sono stati giustiziati. Otto di loro erano membri dell'Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell'Iran (PMOI/MEK), 18 erano giovani manifestanti arrestati durante la rivolta di gennaio, mentre due erano combattenti baluci e due attivisti curdi - precisa la nota -. Attualmente, più di 50 prigionieri politici si trovano nel braccio della morte, tra cui almeno 11 persone accusate di appartenenza al PMOI, compresa una donna di 67 anni. Condanne a morte contro prigionieri politici vengono emesse ogni giorno con l'obiettivo di creare un clima di paura e terrore e impedire l'emergere di una nuova rivolta".
Conte: "Condanno l'attacco russo in Romania come lo sparo israeliano all'aereo civile"
"Condanniamo fermamente" il drone russo sulla Romania. "Mi permetto di ricordare che nelle stesse ore l'esercito israeliano ha sparato su un aereo civile scambiandolo per un drone che sorvola la Cisgiordania". Lo ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, a Tagadà su La 7.
Israele, sondaggio voto: Bennett-Lapid in calo, Smotrich rientra
L'unione tra Naftali Bennett e Yair Lapid ha perso potenza, mentre Sionismo Religioso del leader di estrema destra Bezalel Smotrich sembra aver invertito la tendenza negativa e per la seconda settimana di seguito riesce a passare la soglia di sbarramento per la Knesset. E' il sondaggio settimanale pubblicato da Maariv, in vista delle elezioni previste per l'autunno, secondo il quale la nuova formazione 'Insieme' del duo Bennett-Lapid si ferma a 22 seggi, sei in meno rispetto a sette giorni fa. Una frenata di cui beneficia Gadi Eisenkot che continua a salire, arrivando a 17 con due seggi in piu' (cinque se si considera da quando i due colleghi dell'opposizione si sono uniti poco piu' di un mese fa), ma che viene scontata dal gruppo dell'opposizione che scende complessivamente a 58. Nelle proiezioni di voto, i partiti arabi sono fermi a 10 seggi mentre l'attuale coalizione di governo si rafforza, conquistandone 52. A pesare e' il risultato positivo di Sionismo Religioso che supera il 3,25% e guadagna 4 seggi. Male invece il Likud del premier Benjamin Netanyahu che, pur restando il primo partito in Parlamento, continua a scendere, fermandosi a soli 23. Conquistano un seggio in piu' anche l'estrema destra di Otzma Yehudit e il partito ultraortodosso sefardita Shas.
Araghchi: "Gli Usa rinuncino a richieste eccessive per raggiungere un accordo"
Nel corso di una conversazione telefonica il ministero degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato all'omologo omanita Badr Albusaidi che l'accordo finale con gli Usa dipende dalla fine di richieste "eccessive" e posizioni "mutevoli e contradditorie" sui negoziati da parte di Washington. Lo riporta Iran International. Araghchi ha inoltre affermato che Teheran rimane "seria e ferma" nel perseguire quelli che definisce i suoi "legittimi diritti e interessi".
Trump: "Il nostro blocco sarà revocato, navi ferme si preparino a tornare a casa"
Le navi rimaste bloccate nello Stretto di Hormuz a "causa del nostro straordinario e senza precedenti blocco navale — che ora verrà revocato — possono avviare la procedura per fare ritorno a casa. Salutate da parte mia le vostre mogli, i vostri mariti, i vostri genitori e le vostre famiglie: il vostro Presidente preferito!". Lo afferma Donald Trump sul suo social Trump.
Idf: "Messaggio di evacuazione per i residenti di Zefta, nel sud del Libano"
Il portavoce in lingua araba dell'Idf ha diffuso un messaggio di evacuazione per i residenti di Zefta, nel sud del Libano, invitandosi a spostarsi a nord del fiume Zahrani. "Per la vostra sicurezza, vi esortiamo con forza ad allontanarvi dall'area delle operazioni. Chiunque si trovi vicino agli operativi di Hezbollah, alle sue infrastrutture o alle sue armi, mette in pericolo la propria vita", si legge nel post dell'esercito israeliano.
Trump: "La polvere nucleare dell'Iran sarà distrutta"
"La polvere nucleare, che giace sepolta nelle profondità del sottosuolo, verrà riportata alla luce dagli Stati Uniti (l'unico Paese, insieme alla Cina, a possedere le capacità meccaniche per farlo), in stretta coordinazione e collaborazione con l'Iran e con l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, e verrà distrutta". Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth riferendosi all'uranio altamente arricchito iraniano.
Iran, Trump conferma lista richieste: "Tra poco decido"
Niente armai nucleari, distruzione dell'uranio arricchito, libera circolazione e sminamento dello Stretto di Hormuz, nessun fondo a Teheran: Donald Trump ha ribadito la lista delle sue richieste per un accordo. "L'Iran deve accettare", ha avvertito in un post su Truth. "Ora avro' un incontro nella 'situation room' per prendere una decisione finale", ha spiegato. "L'Iran deve accettare che non avra' mai un'arma nucleare o una bomba", ha ammonito Trump. "Lo Stretto di Hormuz deve essere immediatamente aperto, senza pedaggi, a un traffico marittimo illimitato, in entrambe le direzioni. Tutte le bombe, se ce ne sono, saranno disattivate (ne abbiamo rimosse, attraverso la detonazione, numerose con i nostri grandi dragamine). L'Iran completera' la rimozione immediata e/o la detonazione di tutte le mine rimaste, che non saranno molte!)", ha assicurato. "Le navi intrappolate nello Stretto a causa del nostro blocco navale incredibile e senza precedenti, che ora sara' revocato, potrebbero iniziare a tornare a casa!", ha proseguito. "Il materiale arricchito, che a volte indicato come 'Polvere Nucleare', che e' sepolto in profondita' sottoterra con sopra montagne praticamente crollate, grazie al nostro potente attacco di bombardieri B2 11 mesi fa, sara' portato in superficie dagli Stati Uniti (che, tutti sono d'accordo, e' l'unico Paese, insieme alla Cina, con la capacita' meccanica di farlo!), in stretto coordinamento e in congiunzione con la Repubblica islamica dell'Iran, piu' l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, e distrutto", ha insistito. "Non ci sara' nessuno scambio di denaro fino a nuovo avviso. Sono stati concordati altri elementi, di importanza molto minore", ha poi aggiunto.
Trump insiste: "Iran accetti che non avrà l'arma nucleare, riaprire Hormuz"
"L'Iran deve accettare che non avrà mai un'arma nucleare o una bomba. Lo stretto di Hormuz deve essere immediatamente aperto, senza pedaggi, per il traffico marittimo senza restrizioni, in entrambe le direzioni". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. "Tutte le mine, se ce ne sono, verranno eliminate. L'Iran completerà l'immediata rimozione e/o detonazione di tutte le mine rimaste, che non saranno molte", ha aggiunto il presidente.
Trump: "Riunione nella Situation Room per decidere sull'Iran"
Donald Trump nella Situation Room per "prendere una decisione definitiva" sull'Iran. Lo afferma il presidente sul suo social Truth. "Mi riunirò ora, nella Situation Room, per prendere una decisione definitiva", ha scritto.
Albanese: Ue agisca contro "morte civile" da sanzioni Usa
"C'e' qualcuno che ha definito le sanzioni statunitensi una condanna alla sparizione civile. E' vero, nel senso che fa spavento, ma com'e' possibile che delle sanzioni americane impediscano a delle banche italiane o europee di aprire un conto bancario alla persona sanzionata, anche quando e' un funzionario delle Nazioni Unite, oppure un giudice o un Procuratore della Corte Penale internazionale con cittadinanza di uno dei Paesi europei?". A domandarlo, parlando con i giornalisti al Senato, e' la Relatrice speciale Onu sui territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, a proposito del rinnovato suo inserimento da parte degli Usa nella lista delle persone sottoposte a sanzioni. "Com'e' possibile - riprende - che un'assicurazione medica si rifiuti di rimborsare le spese mediche perche' e' collegata a imprese americane? C'e' una morte civile, sembra un'iperbole ma non lo e', perche' fondamentalmente chi e' sanzionato non e' piu' indipendente. Ho due figli minorenni e se fossi da sola non sarei capace di provvedere ad alcuna delle loro spese". "Bisogna fare pressione sull'Unione europea - esorta allora - affinche' ponga in essere il blocco dell'effetto delle sanzioni statunitensi in territorio europeo. Non c'e' per il momento altra soluzione ma anche questa e' una soluzione di breve periodo. Lo statuto di blocco gia' c'e', va allargato ai giudici e Procuratori della Corte Penale internazionale, a me e alle organizzazioni palestinesi che sono state punite".
Trump: “Riunione nella Situation Room su Iran”
Trump annuncia una riunione nella Situation Room per discutere dell’Iran. Lo riporta Reuters.
Cnn: "Difficile Trump firmi se non ci sarà prima ok definitivo di Khamenei"
E' difficile che Donald Trump firmi l'accordo con l'Iran prima di aver ricevuto conferma definitiva del fatto che la guida suprema Mojtaba Khamenei abbia approvato il documento. Lo riporta Cnn citando un funzionario americano.
Reporter di Iran International nel mirino di Teheran, un greco incriminato in Gb
Un cittadino greco è stato incriminato dalle autorità britanniche per aver assistito un servizio di intelligence straniero, ritenuto quello di Teheran, nel prendere di mira un giornalista di Iran International, media con base a Londra legato ad ambienti dell'opposizione e della diaspora iraniana. Si tratta di Ioannis Aidinidis, 46 anni, residente a Monaco di Baviera, accusato ai sensi del National Security Act al termine di un'indagine condotta da Scotland Yard riguardante l'attività di sorveglianza condotta dall'uomo nei confronti della presunta vittima, di cui non si conosce il nome, per conto della Repubblica islamica. Si tratta dell'ultimo episodio legato a Iran International, che il mese scorso aveva dichiarato di essere oggetto di "uno sforzo sistematico di intimidazione" volto a "mettere a tacere il giornalismo indipendente al di fuori dei confini iraniani". In aprile il 21enne Oisin McGuinness, il 19enne Nathan Dunn e un 16enne la cui identità resta coperta dal riserbo legale in quanto minorenne, tutti britannici e senza radici islamiche, erano comparsi in un tribunale londinese con l'accusa di tentato incendio doloso contro gli uffici dell'emittente privata. La tv ha sede in un edificio fortemente sorvegliato dalla polizia nell'ovest della capitale, dopo che era stata designata come organizzazione "terroristica" da Teheran nel 2022, insieme al canale in lingua persiana della Bbc.
Media: "Trump ha acquistato azioni Dell prima di un maxi-contratto dal Pentagono"
Donald Trump ha acquistato milioni di dollari di azioni Dell mesi prima che la società ricevesse dal Pentagono un contratto da cinque anni del valore di 9,7 miliardi di dollari. Lo riportano i media americani, sottolineando che il presidente ha acquistato in febbraio titoli Dell per una cifra compresa fra uno e cinque milioni di dollari.
Albanese: "In Palestina una prassi di tortura collettiva usata in modo sistematico"
"La storia potrebbe anche ricordare questo genocidio come lo stadio finale di un progetto più lungo e sistematico: l'imposizione deliberata di un ambiente di tortura collettiva, come lo chiamano gli esperti, ad un intero luogo, un ambiente in cui la vita quotidiana viene trasformata in sofferenza organizzata, in cui il dolore fisico, psicologico ed esistenziale non è un effetto collaterale della violenza, ma ne è il metodo". Lo ha detto la relatrice speciale delle Nazioni Unite, Francesca Albanese in un incontro per la presentazione del suo rapporto sui territori palestinesi occupati - già presentato ufficialmente nel marzo scorso - in Senato a Roma. Per Albanese dall'ottobre del 2023 la violenza "ha assunto nuovi livelli. La finalità è costringere la gente ad abbandonare la loro terra. Sono 9.000 palestinesi che restano detenuti, la metà senza processo e detenuti 'amministrativamente'. Poi ci sono 4.000 'desaparecidos', persone arrestate ma che non si sa che fine hanno fatto. La violenza sessuale è divenuta diffusa e usata come strumento di umiliazione e di dominio".
Wsj: "Rischi dalla struttura in due fasi dell'accordo in Iran"
Il rischio maggiore dall'accordo in Iran è legato alla sua struttura in due fasi: senza il blocco americano durante i negoziati, per gli Stati Uniti più difficile strappare concessioni o garantirne l'attuazione. Lo afferma il board editoriale del Wall Street Journal, notando che ci sono "notevoli lacune" relative alla seconda fase dell'accordo, quella successiva alla firma del memorandum of understanding. Questo è legato a "un'unica ragione. Il regime iraniano intende perseguire ancora l'arma nucleare ed è con questo obiettivo in mente che sta conducendo i negoziati".
Libano, Aoun a Rubio: "Tregua cruciale per progressi colloqui"
Il cessate il fuoco tra Libano e Israele e' fondamentale per far progredire i colloqui tra i due Paesi. Lo ha sottolineato il presidente libanese Joseph Aoun al segretario di Stato americano Marco Rubio, mentre si sta svolgendo al Pentagono l'incontro tra le delegazioni militari di Tel Aviv e Beirut. Durante una telefonata, il capo di Stato libanese "ha sottolineato la necessita' di compiere ogni sforzo per raggiungere un cessate il fuoco, considerandolo un passaggio essenziale per poter procedere a qualsiasi altro passo", si legge in un comunicato dell'ufficio di Aoun. Dal 16 aprile e' formalmente in vigore un cessate il fuoco in Libano che quotidianamente viene violato sia da Israele che da Hezbollah. Negli ultimi giorni, l'Idf ha ripreso l'offensiva militare nel Paese dei Cedri, bombardando ampie zone del Paese - comprese Tiro e l'area di Beirut - e i soldati sono avanzati oltre il fiume Litani.
Flotilla: Salvetti e Bundu ascoltati da Commissione diritti umani di Firenze
Un'audizione lunga oltre un'ora e mezzo questa mattina davanti alla Commissione Pace e Diritti umani di Firenze per l'ex Gkn Dario Salvetti e per Antonella Bundu, già candidata alla presidenza della Regione per Toscana Rossa. Entrambi sono stati convocati dalla Commissione pace e diritti umani del consiglio comunale di Firenze, per sentire la loro testimonianza sull'esperienza della Global Sumud Flotilla terminata con l'arresto e la deportazione in Israele. Oltre a raccontare quanto accaduto dal momento dell'arrembaggio alla loro imbarcazione, entrambi hanno risposto alle domande e alle considerazioni dei consiglieri comunali. In merito a possibili nuove missioni della Flotilla per portare aiuti e 'violare' il blocco israeliano su Gaza, Salvetti ha detto che "la vera domanda è quando verrà meno il blocco illegale su Gaza. Se il metodo della Flotilla non piace, lo facciano cadere in altri modi, lo facciano con tutti gli strumenti opportuni. Ma mi sa che questi strumenti non ci sono, ed è il vero tema". Salvetti e Bundu hanno anche confermato l'azione legale per i maltrattamenti psicologici e fisici subiti: "Lo facciamo anche per coerenza con le nostre parole, ma abbiamo ben poche speranze che arrivi da qualsiasi parte". "Questa audizione - le parole di Stefania Collesei, presidente della commissione 7 - conferma quanto sia urgente mantenere alta la vigilanza e continuare a sollecitare con fermezza l'Unione Europea, il Governo e le autorità internazionali affinché il rispetto del Diritto Internazionale e la salvaguardia dell'incolumità dei civili tornino ad essere priorità assolute e non negoziabili nei consessi internazionali". Per Dmitrij Palagi di Spc quella di Bundu e Salvetti "è una testimonianza politica su cosa accade quando si prova a rompere un blocco illegale con azioni civili non violente. Firenze può e deve trarne le conseguenze istituzionali: nella pressione diplomatica sul Governo nazionale, nelle reti di enti locali, negli atti concreti di cooperazione e interruzione di relazioni con chi pratica quel blocco, denunciando eventuali connivenze economiche del nostro tessuto".
Iran, Usa: "Giudice blocca fondo per 'perseguitati giustizia"
Un giudice federale della Virginia ha disposto il congelamento temporaneo di eventuali pagamenti dal fondo da 1,8 miliardi di dollari voluto da Donald Trump per aiutare i presunti perseguitati dalla giustizia, tra cui gli autori dell'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Lo riporta la Abc. L'ordinanza del giudice, Leonie Brinkema, impedisce all'amministrazione "di intraprendere ulteriori azioni verso la creazione o l'operativita' del Fondo", compresi i trasferimenti di denaro o l'esame delle richieste di risarcimento arrivate da chi si ritenga vittima di persecuzioni politiche. La Brinkema ha deciso la sospensione fino a quando non valutera' le argomentazioni contenute nell'istanza presentata da un ex procuratore che si era occupato dell'inchiesta sui disordini in parlamento.
Nyt: "Sull'Iran Trump spiazza gli alleati, il suo approccio crea confusione"
L'approccio di Donald Trump all'Iran sta spiazzando alleati. Fra bombe, affari e spavalderia, le posizioni del presidente sono oscillate nel corso delle settimane creando confusione fra gli alleati in casa e all'estero. Lo riporta il New York Times sottolineando come l'approccio del presidente sembra più dettato dal suo umore che da una strategia chiara, e riflette il braccio di ferro politico fra i falchi che vorrebbero l'attacco definitivo contro Teheran e i non interventisti che chiedono di fermare la guerra.
Presidente Libano a Rubio: "Tregua da parte di Israele fondamentale per i colloqui"
Il presidente del Libano Joseph Aoun ha dichiarato al segretario di Stato americano Marco Rubio che una tregua da parte di Israele è fondamentale per permettere progressi nei negoziati diplomatici fra Beirut e lo Stato ebraico.
Albanese: "Italia ed Europa non hanno fatto nulla su sanzioni Usa contro di me, non hanno sovranità"
"L'Italia non ha fatto nulla" contro le sanzioni contro di me degli Stati Uniti, "ma non ha fatto nulla neanche l'Europa. Me lo chiedete come sia possibile che sanzioni comminate da un Paese terzo abbiano valore in Europa? Non c'è sovranità italiana, non c'è sovranità europea quando si tratta di Stati Uniti e di sistema bancario". Lo dice Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu sui Territori palestinesi occupati, nel corso della conferenza stampa al Senato in presenta l'ultimo suo report sulle torture di Israele nei confronti dei palestinesi. "I sovranisti in questo Paese dovrebbero farsi sentire, dovrebbero essere scossi da questa realtà - aggiunge - perché oggi colpisce me, domani colpisce chiunque".
Media Libano: "Raid israeliani nel distretto di Sidone, tre morti"
Tre persone sono state uccise dai raid israeliani lanciati sul villaggio di Khrayeb, nel distretto di Sidone, situato nella parte meridionale del Libano. Lo riporta l'Orient-Le Jour. Diversi attacchi sono stati inoltre lanciati anche sui villaggi di Sarafand, vicino a un ospedale governativo, e Baissariyeh, situati all'interno del medesimo distretto.
Araghchi sente ministro Oman: "Discussa la futura gestione di Hormuz"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha sentito il collega omanita Badr Albusaidi per esprimere "la solidarietà dell'Iran di fronte a ogni minaccia". Nei giorni scorsi gli Stati Uniti hanno messo in guardia l'Oman dal concordare con Teheran la gestione congiunta del passaggio marittimo dello Stretto di Hormuz, come previsto dalla bozza "iraniana" di accordo fatta trapelare nei giorni scorsi dai media iraniani. "Abbiamo discusso di Hormuz e della sua futura amministrazione, nel rispetto delle nostre responsabilità sovrane e del diritto internazionale. Accogliamo con favore la consultazione con tutti gli Stati confinanti", ha insistito Araghchi su X.
Borsa: l'Europa si conferma positiva con attesa accordo tra Usa e Iran
Le Borse europee con l'avvio di Wall Street confermano l'andamento positivo sull'attese dell'accordo tra Stati Uniti e Iran. Il petrolio prosegue in calo. Il Brent cede l'1,7% a 92 dollari e il wti l'1,48% a 87,5 dollari al barile. Il gas lascia un marginale 0,1% con il prezzo che è poco sotto i 47 euro al megawattora. Cresce invece l'oro che tocca i 4.538 dollari l'oncia (+3,5%), così come l'argento (+3,8%) che punta i 76 dollari. L'indice d'area del Vecchio Continente, lo stoxx 600, guadagna un quarto di punto percentuale con tech e finanziari in prima fila. Tra le singole Piazze Milano è vicina ai massimi storici di 50.220 punti. Il Ftse Mib sale dello 0,6% a 50.122 punti con le evidenze di Buzzi (+1,9%), Stellantis (+1,73%), Ferrari (+1,45%) e, tra i bancari, Fineco (+1,7%), Mps (+1,6%) e Mediobanca (+1,68%) . Prese di beneficio su Avio (-3,4%), reduce da una serie di rialzi. Parigi registra un +0,37%, Madrid un +0,66%. E' piatta invece Francoforte, nonostante la discesa della disoccupazione in Germania. Lo spread tra Btp e Bund è debole a 71 punti e anche il rendimento cala con il decennale italiano al 3,67%. Infine per i cambi, l'euro è poco mosso sul dollaro. La moneta unica passa di mano a 1,1649 sul biglietto verde.
Iran, Araghchi sente omologo omanita: "Favorevoli a dialogo con tutti Stati confinanti"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha reso noto di aver avuto un colloquio con l'omologo omanita Badr Al Busaidi, in cui ha "espresso la solidarietà dell'Iran all'Oman di fronte a qualsiasi minaccia". "Abbiamo discusso dello Stretto di Hormuz e della sua futura gestione, nel rispetto delle nostre responsabilità sovrane e del diritto internazionale - ha scritto il capo della diplomazia di Teheran su X - Siamo favorevoli a un dialogo con tutti gli Stati confinanti".
Ingresso a Gerusalemme del nunzio apostolico Lingua
“Non troverà facili successi, ma troverà una certezza: che Dio non abbandona il suo popolo, nemmeno quando il futuro sembra incerto”. Il patriarca di Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa, ha accolto oggi, davanti all’Edicola del Santo Sepolcro, mons. Giorgio Lingua, nel suo ingresso ufficiale come delegato apostolico a Gerusalemme, e nunzio apostolico in Israele e Palestina. Gerusalemme, ha detto Pizzaballa, è “amata e contesa, segnata da una vocazione unica alla pace, faticosa certo, ma mai impossibile”. In questo contesto, la missione del delegato apostolico si carica di un significato particolare: “creare opportunità, sostenere le comunità, incoraggiare ogni cammino di riconciliazione”. Il patriarca ha parlato delle difficoltà: “Le comunità cristiane di questa terra attraversano fragilità numerica, tensioni sociali e politiche, il rischio dello scoraggiamento e della dispersione”. E tuttavia, “proprio qui, dove il Vangelo è nato, la vocazione dei cristiani rimane quella di essere testimoni del Risorto, custodi di una speranza che non viene meno”. Mons. Lingua è stato nominato nunzio apostolico in Israele e delegato apostolico a Gerusalemme e Palestina il 22 gennaio 2026, da papa Leone XIV.
Wall Street: apre in lieve rialzo, Dj +0,25%, Nasdaq +0,16% =
Le rinnovate speranze per un accordo in Medio Oriente sostengono l'apertura positiva della Borsa di New York. I listini statunitensi beneficiano inoltre di un diffuso entusiasmo verso il comparto tecnologico e le societa' legate all'intelligenza artificiale, spinto dalla pubblicazione dei solidi risultati finanziari del gruppo informatico Dell. Nelle prime battute di contrattazione, il Dow Jones registra un incremento dello 0,25%, l'indice Nasdaq avanza dello 0,16% e l'indice allargato S&P 500 segna un progresso dello 0,18%.
Gaza, Albanese (Onu): "Tortura palestinesi è diventata sistema"
"Ho indagato l'uso della tortura da parte di Israele verso i palestinesi. Dopo aver letto e raccolto circa trecento testimonianze di sopravvissuti, sono giunta a una conclusione: non soltanto e' vero quanto denunciato un anno fa dalle organizzazioni israeliane, che le carceri israeliane si sono trasformate in una rete di centri di tortura", e non soltanto "e' vero che Israele pratica la tortura come politica di stato", ma "c'e' qualcosa di piu'". Lo ha detto Francesca Albanese, Relatrice speciale dell'Onu sui territori palestinesi durante la conferenza stampa 'Tortura e genocidio' presentando, su iniziativa del senatore Peppe De Cristofaro (Avs), il rapporto del marzo 2026 che ha stilato sulla situazione a Gaza. "Per il genocidio del popolo palestinese la storia ricordera' l'annientamento di Gaza e quello che e' stato fatto a uomini e donne come noi e a figli come i nostri solo perche' palestinesi. E la storia potrebbe anche ricordare questo genocidio come lo stadio finale di un progetto piu' lungo e sistematico: l'imposizione deliberata di un ambiente di tortura collettiva a un intero popolo. Un ambiente in cui la vita quotidiana viene trasformata in sofferenza organizzata, in cui il dolore fisico, psicologico ed esistenziale non e' un effetto collaterale della violenza ma ne e' il metodo", ha sottolineato ancora Albanese, passando in rassegna alcune delle dichiarazioni ricevute, "un frammento microscopico - ha aggiunto - dell'immensa quantita' delle testimonianze raccolte" dei "trattamenti disumani" a cui sono sottoposti i palestinesi negli ultimi anni. "La tortura non e' usata come eccezione o devianza di alcuni ma come pratica sistemica e sistematica", ha osservato.
Wall Street apre in rialzo, Dj +0,13%, Nasdaq +0,20%
Wall Street apre positiva. Il Dow Jones sale dello 0,13% a 50.721,51 punti, il Nasdaq avanza dello 0,20% a 26.971,55 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,19% a 7.578,10 punti.
Libano, Netanyahu: "Idf ha attraversato fiume Litani e avanza"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha celebrato i "risultati davvero notevoli" ottenuti dall'Idf nella guerra contro Hezbollah, sottolineando che le truppe "hanno attraversato il fiume Litani" nel sud del Libano e "sono avanzate nel territorio". I soldati, ha aggiunto parlando con la 36esima divisione corazzata al confine con il Libano, "operano anche a Beirut, nella Bekaa, lungo tutta la linea del fronte, e stiamo colpendo Hezbollah frontalmente".
Consigliere Khamenei: "Attaccheremo gli Usa se il blocco navale dovesse protrarsi"
Mohsen Rezaei, consigliare militare della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, ha affermato che Teheran attaccherà gli Stati Uniti se il blocco Usa dovesse protrarsi oltre un certo periodo di tempo. Lo riporta Iran International. "Washington si avvicina a noi nell'oscurità, mentre noi monitoriamo ogni loro mossa", ha concluso l'ex comandante delle Guardie Rivoluzionarie.
Nyt: "In accordo anche un fondo di investimento per l'Iran"
Nell'accordo fra Iran e Stati Uniti ci sarebbe anche il riferimento a un fondo di investimento per l'Iran. Lo riporta il New York Times, secondo il quale fonti iraniane lo hanno identificato in circa 300 miliardi di dollari. Il fondo sarebbe, secondo Teheran, un 'programma di ricostruzione' che sarebbe promesso all'Iran nel caso in cui un'intesa finale sarà firmata. Secondo due diplomatici, l'ultima bozza del memorandum of understanding farebbe riferimento a un 'fondo di investimento' di internazionale che gli Stati Uniti contribuirebbero a facilitare se un accordo finale sarà raggiunto. I piani per il fondo saranno discussi nel corso dei 60 giorni di trattative. L'idea prende le mosse da una proposta avanzata in precedenza dagli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner, che hanno suggerito di promuovere immobiliari a Teheran oltre a un fondo investimento.
Il petrolio è in calo a New York a 87,29 dollari
Il petrolio è in calo a New York, dove le quotazioni perdono l'1,81% a 87,29 dollari al barile.
Netanyahu: "Truppe hanno attraversato il fiume Litani e conquistato le alture"
"Ci sono risultati molto impressionanti, le nostre truppe hanno attraversato il fiume Litani, hanno conquistato le alture dominanti. Operiamo anche a Beirut, nella Beqaa, lungo tutto il fronte, e stiamo infliggendo duri colpi a Hezbollah". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in visita alla Divisione 36 dell'Idf al confine settentrionale insieme al ministro della Difesa Israel Katz e al vice capo di stato maggiore Tamir Yadai. Lo riferisce l'Ufficio del primo ministro.
Delegazioni militari Israele-Libano al Pentagono per colloqui
Hanno preso il via al Pentagono i colloqui tra le delegazioni militari di Israele e Libano. Lo riferisce L'Orient le Jour, sottolineando che si tratta del primo incontro, a livello di delegazioni, tra le forze armate dei due Paesi per discutere di questioni di sicurezza mentre e' in corso una rinnovata offensiva israeliana contro Hezbollah nel Paese dei Cedri. La squadra libanese e' guidata dal capo delle operazioni dell'esercito, il generale Georges Rizkallah, ed e' composta da sei esponenti provenienti da "diverse specializzazioni". Per quanto riguarda gli israeliani, c'e' il generale di brigata Amichai Levin, capo della divisione strategica nella Direzione Pianificazione dell'Idf.
Libano, Unicef: "15 bimbi morti e 62 feriti in una settimana"
In Libano, nell'ultima settimana, una media di 11 bambini sono rimasti feriti o uccisi ogni 24 ore. Lo ha denunciato l'Unicef, sottolineando che 15 bambini sono morti e altri 62 feriti nei raid israeliani negli ultimi sette giorni. Un bilancio "sconvolgente", secondo il portavoce dell'Unicef, Ricardo Pires, secondo il quale "la stragrande maggioranza di questi bambini è stata colpita dai raid aerei (israeliani) nel Libano meridionale". "Solo ieri - ha aggiunto - sette bambini sono stati uccisi e 30 feriti". Formalmente, in Libano è in vigore dal 17 aprile un cessate il fuoco che tuttavia viene quotidianamente violato sia dai soldati israeliani che dai miliziani di Hezbollah. Negli ultimi giorni l'Idf ha aumentato i bombardamenti sul Paese, arrivando a colpire Tiro e la zona di Beirut oltre che il sud e la valle della Bekaa, e ha ampliato i combattimenti sul terreno, operando a nord della linea difensiva auto-imposta nel sud del Libano.
Tv libanese: "17 tank dell'Idf sono entrati in un villaggio nel sud del Libano"
La tv libanese Al-Jadeed ha riferito oggi, citando una fonte della sicurezza, che circa 17 carri armati e bulldozer D9 dell'Idf sono avanzati ed entrati durante la notte nel villaggio di Dabin, nel sud del Libano, provenendo dalla direzione della città di Al-Khayyam. Le forze dell'esercito libanese schierate all'ingresso del villaggio si sono ritirate all'arrivo dell'Idf, dirigendosi verso nord in direzione della città di Hasbiya.
Beirut, 3.324 persone uccise da Israele dal 2 marzo
Il ministero della Salute libanese afferma che il numero di persone uccise negli attacchi israeliani contro il Paese dal 2 marzo ha raggiunto quota 3.324. Il numero dei feriti è salito a 10.027, aggiunge il comunicato del ministero, diffuso dall'Agenzia Nazionale di Stampa.
Ghalibaf: "No fiducia in Usa. Vinciamo grazie a missili"
E' la potenza militare la vera forza dell'Iran nelle trattative con gli Stati Uniti su cui Teheran non ripone alcuna fiducia. Ad assicurarlo è stato il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, a capo della squadra che sta negoziando con gli Usa. "Non otteniamo concessioni con il dialogo, ma con i missili", ha scritto su X. "Non riponiamo alcuna fiducia nelle garanzie e nelle parole: l'unico criterio è il comportamento. Non verrà fatto alcun passo prima di quello della controparte", ha sottolineato. "Il vincitore di qualsiasi accordo è colui che, dal giorno successivo, si prepara meglio alla guerra", ha concluso.
Capo Idf: "Le truppe stanno avanzando in Libano"
"La manovra (in Libano) verso nuove aree, continua a respingere il nemico, distruggendone le capacità e colpendolo sistematicamente, anche in questo momento le truppe stanno avanzando. Ogni colpo contro Hezbollah è anche un colpo contro l'asse iraniano e contro l'investimento iraniano nella regione. Siamo pronti a qualsiasi sviluppo e manteniamo un alto livello di preparazione anche nei confronti dell'Iran". Lo ha detto in visita alla truppe il capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir. "Oltre 7.500 miliziani sono stati eliminati dall'inizio della guerra, di cui 2.500 dall'inizio dell'operazione 'Ruggito del Leone'. Continueremo a colpire il nemico", ha aggiunto. "La minaccia dei droni rappresenta una sfida, ma la supereremo", ha detto.
Media Iran: "Il memorandum d'intesa sarà annunciato quando completato"
L'agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, ha citato una fonte informata secondo la quale il testo di un possibile memorandum d'intesa tra Teheran e Washington non è ancora stato finalizzato. La fonte ha affermato che il testo verrà annunciato ufficialmente una volta completato. Lo riporta Iran International. In risposta alle notizie diffuse dai media occidentali su alcuni aspetti del possibile accordo, la fonte ha affermato che le versioni pubblicate finora erano "inesatte". La fonte ha inoltre affermato che il testo del possibile memorandum d'intesa tra gli Stati Uniti e la Repubblica islamica è cambiato diverse volte negli ultimi giorni.
Nuovi allarmi attivati in Galilea per il lancio di ordigni dal Libano
Nuovi allarmi sono stati attivati a Even Menachem e Shtula, nella Galilea occidentale, segnalando il lancio di ordigni da parte di Hezbollah dal Libano.
Media Teheran: "Il testo del memorandum con gli Usa non è definitivo"
Il testo del memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti "non è ancora definitivo". Lo ha riferito l'agenzia iraniana Tasnim, secondo cui la bozza dell'accordo sarebbe stata modificata negli ultimi giorni. La fonte citata ha inoltre contestato alcune indiscrezioni circolate sui media internazionali, sostenendo che parte delle informazioni diffuse sul contenuto dell'intesa sarebbero "inesatte".
Nelle scorse ore diversi media statunitensi hanno parlato di un accordo preliminare raggiunto tra Washington e Teheran per estendere di 60 giorni il cessate il fuoco e avviare negoziati finalizzati a una conclusione permanente del conflitto. Secondo queste ricostruzioni, il documento sarebbe solo in attesa del via libera finale del presidente Donald Trump, mentre non è chiaro se abbia già ricevuto l'approvazione della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei. Axios ha inoltre riferito che la bozza prevederebbe la riapertura senza restrizioni del traffico navale nello Stretto di Hormuz e la revoca del blocco navale americano sui porti iraniani.
Axios: "Trump aspetta per vedere come l'accordo è accolto in casa"
Donald Trump sta aspettando per la firma dell'accordo dell'Iran per assicurarsi che l'Iran non torni indietro e vuole inoltre vedere come l'intesa viene accolta negli Stati Uniti. Lo ha detto Barak Ravid, il giornalista di Axios su Cnn, sottolineando che in "un giorno o due potrebbe decidere".
Media: "Idf spara contro un aereo civile scambiandolo per un drone"
L'Idf ha aperto il fuoco contro un aereo civile in volo sopra la Cisgiordania, scambiandolo per un drone. Lo riporta il Times of Israel, secondo cui l'incidente si è verificato dopo che i residenti dell'insediamento di Beit El hanno segnalato la presunta presenza di velivoli a pilotaggio remoto non identificati sopra la zona. A quel punto le truppe israeliane sono state inviate a perlustrare la zona e una delle unità militari, credendo di aver individuato un drone, ha aperto il fuoco contro di esso. Non sono stati segnalati danni o feriti, ma l'esercito dello Stato ebraico ha dichiarato che aprirà un'indagine sull'accaduto.
New York Times: "Nella bozza del memorandum anche 300 miliardi per ricostruzione post-conflitto"
All'interno della bozza di memorandum d'intesa su cui Stati Uniti e Iran avrebbero raggiunto un accordo preliminare, in attesa delle rispettive approvazioni di Donald Trump e della Guida Suprema Mojtaba Khamenei, sarebbe inclusa anche una proposta su un presunto "fondo d'investimento" destinato alla ricostruzione post-conflitto dell'Iran. Lo riferisce il New York Times, citando un funzionario iraniano e un diplomatico coinvolto nei negoziati, secondo cui la cifra ipotizzata si aggirerebbe intorno ai 300 miliardi di dollari.
Il funzionario iraniano ha descritto l'idea come un "programma di ricostruzione" che verrebbe promesso a Teheran in caso di accordo finale e che rappresenterebbe una risposta alle richieste iraniane di risarcimenti per i danni dei bombardamenti, stimati da alcune fonti tra i 300 e i 1.000 miliardi di dollari. I mediatori occidentali parlano invece di un "fondo di investimento internazionale" che gli Stati Uniti contribuirebbero a facilitare.
La proposta si inserisce in una cornice negoziale ancora preliminare, che dovrebbe definire un accordo quadro per aprire successivi negoziati su nucleare iraniano, sanzioni e fine delle ostilità. Secondo i diplomatici coinvolti, l'idea ricalcherebbe una precedente proposta degli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner su investimenti infrastrutturali e immobiliari in Iran.
Unicef: "A Gaza genitori non posso proteggere i propri figli dalla sofferenza"
"L'incapacità di soddisfare i bisogni primari dei bambini a Gaza li sta intrappolando in un circolo vizioso di sofferenza". Lo afferma, in una nota, Salim Oweis Communication Specialist dell'Unicef che la scorsa settimana ha incontrato molti genitori e il filo conduttore di tutte queste conversazioni è "il profondo dolore dei genitori che non si sentono più in grado di fare ciò che è loro più naturale: proteggere la salute e la sicurezza dei propri figli". "Hind non dorme più - racconta - da quando sua figlia Masa, di quattro anni, è stata morsa da un ratto durante la notte. Come molte famiglie, si sono rifugiati dove hanno potuto nel loro caso, al secondo piano di un condominio dove l'acqua di scarico filtra dal soffitto e i roditori strisciano attraverso le fessure dell'edificio e si arrampicano sui tubi a vista. La figlia di Amani, Lemar, di 7 anni, ha sviluppato lesioni profonde e piaghe sulla testa, sulla schiena e sulle gambe a causa di un'infezione batterica. Amani cerca di pulirle le ferite ogni giorno con la poca acqua pulita che riesce a procurarsi, mentre la figlia urla di dolore. La madre di Abdallah mi ha detto che ha sviluppato un'infezione cutanea poiché vivono in una tenda vicino a sabbia contaminata da feci. Sua madre ha parlato con i medici e ha un disperato bisogno di medicinali, acqua pulita a sufficienza e prodotti per l'igiene per aiutarlo a guarire e proteggerlo dall'esposizione a ulteriori infezioni". Per l'esponente dell'Unicef "nessun genitore dovrebbe trovarsi nella situazione di non poter provvedere ai bisogni fondamentali del proprio figlio per garantirne la salute" perchè "l'accesso all'acqua, a un'alimentazione adeguata e nutriente e all'assistenza sanitaria non dovrebbe essere subordinato a condizioni per nessun bambino, in nessun luogo".
Teheran: "Gestione di Hormuz è nostra, Trump prende batoste"
Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, ha affermato che la gestione dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran si è ormai consolidata a livello internazionale, aggiungendo che i paesi ora richiedono l'autorizzazione, pagano delle tariffe e attraversano il canale sotto la guida della Marina delle Guardie Rivoluzionarie. Scrivendo su X, Rezaei ha affermato che il presidente Donald Trump era l'unica persona che non vuole accettare la realtà. "Di tanto in tanto manda il suo esercito ad aprire lo stretto. Arrivano, vengono sconfitti e tornano indietro", scrive Rezaei.
Teheran: "Non intendiamo trasferire uranio arricchito in Paese terzo"
Un alto funzionario iraniano, Ebrahim Azizi, ha dichiarato che Teheran non intende trasferire all'estero le proprie scorte di uranio arricchito. Lo riporta l'agenzia Mizan, chiarendo la posizione iraniana su quello che resta uno dei nodi centrali nei negoziati in corso con gli Stati Uniti. Azizi ha affermato che l'Iran "non intende trasferire il proprio uranio arricchito in un Paese terzo", ribadendo la posizione di Teheran sulla gestione del materiale nucleare.
La questione riguarda in particolare circa mezza tonnellata di uranio arricchito al 60%, tema ancora irrisolto nei colloqui tra Washington e Teheran, che puntano anche a formalizzare una tregua e definire il futuro dello Stretto di Hormuz.
Onu: "15 bambini uccisi in Libano in 7 giorni"
Quindici bambini sono stati uccisi in Libano e 62 feriti negli ultimi sette giorni, nonostante il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. Lo afferma l'Onu in una nota. "Secondo il Ministero della Salute pubblica libanese, 77 bambini sarebbero stati uccisi o feriti solo nell'ultima settimana", ha dichiarato il portavoce dell'Unicef Ricardo Pires durante una conferenza stampa a Ginevra. Il cessate il fuoco tra Israele e il gruppo libanese Hezbollah, sostenuto dall'Iran, avrebbe dovuto entrare in vigore il 17 aprile, ma non è mai stato rispettato. Entrambe le parti si accusano a vicenda di violarlo e giustificano i propri attacchi con presunte violazioni da parte dell'altro schieramento. In totale, dall'annuncio del cessate il fuoco, 55 bambini sono stati uccisi e 212 feriti, ha affermato Pires. Pires ha esortato tutte le parti a rispettare pienamente il cessate il fuoco e a conformarsi in ogni momento al diritto internazionale umanitario, secondo il quale "i bambini e le infrastrutture civili devono essere protetti in ogni momento".
Teheran: controlliamo noi Hormuz. Trump prende solo batoste
È l'Iran a controllare lo stretto di Hormuz e tutti tentativi degli presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di cambiare la situazione sono falliti. Ad assicurarlo è stato Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione per la Sicurezza nazionale e la politica estera. "Il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz è consolidato a livello mondiale. Per questo i paesi chiedono il permesso, pagano i pedaggi e, con la guida della Marina dei Pasdaran, fanno passare le loro navi", ha scritto su X.
Stupri di guerra, Russia e Israele inseriti nella lista nera delle Nazioni Unite. I dati
In base ai dati di monitoraggio raccolti dall'organizzazione, i due Paesi sono stati avvertiti lo scorso anno della possibilità di essere inclusi nella blacklist ma non hanno collaborato alle indagini. In entrambi i casi sono stati segnalati membri dell’esercito, delle forze di sicurezza e dei servizi penitenziari,
Stupri di guerra, Russia e Israele nella lista nera dell'Onu
Vai al contenutoLibano, premier: "Nulla può giustificare continui raid Idf"
Il premier libanese Nawaf Salam ha denunciato iraid israeliani a tappeto sul Libano meridionale, in corso anche oggi, dopo i pesanti attacchi di ieri in particolare a Tiro, oltre che a Beirut. "Nulla puògiustificare" i continui "attacchi" di Israele contro il Libano meridionale, nelle regioni di Tiro e Nabatieh, "né la distruzione dei loro monumenti storici", ha dichiarato Salam in un post su X.
Trump: "Ogni intesa dipende dal buon accordo per gli Usa"
Qualsiasi intesa con l'Iran dipenderà dal raggiungimento di un "buon accordo" per gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il presidente Donald Trump, mentre i negoziati sul programma nucleare di Teheran si intensificano e persistono le tensioni militari nel Golfo Persico. "Un accordo non vantaggioso per noi è l'obiettivo", ha dichiarato Trump a Fox News nelle anticipazioni di in un'intervista che andrà in onda questo fine settimana. "Io negozio. Loro negoziano. Sono ottimi negoziatori", ha aggiunto. Le sue parole arrivano mentre i negoziatori statunitensi e iraniani dovrebbero aver raggiunto un memorandum d'intesa preliminare di 60 giorni che estende l'attuale cessate il fuoco e avvia colloqui più ampi sul nucleare, sebbene l'accordo richieda ancora l'approvazione finale di Trump.
Vance: "Molti progressi su intesa" ma "ancora non siamo al traguardo"
Stati Uniti e Iran "hanno fatto molti progressi" ma "non siamo ancora al traguardo, ma siamo molto vicini". Lo ha dichiarato il vicepresidente degli Stati Uniti, Jd Vance, parlando dei negoziati con i giornalisti durante il volo di rientro a Washington. Vance ha spiegato che resta ancora da capire "se e quando" il presidente Donald Trump approverà un eventuale accordo. "Stiamo continuando a confrontarci con loro. Pensiamo che, almeno finora, stiano negoziando in buona fede e stiamo facendo progressi", ha affermato Vance, aggiungendo di sperare che Trump possa presto "trovarsi nella posizione di sostenere l’accordo".
Teheran: "La Cina può essere garante intesa con Usa"
La Cina "potrebbe essere il garante di una possibile intesa" tra Teheran e Washington. Lo ha dichiarato Jalal Dehghani Firouzabadi, segretario del Consiglio strategico per le relazioni estere della Repubblica islamica, in un'intervista all'agenzia Isna, parlando dei negoziati in corso tra Iran e Stati Uniti sul dossier nucleare. Secondo l'esponente iraniano, il presidente americano Donald Trump "preferisce un'intesa rispetto a un'ulteriore escalation", pur in un contesto di colloqui che ha definito "molto difficili" e caratterizzati da questioni "ampie e complesse".
Firouzabadi ha inoltre evidenziato che le condizioni attuali impongono all'Iran di "affermare la propria autorità sullo Stretto di Hormuz", definendo il passaggio marittimo "un nuovo strumento strategico" e "uno degli elementi del potere dell'Iran". L'alto funzionario ha aggiunto che Teheran deve "bilanciare la sicurezza nazionale con la libertà della navigazione internazionale nello Stretto di Hormuz" e che saranno Iran e Oman a determinarne "il futuro giuridico".
Oltre 1,7 milioni di fedeli lasciano la Mecca dopo il pellegrinaggio dell'Hajj
Oltre 1,7 milioni di pellegrini provenienti da 165 paesi hanno partecipato all'Hajj di quest'anno, uno dei più grandi raduni religiosi al mondo, nonostante la guerra lanciata il 28 febbraio da Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Oggi migliaia di musulmani hanno iniziato a lasciare La Mecca, in Arabia Saudita, dopo aver completato il pellegrinaggio dell'Hajj sotto un caldo torrido e nel contesto di forte tensione in Medio Oriente nonostante la tregua in vigore tra Usa e Iran dall'8 aprile. Circa 30mila iraniani hanno compiuto il pellegrinaggio, rispetto agli 86mila inizialmente previsti. Oggi, i pellegrini hanno completato il terzo giorno del rituale della lapidazione del diavolo a Mina, prima di salire sugli autobus diretti alla Grande Moschea della Mecca per compiere il Tawaf d'addio, l'ultima circumambulazione intorno alla Kaaba, la struttura cubica verso cui i musulmani di tutto il mondo si rivolgono per pregare. Altri hanno scelto di compiere il viaggio a piedi, muniti di ombrelli per proteggersi dal sole, con temperature che quest'anno hanno superato i 40 gradi Celsius. In passato, l'Hajj e' stato funestato da diversi incidenti mortali, tra cui calche, ma quest'anno il caldo intenso si è confermato la principale difficolta'. La Mezzaluna Rossa saudita ha riferito nelle scorse ore di aver fornito assistenza di emergenza a "oltre 83mila persone dall'inizio della stagione dell'Hajj". Le autorità saudite hanno allestito centri medici e cliniche mobili nei pressi dei luoghi di culto, mentre il ministero della Salute ha dichiarato di aver dispiegato oltre 50mika operatori sanitari e 3mila ambulanze per far fronte alle emergenze. Quest'anno non sono stati segnalati incidenti gravi. A differenza degli anni precedenti, pochi pellegrini hanno dormito per strada, poiché le autorità hanno intensificato gli sforzi per contrastare i pellegrini illegali. Nel 2024, oltre 1.300 pellegrini, la stragrande maggioranza dei quali non registrati, sono morti a causa di temperature che hanno raggiunto quasi i 50 gradi Celsius.
Raid Idf su Khan Younis a sud di Gaza, 3 morti
Tre persone sono state uccise questa mattina in un attacco israeliano contro la città di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese Wafa, secondo la quale un drone israeliano ha colpito la zona di Al-Mawasi, a Khan Younis, provocando tre morti e diversi feriti.
Vance: "Per accordo siamo molto vicini al traguardo"
"Non siamo ancora al traguardo, ma siamo molto vicini". Lo ha dichiarato il vicepresidente degli Stati Uniti, Jd Vance, parlando dei negoziati in corso con l'Iran con i giornalisti durante il volo di rientro a Washington dopo aver tenuto un discorso all'Accademia dell'Aeronautica militare americana. Vance ha spiegato che gli Stati Uniti e l’Iran "hanno fatto molti progressi", ma che resta ancora da capire "se e quando" il presidente Donald Trump approverà un eventuale accordo.
Il vicepresidente ha precisato che le parti stanno ancora discutendo "alcuni punti del linguaggio" del memorandum d’intesa e possibili restrizioni al programma nucleare iraniano. "Stiamo continuando a confrontarci con loro. Pensiamo che, almeno finora, stiano negoziando in buona fede e stiamo facendo progressi", ha affermato Vance, aggiungendo di sperare che Trump possa presto "trovarsi nella posizione di sostenere l’accordo", pur sottolineando che "resta tutto da definire".
Idf spara contro aereo civile scambiandolo per drone in Cisgiordania, nessun ferito
L'Idf ha riferito che indagherà su un incidente in cui le truppe hanno sparato contro un aereo civile sopra la Cisgiordania la scorsa notte, scambiandolo per un drone. Lo riporta il Times of Israel. L'episodio è avvenuto dopo che i residenti dell'insediamento di Beit El hanno segnalato diversi droni non identificati sopra la zona. Le truppe dell'Idf sono state inviate a perlustrare l'area e un contingente, credendo di aver individuato un drone, ha aperto il fuoco. In seguito è emerso che la rotta di volo degli aerei in arrivo all'aeroporto Ben Gurion era stata spostata verso est, causando un volo relativamente basso sopra l'area di Beit El, il che potrebbe aver innescato le segnalazioni di droni. L'Idf sta anche verificando la possibilità che un drone della polizia abbia sorvolato la zona in quel momento, provocando le segnalazioni. Non ci sono notizie di danni o feriti nell'incidente, che l'esercito ha dichiarato sarà oggetto di indagine.
Idf ordina l'evacuazione di un villaggio nel sud Libano
L'Idf ha ordinato ai residenti presenti nel villaggio di Ayn Qana, nel sud del Libano, di evacuare urgentemente in vista di un attacco contro Hezbollah. "Per il vostro bene, evacuate immediatamente le vostre case e allontanatevi dal villaggio per una distanza non inferiore a 1000 metri verso terreni aperti", ha scritto su X il portavoce dell'esercito israeliano, Avichay Adraee. "Chiunque si trovi vicino agli elementi di Hezbollah, alle sue installazioni e ai suoi mezzi da combattimento, mette a rischio la propria vita".
Borsa, nuovi record con speranze tregua Iran: Europa verso avvio positivo
L'accordo raggiunto dai negoziatori di Usa e Iran, che ora attende l'approvazione del presidente Donald Trump, alimenta le speranze delle Borse mondiali, che salgono a nuovi record mentre il petrolio prosegue la sua discesa. Il memorandum d'intesa prevede l'estensione del cessate il fuoco di 60 giorni, duranti i quali le parti si confronteranno sul programma nucleare di Teheran. L'indice Msci All Country World sale così dello 0,4% a un nuovo massimo storico, mentre i listini asiatici sono in progresso del 2% facendo segnare un nuovo record grazie al rally dei titoli tecnologici. Il comparto rimane sotto i riflettori dopo che Dell ha messo a segno un balzo del 40% nell'after hours grazie alle prospettive sulle vendite. In Europa i future sull'Eurostoxx 50 salgono dello 0,2%, mentre i contratti sul Ftse Mib milanese guadagnano lo 0,3%. Sul mercato valutario, l'euro si attesta a 1,1646 da 1,1653 ieri in chiusura. La moneta unica vale anche 185,54 yen (da 185,50), mentre il rapporto dollaro/yen è a 159,31 (da 159,20). In calo, come detto, il prezzo del petrolio: il future per luglio del Wti scende dello 0,9% a 88,10 dollari al barile, mentre l'analogo contratto sul Brent scivola dello 0,8% a 92,96 dollari portando a -18% la performance di maggio, flessione mensile più marcata dal marzo 2020.
Trump: "Finestra ristretta ma condizioni per l'accordo a favore Usa"
C'è ''una finestra temporale ristretta'' rispetto all'Iran, ma il presidente americano Donald Trump farà ''ciò che è giusto'' perché si sono le condizioni favorevoli perché un accordo sia a favore degli Stati Uniti. Lo ha dichiarato lo stesso presidente americano in una intervista a Fox News che sarà trasmessa integralmente sabato alle 21 ora di Washington. Gli iraniani sono "ottimi" negoziatori, ha aggiunto Trump secondo le anticipazioni, affermando però che l'esercito di Teheran è ''decimato'' e quetso offre agli Stati Uniti ''una leva per ottenere le condizioni che preferiscono'', prima fra tutte un Iran ''disarmato dal punto di vista nucleare''. Dunque, gli iraniani ''sono astuti, ma alla fine abbiamo tutte le carte in regola perché li abbiamo sconfitti militarmente", ha detto il presidente.
Rubio vedrà il ministro degli Esteri del Pakistan a Washington
Il Segretario di Stato Marco Rubio riceverà oggi a Washington il ministro degli Esteri del Pakistan Mohammad Ishaq Dar, impegnato nella mediazione con l'Iran per il raggiungimento di un accordo che mettà fine alle ostilità. Lo rende noto il Dipartimento di Stato americano diffondendo l'agenda di Rubio. Dar si è recato di recente in Iran. L'incontro inizierà alle 10 ora di Washington, le 16 in Italia.
Trump: "Intesa con l'Iran se è un buon accordo per gli Usa"
Donald Trump ha affermato che qualsiasi intesa con l'Iran dipenderebbe dal raggiungimento di un "buon accordo" per gli Usa, mentre i negoziati si intensificano e persistono le tensioni militari nel Golfo. "Un accordo che non ci sarebbe favorevole è la linea" che ci spingerebbe a riprendere le ostilità, ha dichiarato Trump in un'intervista a Fox che andrà in onda questo fine settimana, sottolineando che gli iraniani "sono ottimi negoziatori". Le dichiarazioni giungono mentre i negoziatori statunitensi e iraniani avrebbero raggiunto un memorandum preliminare di 60 giorni, sebbene l'accordo richieda ancora l'ok finale di Trump.
Pezeshkian: "Impegnati nella diplomazia e ad aumentare cooperazione"
L'Iran è impegnato nella ''diplomazia'' e la sua politica è mirata ad ''ampliare la cooperazione con i Paesi musulmani e confinanti in tutti i settori''. Lo ha scritto il presidente dell'Iran Masoud Pezeshkian su 'X'. ''Ho avuto colloqui con i primi ministri di Malesia e Pakistan per congratularmi con loro in occasione dell'Eid al-Adha'' e ''sottolineando l'impegno dell'Iran per la diplomazia, ho ringraziato la Malesia per la sua posizione umanitaria e il Pakistan per la sua iniziativa e gli sforzi efficaci profusi per raggiungere un accordo'', ha scritto. ''La politica dell'Iran è quella di ampliare la cooperazione con i paesi musulmani e confinanti in tutti i settori'', ha concluso.
Vance: 'progressi su estensione tregua, ma Trump non pronto ad approvarlo'
Gli Usa e l'Iran hanno compiuto buoni progressi sull'estensione del cessate il fuoco, ma il presidente Donald Trump non è ancora pronto ad approvare l'accordo. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance, secondo cui "ci stiamo confrontando su un paio di punti relativi alla formulazione del testo. Abbiamo fatto molti progressi in tal senso". Parlando coi media poche ore dopo che fonti Usa hanno riferito che le due parti avrebbero raggiunto l'intesa, Vance ha espresso l'auspicio che si continui "a fare progressi" per mettere il tycoon "nella posizione di poter avallare l'accordo". Anche se, "ovviamente, la questione è ancora da definire". "È difficile dire esattamente quando, o se, il presidente firmerà il memorandum. Non posso garantire che ci arriveremo, ma allo stato sono abbastanza fiducioso", ha aggiunto. Secondo le ipotesi circolate, l'accordo estenderebbe la tregua per altri 60 giorni e consentirebbe il transito di merci attraverso lo Stretto di Hormuz, dando il via ai negoziati sulle questioni più spinose come il programma nucleare iraniano. Se approvato, rappresenterebbe il passo più importante verso la pace dall'inizio del conflitto, il 28 febbraio. Il possibile accordo è maturato dopo una serie di attacchi reciproci tra Usa e Iran, l'ultimo episodio del genere dall'entrata in vigore del cessate il fuoco all'inizio di aprile. Trump non ha ancora dato il suo via libera e l'Iran non ha commentato la notizia della proposta di accordo, riportata da Axios. L'agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando una fonte vicina al team negoziale, ha riferito che il testo della possibile intesa non è stato ancora finalizzato né confermato. Il Pakistan, che svolge il ruolo di mediatore, ha annunciato che il suo ministro degli Esteri, Ishaq Dar, incontrerà il segretario di Stato americano Marco Rubio a Washington il 29 maggio, malgrado il significato della visita non sia chiaro. Il tycoon ha ripetutamente affermato che la fine della guerra è vicina sin da metà marzo, malgrado le due parti abbiano mostrato scarsi progressi pubblici verso un terreno comune. L'Iran, ad esempio, ha chiesto la revoca delle sanzioni, lo sblocco dei beni all'estero e il ritiro delle forze statunitensi dalla regione. Washington ha chiesto all'Iran di smantellare il suo programma nucleare, che Teheran afferma essere a fini pacifici, oltre che la consegna del materiale fissile altamente arricchito.
Centcom, 'nessun velivolo Usa è stato abbattuto dall'Iran'
Il Comando centrale militare Usa (Centcom) ha contestato e definito "falso" quanto riportato dalla tv di Stato iraniana, secondo cui le forze di Teheran avrebbero abbattuto un velivolo americano nei pressi di Bushehr. In un post su X, il Centcom ha assicurato che "nessun velivolo statunitense è stato abbattuto. Tutti i mezzi aerei statunitensi risultano all'appello".