Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Low cost e non solo, ecco quali compagnie aeree sono a rischio per il caro-carburante

Economia
©Getty

Introduzione

La tensione nell’area del Golfo Persico continua e, mentre non sembra essere ancora arrivata una soluzione per il conflitto tra Stati Uniti e Iran, si riflette sul mercato dei carburanti. A essere in particolare sotto stress è l’approvvigionamento del combustibili per aerei, per il quale nei giorni scorsi l’Agenzia Internazionale dell'Energia ha lanciato l’allarme: l’Europa potrebbe avere a disposizione carburante per sole sei settimane, con gravi conseguenze per l'economia del continente. E oltre alle poche scorte, il tema che sta mettendo in difficoltà diverse compagnie aree è anche quello del prezzo del jet-fuel.

Quello che devi sapere

La situazione del carburante in Europa

Lo scorso venerdì l'Agenzia Internazionale dell'Energia ha comunicato che “diversi Paesi europei potrebbero iniziare a trovarsi ad affrontare carenze di carburante per aerei nelle prossime sei settimane, a seconda di quanto riusciranno a importare dai mercati internazionali per compensare la perdita di forniture provenienti dal Medio Oriente, che in precedenza rappresentavano il 75% delle importazioni nette di carburante per aerei in Europa".

 

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L’allarme dell’AIE

L’allarme dell’AIE non è comunque suonato come una novità: in precedenza infatti il diretto esecutivo dell’Agenzia, Fatih Birol, aveva detto in un'intervista all'Associated Press che il blocco dello stretto di Hormuz - che perdura tutt’ora - avrebbe provocato "la più grande crisi energetica che abbiamo mai affrontato", aggiungendo che l'impatto economico più ampio comprende "prezzi della benzina più alti, prezzi del gas più alti, prezzi dell'elettricità più alti", con alcune parti del mondo "colpite più duramente di altre".

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L’Ue pronta a misure per il jet-fuel

Per quanto concerne la situazione in Europa, sempre venerdì una portavoce della Commissione ha sottolineato come non ci siano “indicazioni di una carenza sistematica di carburante che possa portare a cancellazioni di voli su larga scala”, tutta via l’esecutivo dell’Unione non esclude di dover lanciare "un'azione coordinata per quanto riguarda il carburante per aerei" se la situazione sullo stretto di Hormuz dovesse protrarsi a lungo. La portavoce ha riferito anche che l'Ue si sta "preparando a possibili carenze di approvvigionamento di carburante per aerei, che continuano a destare preoccupazione".

Il problema del prezzo del carburante

Dietro alla preoccupazione per le forniture di jet fuel, ha spiegato ancora la portavoce, c’è il fatto che “le nostre raffinerie coprono circa il 70% del consumo dell'Ue e il resto dipende ovviamente dalle importazioni". E non solo, perché la situazione internazionale e la carenza di carburante sul mercato ne stanno provocando un aumento significativo dei prezzi, che potrebbe mettere in difficoltà l’intero comportato delle compagnie aree.

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Il rischio fallimento delle compagnie

A svelare la gravità della situazione è un’analisi del Corriere della Sera, secondo cui a metà maggio l’intero utile previsto per quest’anno per il comparto andrà in fumo a causa dell’aumento dei prezzi del jet fuel. Una situazione che, secondo gli esperti consultati dal quotidiano di via Solferino, potrebbe mettere sotto stress diverse compagnie aeree portandone alcune fino all’orlo del fallimento. Ovviamente non tutte le società finiranno in rosso, ma saranno molte quelle a vedere il segno meno davanti agli utili.

Quanto pesa il prezzo del cherosene

In base all’analisi, lo scorso anno il cherosene per gli aerei è pesato per il 26,8% dei costi totali delle compagnie aree: ma se il prezzo medio nel 2025 era di circa 90 dollari al barile, nei primi 10 giorni di aprile 2026 il costo è schizzato a 197,83 dollari a livello mondiale. Dunque oggi le compagnie pagano circa 400 milioni di dollari in più al giorno solo per il jet fuel. E così quel 26% di costi totali si aggira adesso intorno al 38%, mettendo in difficoltà diverse compagnie.

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Quali compagnie sono più in difficoltà

L’impatto, comunque, non peserà allo stesso modo per tutte le aziende: infatti, secondo gli esperti, oggi il costo del carburante per aerei rappresenta più del 50% dei costi operativi per tante società low cost o compagnie aree di medie-piccole dimensioni. Una situazione che amplierà il divario tra aziende più solide e quelle più deboli, che non potranno compensare completamente neanche con l’aumento del prezzo dei biglietti. Quello che è probabile che accada è che diverse compagnie si concentrino sulle rotte più redditizie, tagliando quelle che lo sono meno. 

 

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