Taglio accise, quanto salirebbe il prezzo di benzina e diesel se non fosse rinnovato?
La misura è in scadenza nella notte tra l’1 e il 2 maggio, ma confermarla costerebbe circa 400 milioni di euro al mese. L’impatto sui prezzi sarebbe però rilevante, e dunque si stanno valutando diverse ipotesi di intervento: anche di questo si è parlato a Numeri, approfondimento di Sky TG24, il 29 aprile
IL TAGLIO DELLE ACCISE
- Mentre continua la crisi energetica innescata dalla guerra in Iran, il governo italiano è al lavoro per il rinnovo del taglio delle accise. Si discute però di quante risorse ci sono a disposizione, e quale tipo di intervento si potrà fare. Anche di questo si è parlato a Numeri, approfondimento di Sky TG24, il 29 aprile.
QUANDO SCADE IL TAGLIO
- Intanto, le date: l’attuale taglio delle accise stabilito dal governo Meloni per far fronte al costo dei carburanti è in scadenza nella notte tra l’1 e il 2 maggio.
COME VANNO I PREZZI
- Osservando i dati, cosa accadrebbe se l’attuale taglio delle accise non fosse rinnovato? L’intervento di inizio marzo aveva portato un netto calo del costo di benzina e diesel, “assorbito” però nelle settimane successive dall’ulteriore rincaro dei prezzi del petrolio.
I PREZZI SENZA TAGLIO ACCISE
- Se la misura - in scadenza nella notte tra domani e sabato - non fosse rinnovata, il prezzo dei carburanti schizzerebbe ulteriormente verso l’alto: il diesel arriverebbe intorno a quota 2,3€, mentre la benzina sarebbe appena sotto i 2€ al litro.
IL COSTO DEL RINNOVO
- La volontà è di evitare di raggiungere certe cifre, ma c’è il nodo dei costi: rinnovare il taglio delle accise oltre il 1° maggio infatti costerebbe circa 400 milioni di euro al mese. Si stanno dunque vagliando diverse opzioni, tra cui un intervento solo sul gasolio.
IL CONFRONTO BENZINA-DIESEL
- Infatti, dall’inizio della guerra in Iran, la benzina in Italia mediamente ha fatto registrare un aumento di prezzo pari a 7 centesimi al litro, mentre il gasolio di 33 centesimi al litro.
IPOTESI TAGLIO IN BASE AL REDDITO
- Un’altra idea circolata sui media in questi giorni è condizionare gli sconti al reddito: per esempio l’intervento per certi aspetti simile arrivato nel 2022 durante il governo Draghi andò in quota maggiore alla parte più ricca della popolazione. Un sistema che però avrebbe evidenti difficoltà tecniche a essere implementato.
IL GUADAGNO DEI DISTRIBUTORI
- Infine, dai dati emerge che il guadagno delle catene di distribuzione di gasolio sta schizzando verso l’alto: non è chiaro il motivo, ma nelle ultime settimane i valori sono in forte crescita più che all’inizio della guerra.