Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Dai migranti all’Iran, così si è arrivati allo scontro tra Trump e Papa Leone XIV

Mondo
©Getty

Introduzione

È scoppiato lo scontro tra il primo Papa statunitense e il presidente degli Usa. Dopo settimane di tensione, nata già nei mesi scorsi sul tema dei migranti, il conflitto tra i due è deflagrato nelle ultime ore con un attacco frontale su Truth di Donald Trump e la piccata riposta del Pontefice: ecco che cosa è successo e come si è arrivati fin qui.

Quello che devi sapere

Dove nasce la tensione

La tensione tra la Casa Bianca e il Vaticano non è emersa solamente nelle ultime settimane, ma affonda le sue radici nei mesi passati. Già a ottobre del 2025, pochi mesi dopo l’elezione di Leone XIV, si era consumato uno scontro - seppure più contenuto nei toni - tra Prevost e Trump: da una parte il Pontefice aveva definito "disumana" la politica statunitense sui migranti, dall’altra l’amministrazione aveva replicato dicendo di respingere “l’idea che questa amministrazione tratti gli immigrati clandestini in modo disumano, questa amministrazione si impegna ad applicare le leggi del Paese nel modo più umano possibile”.

 

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Gli appelli per la pace

Con lo scoppio della guerra in Iran, poi, la temperatura tra il Vaticano e Washington è tornata a salire. Non sono mancate le occasioni in cui il Papa - come abitudine per i Pontefici - si è espresso contro la guerra: Leone XIV nel corso delle scorse settimane ha detto che “nel mondo molti nostri fratelli e sorelle soffrono a causa di conflitti violenti, provocati dall'assurda pretesa di risolvere i problemi e le divergenze con la guerra, mentre bisogna dialogare senza tregua per la pace”, e che le guerre “sono uno scandalo per tutta la famiglia umana". 

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“Non possiamo restare in silenzio”

Il Pontefice ha dedicato una costante attenzione a quanto stava avvenendo: il 22 marzo ha infatti detto che continuava "a seguire con sgomento la situazione in Medio Oriente, così come in altre regioni del mondo lacerate dalla guerra e dalla violenza. Non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla sofferenza di così tante persone, vittime inermi di questi conflitti. Ciò che li ferisce, ferisce l'intera umanità”, ha detto Leone XIV nel corso dell'Angelus di quel giorno. 

“Dio rifiuta la guerra”

La tensione è salita ulteriormente una settimana dopo, in occasione delle celebrazioni per la Passione di Gesù in piazza San Pietro. In quel momento Leone XIV ha detto che Gesù "non si è armato, non si è difeso, non ha combattuto nessuna guerra. Ha manifestato il volto mite di Dio, che sempre rifiuta la violenza, e invece di salvare sé stesso si è lasciato inchiodare alla croce, per abbracciare tutte le croci piantate in ogni tempo e luogo nella storia dell'umanità". Poi, lo strappo: "Questo è il nostro Dio", ha rimarcato, "un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra, che non ascolta la preghiera di chi fa la guerra e la rigetta dicendo, 'Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue'".

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La replica della Casa Bianca

Alle parole del Papa ha replicato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt: “Non c'è niente di sbagliato se i nostri leader militari e il presidente chiedono agli americani di pregare per i nostri soldati". La funzionaria ha spiegato: "Credo sia una cosa molto nobile da fare”. Inoltre poche settimane prima, a conflitto già scoppiato, si era tenuta una preghiera con pastori evangelici nello Studio Ovale, in cui si era pregato per Trump e per il suo successo nella guerra contro l'Iran.

L’appello alla pace a Pasqua

Il giorno di Pasqua, poi, Papa Leone XIV è tornato a invocare la fine delle ostilità in un appello rivolto ai potenti della Terra nel corso della benedizione Urbi et Orbi: “Chi ha in mano armi le deponga! Chi ha il potere di scatenare guerre, scelga la pace! Non una pace perseguita con la forza, ma con il dialogo! Non con la volontà di dominare l'altro, ma di incontrarlo!". 

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L’attacco di Donald Trump

Si arriva così, con questo clima, all’attacco sferrato da Donald Trump contro Leone XIV: “È debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera. Parla della paura nei confronti dell'amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la chiesa cattolica — e tutte le altre organizzazioni cristiane — hanno provato durante il Covid, quando venivano arrestati sacerdoti, ministri di culto e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose", ha scritto su Truth il presidente americano. "Preferisco di gran lunga suo fratello Louis perché è totalmente Maga. Lui ha capito tutto. Non voglio un Papa che ritenga accettabile che l'Iran possieda l'arma nucleare". Per poi sostenere che "Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante. Non figurava in nessuna lista dei papabili ed è stato scelto dalla Chiesa esclusivamente perché americano; si riteneva, infatti, che quello fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump”.

La replica di Leone XIV

E a stretto giro di posta è arrivata la replica di Leone XIV: "Io non ho paura dell'amministrazione Trump", ha detto il Pontefice, "parlo del Vangelo" e quindi "continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra". Prevost ha aggiunto che “non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui", sottolineando che “non sono un politico", "parlo del Vangelo" secondo il quale "bisogna costruire la pace". "Smettiamola con le guerre!". Leone XIV ha insistito sul "dialogo" e sulla "relazione multilaterale tra le nazioni per trovare una soluzione giusta ai problemi. Troppe persone stanno soffrendo, troppi innocenti sono stati uccisi, e credo che qualcuno debba alzarsi per dire che c'è una via migliore".

 

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