Attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, da Trump a Meloni: tutte le reazioni

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Introduzione

Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato un nuovo attacco contro l’Iran, dopo la ‘guerra dei 12 giorni’ combattuta lo scorso giugno. Diverse esplosioni sono state udite a Teheran e in diverse altre città come Isfahan, Qom, Karaj, e Kermanshah, mentre il regime ha reagito lanciando missili contro il territorio israeliano e in altre aree del Medioriente dove sono alloggiate basi statunitensi. E, fin dall’inizio delle operazioni militari, non sono mancate le dichiarazioni e reazioni politiche su quanto sta avvenendo.

Quello che devi sapere

L’annuncio del ministro Katz

Il primo a parlare dell’attacco è stato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. L’esponente del governo di Benjamin Netanyahu ha comunicato che “Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l'Iran per rimuovere le minacce allo Stato". Di conseguenza, ha aggiunto, "si prevede un attacco missilistico e con droni contro lo Stato di Israele e la sua popolazione civile nell'immediato futuro". Dunque Katz "ha ora firmato un'ordinanza speciale in base alla quale verrà imposto uno stato di emergenza speciale sul fronte interno in tutto il territorio dello Stato di Israele”.

 

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Trump: “Difendiamo gli americani dalle minacce”

Il presidente degli Stati Uniti è intervenuto pubblicando un video su Truth: “Abbiamo iniziato un grande operazione in Iran. L'obiettivo è difendere gli americani eliminando imminenti minacce del regime iraniano”, ha annunciato Trump, sottolineando che l’Iran non potrà mai avere l'arma nucleare: "Abbiamo provato a fare un accordo, ma hanno rifiutato ogni occasione di rinunciare alla sue ambizioni nucleari". Il tycoon ha aggiunto: "Distruggeremo i loro missili e ci assicureremo che l'Iran non abbia il nucleare. Il regime imparerà a breve che non bisogna sfidare la forza delle forze armate americane". Il presidente ha assicurato di aver preso tutte le misure per cercare di minimizzare i rischi per gli americani impegnati in questa "nobile missione". Il presidente ha comunque ammesso che potrebbero esserci delle vittime. 

 

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Donald Trump
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Netanyahu: “Iraniani prendano in mano il loro destino”

A intervenire è stato anche il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu: “Ringrazio il nostro grande amico, il presidente Donald Trump, per la sua leadership storica. La nostra azione congiunta creerà le condizioni affinché il coraggioso popolo iraniano possa prendere in mano il proprio destino”, ha scritto in una nota. "Da 47 anni il regime degli ayatollah grida 'Morte a Israele', 'Morte all'America'. Ha versato il nostro sangue, ha ucciso molti americani e ha massacrato il suo stesso popolo. Non si può permettere che si doti di armi nucleari che gli consentirebbero di minacciare l'intera umanità. È giunto il momento per tutte le componenti del popolo iraniano - persiani, curdi, azeri, baluci e ahwazi - di liberarsi dal giogo della tirannia e portare all'Iran libertà e pace". Poi ha aggiunto: "Mi rivolgo a voi, cittadini di Israele: seguite le istruzioni del Comando del Fronte Interno. Nei prossimi giorni, nell'operazione 'Ruggito del Leone', tutti noi saremo chiamati a dimostrare pazienza e forza d'animo. Insieme resisteremo, insieme combatteremo e insieme garantiremo l'eternità di Israele. Fratelli e sorelle, cittadini di Israele, poco più di un'ora fa Israele e gli Stati Uniti hanno avviato un'operazione per rimuovere la minaccia esistenziale rappresentata dal regime del terrore in Iran". 

 

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Teheran: “Nuova aggressione, risponderemo con forza”

Gli attacchi condotti contro l'Iran da parte di Israele e Usa rappresentano una "rinnovata aggressione", a cui le forze armate di Teheran "risponderanno con piena forza": lo si legge in una nota in farsi del ministero degli Esteri iraniano. La nota sottolinea che gli attacchi sono stati sferrati mentre Washington e Teheran erano "impegnate in un processo diplomatico". "Così come eravamo pronti al negoziato, siamo anche più che pronti a difendere l'Iran in ogni momento", si legge nel comunicato.

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Governo italiano: "Vicini a iraniani che chiedono rispetto diritti"

In mattinata è arrivata anche una nota di Palazzo Chigi, dopo la riunione di governo presieduta questa mattina dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: "In questo momento particolarmente difficile, l'Italia rinnova la propria vicinanza alla popolazione civile iraniana che con coraggio continua a richiedere il rispetto dei suoi diritti civili e politici". Nella nota si legge anche che “il Presidente del Consiglio si terrà in contatto con i principali alleati e leader della regione già a partire dalle prossime ore per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un allentamento delle tensioni”.

Giorgia Meloni

Tajani: “Seguo gli sviluppi della situazione in Iran”

In precedenza è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che a Sky TG24 ha detto: “Seguiamo l’evolversi della situazione minuto per minuto”, sottolineando che “lavoriamo sempre per la pace sperando che si concluda presto questa guerra”. Lo stesso Tajani su X ha spiegato che la priorità è “la sicurezza dei nostri connazionali. Alla Farnesina al lavoro l'Unità di crisi", ha aggiunto il ministro.

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Crosetto: “Personale della Difesa non è coinvolto nel conflitto”

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha invece scritto in un post: "Sto seguendo con la massima attenzione l'evolversi della situazione in Iran, in Israele e, più in generale, nell'intera area del Medio Oriente. Sono in costante contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa e con il Comandante del COVI, che mi aggiornano continuamente sugli sviluppi in corso. La priorità assoluta resta la sicurezza dei nostri militari e di tutto il personale italiano impegnato nei teatri operativi internazionali. Desidero rassicurare che, allo stato attuale, il personale della Difesa italiana non risulta coinvolto negli eventi in atto. Continueremo a monitorare con la massima attenzione l'evoluzione della situazione, pronti ad adottare ogni misura necessaria a tutela dei nostri connazionali e a sostegno della stabilità dell’area".

Salvini: “Via diplomatica è sempre la preferibile”

"Abbiamo appena fatto una call come governo, è chiaro che la via diplomatica è sempre la preferibile”, ha detto invece il vicepremier Matteo Salvini. "Se c'è da parte degli Stati Uniti la certezza che il regime islamista iraniano si stia avvicinando alla bomba atomica....hanno ritenuto di intervenire. Noi seguiamo la vicenda e ci occupiamo e preoccupiamo di tutelare i civili a partire dagli italiani che sono in Iran" ha aggiunto Salvini, sottolineando che "a quanto mi risulta siamo stati avvertiti ad attacco cominciato".

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Pahlavi: “La vittoria finale è vicina in Iran”

A intervenire è stato anche il figlio dell’ultimo scià di Persia, Reza Pahlavi: “La vittoria finale è vicina” in Iran, ha detto spiegato che “siamo molto vicini alla vittoria finale. Voglio essere con voi il prima possibile in modo che insieme possiamo riprendere e ricostruire l'Iran".

Reza Pahlavi

Ue: “Iran minaccia globale, esplorare percorsi diplomatici”

"Gli ultimi sviluppi in Medio Oriente sono pericolosi. Il regime iraniano ha ucciso migliaia di persone. I suoi programmi missilistici balistici e nucleari, insieme al sostegno ai gruppi terroristici, rappresentano una seria minaccia per la sicurezza globale”, ha scritto su X l'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas.  "Ho parlato con il Ministro degli Esteri israeliano Saar e con altri ministri della regione. L'Ue sta inoltre collaborando strettamente con i partner arabi per esplorare percorsi diplomatici. La protezione dei civili e il diritto internazionale umanitario sono una priorità”.

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Mosca: “Aggressione di Usa e Israele, i russi lascino l'Iran”

In seguito alle "aggressioni degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran", l'ambasciata russa a Teheran ha chiesto ai connazionali di lasciare il Paese "qualora ne abbiano la possibilità". In un comunicato ripreso dal canale Telegram del ministero degli Esteri, l'ambasciata chiede inoltre ai russi presenti in Iran di "mantenere la calma e non cedere al panico che alcuni cercheranno di seminare attraverso i media e i social network".

 

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