Introduzione
L’accordo triennale punta a setacciare gli importi ceduti nell’ambito dei bonus edilizi con l’obiettivo di anticipare e bloccare le frodi. Tre i livelli di controlli. Ecco cosa sapere.
Quello che devi sapere
Oltre 4 miliardi di crediti bloccati per frodi nel 2026
Nelle scorse settimane Il Sole 24 Ore ha rivelato che dai recenti controlli effettuati dal Fisco è emerso un numero di frodi e illeciti altissimo che ha portato a bloccare nei primi tre mesi del 2026 un totale di 4,1 miliardi di euro di crediti, un valore che è pari al 33% del totale dei crediti maturati per le spese nel 2025. Il piano straordinario di analisi e controllo messo in atto dal Fisco si è basato su controlli preventivi e attività di analisi del rischio per individuare crediti con un identikit di pericolosità legato alle potenziali frodi collegate con le comunicazioni di cessioni del credito o sconto in fattura.
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I dati del Superbonus
Secondo i dati aggiornati, il conto dell’operazione Superbonus è salito a quota 174 miliardi, quattro volte quanto preventivato. Al 30 aprile di quest'anno, l'onere a carico dello Stato per le detrazioni maturate per i lavori conclusi sfiorano 132 miliardi di euro (131.970.117.607,56 euro in base agli ultimi dati Enea). Il totale degli investimenti è pari a circa 127,26 miliardi e gli investimenti ammessi a detrazione a 125,45 miliardi. Gli investimenti per lavori conclusi ammessi a detrazione ammontano a 123 miliardi. Il numero di edifici coinvolti è di 505.421.
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I controlli
Mef e amministrazione finanziaria continuano ad aumentare l'attenzione per intercettare i pericoli legati a chi ha sfruttato gli ultimi scampoli dell'agevolazione (al 2025 era al 65%) per poterla sfruttare pur non avendo alcuni o tutti i requisiti. “Un problema che emerge anche dal confronto con gli anni precedenti in cui la quota di crediti scartati è stata circa del 3 per cento”, spiega Il Sole 24 Ore.
L’accordo Mef-Entrate
La convenzione triennale (2026-2028) tra Agenzia delle Entrate e ministero dell’Economia permetterà di proseguire e intensificare i controlli analizzando praticamente quasi la totalità dei crediti fiscali: nove crediti su dieci, collegati ai bonus edilizi, verranno sottoposti a tre livelli di controlli iniziali. Si tratta di misure di contrasto all’elusione e all’evasione fiscale che riguardano anche gli altri bonus edilizi.
Come funzionano i controlli
Come spiega il quotidiano economico, l’iter avviene in tre fasi. Inizialmente, all’arrivo delle comunicazioni nella piattaforma informatica dell’Agenzia delle Entrate si procede a un controllo di coerenza interna e di completezza dei dati presenti nel documento. Poi entro 5 giorni si passa alle verifiche preventive, basate su indicatori di rischio predefiniti. Dopo questo passaggio vengono individuate e sospese, per 30 giorni, tutte le comunicazioni che presentano profili di anomalia. E infine, le comunicazioni sospese vengono sottoposte a una verifica dettagliata.
Livello di attenzione altissimo
Questo procedimento sarà applicato al 90% del valore totale dei crediti ceduti da qui al 2028. In sostanza, quasi tutti i bonus edilizi oggetto di trasferimento di crediti saranno sottoposti a un controllo. E non sarà l’ultimo: è possibile che, anche per altre strade, si arrivi comunque a una verifica approfondita, ad esempio se spuntassero anomalie catastali.
Le variazioni catastali
Proprio sul monitoraggio delle variazioni catastali è in programma l’invio di 190mila lettere di compliance nel triennio (di cui 45mila previste solo nel 2026). Insomma, come successo per le comunicazioni del 2025, si ipotizza che una buona parte di crediti possa avere profili di anomalie e potenziali illeciti.
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L’Anagrafe dei titolari
La convenzione tra Mef e Agenzia delle Entrate mira anche alla “realizzazione dell’Anagrafe dei titolari” in quadro destinato a “una sempre maggiore fruibilità delle banche dati immobiliari sia per scopi tributari sia per attività di supporto agli enti territoriali, di gestione delle emergenze e salvaguardia del patrimonio immobiliare”. Insomma l’obiettivo è anche quello di ampliare gli strumenti che raccolgono e analizzano le informazioni sui dati immobiliari, utili per i controlli su imposte erariali e tributi locali.
Per approfondire: Superbonus, in partenza 20mila lettere del Fisco per chi non ha aumentato valore catastale