Iran, attacco preventivo di Israele e Usa. Ecco cosa sappiamo

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Introduzione

Dalle prime ore del mattino l’Iran è sotto attacco. Israele e Usa hanno dato inizio a un’azione “preventiva” (LO SPECIALE). A Teheran si registrano numerose esplosioni, così come in altre città. Trump alle Guardie Rivoluzionarie: "Deponete le armi e sarete trattati giustamente con l'imunità totale o affronterete una morte certa". Poi ha lanciato un messaggio "al grande e orgoglioso popolo iraniano: l'ora delle libertà è vicina. State al riparo, non lasciate le vostre abitazioni, è molto pericoloso là fuori. Ci sono bombe che cadono ovunque". Nel mirino dei raid ci sarebbe l'apparato militare iraniano. Al di là dei siti nucleari, si ritiene che Teheran abbia 2.000 missili balistici sparsi in tutto il Paese, secondo quanto riporta il New York Times citando funzionari americani. Il portavoce militare dell'Idf annuncia che il nome dell'operazione è "Il ruggito del leone". Lo ha deciso il premier Benjamin Netanyahu. Mentre lato statunitense è stata ribattezzata "Operation Epic Fury". In risposta l'Iran ha lanciato missili verso Israele ma al momento i sistemi di difesa aerea hanno intercettato tutto. Non sono pervenute segnalazioni di attacchi missilistici andati a segno sul suolo israeliano. Ecco cosa sappiamo finora.

Quello che devi sapere

Le esplosioni nella capitale

L'agenzia Fars ha riportato che si sono sentite diverse esplosioni nel centro della capitale iraniana, poi anche nell'est e nel centro nord della città, ad esempio sul ponte Seyed Khandan, dove si trova il quartier generale congiunto delle forze armate. Filmati sui social media mostrano fitte colonne di fumo e missili in volo. Il complesso del Ministero dell'Intelligence in via Shahid Araghi, nel nord-est di Teheran, è stato attaccato. Gli attacchi hanno colpito anche l'area in cui si trovano una residenza del leader supremo Ali Khamenei, il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e l'ufficio del presidente Masoud Pezeshkian (che è rimasto illeso). Secondo Sky News, che cita un funzionario iraniano alla Reuters, Khamenei non è a Teheran. La Guida Suprema è stata trasferita in un luogo sicuro, ha riferito il funzionario. 

 

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Colpite anche altre città

Esplosioni si sono sentite a Isfahan e in diverse altre città dell'Iran, come Karaj, e Kermanshah: lo ha riferito l'agenzia Fars. Intanto, Teheran ha dichiarato chiuso "fino a nuovo ordine" lo spazio aereo del Paese, secondo l'agenzia Tasnim. I media iraniani hanno riportato due grandi esplosioni nella città di Qom, a sud di Teheran. Esplosioni si sono verificate anche nelle città di Ilam, Khorramabad e Tabriz. Internet e le linee di telecomunicazione sono state interrotte in alcune zone di Teheran, mentre anche l'aeroporto di Mehrabad è stato attaccato. Media iraniani riportano inoltre di "attacchi informatici" contro siti web e organi di informazione del Paese, secondo la testata israeliana Haaretz. Tra i media colpiti ci si sarebbero l'agenzia semi-ufficiale Tasnim e l'agenzia di stampa Isna.

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Tv Israele: "Decine di morti tra i pasdaran, anche figure chiave"

Secondo i primi resoconti provenienti dall'Iran, si registrano gravi perdite tra le forze di sicurezza locali, con decine di morti e feriti tra le fila delle Guardie Rivoluzionarie, tra cui alcune figure chiave. Vengono segnalate gravi interruzioni della rete dei cellulari, riferisce la tv israeliana Channel 12.

Katz rivendica: Israele ha lanciato un attacco preventivo

Il ministro della Difesa Israel Katz ha comunicato che "Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l'Iran per rimuovere le minacce allo Stato". Di conseguenza, ha aggiunto, "si prevede un attacco missilistico e con droni contro lo Stato di Israele e la sua popolazione civile nell'immediato futuro". In conformità con la sua autorità ai sensi della Legge sulla Difesa Civile, il ministro “ha firmato un'ordinanza speciale in base alla quale verrà imposto uno stato di emergenza speciale sul fronte interno in tutto il territorio dello Stato di Israele", ha comunicato il dicastero. L'esercito israeliano ha rafforzato il confine con il Libano con una divisione militare aggiuntiva, richiamando in servizio i riservisti dopo l'attacco. 

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Il Mossad agli iraniani: “Siamo con voi, non siete soli”

"Fratelli e sorelle iraniani, non siete soli! Abbiamo lanciato un canale Telegram dedicato e altamente sicuro per voi. Insieme riporteremo l'Iran ai suoi giorni gloriosi. Condividete con noi foto e video della vostra giusta lotta contro il regime. E, soprattutto, prendetevi cura di voi stessi”. L'agenzia di intelligence israeliana Mossad condivide questo messaggio su un canale Telegram ad hoc in lingua farsi, secondo quanto riporta il Times of Israel.

Anche gli Usa stanno attaccando l’Iran

Ma l’attacco è congiunto. Anche gli Stati Uniti stanno colpendo l'Iran insieme a Israele, riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti. L'attacco sarà più esteso rispetto ai raid di giungo contro gli impianti nucleari iraniani, rivela il New York Times citando funzionari dell'amministrazione. Il quotidiano aggiunge che gli attacchi americani sono in corso con aerei partiti dalle basi in Medio Oriente o dalle portaerei. I raid sono condotti "via aria e mare", indica la Reuters citando un alto funzionario statunitense. 

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Trump: “Difendiamo gli americani dalle minacce”

"Abbiamo iniziato un grande operazione in Iran. L'obiettivo è difendere gli americani eliminando imminenti minacce del regime iraniano”, ha affermato Donald Trump in un video pubblicato su Truth. "Abbiamo provato a fare un accordo, ma hanno rifiutato ogni occasione di rinunciare alla sue ambizioni nucleari.Distruggeremo i loro missili e ci assicureremo che l'Iran non abbia il nucleare. Il regime imparerà a breve che non bisogna sfidare la forza delle forze armate americane”, ha aggiunto il presidente Usa assicurando di aver preso tutte le misure per cercare di minimizzare i rischi per gli americani impegnati in questa "nobile missione". Ma ha comunque ammesso che potrebbero esserci delle vittime. Trump ha esortato il popolo iraniano a "prendere il controllo del proprio governo" una volta completata l'azione militare. 

Sirene d'allarme in Israele, “allerta grave”

A Gerusalemme e Tel Aviv, così come in Cisgiordania, in Galilea e Golan, sono partite "sirene d'allarme", attivate per una "allerta estremamente grave" secondo quanto riferito dalle autorità. In concomitanza con "l'attacco preventivo" annunciato dal governo israeliano sull'Iran, le sirene d'allarme e l'allerta massima sui cellulari sono state attivate in tutto Israele, per la prima volta dopo mesi. Il portavoce militare ha comunicato che si tratta di "un'allerta preventiva direttamente sui dispositivi cellulari, che invita tutti a rimanere in prossimità delle aree protette. Si tratta di un'allerta proattiva per preparare la popolazione al possibile lancio di missili verso lo Stato di Israele".

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Israele chiude lo spazio aereo: “Non è necessario stare nei rifugi”

La ministra dei trasporti israeliana Miri Regev ha ordinato la chiusura dello spazio aereo israeliano. Un portavoce militare ha reso noto che le sirene scattate erano per allertare la popolazione, ma che al momento non è necessario restare nei rifugi. Inoltre, è stato comunicato che da questa mattina vige un cambiamento nelle linee guida dell'Home Front Command, le linee guida civili. Solo le attività essenziali sono permesse, quindi sono state sospese le attività scolastiche e ogni assembramento, anche nei luoghi di lavoro, ad eccezione dei settori vitali.

Media: "L'Iran si prepara a rispondere agli attacchi"

L'Iran si prepara a rispondere agli attacchi condotti stamane da Israele e Stati Uniti sul proprio territorio: lo ha indicato un ufficiale di Teheran alla Reuters, citata da Sky News. Tale risposta sarà "schiacciante", ha detto questa fonte. Intanto, il leader del Comitato della Sicurezza Nazionale del parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, ha postato un messaggio su X che sembra riferirsi implicitamente a Israele e Usa: "Vi abbiamo avvertiti! Ora avete iniziato un percorso il cui finale non è più sotto il vostro controllo".

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Meloni convoca una riunione di governo

A seguito dell'aggravarsi della crisi in Medio Oriente, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha convocato una riunione telefonica con il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, e il ministro della Difesa Guido Crosetto, oltre ai sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. 

 

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