Basi militari Usa in Medio Oriente, dove sono e cosa rischiano dopo l'attacco all'Iran

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Introduzione

L’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, sferrato nella mattina del 28 febbraio, ha innescato una risposta immediata del regime degli ayatollah su alcune basi americane installate presso i Paesi arabi alleati, dal Qatar al Bahrein. Dopo i raid ordinati da Donald Trump il 22 giugno scorso sui siti nucleari di Fordow, Natanz e Isfahan, l'annunciata uccisione della guida suprema Ali Khamenei rischia ora di mettere a rischio gli oltre 40mila soldati Usa dispiegati negli avamposti del Medio Oriente. Ecco dove

Quello che devi sapere

Bahrein – V Flotta Marina Usa

Missili e droni iraniani hanno attraversato il Golfo Persico e raggiunto la base Usa in Bahrein senza provocare feriti. Sita nel distretto di Juffair, a sud-est dalla capitale Manama, la struttura ospita il quartier generale della Quinta Flotta della Marina americana responsabile delle operazioni navali in un’area vasta che comprende, tra le altre, Mar Rosso, Mar Arabico e Oceano Indiano occidentale.

 

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Qatar – Comando Centrale Usa

Cuore pulsante delle operazioni a stelle e strisce nell’area del Golfo Persico è però la base aerea di Al-Udeid, la più grande gestita dagli Usa in Medio Oriente con un’ampiezza di oltre 24 ettari. Nella struttura, non lontana alla capitale Doha, ha infatti sede il quartier generale avanzato del Comando Centrale degli Stati Uniti che coordina le azioni in un territorio di oltre 5mila chilometri, dall’Egitto al Kazakistan. Ingente è la presenza di militari americani in servizio, oltre 10mila unità. Il 23 giugno scorso la base era stata colpita da missili balistici iraniani come rappresaglia all’attacco sui siti nucleari ed è stata nuovamente raggiunta da missili.

 

Per approfondire: Attacco all'Iran, la testimonianza di un italiano a Doha

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Kuwait – Installazioni militari

Per quanto riguarda la distanza effettiva, sono le numerose installazioni militari statunitensi in Kuwait le più esposte agli attacchi di Teheran. Nel piccolo Paese affacciato sul Golfo, teatro dei conflitti contro l’Iraq nel 1991 e nel 2003, Washington coordina Camp Arifjan, quartier generale avanzato della US Army Central. Caratteristica della base aerea di Ali Al Salem, posta a circa 40 chilometri dal confine iraqeno, è invece la conformazione aspra che le ha valso il titolo di “The Rock”. Va poi aggiunto Camp Buehring, allestito durante la guerra contro Saddam Hussein nel 2003 e divenuto punto di appoggio per le truppe Usa dispiegate in Iraq e in Siria.

 

Per approfondire: Attacco all'Iran, distrutta la residenza di Khamenei a Teheran: la foto dal satellite

Emirati Arabi Uniti - Porto di Dubai

Sin dal prime ore di ostilità tra l'asse Usa-Israele e l'Iran, con operazioni che potrebbero durare “diversi giorni”, una novità è rappresentata da attacchi diretti su Paesi del Golfo. Tra questi ci sono gli Emirati Arabi Uniti, a lungo protagonisti di trattative diplomatiche, dove missili iraniani hanno colpito Palm Jumeirah, la nota isola artificiale nel mare di Dubai, sede di numerosi hotel. La metropoli emiratina fa da scalo marittimo per la Marina Usa in Medio Oriente e ospita regolarmente portaerei e altri navi.

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Abu Dhabi - Al-Dhafra

Nella capitale Abu Dhabi ha invece sede la base di Al-Dhafra dove vige un accordo di utilizzo condiviso con l’Aeronautica Militare emiratina.

Iraq – Ain Al Asad

Anche dopo la fine del sanguinoso conflitto post 11 settembre, Washington ha mantenuto in Iraq una presenza militare presso la base aerea di Ain Al Asad. La struttura, collocata nella provincia occidentale di Anbar, svolge la funzione di supporto per le forze di sicurezza irachene. Nella regione settentrionale del Kurdistan è invece operativa la base aerea di Erbil, funzionale alle forze Usa per operazioni di addestramento ed esercitazioni. Entrambe le basi potrebbero ora giocare un ruolo di primo piano considerata la relativa vicinanza geografica con l’Iran.

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Arabia Saudita – Prince Sultan

La rappresaglia iraniana ha raggiunto anche l’Arabia Saudita, potenza regionale alleata degli Usa e punto di riferimento per il mondo musulmano sunnita storicamente in contrapposizione a quello sciita. Il sultanato ha confermato gli attacchi a Riad e nella regione orientale avvertendo che "si riserva il diritto di rispondere anche attraverso una ritorsione". Nel Paese sono presenti 2.321 militari americani, alcuni dei quali di stanza presso la base aerea Prince Sultan, a 60 chilometri dalla capitale. È qui che sono custoditi le batterie di missili Patriot e i sistemi di difesa aerea ad alta quota.

Giordania

Nella base aerea giordana di Muwaffaq Salti sono presenti circa 100 soldati Usa. La struttura ha ospitato diversi partner della coalizione anti-Isis. 

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Turchia

In Turchia i soldati statunitensi si dividono tra otto basi, tra cui la più importante è quella aerea di Incirlik, con circa 1.700 militari di stanza e oltre 50 bombe nucleari a gravità B-61.

Le portaerei Usa

Oltre alla basi “fisse”, il dispiegamento delle forze Usa può contare sulle portaerei presenti nell’area. Nelle settimane precedenti all'attacco, la USS Gerald Ford ha lasciato il Mar dei Caraibi per posizionarsi a ridosso delle coste israeliane nel Mar Mediterraneo, un movimento nel segno della crescente pressione su Teheran. A largo dell’Oman è invece attiva la US Lincoln. Entrambe sono potenzialmente raggiungibili da missili a medio-lungo raggio in grado di colpire fino a 2mila chilometri di distanza.

 

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