Trump, discorso sullo stato dell'Unione al Congresso Usa: temi e anticipazioni

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Introduzione

È in programma nella serata di martedì 24 febbraio 2026 (orario degli Stati Uniti, nella notte italiana fra martedì e mercoledì) il secondo Discorso sullo stato dell’Unione del secondo mandato presidenziale di Donald Trump. L’inquilino della Casa Bianca è atteso di fronte al Congresso riunito in seduta comune, dove presenterà ai parlamentari il bilancio dell’ultimo anno e le politiche che intende adottare nel prossimo futuro. Si tratta di un discorso molto atteso, per diverse ragioni: ecco che cosa ci si può aspettare.

Quello che devi sapere

Che cos’è il Discorso sullo stato dell’Unione

Il Discorso sullo stato dell’Unione - in lingua inglese lo State of the Union address - è una comunicazione ufficiale che il presidente degli Stati Uniti tiene di fronte al Parlamento. L’intervento è previsto dalla stessa Costituzione Usa, che all’articolo 2 prescrive che il presidente fornisca di tanto in tanto informazioni al Congresso sulla condizione dell’Unione, e presenti le misure politiche che ritiene necessarie. Nel corso del tempo questa comunicazione ufficiale, che si tiene tradizionalmente una volta all’anno a gennaio o a febbraio, è diventata un’occasione durante la quale l’inquilino della Casa Bianca traccia il bilancio delle politiche da inizio mandato e presenta quello che intende fare nei successivi 12 mesi.

 

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Il Discorso sullo stato dell’Unione di Trump

Quello che Donald Trump si appresta a tenere domani è il suo secondo Discorso sullo stato dell’Unione del suo attuale mandato, il sesto in totale: il tycoon è infatti già stato presidente dal 2017 al 2021, solamente il secondo presidente a essere eletto per due mandati non consecutivi dopo Grover Cleveland alla fine dell’Ottocento. E, dato il primo turbolento anno della sua seconda presidenza, c’è molta attesa per sapere cosa Trump dirà di fronte al Congresso. 

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I temi di politica interna

Molti sono i temi che, secondo gli analisti, Donald Trump affronterà per quanto concerne la politica interna degli Stati Uniti. Sono in particolare due gli argomenti che potrebbero occupare il centro dell’attenzione: l’aggressivo contrasto dell’immigrazione clandestina nel Paese - che ha suscitato grandi proteste anche per le uccisioni di Renee Good e Alex Pretti - e l’andamento dell’economia, del mercato del lavoro e dell’inflazione, che storicamente hanno un grande peso nelle decisioni dei cittadini alle urne, in particolare in un anno che sarà segnato a novembre dalle elezioni di mid-term.

 

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La decisione della Corte Suprema sui dazi

Negli ultimi giorni, tuttavia, sembra che lo scenario possa essere mutato anche radicalmente: ci si aspetta infatti che il presidente degli Stati Uniti dedichi ampio spazio nel suo discorso alla recentissima decisione della Corte Suprema che - pur con una attuale super-maggioranza repubblicana - ha bocciato molti dei dazi imposti da Trump perché secondo i giudici non aveva il potere di farlo. Il tycoon, che ha basato molte decisioni di politica economica sulle tariffe imposte ai prodotti provenienti dall’estero, ha duramente attaccato la Corte e ci si aspetta che torni su questo punto nel suo discorso.

 

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Gli Epstein files

In questo contesto, e anche complice l’ultimo scontro tra la Casa Bianca e la Corte Suprema, sembra aver perso posizioni nei temi più attesi un intervento di Trump sugli Epstein files: non si può escludere che il presidente degli Stati Uniti decida comunque di parlarne, ma sembra non sarà un tema centrale nell’intervento del tycoon.

 

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I temi di politica estera

Se la politica interna ha subito forti scossoni negli ultimi mesi, lo stesso si può dire anche per le relazioni internazionali e il posizionamento nello scacchiere geopolitico degli Stati Uniti. Ci si aspetta che Donald Trump tocchi molti dei temi che hanno interessato Washington negli ultimi mesi: in particolare, oltre all’attacco al Venezuela e il Board of Peace, c’è attesa per valutare eventuali segnali sul possibile attacco su larga scala all’Iran, già minacciato dal presidente e che secondo alcuni analisti sarebbe imminente visto il dispiegamento di forze in corso nell’area.

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La risposta del Partito Democratico

Il secondo Discorso sullo stato dell’Unione di ogni mandato presidenziale è sempre molto atteso, perché come detto precede di qualche mese le elezioni di mid-term che si tengono a novembre per rinnovare tutti i membri della Camera e un terzo di quelli del Senato. E in quest’ottica assume maggiore rilevanza non solo l’intervento di Trump, ma anche la risposta del Partito Democratico. Secondo Axios i parlamentari dem hanno ricevuto istruzioni di non interrompere il tycoon durante il suo discorso: il piano dell’opposizione - che secondo i sondaggi, e come spesso avviene, sembra avere buone possibilità di strappare il controllo della Camera ai repubblicani - sarebbe quello di mobilitare l’intero elettorato dietro pochi e chiari messaggi, senza diluire le loro proposte in troppi e dispersivi interventi.

 

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