Ungheria, Magyar: “Rappresenteremo tutto il Paese”. Mosca non si congratula

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L'Ungheria si impegna a realizzare "una politica costruttiva" in Europa e "cercheremo compromessi" sui dossier più delicati, ha detto Peter Magyar, a Budapest, alla sua prima conferenza stampa dopo la vittoria delle elezioni contro Viktor Orban. L'Ue, ha evidenziato, "è un'organizzazione complessa, burocratica e incline al compromesso". La Russia, dal canto suo, non si congratula con il neo-premier

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"Rappresenteremo tutti gli ungheresi" ha detto il neo eletto premier ungherese nella sua prima conferenza stampa dopo la vittoria contro Viktor Orban. Peter Magyar ha esortato il presidente a conferirgli "il prima possibile" il mandato per "formare il nuovo governo". "Il nostro Paese non ha tempo da perdere – ha sottolineato -. Ha grandi problemi da affrontare, è stato tradito e devastato". 

"Approccio costruttivo" con Ue

L'Ungheria avrà ''un approccio costruttivo'' rispetto all'Unione europea dove ''non andremo per combattere per il gusto di combattere, per poi accusare Bruxelles di essere matrigna e di doverla fermare", ha sottolineato Magyar (in riferimento alle politiche del suo predecessore), ma "andremo per cercare compromessi che vadano bene agli ungheresi'' sostenendo che ''sotto Orban l'Ungheria è diventato il Paese più povero e più corrotto dell'Unione europea''. Il leader di Tisza si è detto ''sicuro che ci saranno dibattiti'', ma ''gli ungheresi sono orgogliosi di far parte della Ue e della Nato''. Il neo premier ha anche accusato il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, e la squadra di governo di Viktor Orban di “distruggere documenti" relativi alle sanzioni Ue contro la Russia. "Stanno distruggendo documenti, questo non li aiuterà", ha affermato sottolineando come ciò serva a "dare un'idea del contesto in cui si trova oggi l'Ungheria", e paragonando la distruzione di atti pubblici a quanto fatto "ai tempi del comunismo".

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La "freddezza" di Mosca

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, dal canto suo, ha fatto sapere che non si congratulerà con il vincitore delle elezioni ungheresi perché l'Ungheria è "un Paese non amico che sostiene le sanzioni" contro la Russia. Parlando del rapporto tra il presidente russo Vladimir Putin e il premier ungherese uscente Viktor Orban, Peskov ha affermato che la loro non è mai stata "un'amicizia", ma Mosca ha semplicemente avuto "un dialogo con lui". Di contro, Magyar ha ringraziato Russia e Cina "per aver accettato con rispetto la decisione dell’elettorato ungherese, del popolo ungherese". "Il Cremlino ha espresso la propria posizione, e lo stesso ha fatto Pechino - ha detto in conferenza stampa - Li ringrazio per essersi dimostrati disponibili a una cooperazione pragmatica".

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Gli scenari

Sul fronte delle sanzioni contro Mosca, un cambio di linea ungherese potrebbe consentire di approvare un nuovo pacchetto finora fermo. Orban, che aveva mantenuto rapporti stretti con Vladimir Putin nonostante la guerra, era stato accusato di agire come un "cavallo di Troia" del Cremlino nei vertici europei. Un via libera di Budapest lascerebbe la Slovacchia di Robert Fico come principale voce critica. Più complesso il dossier sull'adesione dell'Ucraina all'Ue. Orban aveva bloccato ogni progresso, mentre Magyar potrebbe autorizzare l'apertura dei "cluster" (i capitoli) negoziali che Bruxelles ritiene pronti da tempo. Tuttavia, il nuovo leader ha promesso un referendum sull'ingresso di Kiev, segnale che il percorso resterà incerto e politicamente sensibile. In parallelo, Budapest punta a ottenere lo sblocco dei fondi europei congelati, pari a circa 18 miliardi di euro, legati alle preoccupazioni sullo stato di diritto, la corruzione e i diritti civili. Il nuovo governo avrà tempo fino alla fine di agosto per avviare riforme e cercare di recuperare almeno 10 miliardi del piano nazionale di ripresa e resilienza. 

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