L’Iran e la possibile guerra con gli Usa, cosa si sa sui potenziali successori di Khamenei

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Introduzione

La tensione tra Iran e Stati Uniti continua a essere altissima. Mentre continuano le trattative tra i funzionari di Teheran e Washington sul nucleare, sembra che si stia facendo strada il pessimismo sulle possibilità di arrivare a un accordo che possa evitare l’escalation militare. Nei giorni scorsi è aumentata la presenza militare statunitense, con due portaerei - e i relativi Carrier Strike Group - già dispiegate nell’area.

 

In caso si arrivasse a una escalation militare, tra le opzioni sul tavolo di Donald Trump non c’è solo uno scontro bellico aperto con l’Iran ma anche eventuali attacchi mirati. E tra i bersagli in caso di decisioni drastiche potrebbe esserci anche la Guida suprema Ali Khamenei, così come suo figlio Mojtaba.

Quello che devi sapere

Il piano per uccidere Khamenei

Secondo una fonte statunitense citata da Axios, in effetti, un piano per uccidere Khamenei e suo figlio sarebbe stato messo sul tavolo di Donald Trump diverse settimane fa. Un’opzione che però è stata in qualche modo allontana da una portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly. “I media possono continuare a fare tutte le speculazioni che vogliono, ma solo il presidente sa cosa può o non può fare”. Alcuni funzionari hanno però detto al giornale: “Il presidente non ha ancora deciso di attaccare. Sta tenendo le sue opzioni aperte. Potrebbe decidere da un momento all’altro”.

 

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L’importanza di Ali Khamenei

L’ayatollah Ali Khamenei, nato il 19 aprile 1939, è la Guida suprema dell’Iran dal 1989. Al potere da quasi 37 anni, è la figura centrale e indispensabile del regime teocratico di Teheran. Per questo una sua eventuale uccisione potrebbe avere conseguenze imprevedibili sulla stabilità dell’Iran. Anche per questo le autorità del Paese si stanno preparando a tutte le opzioni nel caso esploda il conflitto militare aperto contro gli Stati Uniti.

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I preparativi dell’Iran

Secondo quanto ricostruito dal New York Times, i preparativi di Teheran sarebbero basati sulle dure lezioni apprese dall’Iran durante la breve guerra contro Israele nel giugno scorso: nelle prime ore del conflitto infatti le forze armate di Tel Aviv erano riuscite a prendere di mira e uccidere diverse alte cariche delle forze armate, mettendo in crisi la catena di comando. E per questo, subito dopo la fine del conflitto, l’ayatollah Khamenei aveva creato un nuovo Consiglio nazionale di Difesa. Ma non solo: la Guida suprema si è infatti mossa anche per regolamentare la successione di diverse cariche, compresa la sua.

Le decisioni prese da Khamenei

Il quotidiano newyorkese - che cita diversi funzionari delle Guardie della Rivoluzione e altri membri delle istituzioni iraniane - ha rilevato come Khamenei abbia deciso di nominare ben quattro livelli di successione per ogni carica al vertice della catena militare, indicando figure scelta da lui in persona. Inoltre ha chiesto a tutti gli esponenti delle più alte istituzioni del Paese di nominare a loro volta quattro successori per i loro incarichi. Infine è stato richiesto a tutti di delegare responsabilità a un ristretto gruppo di collaboratori fidati, nel caso un eventuale attacco militare riesca a mettere in ginocchio i sistemi di comunicazione. 

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I potenziali successori di Khamenei

Il punto cruciale, comunque, rimane la successione allo stesso Ali Khamenei nel caso gli Stati Uniti decidessero di ucciderlo. Un’eventualità, come visto, non da escludere e temuta da Teheran anche perché la guerra con Israele - e l’operazione Midnight Hammer di Washington - ha mostrato chiaramente la difficoltà dell’Iran a contrastare incursioni aeree di potenze militari ostili. Proprio nel corso di quel conflitto l’ayatollah aveva nominato tre potenziali successori al ruolo di Guida suprema - la più alta carica religiosa e de facto alla guida del Paese - ma i loro nomi non sono stati rivelati.

Che cosa succederà in Iran

Il New York Times ha analizzato questi preparativi del regime con Vali Nasr, esperto di Iran presso la Johns Hopkins School of Advanced International Studies. Secondo lui, “Khamenei sta affrontando lo scenario che gli si prospetta. Pensa che diventerà un martire, e che resterà al suo posto fino alla fine. Sta distribuendo il potere e preparando lo Stato per lo shock in arrivo, sapendo che la sua successione potrebbe essere una conseguenza della guerra” contro gli Stati Uniti. Del resto secondo il quotidiano l’Iran si starebbe preparando all’attacco americano considerandolo imminente e inevitabile: le forze armate del Paese sono in stato di massima allerta, con l’intento di combattere e resistere il più duramente possibile. 

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Il ruolo di Ali Larijani

In questo contesto, a Teheran sarebbe emersa una nuova figura centrale per il regime: si tratta di Ali Larijani, ex comandante delle Guardie Rivoluzionarie e per 12 anni capo del Parlamento. Oggi Larijani è considerato una delle figure più vicine a Khamenei, che lo ha promosso a segretario del Consiglio supremo di Sicurezza nazionale dell'Iran: secondo gli analisti oggi sarebbe lui de facto a governare il Paese, avendo messo da parte il presidente Masoud Pezeshkian. Lo stesso Larijani avrebbe non solo supervisionato la repressione delle proteste e coordinato la collaborazione con alleati tra cui Russia, Qatar e Oman, ma starebbe anche guidando la pianificazione bellica. Il suo nome, in ogni caso, non è tra i potenziali successori di Khamenei: non è infatti un membro di alto rango del clero sciita, sulla carta condizione necessaria per diventare Guida suprema in Iran.

 

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