Teheran parla di progressi su molte questioni con Washington ma avverte che l'intesa “non è imminente”. Anche Trump prende tempo: “L’accordo sarà grandioso oppure non ci sarà e si tornerà a sparare”. Teheran avverte: “Se continua l'ostruzionismo Usa su alcune clausole dell'accordo, tra cui lo sblocco dei beni iraniani congelati, l'accordo può saltare”. Intanto, Netanyahu ha annunciato un’ulteriore intensificazione degli attacchi contro Hezbollah in Libano
in evidenza
Non si sblocca lo stallo sull'Iran. Teheran parla di progressi su molte questioni con Washington ma avverte che l'intesa “non è imminente”. Anche Trump prende tempo: “L’accordo sarà grandioso oppure non ci sarà e si tornerà a sparare”, minaccia il tycoon, che rilancia chiedendo a tutti i Paesi arabi di aderire agli accordi di Abramo con Israele. Teheran avverte: “Se continua l'ostruzionismo Usa su alcune clausole dell'accordo, tra cui lo sblocco dei beni iraniani congelati, l'accordo può saltare”.
I negoziati continuano anche con l'aiuto dei mediatori: gli iraniani Ghalibaf e Araghchi hanno incontrato a Doha il premier del Qatar, i pakistani Sharif e Munir sono volati a Pechino da Xi. Proprio in Cina, secondo al Arabiya, Teheran potrebbe spostare l'uranio arricchito, uno dei punti più spinosi dei colloqui. "Nel testo del memorandum con gli Usa non c'è alcuna frase che indichi la disponibilità a trasferire materiale nucleare all'estero”, hanno dichiarano le Guardie Rivoluzionarie iraniane, smentendo la notizia riportata dal media arabo. I mercati credono all'intesa. L'Europa corre, Milano chiude forte a nuovi massimi storici. Giù gas e petrolio.
Intanto, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato un’ulteriore intensificazione degli attacchi contro Hezbollah in Libano. "Stanno usando i droni, abbiamo una squadra speciale che si occupa di questo e risolveremo anche questo problema. È ciò che ci impone di intensificare gli attacchi e colpirli frontalmente", ha detto in un video. Un alto funzionario statunitense ha dichiarato a Channel 12 che "gli Stati Uniti potrebbero dare il via libera a un'operazione israeliana su larga scala contro Hezbollah in Libano, in seguito dell'aumento degli attacchi con droni contro Israele".
Gli approfondimenti:
- Iran, la risposta alla proposta Usa per la fine della guerra: dal nucleare a Hormuz
- Iran, la Marina militare italiana pianifica l'eventuale invio di 4 navi a Hormuz
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
Per ricevere le notizie di Sky TG24:
- Il canale Whatsapp di Sky TG24 (clicca qui)
- Le notizie audio con i titoli del tg (clicca qui)
Questo liveblog termina qui:
Continua a seguire gli aggiornamenti sul liveblog di martedì 26 maggio
Trump, preferibile che l'uranio sia distrutto in collaborazione l'Iran in loco
"L'uranio arricchito (polvere nucleare!) sarà immediatamente consegnato agli Stati Uniti per essere portato qui e distrutto oppure, preferibilmente, in collaborazione e coordinamento con l'Iran, distrutto in loco o in un'altra località accettabile, con la Commissione per l'Energia Atomica o un organismo equivalente a fare da testimone di tale processo ed evento". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.
Media: "Doha potrebbe anticipare i fondi congelati all'Iran prima del rimborso Usa"
Qatar potrebbe fornire parte dei fondi congelati richiesti da Teheran nei negoziati con gli Stati Uniti per essere poi rimborsato da Washington, in modo che l'Iran "non resti in attesa" se gli Usa ritardassero i pagamenti. Lo ha affermato Mohammad Marandi, commentatore della televisione di Stato iraniana e membro della delegazione iraniana ai colloqui con gli Stati Uniti, mediati dal Pakistan, citato da Iran International. Il nodo dei fondi iraniani congelati è stato al centro degli incontri oggi a Doha del presidente del Parlamento iraniano Bagher Ghalibaf e del ministro degli Esteri Abbas Araghchi, accompagnati dal governatore della Banca Centrale iraniana, Abd al-Nasser Hemmati.
Attivista Flotilla terra: "Sgomberati con violenza da forze Libia Ovest, ora in bus verso Misurata"
"Siamo stati attaccati dalle forze libiche dell'ovest nel nostro accampamento verso le 18.30. Eravamo in presidio ad attendere il rilascio delle compagne e dei compagni (i dieci attivisti fermati ieri dalle milizie della Libia dell'Est dopo aver oltrepassato il confine e ancora non rilasciati ndr), quando abbiamo visto arrivare le camionette nere con a bordo i militari. Erano tutti a volto coperto. Prima due, poi quattro, poi altri ancora. Ci siamo radunati tutti nella moschea ma i militari hanno iniziato a intimarci violentemente di sgomberare l'area, di salire sui pullman e di andare via". Così all'Adnkronos Sara Suriano, attivista pugliese, descrive quanto accaduto questo pomeriggio a Sirte, nella Libia dell'Ovest, dove si trovavano lei e gli altri partecipanti della Land Convoy, la missione internazionale organizzata insieme dalla Maghreb Sumud e dalla Global Sumud Flotilla con l'obiettivo di portare aiuti umanitari al valico di Rafah, tra Egitto e la striscia di Gaza per consegnarli alla popolazione palestinese. Peraltro a Sirte il convoglio formato da circa 250 persone provenienti da diversi continenti e da automezzi, autobus, una ambulanza e camion contenenti case modulari e beni di consumo, era rimasto accampato per nove giorni proprio a Sirte vicino alla stessa moschea senza che accadesse nulla.
"Ora siamo in pullman diretti verso Misurata preceduti e seguiti dalle camionette militari", aggiunge. "Non ci è stato detto dove ci stiano portando ma abbiamo saputo dal console che siamo diretti a Misurata per il rimpatrio", aggiunge. "Ci urlavano di andare anche se chiedevamo solo di prendere i nostri effetti personali. C’è stato molto caos. Due compagne italiane erano rimaste nella moschea - dice Suriano - ma non ci è stato permesso di tornare indietro a caricarle. Abbiamo ripreso i contatti con loro e verificato che sono nell'altro bus solo ora. Un ragazzo dell'organizzazione è privo di sensi e si ipotizza un trauma cranico perché colpito da un pugno. La moschea, in cui erano rimaste alcune donne, alla fine è stata sgomberata con il gas. Alcune donne sono state strattonate, colpite alla schiena, una presa per il collo, una trascinata fuori per i piedi. Il tutto è durato sino alle 20.30 circa. Tutti e 7 i componenti della delegazione italiana che erano in Libia - rassicura - stanno bene", assicura. Intanto i dieci attivisti fermati ieri sono ancora nelle mani del governo della Libia dell'Est.
Guerra, Usa-Iran verso accordo. Da Hormuz all'uranio: cosa sappiamo
Gli Stati Uniti e l'Iran potrebbero annunciare entro il pomeriggio di oggi, 24 maggio, la finalizzazione di una bozza di accordo di pace per porre fine ai combattimenti su tutti i fronti, secondo quanto riferito al Washington Times da una fonte vicina ai negoziati. Una bozza di proposta sarebbe stata concordata già ieri mattina.
Guerra, Usa-Iran verso accordo. Da Hormuz all'uranio: cosa sappiamo
Vai al contenutoIdf: "Colpiti oltre 70 siti di Hezbollah in diverse aree del Libano"
L'esercito israeliano ha reso noto di aver colpito, nel corso della giornata, "oltre 70 siti infrastrutturali di Hezbollah utilizzando circa 85 munizioni in diverse aree del Libano" al dine di "neutralizzare le minacce". "Nell'area di Tiro, l'Idf ha colpito circa 10 centri di comando, depositi di armi e altri siti infrastrutturali utilizzati da Hezbollah per sferrare attacchi contro soldati israeliani e civili - riferisce una nota -. Inoltre, l'Aeronautica militare israeliana ha eliminato terroristi di Hezbollah che operavano su motociclette nell'area in cui sono impegnati i soldati israeliani nel Libano meridionale".
Iran, Pezeshkian ha ordinato il ripristino di Internet
Iran, Pezeshkian ha ordinato il ripristino di Internet
Vai al contenutoCdm, via libera a proroga del taglio delle accise fino al 6 giugno
Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto carburanti che proroga il taglio delle accise fino al 6 giugno e stanzia, tra l'altro, altri 200 milioni per l'autotrasporto, come annunciato dal governo alle associazioni di categoria nell'incontro che ha preceduto il Cdm. Il provvedimento contiene anche sostegni per gli agricoltori. Ed è arrivato anche l'ok al decreto legislativo in materia di giustizia tributaria.
Cdm, via libera a proroga del taglio delle accise fino al 6 giugno
Vai al contenutoMedia Iran: esplosioni udite in Iran, causa sconosciuta
Esplosioni sono state udite nella città iraniana di Bandar Abbas e nelle zone costiere vicino allo Stretto di Hormuz, hanno riferito i media iraniani, aggiungendo che la causa era sconosciuta. Tasnim ha affermato che tre esplosioni sono state udite a Bandar Abbas, mentre Fars ha detto che suoni simili sono stati uditi vicino a Sirik e Jask, in prossimità della strategica via navigabile.
Libia, Flotilla: "Convoglio di terra sotto attacco, ci sono attivisti feriti"
Libia, Flotilla: 'Convoglio sotto attacco, violenze su attivisti'
Vai al contenutoGlobal Sumud Flotilla, chi sono i 29 italiani fermati da Israele
Tra i 29 attivisti della Flotilla fermati dalle forze armate israeliane ci sono politici, giornalisti, medici, docenti, operai. Il gruppo dei partecipanti della missione per Gaza vede protagonisti tra gli altri il deputato M5S Dario Carotenuto e il giornalista Alessandro Mantovani che, come confermato dal ministro Tajani, saranno i primi a rientrare in Italia.
Global Sumud Flotilla, chi sono i 29 italiani fermati da Israele
Vai al contenutoFlotilla: "Ci sono attivisti feriti nell'aggressione in Libia"
"Nonostante le difficoltà di comunicazione abbiamo saputo che nella violenta aggressione subita dal convoglio di terra in Libia ci sono feriti. Qualcuno tra gli attivisti stranieri ha ricevuto colpi talmente forti da perdere i sensi". A dirlo la portavoce italiana della Global Sumud Flotilla Maria Elena Delia. "Pare li stiano portando con i pullman verso ovest, forse a Misurata", aggiunge.
Flotilla: "Convoglio sotto attacco in Libia, violenze su attivisti"
Attivisti "aggrediti violentemente", picchiati e trascinati con la forza all'interno di pullman, "veicoli non identificati" contro le tende. L'allarme arriva in serata dalla delegazione italiana della Global Sumud Flotilla che definisce "sotto attacco" il convoglio di terra della missione umanitaria, attualmente in Libia nei pressi di Sirte, a poca distanza dal check point. "Sebbene non sia chiaro chi ci sia dietro gli attacchi - denuncia il movimento - stiamo ricevendo segnalazioni secondo cui sarebbero perpetrati dalle forze di sicurezza legate alle autorità della Libia occidentale". Intanto per i dieci attivisti della stessa spedizione fermati domenica si prospetta, dopo il processo davanti al tribunale di Bengasi, un'espulsione come immigrati clandestini. Potrebbero, quindi, rientrare nei prossimi giorni Domenico Centrone e Dina Alberizia, i due italiani bloccati insieme ad altri otto volontari di diverse nazionalità. Sono accusati di "ingresso illegale" per essere entrati nella regione orientale senza autorizzazione. E in Italia va avanti l'indagine della Procura di Roma sulla detenzione in Israele dei partecipanti alla spedizione 'via mare' dopo l'abbordaggio delle barche in acque internazionali. Sono una decina i nomi della catena di comando israeliana al vaglio dei pm che stanno valutando eventuali profili penali nei loro comportamenti. C'è anche il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir che ha rivolto parole di scherno - immortalate in un video - nei confronti degli attivisti mentre erano inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena nel porto di Ashdod. I nomi compaiono in un incartamento posto all'attenzione degli inquirenti dal team legale italiano della Flotilla che fa riferimento a una lista dalla Fondazione Hind Rajab - organizzazione che raccoglie documenti su presunti crimini di guerra - in cui sarebbero citate anche cariche militari. Nel frattempo i carabinieri del Ros proseguiranno nell'ascolto degli attivisti rimpatriati e verranno analizzati anche i loro device. I magistrati ipotizzano il reato di sequestro di persona ma valutano anche altre fattispecie come tortura e violenza sessuale. Ma in queste ore gli occhi sono puntati su Bengasi. "Mi auguro che il giudice decida di farli ritornare in Italia" ha affermato stamattina il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, auspicando che tornino a casa "il prima possibile". E dal movimento si dicono "molto preoccupati per la sorte dei dieci attivisti". Tra loro, oltre ai due italiani, ci sono due argentini, un polacco, uno spagnolo, un americano, un uruguaiano, un portoghese e un tunisino". "Chiediamo ai governi di stabilire contatti urgenti con le autorità della Libia orientale a Bengasi, di richiedere il rilascio senza condizioni dei loro connazionali e di garantire un passaggio sicuro alla missione umanitaria". Il convoglio di terra era partito il 15 maggio (Giorno della Nakba) con a bordo 7 ambulanze, 20 case mobili, 10 camion di aiuti umanitari e oltre 200 partecipanti da più di 25 paesi. Gli italiani presenti sono sette, dopo il rientro a casa di quattro connazionali. Tra loro c'è Giuseppina Branca, l'infermiera di 79 anni di Cannero (Verbano-Cusio-Ossola). "Lei è già stata nel carcere di Negev lo scorso autunno - aveva spiegato il marito nei giorni scorsi - non può rientrare in Israele". Nel pomeriggio sono atterrati a Venezia anche i due attivisti veneti che erano stati in carcere in Israele. "Nelle navi container c'era un vero e proprio sistema di tortura - racconta Beatrice Lio all'arrivo in aeroporto - con particolare accanimento verso persone di etnia turca o aspetto arabo musulmano, poco importa se fossero anche donne o persone anziane o con disabilità, nonostante urlassero di smetterla". E un ringraziamento a chi "pagando anche di persona con ricatti, soprusi e violenze, manifesta concreta solidarietà" ai "popoli colpiti da volenze e guerre" arriva dal presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, aprendo i lavori dell'Assemblea Generale.
Guerra Iran, scorte greggio mondiali vicine a minimi ultimi 10 anni
Il rischio è un nuovo balzo dei prezzi. Secondo l'ultimo rapporto Ubs, malgrado la minore domanda e le misure dei governi come il rilascio delle riserve strategiche, a fine maggio le scorte toccheranno il livello più basso (7,6 miliardi di barili).
Guerra Iran, scorte greggio mondiali vicine a minimi ultimi 10 anni
Vai al contenutoConvoglio aiuti verso Gaza, video attivisti prima di varcare confine con Libia orientale
I dieci attivisti, che partecipano alla missione internazionale Land Convoy che trasporta aiuti umanitari diretti a Gaza, fermati ieri pomeriggio dalle autorità della Libia dell'Est, hanno registrato un video prima di oltrepassare il confine che separa la Tripolitania dalla Cirenaica, guidata dal governo del generale Haftar. Le immagini sono state pubblicate questa sera sulla pagina Instagram di Maghreb Sumud Organization. Tra di di loro anche il pugliese Domenico Centrone e la piemontese Leonarda Dina Alberizia. "Se state guardando questo video - dicono mostrando il passaporto - sono stato arrestato nel tragitto verso Gaza. Ho preregistrato questo video perché potrebbero interrompere qualsiasi comunicazione prima del mio arresto. Faccio parte di un convoglio umanitario non violento che attraversa il nord Africa fino al valico di Rafah per consegnare aiuti, rompere l'assedio ed esprimere solidarietà al popolo di Gaza. Il nostro arresto - continua - è un ulteriore tentativo di fermare una missione umanitaria e di permettere che l'assedio e il genocidio del popolo palestinese continuino indisturbati. Il mondo deve insorgere. Se la comunicazione con me venisse interrotta vi prego di fare pressione sul nostro governo, sui media e sulle piazze affinché si pongano dalla parte della giustizia e dell'umanità. Fermiamo la macchina di guerra. Free Palestine".
Libano, Cnn: "Israele si prepara ad ampliare operazioni in coordinamento con Usa"
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) si stanno preparando ad ampliare le proprie operazioni in Libano nel prossimo futuro. A riferirlo alla Cnn è stata una fonte israeliana, secondo cui le mosse israeliane sono "coordinate con gli Stati Uniti". Le IDF stanno anche spingendo per riprendere gli attacchi su Beirut e colpire figure di spicco di Hezbollah, ha aggiunto la fonte.
Libano, Idf: "Colpiti oltre 70 siti di Hezbollah in 24 ore"
L'esercito israeliano afferma di aver colpito oltre 70 siti infrastrutturali di Hezbollah in tutto il Libano nelle ultime 24 ore, tra cui circa 10 centri di comando e depositi di armi nella citta' di Tiro. L'Idf dice di aver utilizzato piu' di 85 munizioni per colpire i siti, che erano "usati da Hezbollah per sferrare attacchi terroristici contro le truppe delle Forze di Difesa Israeliane e i civili israeliani". L'Idf afferma inoltre che l'aviazione ha colpito e ucciso alcuni militanti di Hezbollah a bordo di motociclette in un'area del Libano meridionale dove operano le truppe. In precedenza, l'esercito aveva dichiarato di aver lanciato attacchi contro Tiro, la valle della Beqaa e altre zone del Libano meridionale, dopo aver emesso un preavviso.
Israele, Netanyahu in ospedale: "Cure dentistiche"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e' stato portato all'ospedale Hadassah Ein Kerem in tarda serata, secondo quanto riferito dal suo ufficio, che ha aggiunto che il premier ha ricevuto cure dentistiche non specificate. La dichiarazione e' stata rilasciata dopo che i media israeliani hanno riferito che era stato portato in ospedale. La salute del premier settantaseienne e' diventata un tema centrale dopo che il mese scorso ha rivelato di essersi recentemente sottoposto con successo a un trattamento per il cancro alla prostata, ma di aver esitato a informare il pubblico, sostenendo che l'Iran avrebbe utilizzato l'informazione per diffondere propaganda contro Israele nel contesto della recente guerra. Netanyahu si e' fatto impiantare un pacemaker nel luglio 2023. La procedura e' stata una delle diverse problematiche mediche che il premier ha dovuto affrontare negli ultimi anni, tra cui l'intervento di rimozione della prostata nel dicembre 2024 e l'intervento per un'ernia nel marzo 2024. Sia l'episodio del pacemaker che quello dell'ernia hanno esposto Netanyahu alle critiche per aver nascosto al pubblico informazioni riguardanti il suo stato di salute.
Iran, mediatori di Teheran chiedono rilascio anticipato beni
Funzionari iraniani in Qatar stanno esercitando pressioni per rivedere la formulazione di un potenziale accordo con gli Stati Uniti, nel tentativo di ottenere il rilascio anticipato di alcuni beni iraniani congelati, secondo quanto riportato da Canale 12, che cita una fonte statunitense. Il principale negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il governatore della banca centrale iraniana si trovano a Doha per colloqui con il primo ministro del Qatar sul potenziale accordo tra Stati Uniti e Iran, nella speranza, tra l'altro, di discutere il possibile sblocco dei fondi iraniani congelati come parte di un accordo finale. Secondo il Canale 12, Teheran sta cercando di introdurre modifiche dell'ultimo minuto per poter presentare risultati concreti sul fronte interno.
Flotilla: "Convoglio in Libia sotto attacco, violenze su attivisti"
"Il convoglio di Terra è attualmente sotto attacco. A quanto riferito, veicoli non identificati stanno speronando le tende e le persone vengono picchiate e trascinate con la forza all'interno di auto e autobus". Lo si apprende dalla delegazione italiana della Global Sumud Flotilla, in merito agli attivisti in Libia. "Uomini e donne vengono aggrediti violentemente e costretti ad abbandonare il sito - aggiunge il movimento -. Sebbene non sia chiaro chi ci sia dietro gli attacchi, stiamo ricevendo segnalazioni secondo cui sarebbero perpetrati dalle forze di sicurezza legate alle autorità della Libia occidentale".
Libano, Aragchi: "Sostegno risoluto a legittima resistenza contro occupazione"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha elogiato Hezbollah per la sua continua resistenza in Libano contro Israele. In messaggi separati, pubblicati sul suo account Telegram, Aragchi si è congratulato con il segretario generale del gruppo, Naim Qassem, e con un funzionario del governo libanese per l'anniversario del "Giorno della Liberazione" in Libano. "In questi messaggi, Araghchi... ha sottolineato il continuo e risoluto sostegno della Repubblica Islamica dell'Iran all'indipendenza, alla sovranità e all'integrità territoriale del popolo libanese e alla sua legittima resistenza contro l'occupazione e l'aggressione del regime sionista", si legge nel messaggio citato da SkyNews.
Libano, Idf aplia attacchi e vuol colpire anche a Beirut
L'Idf si sta preparando ad ampliare le proprie operazioni in Libano nel prossimo futuro, ha dichiarato una fonte israeliana alla CNN, aggiungendo che le mosse sono "coordinate con gli Stati Uniti". Idf sta anche spingendo per riprendere gli attacchi su Beirut e colpire figure di spicco di Hezbollah, ha aggiunto la fonte.
Tajani incontra ministra Esteri, Commercio e Difesa Irlanda
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha incontrato oggi alla Farnesina la Ministra per gli Affari Esteri, il Commercio e la Difesa della Repubblica d’Irlanda, Helen McEntee. Ampio spazio è stato dedicato ai principali temi europei, anche alla luce della Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea che l’Irlanda assumerà nel secondo semestre del 2026. I due Ministri si sono confrontati sulle priorità dell’agenda europea, con particolare riferimento alla competitività dell’Unione e al processo di allargamento dell’UE, considerato un investimento strategico per la stabilità e la sicurezza del continente. In questo ambito, Tajani ha invitato la Ministra McEntee ad associarsi alla riunione degli “Amici dei Balcani” tradizionalmente presieduta dall’Italia a settembre a margine della settimana di alto livello dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Tajani e McEntee hanno inoltre condiviso l’esigenza di rafforzare la sicurezza economica europea e sostenere il consolidamento dell’industria europea della difesa nell’attuale contesto geopolitico. Nel corso dell’incontro è stato inoltre ribadito il fermo sostegno a Kyiv sul piano politico, militare e umanitario. I due Ministri hanno anche affrontato le principali crisi regionali, con particolare riferimento agli sviluppi in Libano e a una presenza internazionale post - UNIFIL, e nell’area del Golfo, anche in relazione alla necessità di garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e alla necessità di avanzare l’azione della Coalizione di Roma per il libero accesso dei fertilizzanti. I due Ministri hanno inoltre discusso della situazione nei Territori Palestinesi, esprimendo forte preoccupazione per la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza dove è necessario garantire pieno accesso agli aiuti umanitari per la popolazione civile, nonché per le violenze dei coloni anche contro la comunità cristiana e l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania. Il colloquio ha confermato l’eccellente stato delle relazioni bilaterali tra Italia e Irlanda, anche sul piano economico e commerciale. Nel 2025 l’interscambio ha raggiunto i 13,2 miliardi di euro, con un aumento del 19,7% rispetto al 2024, a conferma di relazioni economiche sempre più solide e dinamiche, sostenute anche dalla presenza in Irlanda di oltre 100 imprese italiane attive nei settori finanziario e assicurativo, farmaceutico, alimentare ed energetico. Anche alla luce di tali rapporti, i due Ministri hanno concordato sull’organizzazione di un Business Forum per rafforzare ulteriormente la cooperazione tra le imprese dei due Paesi.
Ben Gvir deride attivisti Flotilla bendati e ammanettati. VIDEO
Video choc diffuso dal ministro israeliano Ben Gvir: "Ottimo lavoro. Così si fa", dice rivolgendosi agli agenti mascherati. "Ottimo lavoro" dice ancora Ben Gvir mentre passa accanto ad agenti che mettono una donna con la testa a terra. Il video mostra gli attivisti della Global Sumud Flotilla costretti a inginocchiarsi su un pavimento di metallo mentre viene suonato l'inno nazionale israeliano, circondati da container e filo spinato, sotto la sorveglianza di agenti armati della polizia di frontiera. Si sente una donna implorare e urlare. Ma Ben-Gvir, rivolto alla telecamera, afferma: "Non lasciatevi turbare dalle loro urla".
Ben Gvir deride attivisti Flotilla bendati e ammanettati. VIDEO
Vai al contenutoPetrolio, chiude in netto calo (-6,7%): Brent 96 dlr, Wti 90
Il prezzo del petrolio al Nymex di New York chiude in deciso ribasso, oltre il 6%, sulla scorta delle aspettative del mercato su una possibile pace immimente in Iran dopo l'accelerazione del dialogo con gli Stati Uniti degli ultimi giorni. Al termine delle contrattazioni il Brent passa di mano a 96,6 dollari al barile (-6,7%), mentre il Wti a 90,3 dollari (-6,4%).
Libano, Idf: "Attaccate infrastrutture Hezbollah in valle Beqaa"
L'IDF afferma di aver lanciato una serie di attacchi contro le infrastrutture di Hezbollah nella valle della Beqaa e in altre aree del Libano. In precedenza, l'esercito aveva dichiarato di aver colpito le infrastrutture appartenenti al gruppo terroristico nella citta' di Tiro e nelle aree circostanti.
Mahmoud Ahmadinejad, il futuro leader in Iran voluto da Usa e Israele
Prima dell’attacco del 28 febbraio, pare che fosse stato individuato come sostituto della Guida Suprema ma i piani non sono andati come previsto e oggi, come scrive il New York Times, sono in molti a chiedersi perché Stati Uniti e Israele abbiano scelto proprio lui, una figura politica molto controversa e discussa sia a Teheran che all’estero.
Mahmoud Ahmadinejad, il futuro leader in Iran voluto da Usa e Israele
Vai al contenutoGuerra, Usa-Iran verso accordo. Da Hormuz all'uranio: cosa sappiamo
Gli Stati Uniti e l'Iran potrebbero annunciare entro il pomeriggio di oggi, 24 maggio, la finalizzazione di una bozza di accordo di pace per porre fine ai combattimenti su tutti i fronti, secondo quanto riferito al Washington Times da una fonte vicina ai negoziati. Una bozza di proposta sarebbe stata concordata già ieri mattina.
Guerra, Usa-Iran verso accordo. Da Hormuz all'uranio: cosa sappiamo
Vai al contenutoNetanyahu: "Intensifichiamo gli attacchi contro Hezbollah"
"Siamo in guerra con Hezbollah. Oltre 600 terroristi sono stati eliminati. Non abbasseremo la guardia. Li colpiremo. Stanno usando i droni, abbiamo una squadra speciale che si occupa di questo e risolveremo anche questo problema. E' ciò che ci impone di intensificare gli attacchi e colpirli frontalmente". Lo afferma in un video il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Media Teheran: "Pezeshkian ha ordinato il ripristino di Internet"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ordinato al ministero delle Comunicazioni di ripristinare l'accesso internazionale a Internet ai livelli precedenti a gennaio, quando la Repubblica Islamica aveva imposto un blackout della rete durante le proteste antigovernative dei civili. Lo ha riferito il responsabile delle pubbliche relazioni del ministero, ripreso dai media statali iraniani. In precedenza l'agenzia di stampa iraniana Fars, affiliata ai pasdaran, aveva messo in dubbio l'autorità dell'amministrazione di emettere un simile ordine, sostenendo che la decisione di limitare l'accesso a Internet era stata presa dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e che, pertanto, doveva essere annullata dallo stesso organo.
Channel 12: "Usa verso ok a vasta operazione Idf contro Hezbollah in Libano"
Un alto funzionario statunitense ha dichiarato a Channel 12 che "gli Stati Uniti potrebbero dare il via libera a un'operazione israeliana su larga scala contro Hezbollah in Libano, in seguito dell'aumento degli attacchi con droni contro Israele". Il funzionario che ha parlato con Channel 12 ha affermato che "Hezbollah ha ignorato le ripetute richieste di cessare il fuoco contro Israele, incluso un recente ultimatum". "Israele non sarà mai costretto ad assorbire passivamente gli attacchi contro le sue forze e i suoi cittadini. Questa non è l'amministrazione Biden", ha detto il funzionario americano, osservando che dal 17 aprile Hezbollah ha lanciato più di mille droni e oltre 700 razzi nel tentativo di sabotare i negoziati in corso tra Libano e Israele. "Lo status quo non è sostenibile", ha aggiunto, "Hezbollah è pienamente responsabile della situazione attuale. Ha violato il cessate il fuoco il 2 marzo ed è ora determinato a impedire al popolo libanese di intraprendere un percorso di pace e ricostruzione". Secondo il funzionario americano, Hezbollah teme i negoziati che il governo libanese sta conducendo con Israele con il sostegno degli Stati Uniti. "Questo rappresenta una minaccia esistenziale per Hezbollah", ha detto, "un cessate il fuoco efficace guidato dal governo libanese priverebbe Hezbollah del suo potere e della sua narrativa".
Iran, rimosso blocco a internet dopo 3 mesi
E' stato rimosso in Iran il blocco a internet in vigore da circa tre mesi. Secondo i media statali, il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha ordinato al ministero delle Comunicazioni di ripristinare l'accesso alla rete ai livelli precedenti allo scorso gennaio. Secondo fonti del ministero, verrebbe ripristinato il pieno accesso dei cittadini iraniani a internet, senza le restrizioni e i filtri che limitano la connessione a siti e piattaforme estere. Stando all'agenzia Fars, tuttavia, la decisione del presidente ha sollevato dubbi sulla sua reale competenza in materia, dal momento che le restrizioni alla rete sarebbero state decise dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e potrebbero quindi essere modificate solo dallo stesso organismo.
Iran, media Teheran: "Falsa notizia su ok a trasferimento uranio in Cina"
L'agenzia iraniana Tasnim ha smentito la notizia, riportata da al-Arabiya, su un presunto via libera di Teheran al trasferimento del suo uranio arricchito ad alti livelli in Cina, definendola "falsa" e parte di "operazioni ostili a livello di informazione". Secondo la Tasnim, ritenuta vicina ai Pasdaran, si tratta di una ricostruzione che non trova alcun riscontro nelle bozze in discussione. L'agenzia di stampa iraniana sottolinea che non esiste alcun impegno di Teheran a trasferire o esportare materiale nucleare.
Media Iran: Pezeshkian ordina ripristino accesso a Internet
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha emesso un ordine per ripristinare l’accesso internazionale a Internet, hanno riferito lunedì i media statali iraniani, citando un funzionario.
Il petrolio cede il 7%, il Wti sotto i 90 dollari
Si intensificano le vendite sul petrolio mentre i mercati finanziari scommettono per un accordo di pace che metta fine alla guerra tra Usa e Iran e riapra lo Stretto di Hormuz ai passaggi delle petroliere. Il Wti è arrivato a perdere fino al 7,4%, a 89,4 dollari al barile, e tratta ora a 89,93 dollari (-6,9%) mentre il Brent arretra del 7% a 96,5 dollari al barile.
Pasdaran: "Per ora nessun impegno a trasferire l'uranio iraniano all'estero"
"Nel testo del memorandum con gli Usa non c'è alcuna frase che indichi la disponibilità a trasferire materiale nucleare all'estero". Lo dichiarano le Guardie Rivoluzionarie iraniane, riprese dall'agenzia stampa Tasnim, che smentiscono così la notizia riportata dal media arabo Al Hadath, secondo cui Teheran sarebbe pronta a trasferire l'uranio arricchito in Cina. I pasdaran aggiungono inoltre che nel documento al centro delle trattative con Washington, l'Iran non ha preso "alcun impegno riguardo il settore del nucleare", definendo l'esclusiva di Al Hadath "frutto dell'immaginazione di questo organo di stampa".
Attivisti Flotilla a Bengasi, 'trattati come possibili clandestini'
Gli attivisti bloccati "negoziavano ad un checkpoint con le milizie di Haftar". E' stata attivata la Farnesina, mentre alcune fonti hanno spiegato che il gruppo, compresi i due italiani, sarebbero stati trasferiti a Bengasi e potrebbero essere espulsi presto.
Attivisti Flotilla a Bengasi, 'trattati come possibili clandestini'
Vai al contenutoIran, Trump: "Vi garantisco che non avranno mai il nucleare"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nel suo discorso per il Memorial Day, ha promesso che l'Iran non avra' il nucleare. "Nell'operazione Epic Fury abbiamo persone tredici splendide persone. Questi straordinari uomini e donne hanno dato la loro vita per assicurarsi che lo stato numero uno sponsor del terrorismo non avra' mai le armi nucleari. E ve lo garantisco, non avranno mai l'arma nucleare. Sono certo che lo sapete anche voi".
Usa, Trump: "Oggi stiamo facendo meglio di sempre"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nel suo discorso al Cimitero nazionale di Arlington, ha celebrato la propria leadership, sostenendo che il Paese "sta facendo meglio ora di quanto abbia mai fatto prima". Il suo messaggio e' stato accolto dagli applausi della platea.
Usa, Vance: "Caduti per il Paese piu' libero al mondo"
Nel suo discorso al Cimitero nazionale di Arlington il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha reso omaggio ai Caduti americani, sostenendo che "hanno dato la vita perche' questo rimanesse il Paese piu' libero e migliore del mondo intero".
Iran, media: "Verso la riapertura di Hormuz 30 giorni dopo l’accordo"
Gli Stati Uniti e l’Iran stanno discutendo un piano per aprire lo Stretto di Hormuz circa 30 giorni dopo che i due Paesi avranno raggiunto un accordo per porre fine alle ostilità, ha riferito lunedì il quotidiano Nikkei, citando una fonte diplomatica mediorientale. Lo riporta Reuters.
Libano, generale Milo (Idf): "Il Comando nord è in guerra, non accettiamo danni a civili"
Il generale a capo del Comando Nord delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), Rafi Milo, ha annunciato che il comando è "in guerra" in Libano e che l'esercito "non tollererà il fuoco sul fronte interno". Le dichiarazioni seguono l'intensificarsi degli attacchi con droni di Hezbollah contro il nord di Israele negli ultimi giorni, si legge sul Times of Israel. Parlando durante una cerimonia a Katzrin, città sulle alture del Golan, Milo ha affermato che le forze israeliane stanno operando "in profondità nel territorio libanese" contro le infrastrutture e gli agenti di Hezbollah. "Sul fronte libanese, il Comando Nord è in guerra", ha dichiarato Milo. "I danni ai civili e alla sfera civile non sono una realtà che possiamo accettare o considerare normale", ha continuato, accusando Hezbollah di aver deliberatamente aggravato la situazione della sicurezza attraverso attacchi diretti contro i civili. Un drone di Hezbollah ha colpito un'abitazione a Metula e un altro drone esplosivo ha danneggiato una fermata dello scuolabus a Shomera, sempre nella giornata di oggi. Non sono stati segnalati feriti.
Trump ricorda gli americani morti in Epic Fury: "Iran non avrà l'arma nucleare"
L'Iran non avrà mai l'arma nucleare. Lo ribadisce Donald Trump durante le celebrazioni del Memorial Day al cimitero di Arlington. "Tredici soldati hanno donato le loro splendide vite per assicurarsi che lo stato sponsor del terrorismo non abbia mai l'arma nucleare. E non l'avrà", ha messo in evidenza il presidente, facendo riferimento alle 13 vittime americane morte durante l'operazione Epic Fury.
Media: "Munir farà anche tappa a Doha dopo Pechino"
Il capo dell'esercito pachistano Asim Munir si recherà con ogni probabilità a Doha, in Qatar, dopo aver accompagnato oggi a Pechino il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif. Lo riferisce al Arabiya citando fonti. Munir è emerso come il principale negoziatore di Islamabad tra gli Stati Uniti e l'Iran: prima della visita oggi in Cina dove ha partecipato all'incontro del premier pachistano con il presidente Xi jinping, il capo dell'esercito era a Teheran gli scorsi venerdì e sabato insieme con il ministro pachistano degli Interni Mohsin Naqvi. Nonchè centrale è stato il suo ruolo nel round di colloqui ad aprile, fu lui infatti ad accogliere le delegazioni al loro arrivo a Islamabad, con evidente cordialità verso il vicepresidente Usa JD Vance.
Aumento benzina colpisce gli americani a basso reddito, divora 4% del reddito
L'impennata dei prezzi della benzina sta colpendo in modo sproporzionato gli americani a basso reddito. Secondo un'analisi del Washington Post, per i nuclei che guadagnano circa 40 mila dollari l'anno o meno, i costi del carburante usato per gli spostamenti casa-lavoro assorbono ormai in media il 4% del reddito. Per le famiglie che rientrano nel quarto superiore, con guadagni pari o superiori a 100.000 dollari, gli stessi costi ammontano invece a meno dell'1%. Il Washington Post ha calcolato queste cifre incrociando i prezzi mensili della benzina diffusi dall'Aaa (American Automobile Association) con i dati del censimento sui redditi e le statistiche federali relative alle distanze che i diversi gruppi percorrono abitualmente in auto per recarsi al lavoro. Quelli a basso reddito tendono a vivere più lontano, in aree scarsamente o per nulla servite dai trasporti pubblici, e hanno maggiori probabilità di guidare veicoli più datati e meno efficienti nei consumi. Molti di loro non hanno la possibilità di lavorare da casa, e quando i prezzi salgono, dispongono di pochi strumenti per limitare l'impatto economico: ridurre l'uso dell'auto significa, di fatto, limitare gli spostamenti verso il lavoro, le visite mediche e gli incontri con i familiari. Il presidente Donald Trump ha minimizzato l'impatto economico della guerra sugli americani, affermando che la sua priorità è impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari. Martedì, riferendosi ai prezzi della benzina, ha dichiarato: "Sono noccioline". Per gli esperti, invece, destinare il 4% del reddito alla sola benzina può rapidamente mandare all'aria l'intero bilancio familiare.
Libano, Idf: raid contro Tiro e altre aree del sud dopo ordini di evacuazione
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano di aver lanciato una serie di raid aerei contro le infrastrutture di Hezbollah nella città di Tiro e in altre aree del Libano meridionale. In precedenza, l'esercito aveva emesso avvisi di evacuazione per Tiro e le zone circostanti. Gli attacchi avvengono in una fase di crescente intensificazione degli attacchi con droni da parte di Hezbollah nel nord di Israele negli ultimi giorni. In mattinata, un drone di Hezbollah ha colpito un'abitazione a Metula, mentre un drone carico di esplosivo ha danneggiato una fermata dello scuolabus a Shomera. Non si sono registrati feriti in nessuno dei due incidenti, si legge sul Times of Israel.
Il gas chiude in forte calo ad Amsterdam (-6,3%)
Le prospettive di una fine della guerra in Iran fanno affondare il prezzo del gas sul mercato europeo. I future Ttf, benchmark del prezzo del metano nel Vecchio Continente, sono scesi del 6,27% a 45,63 euro al megawattora.
Iran, Caine: "Caduti di Epic Fury eroi americani"
Il capo dello Stato maggiore congiunto americano, il generale Dan Caine, ha ricordato anche i caduti nel conflitto con l'Iran, nel suo intervento al Cimitero monumentale di Arlington nel giorno del Memorial Day. "Nel corso dei secoli, il carattere, il coraggio e l'impegno dei combattenti americani non hanno mai vacillato, e non lo faranno mai. E' quello stesso spirito combattivo che abbiamo visto di recente nell'Operazione 'Epic Fury', e ricordiamo e onoriamo coloro che hanno fatto il sacrificio estremo, aggiungendo i loro nomi alla storia dell'eroismo americano".
Mondiali, Iran: la FIFA ci ha garantito i visti per i giocatori
Il ministro dello sport iraniano ha dichiarato che la FIFA ha promesso alla nazionale di calcio maschile del Paese i visti per partecipare ai Mondiali negli Stati Uniti quest'estate, nonostante la guerra in corso in Medio Oriente, secondo quanto riportato lunedi' dai media locali. La partecipazione dell'Iran al grande evento mondiale e' stata messa in discussione per mesi, poiche' il torneo e' co-organizzato dagli Stati Uniti, che insieme a Israele hanno iniziato a bombardare l'Iran il 28 febbraio, scatenando una guerra regionale piu' ampia. "Il presidente della FIFA ci ha promesso che tutti i nostri giocatori riceveranno i visti. Non c'e' motivo per cui i nostri giocatori non debbano riceverli", ha affermato il ministro Ahmad Donyamali, citato dall'agenzia di stampa locale ISNA. "Spero che tutte le condizioni vengano soddisfatte affinche' la nazionale possa partecipare al torneo in modo sereno e ordinato". Secondo quanto comunicato dalla federazione calcistica della Repubblica Islamica, la nazionale iraniana si stabilira' a Tijuana, al confine tra Messico e Stati Uniti, durante il torneo. La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha dichiarato lunedi' che il Paese consentira' all'Iran di soggiornare a Tijuana per evitare le restrizioni sui visti statunitensi.
Flottilla, sequestro persona: 10 nomi al vaglio, anche Ben-Gvir
C'e' anche il nome del ministro della sicurezza nazionale di Israele, Itamar Ben-Gvir, tra quelli al vaglio della procura di Roma che sta indagando sugli arresti degli attivisti al largo delle coste di Cipro, dopo l'esposto presentato dal Team legale della Flottilla. Secondo fonti della procura capitolina, le posizioni sotto osservazione degli inquirenti sono 10, si tratta di tutti appartenenti alla catena di comando dell'Idf. "Non si tratta di iscrizioni sul registro degli indagati, ma di approfondimenti investigativi" si fa presente. Intanto, sono attesi nei prossimi giorni gli interrogatori dei 29 attivisti italiani della Global Sumud Flottilla. Saranno i poliziotti della Squadra Mobile di Roma, infatti, ad ascoltare le persone rientrate in Italia.
Gas: chiude in forte calo al Ttf a 45,70 euro (-6,1%)
Chiusura in forte calo per il prezzo del gas al Ttf di Amsterdam: il prezzo dell'oro azzurro si attesta a 45,70 euro al Mwh, in ribasso del 6,127%.
Idf: "Serie di attacchi contro Hezbollah a Tiro e aree nel Libano del sud"
L'esercito israeliano comunica in una nota di aver lanciato una serie di attacchi contro strutture di Hezbollah nell'area di Tiro e in altre aree nel Libano meridionale, dopo aver emesso avvisi di evacuazione. Gli attacchi israeliani rispondono all'intensificarsi del lancio di droni esplosivi da parte delle milizie sciite sul nord di Israele negli ultimi giorni. Oggi è stata colpita un'abitazione a Metula e un altro drone è esploso una fermata dello scuolabus a Shomera.
Borse europee: chiudono in netto rialzo scommettendo su pace
Le Borse europee, orfane di Wall Street rimasta chiusa per il Memorial Day, hanno terminato la seduta in netto rialzo, registrando i livelli piu' alti dai massimi storici raggiunti a fine febbraio, sulla scia delle indicazioni secondo cui Stati Uniti e Iran potrebbero presto raggiungere un accordo che ripristinerebbe le esportazioni energetiche dal Medio Oriente. Il presidente degli Stati Uniti Trump ha dichiarato che i negoziati con l'Iran sono proseguiti favorevolmente durante il fine settimana e il segretario di Stato Rubio ha manifestato un certo ottimismo riguardo a un imminente accordo, determinando un forte calo dei prezzi del petrolio e sostenendo i titoli di Stato europei. L'indice Cac 40 di Parigi guadagna l'1,76%, il Dax 30 di Francoforte avanza del 2,03% e Madrid sale del 2,24%. Milano archivia gli scambi con un progresso dell'1,43%. Anche Londra e' rimasta chiusa per festivita'.
Cnn: "Iran e Usa al lavoro sulla formulazione per il nucleare e le sanzioni"
La finalizzazione dell'accordo fra Iran e Stati Uniti è stata ritardata dalle controversie sulla formulazione riguardante il programma nucleare di Teheran e le sanzioni. Lo riferiscono funzionari americani a Cnn esprimendo ottimismo sul fatto che le divergenze possano essere risolte in tempi relativamente brevi.
Messico: "Ospiteremo senza problemi la nazionale iraniana durante il Mondiale"
Il Messico accetta "senza problemi" di ospitare la nazionale di calcio iraniana in vista del Mondiale 2026. Lo ha annunciato la presidente messicana Claudia Sheinbaum durante una conferenza stampa, aggiungendo che "gli Stati Uniti non vogliono che la selezione dell'Iran si stabilisca sul loro territorio" e per questo hanno chiesto a Città del Messico di ospitarla. La notizia arriva dopo che la nazionale di Teheran aveva comunicato la volontà di svolgere il proprio ritiro a Tijuana invece che a Tucson, negli Usa.
Lo spread Btp-Bund chiude in calo a 70 punti, crollano i rendimenti
Chiusura in calo per lo spread tra Btp e Bund tedesco. Il differenziale di rendimento tra i due decennali è sceso di due punti base, a quota 70. In forte calo i rendimenti, in scia alle speranze di un accordo di pace tra Usa e Iran che permetta di riassorbire la crisi energetica e ne limiti gli impatti sull'inflazione: quelli dei Btp italiani si sono ridotti quasi 12 punti base, al 3,65%.
Borsa: Milano a nuovi massimi con Avio e Nexi, scivola Eni
Piazza Affari chiude a nuovi massimi storici una seduta animata dalle speranze di un accordo che chiuda la guerra in Iran e riapra lo Stretto di Hormuz. Il Ftse Mib ha terminato le contrattazioni in progresso dell'1,43%, a 50.220 punti, superando dopo 26 anni il precedente record di 50.109 punti. Il listino milanese è stato spinto dagli acquisti su Avio (+7,2%) e Nexi (+6,51%), che ha beneficiato dell'intenzione di Cdp a salire fino al 29,9%, seguite da Amplifon (+3,9%), promossa da Kepler Cheuvreux, Diasorin (+3,8%), Buzzi (+3,7%) e Moncler (+3,1%). In controtendenza Eni (-1,1%), penalizzata dal crollo del petrolio, seguita da Leonardo (-0,6%), Snam (-0,5%) e Saipem (-0,3%). Fuori dal Ftse Mib scatto per Eurogroup Laminations (+16,7%) e per Ferragamo (+7,7%) mentre soffre ancora The Italian Sea Group (-7,1%).
Al Arabiya: "Iran pronto a spostare uranio arricchito in Cina"
Fonti di alto livello hanno riferito ad Al-Arabiya e Al-Hadath che "l'Iran è pronto a rimuovere l'uranio altamente arricchito dal suo territorio e pone come condizione che venga trasferito in Cina". "Teheran sta cercando garanzie dalla Cina prima di procedere con l'accordo con gli Stati Uniti". Intanto l presidente cinese Xi Jinping ha incontrato il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif a Pechino. Il Pakistan è uno dei Paesi mediatori nei negoziati tra Usa e Iran.
Wsj: negoziati impantanati su nucleare e sanzioni
I negoziati tra Usa e Iran per mettere fine alla guerra si sono impantanati a causa delle posizioni intransigenti delle due parti riguardo al programma nucleare della Repubblica islamica e agli aiuti finanziari per Teheran. È quanto riferisce il Wall Street Journal, citando i mediatori. Il presidente Usa Donald Trump oggi, dopo che nei giorni scorsi aveva lasciato intravedere un'intesa vicina, ha ribadito di volere "un grande accordo o niente". Anche Teheran ha fatto sapere che è falsa l'imminenza di un'intesa.
Nell'inchiesta sulla Flotilla 10 nomi al vaglio, anche Ben Gvir
Sono una decina i nomi della catena di comando israeliana al vaglio dei pm di Roma che indagano sul caso Flotilla. Tra loro c'è anche il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir che ha rivolto parole di scherno nei confronti degli attivisti mentre erano inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena nel porto di Ashdod. I nomi sono presenti in un incartamento posto all'attenzione degli inquirenti dal team legale degli attivisti che fa riferimento ad una lista dalla Fondazione Hind Rajab - organizzazione che raccoglie documenti su presunti crimini di guerra - in cui sarebbero citate anche cariche militari.
Cnn: Riad normalizzerà rapporti con Israele solo se ci sarà stato palestinese
L'Arabia Saudita normalizzerà i rapporti con Israele solo quando di sarà un percorso irreversibile verso la creazione di uno stato palestinese. Lo hanno detto fonti saudite alla Cnn, rispondendo a Donald Trump che ha legato l'accordo con l'Iran all'ingresso dei paesi arabi negli Accordi di Abramo. "La nostra posizione è la stessa di sempre, un percorso irreversibile verso uno stato palestinese", ha insistito la fonte.
Media: delegazione con Ghalibaf e Araghchi in Qatar
Una delegazione iraniana di alto livello, con il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, è arrivata in Qatar per colloqui sugli sforzi diplomatici in corso per porre fine al conflitto. Lo ha riferito una fonte sotto anonimato, sottolineando che la visita si concentrera' "su questioni relative allo Stretto e all'uranio altamente arricchito".
Zuppi: "Ringrazio chi manifesta contro guerre anche a costo di violenze"
Le nostre comunità siano case di pace e non violenza", "approfittiamo anche delle attività estive per promuovere un'educazione alla pace. Ringrazio tutti i genitori, i preti, gli educatori, i formatori che riserveranno energie per far crescere una vera cultura della pace che accoglie e condivide", "non la paura, ma la fiducia è il terreno fertile. E ringrazio quanti, pagando anche di persona con ricatti, soprusi e violenze, manifestano concreta solidarietà nell'enorme sofferenza dei popoli colpiti da volenze e guerre". Lo dice il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, aprendo i lavori dell'Assemblea Generale.
Ben Gvir: "Tornare a combattere intensamente in Libano"
"Dobbiamo tornare a combattere intensamente in Libano". Lo dice il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir all'apertura della riunione della fazione Otzma Yehudit. "Mi rivolgo a Netanyahu, chiamo Trump. Contattatelo, battete sulla sua scrivania, fategli capire chiaramente che lo Stato di Israele non può contenere questa situazione. Non siamo disposti a continuare le campagne, ma vogliamo vincerle. Dobbiamo interrompere l'erogazione di energia elettrica in Libano, dobbiamo tornare a combattere intensamente".
Trump lega le trattative con l'Iran agli Accordi di Abramo: "I Paesi arabi aderiscano"
Donald Trump lega le trattative con l'Iran all'ingresso dei paesi arabi negli Accordi di Abramo. "Nel corso delle discussioni che ho avuto con l'Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar, la Turchia, l'Egitto, la Giordania e il Bahrein, ho affermato che, dopo tutto il lavoro svolto dagli Stati Uniti nel tentativo di ricomporre questo puzzle estremamente complesso, dovrebbe essere obbligatorio che tutti questi Paesi, quantomeno, aderiscano simultaneamente agli Accordi di Abramo", afferma il presidente sul suo social Truth.
Teheran: "32 navi hanno attraversato Hormuz dopo aver ottenuto il permesso"
La marina iraniana ha dichiarato che 32 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dopo aver "ottenuto il permesso con il coordinamento e la sicurezza della Marina delle Guardie Rivoluzionarie". In un rapporto pubblicato dall'agenzia di stampa semi-statale Tasnim, la marina ha precisato che tra le navi figuravano petroliere, navi portacontainer e altre imbarcazioni commerciali.
W.Post: "Per Teheran apertura dello Stretto di Hormuz avverrà in fasi"
L'apertura dello Stretto di Hormuz, a cui l'Iran e gli Stati Uniti stanno lavorando, avverrà ''in fasi''. Lo ha dichiarato un funzionario iraniano a condizione di anonimato al Washington Post. Nella prima fase, ha spiegato, gli Stati Uniti sbloccheranno 12 miliardi di dollari di beni iraniani congelati, inizieranno le operazioni di sminamento nello Stretto e verrà revocato il blocco statunitense. Non vengono fatte previsioni su quando lo Stretto tornerà navigabile, ma un alto funzionario dell'Amministrazione Trump ha presentato al Washington Post il nuovo accordo come un mezzo per "alleviare i costi del carburante per le famiglie americane ". A condizione di anoniamto, il funzionario ha affermato che l'attuale blocco statunitense verrà "allentato proporzionalmente" con l'apertura dello Stretto. Inoltre i beni congelati non saranno sbloccati finché Teheran non inizierà a cedere il suo uranio altamente arricchito.
Nel frattempo un alto funzionario dell'Amministrazione Trump ha spiegato al Washington Post che è già stato messo a punto un "quadro di riferimento" che estende la tregua di 60 giorni in attesa che le parti raggiungano un "accordo definitivo" per porre fine alla guerra. Al momento nessun documento è stato ancora firmato e non è chiaro quanto l'accordo quadro sia vincolante, ha precisato il funzionario. In ogni caso la garanzia è che tutti ''cessino i combattimenti nella regione'', ha aggiunto la fonte, garantendo al contempo il diritto di Israele di ''agire contro le minacce imminenti''.
©Ansa
Gantz: "Se i droni continuano a colpire Israele, nessun aereo deve decollare da Beirut"
Il leader centrista israeliano Benny Gantz ha affrontato la minaccia dei droni esplosivi di Hezbollah affermando che "la migliore difesa contro Hezbollah è un attacco". Secondo Gantz, "se i droni esplosivi continuano a schiantarsi in Israele, nessun aereo dovrebbe decollare da Beirut".
Media: "Ghalibaf e Araghchi in Qatar per discutere dell'accordo con gli Usa"
Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi si trovano a Doha per incontrare il primo ministro del Qatar e discutere di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra. I colloqui saranno incentrati principalmente sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, sull'uranio arricchito e sui beni iraniani congelati, come testimoniato dalla presenza di Abd al-Nasser Hemmati, governatore della Banca Centrale iraniana.
Putin parla con il re del Bahrein: "Serve soluzione rapida alla crisi iraniana"
Nel corso di una conversazione telefonica svoltasi oggi, il presidente russo Vladimir Putin e il re del Bahrein, Hamad bin Isa Al Khalifa, hanno sottolineato l'esigenza di una rapida "soluzione politico-diplomatica della crisi iraniana". Lo ha riferito il Cremlino. "Nel corso della discussione sulla situazione in Medio Oriente - si legge in una nota del Cremlino diffusa su Telegram - i due leader hanno sottolineato la necessità di raggiungere rapidamente una soluzione politico-diplomatica della crisi iraniana, tenendo conto incondizionatamente degli interessi di tutti gli Stati della regione".
Wsj: "Trump salverà il regime iraniano? Sarebbe un tradimento degli interessi Usa"
Il regime iraniano "è entrato in guerra facendo i conti con crisi economiche e politiche interne, che sono state aggravato dal conflitto. Salvare ora il regime tramite un salvataggio economico costituirebbe un vero tradimento degli interessi americani e ancor più del popolo iraniano". Lo afferma il board editoriale del Wall Street Journal commentando le indiscrezioni relative al possibile accordo di pace fra Iran e Stati Uniti. Il quotidiano si chiede se Donald Trump stia salvando il regime con l'accordo quadro che prevede 60 giorni per trattare e concessioni americane prima della firma di un'intesa sul nucleare.
Capo Idf: "Bombardare Beirut in risposta a droni"
Israele deve attaccare edifici a Beirut in risposta al lancio da parte di Hezbollah di droni esplosivi. Lo ha affermato il capo di Stato maggiore israeliano Eyal Zamir, durante una riunione del gabinetto di sicurezza, secondo quanto riportato dall'emittente israeliana i24. Anche Channel12 riporta la notizia, mettendo l'accento sulla necessità, secondo Zamir, di "impostare un'equazione differente", in modo da includere anche il colpire edifici a Beirut e Tiro come deterrente.
Wp: "Per Iran riapertura Hormuz avverrà in più fasi"
La riapertura dello Stretto di Hormuz avverrà in più fasi. Lo ha riferito un funzionario iraniano sotto anonimato al Washington Post, precisando che nella prima fase, gli Stati Uniti sbloccheranno 12 miliardi di dollari di beni iraniani congelati, inizieranno le operazioni di sminamento nello Stretto e verrà revocato il blocco navale americano. Come sottolinea il quotidiano Usa, non è chiaro quando lo Stretto tornerà a essere navigabile, sebbene un alto funzionario dell'amministrazione americana abbia presentato il nuovo quadro che si sta negoziando come un mezzo per "alleviare i costi del carburante per le famiglie americane". Quanto ai beni iraniani congelati, non saranno sbloccati finché Teheran non inizierà a cedere il suo l'uranio arricchito. La fonte, citata dal Wp, ha sottolineato che i beni congelati e le sanzioni saranno gestiti in base al rispetto da parte dell'Iran degli altri punti della proposta.
Media, Netanyahu: "Poche chance di influire su Trump"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha confidato ad alcuni collaboratori, in conversazioni private, che Israele ha scarsa capacità di influenzare le decisioni del presidente Usa Donald Trump sull'Iran. Lo ha riferito Reuters citando come fonti due funzionari israeliani a conoscenza delle conversazioni. Gli Usa stanno negoziando con l'Iran un accordo per mettere fine alla guerra e secondo fonti riportate di recente dal New York Times, Netanyahu è stato in gran parte escluso dai colloqui.
Trump: "L'accordo con l'Iran o sarà grandioso o non ci sarà"
"L'accordo con l'Iran sarà o grandioso e significativo, oppure non ci sarà alcun accordo. Sarà l'esatto opposto del disastro del Jcpoa negoziato dalla fallimentare amministrazione Obama, che era una via diretta e aperta verso un'arma nucleare per l'Iran. No, io non faccio accordi del genere". Così Donald Trump su Thruth. "Rido di tutti quei 'Dumocratici', RINO e sciocchi che non sanno nulla del potenziale accordo che sto stringendo con l'Iran, cose che non sono state nemmeno negoziate ancora, persone deboli e inefficaci come il senatore fallito Thom Tillis (che presto lascerà l'incarico!), Bill Cassidy, che ha appena subito una pesante sconfitta alle primarie, il pessimo deputato Thomas Massie, un vero e proprio farabutto che ha perso in modo schiacciante contro un grande patriota americano (appoggiato da "TRUMP") dopo aver mostrato un'enorme slealtà verso il suo partito (e il suo Paese!), e quasi tutti i Dumocratici, persone che hanno perso completamente la strada, sostenendo costantemente politiche sbagliate e candidati ancora peggiori, ma che criticano costantemente ogni mia fantastica vittoria. Queste persone dovrebbero andare a casa e riposarsi, non fanno altro che creare divisioni e perdite. In altre parole, sono dei perdenti!"
Presidente dell'Iran: "Non cederemo alle richieste eccessive degli Usa"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che Teheran non cederà alle pressioni o a quelle che ha definito richieste eccessive nei colloqui con gli Stati Uniti. "La Repubblica islamica non cederà in alcun caso alle pressioni e alle richieste eccessive", ha affermato il presidente iraniano.
Ben-Gvir: "Tornare a guerra spietata anche senza l'ok di Trump. E occupare i territori"
Israele deve ''tornare a una guerra spietata'' in Libano, ''interrompere la fornitura elettrica'' e ''occupare la Zahrani''. Così il ministro per la Sicurezza nazionale di Israele Itamar Ben Gvir, che ha fatto riferimento a una zona, quella di Zahrani, che si trova a circa 40 chilometri a nord del confine tra Israele e Libano. Si tratta quindi di un'area circa quattro volte più estesa rispetto agli ultimi avanzamenti riportati dalle Forze di Difesa Israeliane, che ad aprile sono avanzate di 10 chilometri all'interno del Libano.
Secondo Ben Gvir, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dovrebbe autorizzare una guerra su vasta scala in Libano senza l'approvazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "E' ora che il primo ministro batta i pugni sulla scrivania di Trump e lo informi che stiamo tornando in guerra in Libano", ha scritto Ben-Gvir.
Israele: "Non credete alle bugie di Hamas, 600 tir entrano ogni giorno a Gaza"
"Non lasciatevi ingannare dalla propaganda a basso costo di Hamas, che sta cercando di rilanciare la sua campagna sulla 'carestia' per giustificare il rifiuto del piano Trump. I dati supportati dal meccanismo Cmcc (Civil-Military Coordination Center, centro di coordinamento guidato dagli Usa per supervisionare il cessate il fuoco) parlano da soli: 600 camion entrano ogni giorno nella Striscia di Gaza. Il 35% è gestito dall'Onu e da organizzazioni internazionali. Il resto dal settore privato. Tra il 70% e l'80% dei camion trasporta cibo". Lo scrive su X il Cogat (l'organismo israeliano che amministra l'attività civile nei Territori) aggiungendo che dall'inizio della tregua oltre 1,6 milioni di tonnellate di alimenti sono entrate a Gaza. "Hamas non sta combattendo per il futuro di Gaza. Sta combattendo per la propria sopravvivenza, per le proprie armi e per la continuazione del proprio dominio, sfruttando gli abitanti di Gaza per la sua campagna di menzogne", afferma il Cogat.
Media, l'Arabia Saudita contro la ripresa della guerra anche per presenza di pellegrini all'Haji
Tra i motivi per cui l'Arabia Saudita si è opposta ad una eventuale ripresa della guerra in Medio Oriente c'è anche l'Haji, il pellegrinaggio annuale alla Mecca, che ogni musulmano è tenuto a compiere almeno una volta nella vita e le cui date quest'anno in questi giorni. Lo scrive Haaretz, secondo cui già uno sguardo al calendario suggeriva che il presidente Donald Trump avesse scarso interesse a lanciare una nuova offensiva prima della fine del pellegrinaggio dell'Hajj e dell'Eid al-Adha (la Festa del Sacrificio, ndr) che inizia mercoledì e che dovrebbe attirare oltre 1,5 milioni di pellegrini in Arabia Saudita. Riad aveva già fatto pressioni su Washington affinché non riprendesse i combattimenti mentre i pellegrini si trovavano ancora all'interno del regno, temendo che una guerra regionale potesse lasciarne molti bloccati".
Tajani: "Voto su una missione a Hormuz? Vediamo quando ci sarà una reale possibilità"
Per un voto in Parlamento sull'eventuale partecipazione dell'Italia a una missione internazionale per garantire la navigazione nello Stretto di Hormuz bisogna attendere di "vedere quando sarà operativo" il possibile accordo tra Usa e Iran: lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con cronisti. "Vediamo, vediamo se si andrà in Parlamento quando ci sarà la reale possibilità di farlo. Con il ministro Crosetto, abbiamo già informato le commissioni congiunte di Camera e Senato, Esteri e Difesa", ha aggiunto Tajani, precisando che Roma intende partecipare "a missioni non di guerra, assolutamente, sotto la bandiera delle Nazioni Unite o la bandiera dell'Unione Europea o la bandiera di un accordo internazionale che raccolga molti Paesi, diciamo un po' tipo modello Volenterosi". "Vediamo come evolve la situazione", ha poi affermato, "intanto bisogna vedere quali saranno i termini dell'accordo e quando si riaprirà Hormuz. Una volta raggiunga la tregua e una volta stabilizzata, siamo pronti a partecipare".

©Ansa
Media, Xi elogia il ruolo del Pakistan come mediatore
Durante l'incontro con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, il presidente cinese Xi Jinping ha elogiato il ruolo del Pakistan nella mediazione tra Iran e Stati Uniti. Lo riporta Iran International.
Oxfam: "Il Libano come Gaza, il disegno di Israele è l'annessione"
"La strategia israeliana in Libano è la stessa adottata a Gaza e degenerata in un genocidio, mentre il cessate il fuoco resta solo teorico. Dalla sua entrata in vigore - il 17 aprile - 600 persone sono state uccise, 10.000 case distrutte o danneggiate, e solo nei primi quattro giorni è stato violato 220 volte. Anche a Gaza dallo scorso 10 ottobre si contano almeno 850 vittime civili, che vanno ad aggiungersi alle oltre 72 mila causate dal 2023, tra cui oltre 20 mila bambini". È la denuncia contenuta nel nuovo report 'The Gaza Playbook', pubblicato oggi da Oxfam. "In Libano, come a Gaza, civili innocenti continuano ad essere uccisi ogni giorno, mentre il costo stimato per la ricostruzione e la riparazione dei danni causati dal conflitto a partire dal 2023 ha già giù superato i 14 miliardi di dollari, senza contare l'impatto dell'ultima escalation", sottolinea Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia. "Facendosi scudo del diritto all'autodifesa e di un'accondiscendente complicità internazionale, Israele continua a commettere - sottolinea in una nota - ogni tipo di violazione del diritto internazionale umanitario e degli accordi di tregua, privando la popolazione delle proprie case, dei servizi essenziali e dei mezzi di sussistenza". "È ormai dall'ottobre del 2023 che i vertici militari israeliani hanno espresso chiaramente la loro intenzione di replicare in Libano quanto fatto a Gaza: annettere territori nella più totale impunità e con la complicità di molti stati", conclude Pezzati lanciado "un appello urgente perché si arrivi ad una tregua permanente, che non sia solo di facciata. Israele deve essere chiamato al più presto a rispondere delle violazioni del diritto internazionale commesse, impedendo l'accaparramento di territori e il disprezzo dei diritti fondamentali di civili inermi".
Media Iran, continua la crisi idrica: dighe piene solo al 67% e alcune meno del 10%
Le dighe dell'Iran sono piene solo al 67%. Lo scrive la agenzia iraniana Isna. Inoltre, in 5 bacini- Lar, Dosty, Khordad 15, Barzoo e Saveh - il livello di riempimento rimane inferiore al 10%, e l'approvvigionamento di acqua potabile nelle città di Teheran, Karaj, Mashhad, Arak, Qom, Isfahan, Yazd e Hamadan sta subendo delle restrizioni. Secondo Isna, uno studio sull'inventario dei bacini idrici delle dighe mostra che, a causa della distribuzione delle precipitazioni, in dighe come quelle nelle province di Teheran, Khorasan Centrale Razavi, Qom, Isfahan, Zanjan e Hamedan resta una situazione sfavorevole. Di conseguenza l'approvvigionamento di acqua potabile nelle città che dipendono da queste fonti (tra cui Teheran, Karaj, Mashhad, Arak, Qom, Isfahan, Yazd, Hamedan) è limitato, "e la gestione dei consumi è ancora considerata una seria necessità". Nel novembre scorso Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian aveva perfino lanciato l'allarme sul fatto che Teheran avrebbe dovuto essere evacuata a causa della carenza idrica.
Media: "Netanyahu chiede all'Idf soluzioni per la minaccia dei droni di Hezbollah"
Durante la riunione del gabinetto ristretto israeliano di sicurezza duranto cinque ore, il premier israeliano ha chiesto soluzioni all'esercito per la minaccia dei droni esplosivi di Hezbollah. Lo riferisce Ynet. Il ministro di estrema destra Bezalel Smotrich ha controbattuto sostenendo che Israele "non può pensare di difendersi all'infinito: bisogna abbattere dieci edifici nella roccaforte di Hezbollah a Beirut come risposta a ogni drone". Netanyahu ha detto di non essere d'accordo e ha commentato: "Cosa proponi? Che ogni volta che ci sarà un drone abbatteremo dieci edifici? E quando ci sarà un drone da Gaza abbatteremo dieci edifici a Gaza? E quando ci sarà un drone dalla Cisgiordania abbatteremo dieci edifici in Cisgiordania? E poi, quando ci sarà un drone di una famiglia criminale, abbatteremo dieci edifici a Ramla?". Smotrich ha risposto: "Assolutamente sì".
Teheran: "Araghchi non andrà al consiglio di sicurezza Onu per problemi di visto"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi non si recherà a New York per la riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a causa delle circostanze generali e di un problema relativo al visto per gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei.
Media iraniani: "Il pollo costa più della paga giornaliera di un operaio"
"Un pasto a base di pollo per una famiglia di tre o quattro lavoratori, senza riso, pane e contorni, costa circa un milione di toman; un milione di toman è più della paga giornaliera di un semplice operaio secondo il decreto salariale di quest'anno!". Lo scrive Ilna (Iranian Labour News Agency) la agenzia iraniana che affre copertura del settore sindacale. "Secondo un giornalista dell'agenzia Ilna, dopo aver visionato gli ultimi dati e prezzi di pollo e uova sui siti web di banche e grossisti, e aver visto uova da galline ovaiole a 500.000 e 490.000 toman, pollo biologico a 1 milione di toman al chilo e ventrigli di pollo a 400.000 toman al chilo, non ci sono parole per descrivere la situazione sulle tavole dei lavoratori".
Sharif da Xi: "Grazie per il sostegno alla pace, le cose vanno nella giusta direzione"
Il presidente cinese Xi Jinping ha ricevuto il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, arrivato a Pechino mentre proseguono gli sforzi diplomatici per arrivare a un accordo tra Iran e Stati Uniti che ponga fine alla guerra con l'Iran. Lo rende noto l'agenzia di stampa statale cinese Xinhua. ''Il mondo sta vivendo un momento critico'', ma ''le cose stanno ora andando nella giusta direzione'', ha detto Sharif ai giornalisti. ''Vorrei ringraziare la Cina per il suo ruolo a sostegno della pace'', ha aggiunto il premier pakistano.
L'incontro tra Sharif e Xi a Pechino ha fatto seguito ai colloqui che il primo ministro pakistano ha avuto in mattinata con il premier cinese Li Qiang. Sharif è accompagnato nel suo viaggio in Cina dal capo di stato maggiore delle forze armate in Pakistan, Asim Munir, e dal ministro degli Esteri, Ishaq Dar, che hanno svolto un ruolo chiave nella mediazione tra Teheran e Washington.
Teheran: "Israele sta facendo di tutto per far fallire l'accordo"
Israele sta facendo di tutto per "compromettere" i colloqui e far fallire l'accordo tra l'Iran e gli Stati Uniti. Lo ha affermato in conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei. "L'entità sionista sta facendo del suo meglio per minare l'accordo e ci aspettiamo che alcune azioni da parte di Israele si ripetano durante l'intero processo negoziale", ha affermato.
"Nulla è escluso. Tuttavia, quei Paesi che invocano la guerra e le ostilità, entità sionista compresa, potrebbero avere un impatto sui funzionari statunitensi", ha aggiunto.
Fonti: "Attivisti Flotilla a Bengasi, trattati come possibili clandestini"
I due attivisti italiani della Flotilla in Libia sarebbero stati trasferiti a Bengasi e trattati come possibili clandestini. Lo riferiscono fonti informate della vicenda spiegando che potrebbero essere espulsi presto.
Teheran: "Applichiamo tariffe per i servizi di navigazione, non pedaggi"
Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che Teheran riscuote tariffe per i "servizi di navigazione" dalle navi in transito nello strategico Stretto di Hormuz, piuttosto che imporre pedaggi. "I servizi forniti - servizi di navigazione oltre alle misure necessarie per proteggere l'ambiente dello Stretto di Hormuz, del Golfo Persico e del Mar di Oman - richiedono la riscossione di determinati diritti", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghei in una conferenza stampa settimanale aggiungendo chee l'Iran "non sta cercando di riscuotere pedaggi".
Idf, soldato di 19 anni ucciso da un drone di Hezbollah
L'esercito israeliano rende noto che ieri un soldato di 19 anni è rimasto ucciso ieri in battaglia nel sud del Libano. Nehoray Leizer era un geniere, è stato ucciso da un drone esplosivo lanciato da Hezbollah, un altro soldato è rimasto ferito nell'attacco.
Teheran: "Hormuz va gestito dai Paesi che si affacciano sullo Stretto"
La gestione dello Stretto di Hormuz spetta ai Paesi costieri. Lo ha dichiarato in conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. "Siamo in contatto con i paesi che si affacciano sullo Stretto di Hormuz per garantire la sicurezza della zona e tutelare i loro interessi", ha affermato Baghaei. Sebbene Teheran non applicherà alcun pedaggio, è "normale che i servizi forniti richiedano un prezzo", ha aggiunto.

©IPA/Fotogramma
Teheran: "Nessuna garanzia che gli Usa rispettino gli impegni"
"Non vi è alcuna garanzia che gli Stati Uniti rispettino i propri impegni": lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei in risposta a una domanda sul "linguaggio e sulle immagini minacciose di alcuni funzionari statunitensi, che indicano la disponibilità ad attaccare l'Iran". "Abbiamo cose - afferma - molto più importanti da fare e, se rispondessimo ai tweet, alle foto e alle immagini dell'altra parte, non riusciremmo a portare a termine le cose più importanti. Siamo concentrati sull'elaborazione e la promozione dei metodi migliori per proteggere gli interessi nazionali dell'Iran", ha aggiunto, citato dall'Irna. "Ove necessario, risponderemo. Abbiamo il nostro stile e non copiamo lo stile e i metodi del nemico", ha concluso.
Teheran: "No colloqui sul nucleare, obiettivo ora è la fine della guerra"
''L'obiettivo dei negoziati è porre fine alla guerra e, in questa fase, non stiamo discutendo i dettagli della questione nucleare''. Lo ha dichiarato in conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei.
''Minacce, pressioni, rappresentazioni e pubblicazioni di caricature sono parte integrante della politica in quella parte del mondo. Noi proseguiamo il nostro lavoro sul campo. Osserviamo i fatti, a prescindere dalle percezioni e dalle rappresentazioni della controparte'', ha aggiunto Baghaei.
Teheran: "Con gli Usa accordo di massima ma la firma non è imminente"
L'Iran e gli Stati Uniti hanno raggiunto ''un accordo di massima'', ma la sua firma ''non è imminente''. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, affermando che "abbiamo raggiunto un accordo su gran parte degli argomenti discussi, questo è corretto, ma ciò non significa che la firma di un accordo sia imminente".
Teheran: "Non credete al bluff di Trump, il tempo è dalla nostra parte"
"Non credete al bluff del presidente'' americano Donald Trump, ''il tempo è contro gli americani". Lo ha scritto su X il portavoce della Commissione iraniana per la sicurezza nazionale e la politica estera, Ebrahim Rezaei.
"Se vogliono un accordo, che negozino; se vogliono il gas a 6 dollari, che si mostrino fermi sulle loro posizioni e bluffino finché l'erba non cresce sotto i loro piedi. L'Iran non si piega alla forza, né alle minacce", ha affermato Rezaei.
Media, navi con gnl e superpetroliera lasciano Hormuz dirette in Oriente
Dopo quasi tre mesi di fermo forzato, alcune petroliere che trasportano gas naturale liquefatto e una superpetroliera che trasporta petrolio greggio iracheno hanno lasciato lo Stretto di Hormuz e sono dirette verso il Pakistan e la Cina. Lo riporta Reuters sul suo sito con riferimento ai dati delle società di tracciamento navale Lseg e Kpler. La nave metaniera Fuwairit, battente bandiera delle Bahamas, ha attraversato oggi lo Stretto di Hormuz. La nave è stata caricata nel porto qatariota di Ras Laffan alla fine di marzo e dovrebbe essere scaricata in Pakistan domani. Anche un'altra nave gassiera, la Al Rayyan, ha lasciato con successo lo stretto ed è in rotta verso la Cina, dove è previsto il suo arrivo a fine giugno.
Media: "Quadro dell'intesa Usa-Iran definito, manca l'ok finale di Trump e Khamenei"
Washington e Teheran hanno "concordato in linea di principio" gli aspetti principali di un'intesa per provare a superare il conflitto che le coinvolge, ma per sancire l'accordo manca ancora "l'approvazione finale" del presidente Usa Donald Trump e del leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei: lo scrive il Telegraph, citando un funzionario americano. La bozza dell'accordo contempla la riapertura dello stretto di Hormuz da una parte e l'ok di Teheran a consegnare le proprie scorte di uranio altamente arricchito, ha aggiunto la stessa fonte.
I negoziatori del Pakistan in Cina per coinvolgere Pechino
L'offensiva diplomatica per raggiungere un accordo tra Iran e Stati Uniti si è spostata in Cina, dove il principale negoziatore di Islamabad, il capo dell'esercito pakistano Asim Munir, è arrivato insieme al primo ministro Shehbaz Sharif per colloqui con i leader cinesi. Munir era a Teheran venerdì e sabato insieme al ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi nell'ambito degli sforzi di mediazione per porre formalmente fine alla guerra. Pechino ha annunciato che collaborerà con il Pakistan per "dare un contributo positivo al rapido ripristino della pace e della stabilità in Medio Oriente".
Kagan: "Gestione disastrosa, gli Stati Uniti hanno perso"
"Una enorme sconfitta per gli Usa, nonostante il successo militare, che è stato tattico, ma strategicamente disastroso". E, ancora, "una resa totale, che ci rende succubi dell'Iran e corrode la leadership globale degli Stati Uniti". È quello che Robert Kagan, già guru dei neoconservatori durante l'amministrazione Bush, pensa dell'accordo a cui sta lavorando Donald Trump. Intervistato da Repubblica, Kagan spiega che il presidente si è arreso, perché "non ha ricevuto alcuna concessione dall'Iran, nemmeno sul fronte nucleare, l'unica cosa che sembra interessargli. Quindi l'idea che Trump possa ricominciare la guerra tra 60 giorni è semplicemente ridicola. Ma l'elemento più importante è che l'Iran finirà per controllare lo Stretto di Hormuz. Prima della guerra l'Iran - aggiunge - era fondamentalmente debole e isolato nella regione, ora ne uscirà con la capacità di controllare il prezzo del petrolio su base mondiale". L'impatto geopolitico della resa, inoltre, "sarà molto dannoso per gli Stati Uniti a livello globale". A suo parere, "una delle prime vittime saranno gli Accordi di Abramo e le relazioni dell'America con gli Stati del Golfo, che ora dovranno compiacere l'Iran e fare le proprie intese separate con Teheran. Il secondo danno grave - spiega Kagan - è che nonostante le incredibili capacità dimostrate delle forze armate, gli Usa hanno ovviamente fallito e il resto del mondo ne prenderà nota". Gli alleati asiatici in particolare, conclude, "si segneranno che il Pentagono ha dovuto ritirare forze significative dal Pacifico, che servivano a difendere loro e Taiwan".
Rubio: "O troviamo un buon accordo con l'Iran o dovremo trovare un'altra soluzione"
"O raggiungeremo un buon accordo, oppure dovremo trovare un'altra soluzione. Preferiremmo raggiungere un buon accordo": lo ha dichiarato il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, riferendosi alla possibilità di un accordo tra Usa e Iran per mettere fine alla guerra in Medio Oriente, stando a quanto riportato da alcuni media, tra cui Al Jazeera e la tv indiana Ndtv. "Il presidente non concluderà un cattivo accordo, quindi vediamo cosa succede", ha detto ancora Rubio secondo l'Indian Express. "Daremo alla diplomazia ogni possibilità di successo prima di esplorare le alternative", ha affermato il segretario di Stato Usa.

©Ansa
Libano, l'Idf ordina l'evacuazione di 10 villaggi a nord del Litani
L'esercito israeliano ha emesso un ordine di evacuazione per 10 città e villaggi nella regione di Nabatieh, nel Libano meridionale, e nella valle della Bekaa, più a est, tutti a nord del fiume Litani. "Alla luce della violazione dell'accordo di cessate il fuoco da parte dei terroristi di Hezbollah, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) sono costrette ad agire con fermezza", ha scritto il portavoce in lingua araba delle Idf, Avichay Adraee, su X. "Evacuate immediatamente le vostre case e state lontani da villaggi e città", ha scritto.
In Iran 4 condanne a morte per l'uccisione di un membro dei Basij
Il Tribunale Rivoluzionario di Teheran ha condannato a morte quattro persone, con l'accusa di aver accoltellato fatalmente un membro dei Basij (la milizia collegata ai Guardiani della Rivoluzione), Arman Aliverdi, poi deceduto in ospedale durante le proteste del 2022 in Iran dopo la vicenda studentessa Mahsa Amini (morta mentre era in arresto). Nove persone presenti sul luogo dei fatti, avvenuti durante le proteste nel complesso residenziale di Ekbatan a Teheran, sono state arrestate con l'accusa di aver picchiato e accoltellato mortalmente Aliverdi, di aver minato la sicurezza partecipando alle proteste e di aver svolto propaganda contro il sistema. Quattro degli imputati sono stati condannati a morte, mentre gli altri cinque sono stati condannati a pene detentive da uno a cinque anni.
Il petrolio è in calo, Wti a 90,93 dollari
La prospettiva di un accordo tra Usa e Iran fa scendere i prezzi dei petrolio. Il Wti questa mattina perde il 5,87% a 90,93 dollari al barile e il Brent arretra del 5,56% a 97,78 dollari.
Kallas sente ministro Esteri Oman: focus su Hormuz e tensioni regione
Il ministro degli Esteri dell'Oman Badr bin Hamad Al-Busaidi ha avuto un colloquio telefonico con Kaja Kallas, Alto Rappresentante dell'Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza. Durante la telefonata, come spiega Muscat in una nota, le parti hanno discusso le prospettive sulla situazione regionale e i suoi sviluppi, esprimendo il loro sostegno agli sforzi compiuti per riprendere la navigazione marittima e porre fine allo stato di congestione e tensione nella regione. La conversazione ha inoltre affrontato le relazioni di cooperazione e partenariato tra il Sultanato dell'Oman e l'Unione Europea.
Due navi cisterna lasciano Hormuz dirette in Cina e Pakistan
Due navi cisterna hanno lasciato lo Stretto di Hormuz, dirette in Pakistan e Cina. Lo riferiscono i dati di Kpler e Lseg, secondo i quali la nave metaniera Fuwairit, registrata alle Bahamas, dopo aver attraversato lo stretto dovrebbe scaricare il suo carico in Pakistan entro domani. La nave aveva assunto il suo carico presso il terminal di Ras Laffan in Qatar lo scorso marzo. Anche una seconda nave cisterna, la Al Rayyan, ha lasciato lo Stretto di Hormuz ed è previsto che arrivi in Cina il 27 giugno
Fonti Teheran: "Accordo può saltare per ostruzionismo Usa"
L'ostruzionismo statunitense sta ostacolando i progressi verso un accordo di pace che e' tutt'altro che scontato. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Tasnim secondo cui "nonostante alcuni colloqui, l'ostruzionismo statunitense persiste su alcune clausole dell'accordo, tra cui la questione dello sblocco dei beni iraniani congelati". Si tratta di questioni "non ancora risolte" e "di conseguenza, al momento c'e' ancora la possibilita' che non si raggiunga un accordo".
Rubio: "Usa a fianco governo Beirut, Hezbollah non avrà successo"
''Gli Stati Uniti sostengono fermamente il governo legittimo del Libano nel suo impegno per ripristinare la propria autorità e costruire un futuro migliore per tutto il suo popolo". Lo ha scritto su 'X' il Segretario di Stato americano Marco Rubio. "Le minacce di violenza e di rovesciamento del governo da parte di Hezbollah non avranno successo", ha aggiunto. "L'era in cui un gruppo terroristico ha tenuto in ostaggio un'intera nazione sta volgendo al termine", ha concluso.
Khamenei in luogo segreto comunica tramite corrieri
La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei si trova in un luogo segreto e viene contattata tramite una rete di corrieri. Lo riporta l'emittente Cbs News citando funzionari americani ben informati. Secondo le fonti, pochi iraniani conoscono la posizione di Khamenei, il che spiega i lunghi ritardi nelle risposte iraniane alle proposte statunitensi per un accordo che ponga fine alla guerra.
Rubio: "Accordo riconoscerà a Israele diritto a difendersi"
L'accordo in via di definizione tra Iran e Stati Uniti riconoscerà sempre a Israele il ''diritto'' a difendersi. Lo ha spiegato il Segretario di Stato americano Marco Rubio parlando ai giornalisti a Nuova Delhi. "Israele ha sempre il diritto a difendersi. Qualunque Paese al mondo ha questo diritto. E dunque, se Hezbollah si appresta a lanciare dei missili o lancia dei missili contro di loro, Israele ha il diritto di rispondere'', ha affermato Rubio.
Media Usa, "con Iran c'è accordo di principio, per la firma servirà tempo"
Gli Stati Uniti e l'Iran avrebbero raggiunto un "accordo di principio" che potrebbe porre fine alla guerra in Medio Oriente, ma l'approvazione definitiva da parte dei leader di entrambe le parti potrebbe richiedere giorni. E' quanto ribadiscono i media Usa, tra cui il New York Times, la Cbs e la Cnn. Le testate citano "un alto funzionario Usa", anonimo, secondo il quale gli iraniani avrebbero accettato in linea di principio un accordo che includerebbe lo smaltimento dell'uranio altamente arricchito, ha affermato il funzionario, e vi è un ampio impegno appunto sui principi. Le modalità con cui Teheran lo farà sono però ancora oggetto di negoziazione, ha affermato il funzionario statunitense. In ogni caso, confermano le fonti, Stati Uniti e Iran stanno lavorando per raggiungere un accordo definitivo.
Rubio: "Qualsiasi sia patto con Iran Israele avrà diritto a difendersi"
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che Israele avrà "sempre" il diritto di difendersi, indipendentemente da qualsiasi accordo tra Washington e Teheran, riprendendo le dichiarazioni del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu. "Israele ha sempre il diritto di difendersi. Ogni Paese al mondo ha questo diritto. Quindi, se Hezbollah si prepara a lanciare missili o lancia missili contro di loro, Israele ha il diritto di reagire", ha detto Rubio ai giornalisti da Nuova Delhi, dove si trova in visita.
Rubio: "Possibile un accordo con l'Iran già oggi"
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che un accordo per porre fine alla guerra con l'Iran potrebbe concretizzarsi "oggi stesso". "Pensavamo di poter avere qualche notizia ieri sera, forse oggi, non darei troppa importanza alla cosa", ha detto Rubio a Nuova Delhi, riferendosi al potenziale accordo, parlando con i giornalisti prima di lasciare la capitale indiana, dove si trovava per una visita ufficiale.