Global Sumud Flotilla, Tajani: "Chiesto a Ue sanzioni contro Ben-Gvir"
MondoNon si placa la polemica per le immagini postate dal ministro israeliano che mostrano i fermati derisi mentre erano inginocchiati e bendati. “Un trattamento incivile di persone fermate illegalmente”, tuona Mattarella. Tajani: "A nome del governo italiano ho formalmente chiesto all'Alto Rappresentante Kaja Kallas di includere nella prossima discussione dei ministri degli Esteri Ue l'adozione di sanzioni contro il ministro per la sicurezza nazionale israeliano"
Non si placano le polemiche per le immagini postate dal ministro israeliano della Sicurezza Ben Gvir, che mostrano i fermati della Flotilla derisi mentre erano inginocchiati e bendati. Il filmato finirà tra gli atti degli indagini della Procura di Roma per cui si ipotizza il sequestro di persona. Durissima la condanna delle istituzioni. Il presidente della Repubblica Mattarella parla di un "trattamento incivile di persone fermate illegalmente” e del gesto “infimo” di Gvir. “Inaccettabile, superata la linea rossa”, dicono la premier Meloni e il ministro Tajani. Convocato l'ambasciatore israeliano. Non solo. Tajani oggi ha anche fatto sapere di aver "formalmente chiesto all'Alto Rappresentante Kaja Kallas di includere nella prossima discussione dei ministri degli Esteri Ue l'adozione di sanzioni contro il ministro per la sicurezza nazionale israeliano", per gli "inaccettabili atti compiuti contro la Flotilla, prelevando gli attivisti in acque internazionali e sottoponendoli a vessazioni e umiliazioni, violando i più elementari diritti umani". Intanto, fa sapere la Farnesina, tutti i partecipanti alla missione, inclusi tutti i cittadini italiani, hanno lasciato Israele. Sono decollati dall'aeroporto di Eilat con tre voli charter Turkish, direzione Istanbul.
Sedici italiani della Flotilla saranno in Italia questa sera
Sono 28 gli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla che sono stati espulsi da Israele, dove sono stati detenuti, e sono arrivati oggi pomeriggio a Istanbul con voli della Turkish Airlines. Sedici di loro sono in partenza questa sera dall'aeroporto di Istanbul per Roma e per Milano con dei voli sempre della Turkish Airlines, mentre gli altri 12 partiranno nei prossimi giorni. "Le persone che ho visto erano in condizioni decenti ma trattate molto male. Il mio pensiero stamani, quando sono tornato in Italia, erano le persone rimaste lì. Dobbiamo andare tutti insieme, stasera, ad accogliere all'arrivo a Fiumicino i compagni dalla Turchia”, ha detto Alessandro Mantovani, il giornalista del Fatto quotidiano. L'arrivo dell'aereo, con a bordo gli altri italiani fermati da Israele, è previsto intorno alle 23.30.
Il racconto di Mantovani
Intanto in giornata Alessandro Mantovani, giornalista de Il Fatto Quotidiano, ha raccontato quanto successo dopo essere stato catturato da Israele, insieme a tutti gli altri 429 attivisti della Global Sumud Flotilla per Gaza. Presi "a botte", tra "persone con sospette fratture delle braccia e delle costole". "Quasi tutti quelli che passavano per il container di ingresso", aggiunge, "venivano picchiati e sentivamo le grida dall'esterno. Anche gli abbordaggi sono stati molto più violenti che in passato".
"Picchiati e presi a calci"
Oggi Mantovani e il deputato dei Cinque Stelle Dario Carotenuto sono tornati in Italia. Nella notte hanno fatto scalo ad Atene e lì, grazie a un telefono messo a disposizione dall'ambasciata italiana, Mantovani ha potuto contattare la famiglia e la redazione del Fatto. Ha quindi raccontato quanto avvenuto, dalle prime ore dell'abbordaggio del peschereccio Kasr-I Sadabad, su cui si trovava insieme a Carotenuto, fino al rientro. "Siamo stati tra gli ultimi a essere stati abbordati. Le forze israeliane hanno sparato contro la nostra barca diversi colpi, non saprei dire che tipo di proiettili, per farci mettere a prua. Poi una volta prelevati siamo stati portati con una corvetta alla seconda nave prigione. Lì siamo stati incatenati e ammanettati, io sono stato spogliato, mi hanno buttato gli occhiali da vista e lasciato in costume da bagno. Siamo stati picchiati e presi a calci, noi anche meno degli altri: sentivo le urla degli attivisti, qualche costola di sicuro qualcuno se l'è rotta. Su quella seconda nave container quasi tutti quelli che arrivavano, eravamo circa 180, hanno preso le botte", spiega. Poi Mantovani, a cui è stato assegnato il numero 164, è stato prelevato, insieme al numero 147, cioè Carotenuto, e insieme sono stati trasferiti, prima ancora di arrivare al porto di Ashdod, in una cella della polizia nell'aeroporto Ben Gurion, dove hanno ricevuto una prima assistenza dall'ambasciata.
Carotenuto: "Ho sentito donne denunciare violenze"
Anche Carotenuto è molto scosso: "Ho ricevuto un pugno nell'occhio che per un po' mi ha accecato. Ma ho visto persone con problemi alle orecchie, agli occhi. Ho sentito donne denunciare violenze sessuali. Siamo molto preoccupati per gli attivisti che sono ancora lì e non sappiamo cosa stiano subendo". La nave su cui viaggiavano, dicono, era in acque internazionali e viaggia in direzione Egitto: "Ci hanno costretto a firmare delle carte che contenevano dichiarazioni non vere" racconta ancora al Fatto il deputato dei Cinque Stelle. "Eravamo a cento miglia da Port Said - prosegue Mantovani - a 180 miglia da Gaza quando siamo stati abbordati dagli israeliani".
Attivisti Flotilla arrivati a Istanbul con segni di abusi subiti
In serata attivisti della Gaza Sumud Flotilla sono arrivati a Istanbul. Filmati e foto postati sui social mostrano come molti di loro siano stati picchiati mentre erano in custodia israeliana. Alcuni video online mostrano diversi attivisti portati via in barella. Altri hanno tagli e lividi sul corpo e sulle braccia.
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L'esposto alla Procura di Roma
L’esposto alla Procura di Roma in cui si ipotizza il reato di sequestro di persona è stato presentato dal team legale della Global Sumud Flottilla, che ha però già annunciato un’ulteriore integrazione da inviare nei prossimi giorni, dopo avere raccolto la testimonianza delle persone che erano a bordo delle imbarcazioni quando sono state abbordate dalle autorità israeliane. Il filmato postato dal ministro Gvir finirà nel procedimento insieme alle audizioni dei 29 attivisti già rientrati in Italia. Gli attivisti denunciano l’utilizzo da parte di Israele di armi da fuoco per bloccare le imbarcazioni e violenze sessuali a carico delle donne fermate: non è escluso che nel nuovo incartamento che verrà messo a disposizione dei pm capitolini si possano ipotizzare anche i reati di tentato omicidio e la violenza sessuale. A Roma intanto sono aperti da tempo fascicoli sulle altre missioni. In particolare, nell'ultimo procedimento avviato e relativo ai fatti del 29 aprile, quando 22 barche vennero abbordate, il pm Stefano Opilio contesta il reato di sequestro di persona. Per quanto riguarda la missione dell'autunno scorso, i magistrati procedono per i reati di tortura oltre che di sequestro di persona, danneggiamento con pericolo di naufragio e rapina. In questo ambito la Procura ha chiesto di inoltrare una rogatoria internazionale da trasmettere alle autorità di Tel Aviv.
Legali Flotilla: “Si configurano torture, ricorreremo anche a Cpi”
"Come nella precedente flotilla di aprile, c'è stato sistematico uso di violenze, abusi sessuali, condizioni inumane di detenzione che possono rubricarsi a torture secondo articolo 1 e 2 convenzione Onu: questa escalation di violenza contro una missione umanitaria è solo un promemoria di quanto i palestinesi dicono da 100 anni", parlando di "intenzioni genocidarie del regime israeliano". Lo ha detto una portavoce della Global Sumud Flotilla nel corso di una conferenza stampa online, durante la quale è stato annunciato che il team procederà legalmente in diversi paesi, tra cui l'Italia, oltre che di fronte alla Cpi. Il team dei legali degli attivisti della Hind Rajab Foundation, "ha identificato in particolare sei ufficiali", è stato spiegato.