Secondo le ultime stime, la maggior parte dei connazionali si trova in Israele e negli Emirati Arabi Uniti. Lo spazio aereo rimane chiuso, centinaia i voli cancellati. Tajani si dice pronto a evacuare i 470 italiani rimasti in Iran e lancia un appello: "Rimanete a casa". Il ministro della Difesa Crosetto bloccato a Dubai con la famiglia, scoppia la polemica tra MS5 e FdI
Dopo l'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran e la rappresaglia che ha interessato vari Paesi del Golfo, sale l'allerta sugli italiani presenti nell'area mediorientale. Secondo le ultime stime, al momento sono circa 58mila i connazionali che risiedono o si trovano per ragioni di lavoro o turismo nell'intera regione, da Israele all'Iraq fino alla penisola arabica. Esplosioni hanno interessato diverse zone turistiche mentre lo spazio aereo resta chiuso con centinaia di passeggeri bloccati (SEGUI IL LIVE: ATTACCO ALL'IRAN).
Tajani: "Pronti a evacuare gli italiani rimasti in Iran"
Da Riad, in Arabia Saudita, a Manama, in Bahrein, fino a Doha, in Qatar: nelle ore successive al raid molte capitali del Golfo sono state colpite da droni e missili lanciati da Teheran. A Dubai il fuoco ha raggiunto gli hotel sull'isola artificiale di Palm Jumeirah dove quattro persone sono rimaste ferite. Secondo le ultime stime, Emirati Arabi Uniti e Israele figurano tra i Paesi in cui si concentra il maggior numero di connazionali: rispettivamente quasi 22.400 e 20.800 presenze. Come ricordato dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ammontano a 470 gli italiani residenti in Iran. "La situazione è molto preoccupante, già abbiamo ridotto da alcune settimane al minimo la presenza diplomatica a Teheran. Siamo pronti all'evacuazione anche degli italiani che volessero farlo, come abbiamo fatto in occasione della guerra di qualche mese fa", ha detto il capo della Farnesina a Sky Tg24, e a tutti i connazionali ha poi raccomandato di "non muoversi, di rimanere a casa o in albergo".
Ministro Crosetto bloccato con la famiglia a Dubai: lite M5S-FdI
Tra gli italiani rimasti bloccati a Dubai c'è anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, partito venerdì da Roma con un volo civile per andare a prendere la famiglia. Sulla vicenda è scoppiata la polemica politica. "Il ministro rimasto a Dubai è la riprova della marginalità del governo. La centralità dell'esecutivo a livello internazionale esiste solo nel fantastico mondo fatato di Meloni. La triste verità è che mai come ora l'Italia si trova in posizione di totale marginalità internazionale", affermano dal Movimento Cinque Stelle. Parole che hanno innescato la replica di Fratelli d'Italia. "I parlamentari 5 Stelle, invece di auspicare il veloce rientro in Italia in sicurezza i Crosetto, come si dovrebbe sperare per qualunque cittadino e compatriota, ne approfittano per attaccare il governo inventandosi una sorta di marginalità internazionale, in perfetto stile pentastellato. Chapeau, d'altronde cosa ci si poteva aspettare da chi è abituato quotidianamente a mancare di rispetto agli altri anche negli interventi parlamentari", dichiara il deputato Mauro Malaguti.
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BigMama: "Sentiamo i missili in testa, un incubo"
Tra i connazionali "spettatori" della guerra improvvisa scoppiata nel Golfo c'è anche la rapper BigMama. "Stiamo vivendo un vero incubo. Sono partita dall'aeroporto di Malè, il mio volo è stato dirottato nel deserto, nei pressi di Dubai", ha scritto la cantante sui social. "Noi continuiamo a sentire i missili sulla testa, io sono terrorizzata, siamo tantissime persone in questa situazione", ha aggiunto.
Un gruppo di turisti fermi su nave da crociera negli Emirati Arabi
Anche un gruppo di una decina di turisti sardi si sono trovati, loro malgrado, nell'area del Golfo dopo l'attacco all'Iran. Secondo quanto appreso dall'ANSA, ora sono fermi al porto di Dubai su una nave da crociera. Sarebbero dovuti partire alle 21, ora locale, per raggiungere Doha, l'aeroporto di imbarco per Fiumicino. Ma la nave è rimasta a Dubai perché da Doha non sarebbe stata garantita la partenza per l'Italia a causa della chiusura dello spazio aereo.
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A Dubai anche 204 studenti italiani
E secondo quanto riporta Il Corriere della Sera, a Dubai ci sono anche 204 studenti italiani delle superiori coinvolti nel progetto "Ambasciatori del futuro", che sarebbero dovuti rientrare a Milano l'1 marzo.