Introduzione
Sono in programma per domenica 24 maggio le elezioni parlamentari a Cipro. Ad essere chiamati alle urne sono più di mezzo milione di persone, sull’isola de facto divisa in due dal 1974 e su cui ancora opera la United Nations Peacekeeping Force in Cyprus. Come riportato da Reuters, il voto è contraddistinto da un numero record di candidati: sono infatti ben 753 le persone a presentarsi per uno dei 56 seggi della Camera dei Rappresentanti, in rappresentanza di 15 diversi partiti politici.
Quello che devi sapere
Il sistema politico di Cipro
Cipro - almeno la parte sud dell’isola effettivamente controllata dalla Repubblica di Cipro, che attualmente detiene anche la presidenza semestrale dell’Unione europea - è una repubblica presidenziale. L’attuale Capo di Stato è Nikos Christodoulides, in carica dal 2023. Il voto del 24 maggio è per l’elezione della Camera dei Rappresentanti, il parlamento monocamerale di Cipro, i cui membri restano in carica per 5 anni. Le elezioni sono state convocate dopo che la presidente dell’Aula, Annita Demetriou, ha sciolto l’assemblea il 23 aprile.
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Lo scenario politico
L’isola è, come detto, divisa in due dal 1974 dopo l’invasione militare turca. La parte nord, nota come Repubblica Turca di Cipro del Nord, è uno Stato a riconoscimento limitato: solamente Ankara ne riconosce la legittimità. La parte sud, amministrata dalla Repubblica di Cipro, è invece parte dell’Unione europea: come spiegato dal sito dell’Ue “l’intero territorio di Cipro è parte dell’Unione europea” ma “le norme Ue sono sospese nelle aree dove il governo di Cipro non esercita l’effettivo controllo”. Il parlamento cipriota è teoricamente composto da 80 seggi: 56 destinati alla parte greca della popolazione e 24 a quella turca, ma questi ultimi sono rimasti vacanti dalla divisione dell’isola.
L’importanza di Cipro
L’isola è situata in un punto strategico del Mediterraneo orientale, e ospita sul suo territorio due grandi basi militari britanniche. Cipro è stata anche in qualche misura coinvolta dal conflitto scoppiato in Medio Oriente, in particolare quando un drone proveniente dall’Iran ha colpito una delle basi che fungono da avamposto della NATO nell’area.
Il parlamento cipriota uscente
In questo contesto, l’isola si appresta a rinnovare il proprio parlamento. Le ultime elezioni generali si erano tenute il 30 maggio del 2021, e avevano visto sette partiti ottenere seggi alla Camera. La maggioranza relativa era detenuta dal partito Democratic Rally DISY, della speaker uscente Annita Demetriou, con 17 seggi. Subito dietro, c’era il partito progressista AKEL (15 seggi). Presenti anche il DIKO (9 seggi), ELAM (4 seggi), EDEK (3 seggi), DIPA (3 seggi) e KOSP (2 seggi).
Cosa dicono i sondaggi
Secondo quanto indicato dai sondaggi nelle settimane precedenti al voto, i tre partiti che sostengono il presidente in carica (cioè DIKO, DIPA e EDEK) sembrano stiano perdendo terreno. La formazione di estrema destra ELAM, invece, sta risalendo nelle intenzioni di voto. Inoltre, la nuova formazione ALMA guidata dall’ex revisore generale Odysseas Michaelides sembra destinata a ottenere una percentuale di voti compresa tra l’8 e il 10%.
Chi è Odysseas Michaelides
Odysseas Michaelides, come spiegato da Reuters, è stata una figura centrale negli ultimi anni di politica di Cipro: fu infatti lui a smascherare i difetti del sistema ‘passaporti in cambio di denaro’, che permetteva a ricchi provenienti da Paesi stranieri di ottenere il visto dell’Unione europea in cambio di investimenti sull’isola. Uno schema che era stato criticato a lungo dall’Ue, e che è stato di fatto smantellato dalle autorità dopo una serie di denunce arrivate a partire dal 2020.
Cosa potrebbe succedere
In base a quanto riferito dall’analista Fiona Mullen, i sondaggi in vista del voto mostrano come la corruzione sia tra i temi centrali per gli elettori: “Penso che ci sarà un voto di protesta piuttosto rilevante contro quello che i votanti vedono come un sistema che premia solamente chi ne fa parte”, ha spiegato a Reuters. E in questo contesto il movimento di estrema destra ELAM sembra destinato a diventare il terzo partito del Parlamento, in un trend già visto in altri Paesi europei: “È il risultato delle crisi finanziarie, in cui le persone cercano qualcuno a cui dare la colpa”, ha detto Mullen.
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