Introduzione
Isole Chagos agli Usa senza passare da Londra. Secondo quanto riporta il quotidiano britannico Daily Telegraph, la Casa Bianca starebbe valutando un piano da sottoporre alle Mauritius per ottenere l’arcipelago dell’Oceano Indiano. La rilevanza strategica è dovuta soprattutto alla presenza sull’isola Diego Garcia di una base aerea gestita da Stati Uniti e Londra. Ecco perché le isole sono al centro delle tensioni tra gli alleati.
Quello che devi sapere
La base militare Uk-Usa sull'isola Diego Garcia
Parte dell’impero britannico sin dal XIX secolo, nel 1966 Londra ha avviato la costruzione di un impianto militare sull'Isola Diego Garcia, poi dato in concessione congiunta a Washington, che ha imposto il trasferimento della popolazione indigena verso le Mauritius. Una volta divenuto Stato indipendente, nel 1968, il governo di Port Louis ha rivendicato la sovranità dell'arcipelago come parte del suo territorio.
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L’accordo poi sfumato
Stando al piano del governo guidato da Keir Starmer, il Regno Unito avrebbe ceduto il territorio in cambio dell’affitto, per 99 anni, della base Diego Garcia, costo stimato circa 35 miliardi di sterline. Nel 2024 era stata siglata una prima intesa di massima tra l’esecutivo laburista, da poco tornato al potere, e l’amministrazione guidata da Joe Biden. Una volta tornato alla Casa Bianca Donald Trump ha prima confermato, seppur controvoglia, l’appoggio al piano britannico, salvo poi fare marcia indietro fino a imporre un sostanziale veto. "Una decisione di grande stupidità", aveva scritto il tycoon a inizio anno sul suo social Truth riferendosi al piano del Regno Unito.
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Lo stop di Londra
Dopo mesi di incomprensioni tra le due sponde dell’Atlantico, lo scorso aprile Downing Street ha annunciato la sospensione dell’accordo di restituzione postcoloniale delle isole Chagos alle Mauritius. Come spiegato da un portavoce del governo, la decisione di giungere allo stop momentaneo era maturata con la necessità di trovare prima un accordo con l’alleato. "Continuiamo a credere che sia il modo migliore per proteggere il futuro a lungo termine della base militare di Diego Garcia, ma abbiamo sempre detto che saremmo andati avanti solo con il sostegno degli Stati Uniti", aveva sottolineato il portavoce.
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L’importanza strategica
Nel corso dei decenni, Diego Garcia ha fatto da avamposto strategico per le operazioni anglo-americane in Medio Oriente e in Asia meridionale. La base aerea è infatti attrezzata per il decollo dei bombardieri stealth B-52 utilizzati nel 1991 durante la Prima Guerra del Golfo e nei successivi conflitti in Afghanistan e Iraq. Nel giugno 2025, il Pentagono ha schierato i velivoli che hanno colpito i siti nucleari iraniani di Fordow, Isfahan e Natanz.
L’influenza cinese
Negli ultimi mesi, l’interesse per l’arcipelago è cresciuto ulteriormente con l’escalation del conflitto in Medio Oriente e l’incremento degli attacchi aerei americani contro Teheran e i suoi alleati, a partire dagli Houthi in Yemen. Nonostante l’utilizzo della base militare Diego Garcia non sia mai stato messo in discussione nella bozza britannica, Washington osteggia la cessione di sovranità alle Mauritius, Paese considerato troppo vicino a Cina e Iran. Secondo l’amministrazione Usa un’eventuale perdita di controllo sulla zona favorirebbe le attività di spionaggio di Pechino e metterebbe a repentaglio le operazioni militari più sensibili.
L’ipotesi di acquisto
Secondo il quotidiano britannico, il dossier sarebbe passato dal tavolo del segretario al Tesoro, Scott Bessent, allo Studio Ovale con Trump pronto a contattare il primo ministro mauriziano, Navinchandra Ramgoolam, per trattare l’acquisto. La mossa affosserebbe il piano del governo Starmer che aveva fatto della risoluzione delle controversie con le ex colonie uno dei cavalli di battaglia durante la campagna elettorale per le elezioni del 2024.
Tensioni Usa-Uk
Per quanto l’ipotesi di acquisto sia solo una delle opzioni sul tavolo, l’intenzione getta nuova benzina sul fuoco nelle incomprensioni tra Londra e Washington dopo i dissapori legati allo stop sull’utilizzo delle basi britanniche nel Mediterraneo da parte dei jet americani nei primi giorni di conflitto con l’Iran. Lo scorso maggio, il ministro per il Medio Oriente e il Nord Africa, Hamish Falconer, aveva escluso l’ipotesi di una vendita delle isole Chagos agli Stati Uniti, ribadendo il piano di un’intesa con Mauritius.
Disputa legale
Non solo politica. La disputa sull'arcipelago è da anni al centro di azioni legali con il Paese africano che ha portato il tema della illegittimità della sovranità britannica all’attenzione della Corte internazionale di giustizia. Nel 2019, all’epoca dei governi conservatori May-Johnson, una sentenza ha stabilito l’obbligo per Londra di restituzione per una separazione definita "illegale". La sentenza ha poi incassato un largo sostegno nell’Assemblea generale dell'Onu e persino Papa Francesco si era espresso a favore della cessione.
Mauritius: "Sovranità Chagos non in discussione"
Dopo il dietrofront di Trump, Port Louis ha più volte riaffermato la sua sovranità sulle isole Chagos. "È già riconosciuta senza ambiguità dal diritto internazionale e non dovrebbe più essere oggetto di dibattito", ha dichiarato il procuratore generale di Mauritius, Gavin Glover, chiudendo all’ipotesi di vendita.
Il caso Groenlandia
Non è la prima volta che l’amministrazione Trump prova a prendere il controllo di un territorio tramite l’acquisto diretto, una formula che si ripropone a varie latitudini. Sin dal primo mandato, nel 2019 il tycoon ha chiesto alla Danimarca di comprare la Groenlandia e nei mesi scorsi una nuova offensiva diplomatica ha inasprito le tensioni con gli alleati europei della Nato.
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