Crisi energetica, da rinnovabili al nucleare: quale sarà il contributo delle varie fonti?
Con le difficoltà di approvvigionamento legate al conflitto in Medio Oriente, anche in Italia si guarda al futuro e si analizza il possibile contributo delle diverse fonti energetiche per rendere la produzione elettrica nazionale meno dipendente dall’estero. Se per le rinnovabili i tempi potrebbero non essere lunghi, per il nucleare il discorso è diverso. Anche di questo si è parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24
CRISI ENERGETICA
- Con la nuova crisi energetica legata al conflitto in Medio Oriente, anche in Italia è tornato centrale il tema delle rinnovabili, del nucleare e in generale del contributo futuro delle diverse fonti energetiche nella produzione elettrica nazionale per renderla meno dipendente dall’estero. Anche di questo si è parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24, nella puntata andata in onda il 21 maggio.
GAS E RINNOVABILI
- Con il gas importato dal Qatar, quello che in questo momento non arriva, in un anno produciamo 44 Terawattora di elettricità. Con i nuovi impianti di energie rinnovabili - che il governo italiano si è impegnato a creare - ogni anno avremmo 17 TWh in più: vorrebbe dire che nel giro di un paio di anni avremmo abbastanza nuove rinnovabili per arrivare più o meno alla stessa energia che oggi facciamo col gas del Qatar.
I NUMERI IN ITALIA
- Quindi in una prospettiva di medio periodo, facendo bene i compiti a casa, questo buco che si è creato in questo momento col Qatar – che non sappiamo quando ricomincerà a darci il gas – potremmo coprirlo col solo solare ed eolico. Ma dobbiamo fare i compiti a casa. Li stiamo facendo? Sì e no. L’anno scorso, ad esempio, le rinnovabili hanno dato meno energia sul totale rispetto all’anno prima.
I NUOVI IMPIANTI
- Se quello di prima non è un bel segnale, anche se dipende da tanti fattori, questo che stiamo per vedere è ancora peggio. Quest’anno stiamo facendo nuovi impianti di rinnovabili a buon ritmo? La risposta è no. Nei primi quattro mesi del 2026, il solare va benino (1,8 Gigawatt installati nuovi) mentre l’eolico è fermo (0,2). Con questi numeri facciamo peggio dell’anno scorso e siamo lontani da quello che dovremmo fare con le rinnovabili per avere una potenza di fuoco che ci permetta di affrancarci da altri fornitori di energia.
IL NUCLEARE
- Altro tema di cui si discute, oltre alle rinnovabili, è quello del nucleare. L’Italia, come ha spiegato il governo Meloni, vuole rientrare nel giro dell’energia nucleare. Soprattutto con i famosi piccoli reattori modulari: nel mondo ce ne sono 2 attualmente in funzione, mentre 80 sono in progettazione. Ma come utilizzo commerciale si parla degli anni ’30: si tratta, infatti, di una tecnologia nuova e “complicata” e anche le variabili economiche sono complesse.
LE PROIEZIONI
- Quale sarà il peso del nucleare nella produzione di elettricità in Italia? Secondo le proiezioni del governo, se tutto va bene, nel 2045 dovremmo avere il 6% di generazione di energia elettrica dal nucleare. Tra vent’anni, quindi, sarà ancora una quota piccola: non aspettiamoci, quindi, che in un tempo medio-breve la soluzione per essere più indipendenti sia il nucleare.