Caro carburante, credito d’imposta anche su gasolio agricolo per salvare semine: la misura
EconomiaIntroduzione
Nei giorni scorsi il governo ha dato il via libera a una misura che introduce sgravi per il carburante agricolo. Gli agricoltori hanno accolto la decisione con soddisfazione: visto l’aumento dei prezzi di diesel e benzina, hanno spiegato, il provvedimento arriva in un momento decisivo perché le semine primaverili richiedono un maggiore utilizzo delle macchine agricole. La misura punta anche a prevenire i possibili rincari sui prezzi dei prodotti agroalimentari. Ma, avvertono gli agricoltori, servono altri interventi. Il punto
Quello che devi sapere
La misura per le aziende agricole
Il Consiglio dei ministri, venerdì 3 aprile, ha dato il via libera al nuovo decreto taglia-accise. Nel provvedimento è presente anche una misura specifica per le aziende agricole: si tratta dell'estensione del credito d'imposta del 20% sui costi del gasolio. La misura, prima di venerdì, era riservata al solo comparto della pesca: ora, invece, è stata allargata all’agricoltura.
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La copertura
La misura prevede una copertura complessiva di 30 milioni di euro. L’intervento, annunciato nei giorni scorsi dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, è arrivato dopo le critiche e le richieste delle organizzazioni di settore. La misura, ha detto il ministro, rappresenta un "sostegno concreto al settore primario italiano". Grazie a questo intervento, ha aggiunto, le imprese agricole italiane "potranno attutire i rincari del costo del carburante necessario a produrre".
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Soddisfazione e dubbi
Le organizzazioni di categoria hanno accolto in modo positivo il provvedimento, sottolineando che è arrivato in una fase particolarmente delicata per il comparto: gli agricoltori, infatti, sono alle prese con il forte aumento dei costi energetici e con l'avvio delle operazioni primaverili nei campi, che richiedono un maggiore utilizzo dei mezzi agricoli. Tuttavia, diverse associazioni hanno anche sottolineato i limiti del provvedimento.
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A rischio le semine primaverili e l’annata agraria
Coldiretti, in particolare, ha sottolineato come l’estensione alle aziende agricole della misura sul credito d'imposta adottata per la pesca sia importante per salvare le semine primaverili e l'annata agraria. Per Coldiretti infatti il caro gasolio, "unito ai rincari dei fertilizzanti (l'urea ha fatto registrare un nuovo balzo in avanti a 835 euro a tonnellata, contro i 585 di prima della guerra), rischia di frenare l'annata agraria proprio alla vigilia delle semine primaverili. In questa fase l'uso delle macchine agricole è indispensabile per le operazioni di preparazione dei terreni e l'agricoltura italiana non può permettersi di far restare i trattori nei capannoni".
Il caro gasolio agricolo
Secondo i numeri di Codiretti, a causa della guerra i prezzi del gasolio agricolo sono passati da circa 0,85 euro/litro fino a 1,45 euro/litro, con aumenti superiori a quelli registrati per il diesel ordinario, con picchi segnalati soprattutto in Sicilia e Puglia. Un balzo record che, ha ricordato la confederazione, ha portato anche a presentare una denuncia in Procura e Guardia di Finanza contro le speculazioni.
Secondo un'analisi di Coldiretti su dati del ministero dell'Ambiente, "nel 2025 le vendite di gasolio agricolo sono state pari a 2,2 miliardi di litri. Si stima che circa il 90% sia destinato all'agricoltura e la restante parte per la pesca. L'aumento dei costi di produzione rischia di far sentire i suoi effetti sui prezzi al consumo, anche se va sottolineato come gli incrementi delle quotazioni nei campi corrispondano in realtà, il più delle volte, a pochi centesimi al chilo".
Il commento di Confagricoltura e Copagri
La misura del governo Meloni, secondo Confagricoltura, riduce "la ricaduta dei rincari sulla competitività delle imprese e contiene il rischio di innescare un'inflazione lungo tutta la filiera agroalimentare". Sulla stessa linea, come detto, Coldiretti, che ha sottolineato: il caro gasolio, "unito ai rincari dei fertilizzanti, rischiava di bloccare l'annata agraria proprio alla vigilia delle semine primaverili". Anche per Copagri, comunque, l'importanza di questo intervento risiede proprio nella tempistica con cui arriva. "Ci troviamo alle porte delle semine primaverili, periodo nel quale la necessità di carburante si fa più pressante", ha spiegato il presidente Tommaso Battista.
Conferenza delle Regioni: “Boccata d’ossigeno”
Un plauso alla misura è arrivato dalla Conferenza delle Regioni, che l’ha definita una "boccata d'ossigeno" ai produttori agricoli "in un momento particolarmente delicato". "Siamo alle prese – ha spiegato Dario Bond, coordinatore della Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni e assessore della Regione del Veneto – con l'impennata del gasolio, il rincaro dei costi delle materie prime e dei fertilizzanti. I prezzi dei prodotti agricoli stanno subendo fluttuazioni importanti che sono lo specchio della grande instabilità dei mercati".
Le reazioni di Cia-Agricoltori italiani e Legacoop Agroalimentare
Tuttavia, non manca chi ha sollevato dubbi. La misura, ha spiegato Cia-Agricoltori italiani, resta solo "un primo passo" che "necessita di sforzi aggiuntivi, quantomeno per i mesi di aprile e maggio, quando nei campi le attività si intensificano e la domanda di input energetici aumenta". Anche il presidente di Legacoop Agroalimentare, Cristian Maretti, ha sottolineato che ora "ci aspettiamo che anche dalla Ue arrivino segnali forti a sostegno delle imprese e delle famiglie per evitare che le misure emergenziali dell'oggi ricadano sul nostro futuro".
Le proteste
L’intervento, poi, non ha fermato le proteste: una rappresentanza di agricoltori dei territori di Fiumicino, Cerveteri, Ladispoli, Anguillara, con i loro trattori, si è radunata in presidio lungo la via Aurelia, al km 29, tra Torrimpietra e Granaretto, vicino al bivio per Bracciano e Tagliatella. È lo stesso punto dove, in passato, hanno preso forma altre proteste degli agricoltori delle zone nord di Roma. Al centro della mobilitazione e del malcontento, c’è l'aumento dei costi per il carburante, i fertilizzanti, la plastica per il confezionamento dei prodotti e per altri fattori di produzione. I manifestanti hanno chiesto nuove misure di sostegno.
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