Flotilla, rientrati in Italia attivisti rilasciati da Israele. Racconti choc di abusi LIVE
Sono rientrati ieri sera a Fiumicino gli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla per Gaza rilasciati dal governo israeliano. 'A chi hanno rotto costole, a chi hanno molestato sessualmente ma è stata anche una tortura psicologica"', hanno raccontato. L'Iran intanto prepara la risposta alla 'lettera di intenti' inviata dagli Usa per mettere fine alla guerra ma è braccio di ferro sulle scorte di uranio altamente arricchito
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Sono rientrati ieri sera a Fiumicino gli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla per Gaza rilasciati dal governo israeliano. 'A chi hanno rotto costole, a chi hanno molestato sessualmente ma è stata anche una tortura psicologica"', hanno raccontato. 'Ci pestavano selvaggiamente e ci dicevano Welcome to Israel, c'erano persone con fratture, alcune donne hanno subito abusi sessuali. Poi ci hanno portato in aeroporto con le manette ai polsi e catene alle caviglie'. ha detto il deputato M5s Dario Carotenuto. La procura di Roma acquisirà il video diffuso da Ben Gvir mentre deride i partecipanti alla missione inginocchiati con le mani legate dietro la schiena e che ha provocato lo sdegno globale. Tajani chiede all'Ue sanzioni contro il ministro israeliano. L'opposizione: 'Non basta, sospendere i rapporti con Israele'. L'Iran intanto prepara la risposta alla 'lettera di intenti' inviata dagli Usa per mettere fine alla guerra ma è braccio di ferro sulle scorte di uranio altamente arricchito.
"La guerra finirà presto", ha assicurato Trump durante una cerimonia alla Casa Bianca. L’Iran intanto prepara la risposta alla “lettera di intenti” inviata dagli Usa per mettere fine alla guerra ma è braccio di ferro sulle scorte di uranio altamente arricchito. “Lo avremo noi. Non ne abbiamo bisogno, non lo vogliamo e probabilmente lo distruggeremo. Ma non consentiremo che lo abbia" Teheran, ha detto Trump. Per il Presidente Usa "il blocco navale ha funzionato al cento per cento". Ma il transito delle navi è tra i nodi ancora irrisolti nei negoziati. Bloomberg: se lo stretto resta chiuso fino ad agosto si rischia una crisi come quella del 2008.
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Iran, media: "Ministro Interni pakistano ha incontrato Araghchi"
Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi ha incontrato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim. Durante l'incontro, i due funzionari hanno esaminato le ultime proposte per porre fine alla guerra, nel tentativo di risolvere i restanti punti di disaccordo tra Stati Uniti e Iran, ha riferito Tasnim.
Wsj: "Iran sposta miliardi tramite la piattaforma di crypto Binance"
L'Iran ha trasferito miliardi di dollari attraverso la piattaforma Binance per finanziare il regime, e le transazioni continuano anche questo mese. Lo scrive il Wall Street Journal. Le operazioni sul più grande exchange di criptovalute al mondo sono avvenute nonostante i ripetuti segnali d'allarme. Binance afferma di avere "tolleranza zero per le attività illecite". Mentre l'Iran si preparava al conflitto con gli Stati Uniti, un importante finanziatore del regime ha creato una rete di pagamenti segreta per garantire il flusso di denaro alle forze armate. Al centro di questa rete c'era Binance. Fino a dicembre, la rete, gestita da Babak Zanjani, un iraniano che si autodefinisce un operatore "anti-sanzioni", ha effettuato transazioni per 850 milioni di dollari in due anni sulla piattaforma di criptovalute, principalmente attraverso un singolo conto di trading, come dimostrano i report interni di Binance sulla conformità normativa.
Stretto di Hormuz, perché Ue e Fao temono uno shock alimentare?
Dopo le tensioni legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz e al conseguente aumento dei costi energetici, si fa strada un nuovo scenario di rischio: un possibile shock alimentare su scala mondiale. A lanciare l’allarme sono diverse istituzioni internazionali, che vedono nella fragilità delle catene logistiche globali un fattore capace di innescare una crisi dei prezzi agricoli e alimentari nei prossimi mesi. Ecco cosa sapere.
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Vai al contenutoIran, media: "Usa hanno perso 20% droni a lunga autonomia durante operazione militare"
Durante l'operazione militare contro l'Iran, le forze armate statunitensi hanno perso quasi un quinto dei loro droni MQ-9 Reaper a lunga autonomia. Lo scrive la Tass citando una notizia di Bloomberg. Secondo il rapporto, dall'inizio dell'attacco all'Iran alla fine di febbraio, la Repubblica islamica ha distrutto oltre due dozzine di droni MQ-9 Reaper, pari a quasi il 20% delle risorse del Pentagono precedenti al conflitto. Un singolo drone costa 30 milioni di dollari. Secondo il rapporto, i droni sono dotati di sensori e telecamere ad alta potenza e possono trasportare missili Hellfire e bombe guidate JDAM (Joint Direct Attack Munition). Bloomberg ipotizza inoltre che il numero totale di droni persi durante il conflitto con l'Iran potrebbe raggiungere quota 30, includendo anche i droni danneggiati e quindi inutilizzabili. L'agenzia stima i danni complessivi a 1 miliardo di dollari.
Borse asiatiche: in rialzo con chip e tech, cautela su Iran
I mercati azionari asiatici hanno esteso i guadagni nell'ultima seduta settimanale grazie al rimbalzo dei produttori di chip dopo i risultati positivi di Nvidia, mentre l'incertezza nei negoziati Usa-Iran hanno mantenuto gli investitori cauti. Il Nikkei giapponese e' balzato di oltre il 2,5%, avviandosi a un rialzo di quasi il 3% considerando l'intera settimana. SoftBank Group ha esteso i forti rialzi sull'ottimismo per una possibile Ipo di OpenAI e sulle aspettative che Arm Holdings benefici della domanda boom di AI. Bene anche i listini cinesi: Shanghai e Shenzhen salgono rispettivamente dello 0,7% e dell'1,23%, mentre l'indice Hang Seng di Hong Kong guadagna l'1,3%. Il Kospi sudcoreano avanza dello 0,6%, con un progresso settimanale del 4,5%. Le azioni Samsung sono scese di circa il 2% dopo che i lavoratori hanno iniziato a votare su un accordo salariale provvisorio raggiunto questa settimana, che ha scongiurato uno sciopero di 18 giorni con decine di migliaia di dipendenti. In territorio positivo anche il Nifty 50 indiano e le borse di Singapore e Australia che guadagnano tutte intorno al mezzo punto percentuale.
Idf: "Colpiti e uccisi due individui armati nel sud del Libano"
L'esercito israeliano ha condotto un raid aereo nel sud del Libano, uccidendo due persone che, secondo quanto affermato, erano armate e "si muovevano in modo sospetto" in un'area in cui si stanno combattendo Hezbollah. "Poco fa, la sorveglianza delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) ha individuato due individui armati che si muovevano in modo sospetto a centinaia di metri dal territorio israeliano, nel sud del Libano", ha scritto l'esercito israeliano su Telegram. "A seguito della loro identificazione e del continuo monitoraggio da parte dell'Idf, gli individui armati sono stati colpiti ed eliminati in un raid aereo", conclude il messaggio
Usa, ritirata mozione alla Camera per limitare i poteri di attacco di Trump
I leader repubblicani della Camera dei Rappresentanti Usa hanno ritirato un voto su una mozione per limitare la facoltà del presidente Donald Trump di ordinare attacchi militari contro l'Iran, dopo che è apparso chiaro che la risoluzione, portata con la forza dai democratici, sarebbe stata probabilmente approvata. "Non avete i voti!", hanno scandito i deputati dem in un momento di grande tensione nell'aula, quando i repubblicani hanno tentato di rinviare la votazione a dopo il rientro dei parlamentari dalla pausa di una settimana per il Memorial Day, nel resoconto dei media americani. L'approvazione del provvedimento sarebbe stata interpretata come un atto di censura nei confronti di Trump e della guerra da lui avviata con Israele contro l'Iran senza alcuna autorizzazione al Congresso. I sondaggi d'opinione continuano a indicare che la maggioranza degli americani è contraria al conflitto, che finora ha causato un aumento dei costi dell'energia e scosso le catene di approvvigionamento globali. Trump e i suoi alleati hanno difeso il conflitto come necessario per impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari.
Iran, discute con l'Oman sistema tariffe per Stretto di Hormuz
L'Iran avrebbe discusso con l'Oman, storico alleato degli Stati Uniti, un possibile sistema di tariffe per le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, ignorando gli avvertimenti dell'amministrazione di Donald Trump contro qualsiasi richiesta di pagamento per transitare in una delle rotte marittime piu' strategiche del pianeta. Lo riporta il New York Times. Non e' chiaro se dai colloqui emergera' un progetto concreto, ma le discussioni sembrano indicare che Washington e Teheran siano ancora lontane da una vera soluzione del conflitto che ha fortemente colpito l'economia globale, nonostante le ripetute dichiarazioni ottimistiche di Trump. Mercoledi' la nuova Autorita' iraniana per gli Stretti del Golfo Persico ha annunciato sui social media di aver "definito i confini dell'area di supervisione della gestione dello Stretto di Hormuz", precisando che il passaggio richiedera' un permesso dell'autorita' stessa. Il Golfo di Oman e' adiacente allo stretto e rappresenta il passaggio obbligato per accedervi da est. Trump ha piu' volte condannato l'ipotesi di pedaggi iraniani, arrivando anche a suggerire che gli stessi Stati Uniti potrebbero imporre tariffe come "vincitori" del conflitto. Giovedi' pero' ha respinto apertamente l'idea di qualsiasi pagamento: "Lo vogliamo libero. Non vogliamo pedaggi. E' internazionale. E' una via d'acqua internazionale", ha dichiarato dallo Studio Ovale. Anche il segretario di Stato Marco Rubio ha definito il piano "inaccettabile", sostenendo che renderebbe impossibile qualsiasi accordo diplomatico. Nonostante il fragile cessate il fuoco raggiunto con Washington, l'Iran continua pero' a valutare un sistema di addebiti per le navi che transitano nello stretto, attraverso il quale passa circa un quinto del petrolio e del gas naturale trasportati via mare nel mondo.
Wall Street: future in leggero rialzo, occhi su Iran e tech
I future a Wall Street viaggiano in territorio positivo con gli investitori che monitorano gli sviluppi nel conflitto con l'Iran e rilanciano sui titoli tech. I future sull'S&P 500 avanzano dello 0,41%, quelli sul Nasdaq avanzano guadagnano lo 0,50% mentre i future sul Dow Jones salgono dello 0,38%.
Libano, Esercito Israele: uccisi due uomini nel Sud
L'esercito di Israele ha annunciato di aver condotto un attacco aereo nel sud del Libano, uccidendo due persone che, secondo le Forze di difesa israeliane, erano armate e si muovevano "in modo sospetto" in un'area teatro degli scontri con Hezbollah. "In precedenza, la sorveglianza dell'Idf ha individuato due individui armati che si muovevano in maniera sospetta a poche centinaia di metri dal territorio israeliano, nel sud del Libano", ha dichiarato l'esercito israeliano in un messaggio pubblicato su Telegram. "Dopo l'identificazione e il monitoraggio continuo da parte dell'Idf, gli individui armati sono stati colpiti ed eliminati in un attacco aereo", ha aggiunto il comunicato. L'agenzia di stampa statale libanese National News Agency ha riferito invece che raid notturni nel distretto meridionale di Tiro hanno provocato quattro morti e il ferimento di due soccorritori presso una struttura del Comitato sanitario islamico.
Flotilla. a Roma gli ultimi attivisti italiani, 'torturati e umiliati'
Parlano di torture subite, sia fisiche che psicologiche e di aver vissuto per 48 ore in un campo di concentramento. Sono i racconti degli attivisti della Sumud Flotilla arrivati a Roma. "A chi hanno rotto costole, a chi hanno molestato sessualmente ma è stata anche una tortura psicologica. Per andare al porto mi hanno chiuso in una gabbia di ferro di un metro, dove non si vedeva nulla e fuori i cani che abbaiavano e graffiavano sul ferro", è la testimonianza di Antonella Mundu, toscana. "Se prima eravamo tornati umiliati ma sostanzialmente integri, stavolta torniamo letteralmente con le ossa rotte", è invece il laconico commento di Luca Poggi, di 28 anni. "Mi hanno buttato a terra, riempito di botte in quattro, mi mettevano fascette sulle mani stringendole e poi le staccavano via tirandole. Ma ancora, cercavano di farmi uscire la spalla, oppure mi prendevano per i capelli e mi alzavano su tipo trofeo", sono invece le descrizioni di Marco Montenovi, 43enne di Ancona. Attorno a loro un centinaio tra simpatizzanti, amici e parenti, che con slogan e applausi li hanno accolti per il rientro a casa.