Stretto Bab el-Mandeb a rischio chiusura, perché è vitale per i traffici globali
Dopo Hormuz, al centro dell’attenzione mondiale c’è ora lo Stretto di Bab El-Mandeb, vera porta di accesso al Mar Rosso: l’Iran, pur non controllandolo direttamente, ne minaccia la chiusura attraverso l'aiuto in Yemen dei fedeli alleati Houthi. Di questo si è parlato nella puntata di "Numeri", il programma di Sky TG24 andato in onda il 2 giugno 2026
LE MINACCE DELL’IRAN
- Non solo Hormuz: anche lo Stretto di Bab el-Mandeb sul Mar Rosso è a rischio chiusura dopo le minacce dell’Iran che può contare in Yemen sui fedeli alleati Houthi. L’importanza di questo snodo per il commercio mondiale è stata al centro della puntata di Numeri, il programma di SkyTG24 andato in onda il 2 giugno 2026.
IL SIGNIFICATO DI BAB EL-MANDEB
- Lo Stretto di Bab el-Mandeb sul Mar Rosso, sul quale si affacciano Stati come Gibuti, Eritrea, Somalia e Yemen, è uno snodo commerciale importante visto che fino a poco tempo fa da questo punto transitava circa il 12% del commercio globale.
TRAFFICO RIDOTTO
- Negli ultimi anni il transito da quel punto si è notevolmente ridotto, scendendo da 2500 a circa 1000 navi al mese.
QUANDO È INIZIATO IL CALO
- Questo crollo parte alla fine del 2023, in coincidenza con l’attacco di Hamas a Israele (7 ottobre 2023).
LA STABILIZZAZIONE
- Il flusso si è poi successivamente stabilizzato in particolare dall’inizio della missione navale Aspides, partita il 19 febbraio 2024.
COME SI COMPORTANO LE NAVI
- E adesso, con lo stretto di Bab el-Mandeb a rischio blocco, come si comportano le navi? La rotta più battuta al momento prevede la circumnavigazione dell’Africa, passando dal Capo di Buona Speranza, che comporta però anche un tempo di viaggio maggiore di circa 10 giorni.
GLI ALTRI COLLI DI BOTTIGLIA
- Lo stretto di Bab El-Mandeb non è l’unico passaggio importante: nel mondo sono diversi i "colli di bottiglia" strategici per il commercio internazionale, come ad esempio lo stretto di Malacca, in Indonesia, e lo stretto di Taiwan.