Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, rischio shock alimentare globale. Verso ondata rincari: i prodotti colpiti

Mondo
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Lo spettro di un aumento generalizzato dei prezzi a causa della guerra in Iran e del blocco dello Stretto di Hormuz si fa sempre più concreto. A venire travolti da questa ondata di ricari sono fertilizzanti, mangimi, energia, trasporti e logistica, e così anche grano, latte, carne e prodotti trasformati. A rendere più complesso il quadro ci sono anche le variabili climatiche. Ecco i possibili scenari.

Quello che devi sapere

Lo shock alimentare e i fertilizzanti

Aumento dei costi di produzione agricola, riduzione delle rese dei raccolti e nuova pressione inflazionistica sui prezzi del cibo: la crisi che si è aperta con lo stop dei passaggi commerciali nello Stretto di Hormuz a seguito della guerra in Medio Oriente, ma più in generale con le tensioni geopolitiche mondiali, sta sfociando nell'aumento del rischio di uno shock alimentare. Faro acceso soprattutto sul fronte dei fertilizzanti, settore dove sale la tensione e uno degli elementi fondamentali per garantire la produttività delle colture.

 

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La riunione Ue sull'agricoltura

Grande attenzione è rivolta alla riunione straordinaria dei ministri dell'Agricoltura dei Paesi del G7, convocata per oggi, lunedì 8 giugno, su iniziativa del ministro italiano Francesco Lollobrigida. L'incontro nasce dalla necessità di affrontare le sfide che stanno interessando il settore agroalimentare a livello globale, con particolare riferimento alla sicurezza delle forniture e alla disponibilità delle materie prime.

 

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I temi all'ordine del giorno

Tra i temi principali all'ordine del giorno vi è la ricerca di strategie comuni volte a rafforzare l'autonomia produttiva dei singoli Stati, riducendo la dipendenza dai mercati esteri e dalle catene di approvvigionamento internazionali, spesso soggette a tensioni geopolitiche e instabilità economiche. L'obiettivo è individuare misure che consentano ai Paesi membri di garantire una maggiore resilienza del comparto agricolo e alimentare, favorendo investimenti, innovazione e una gestione più efficace delle risorse. 

 

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Perché è una riunione importante

La riunione rappresenta inoltre un’importante occasione di confronto tra le principali economie industrializzate per definire politiche condivise in grado di rispondere alle nuove sfide globali, dalla sicurezza alimentare ai cambiamenti climatici. Le decisioni che emergeranno dal vertice potrebbero avere ripercussioni significative sulle future strategie agricole e commerciali dei Paesi europei, influenzando l'intero settore agroalimentare internazionale.

 

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Il credito d'imposta

Come riferito da Lollobrigida, la Commissione Ue, su richiesta dell'Italia, sta valutando l'aumento dell'importo della riserva di crisi a compensazione dell'aumento dei costi dei fertilizzanti. Dal canto suo l'Italia ha dato il via libera con il decreto legge del 26 maggio scorso, al credito d'imposta del 30% a beneficio delle imprese agricole per l'acquisto di fertilizzanti per marzo, aprile e maggio, con uno stanziamento di 40 milioni di euro. In più, c'è la misura della sospensione dei dazi su fertilizzanti provenienti dai Paesi terzi e, dall'Ue, c'è un piano per la sicurezza dell'approvvigionamento annunciato lo scorso 19 maggio.

 

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I numeri e gli scenari

A spaventare sono i numeri e gli scenari. A fine aprile scorso la Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) registrava ritardi nelle spedizioni fino a 3 milioni di tonnellate al mese. E si guarda con attenzione ai prezzi alimentari. L'ultimo bollettino dell'organismo Onu per l'agricoltura diffuso venerdì scorso, parla di un aumento a maggio per i cereali del 2,6% rispetto ad aprile e di quasi il 5% rispetto a un anno fa. Ma gli effetti non si manifestano immediatamente sugli scaffali, l'impatto agricolo si sviluppa nell'arco di diversi mesi. Tanto che sempre dalla Fao arriva l'allarme che la crisi dei fertilizzanti "colpirà i raccolti mondiali anche nel 2027". Dinamica che rappresenta una delle caratteristiche più insidiose dello shock alimentare.

 

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Criticità superiori al 2022

Secondo i Consorzi Agrari d'Italia, la situazione attuale presenta elementi di criticità superiori a quelli registrati nel 2022. Allora gli aumenti dei fertilizzanti erano almeno in parte compensati dalle elevate quotazioni del grano; oggi, invece, molti agricoltori sostengono costi produttivi ancora elevati senza che il mercato riconosca adeguatamente il valore delle produzioni, con una progressiva erosione dei margini aziendali e della capacità di investimento.

 

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Semine di mais in calo

Preoccupanti i dati diffusi dall'Associazione italiana lavorazione mais alimentare aderente ad Assitol (che rappresenta più del 90% del comparto per un fatturato di oltre mezzo miliardo), secondo la quale le semine di mais alimentare in Italia calano tra il 10% e il 15%, mentre le rese produttive fanno registrare una diminuzione fino al 20%; un doppio colpo inferto dai minori investimenti degli agricoltori in fertilizzanti e mezzi tecnici.

 

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Ondata di rincari in arrivo

L'allarme riguarda anche le filiere agroalimentari europee. Secondo Terra Viva, l'instabilità geopolitica rischia di generare una nuova ondata di rincari che coinvolgerà fertilizzanti, mangimi, energia, trasporti e logistica, trasferendosi successivamente sui prezzi di grano, latte, carne e prodotti trasformati. A rendere più complesso il quadro intervengono anche le variabili climatiche. L'eventuale arrivo di El Niño potrebbe provocare siccità e alterazioni dei regimi delle precipitazioni in diverse aree agricole strategiche.

 

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