E-commerce, Confetra lancia l'allarme: la tassa italiana da 2 euro è un autogol

Economia
©Getty

L’analisi si riferisce alla nuova tassa italiana sull’e-commerce internazionale introdotta dalla Legge di Bilancio. Secondo la Confederazione, il Paese sconterà una perdita del 50% dei traffici a favore di altri scali europei, gravi impatti su sicurezza e tutela del mercato interno

ascolta articolo

Durante gli Stati Generali delle Dogane, Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica) ha preannunciato traffici in fuga verso gli altri scali europei, meno controlli sulla sicurezza delle merci e incassi fiscali deludenti. L’analisi si riferisce alla nuova tassa italiana sull’e-commerce internazionale introdotta dalla Legge di Bilancio, che scatterà il 1° luglio 2026. 

Se l'Italia diventa più cara, i voli cargo verranno spostati in altri Paesi

"Quando si introducono misure unilaterali su fenomeni globali - ha spiegato il Direttore Generale Andrea Cappa - il rischio concreto è quello di spostare i traffici altrove, senza raggiungere gli obiettivi dichiarati". La tassa dovrebbe garantire allo Stato 122,5 milioni di euro nel 2026 e 245 milioni all'anno dal 2027. Ma la logistica europea è altamente integrata, perciò, se l'Italia diventa più cara, i grandi corrieri sposteranno i voli cargo in Germania, Belgio o Olanda, per poi portare le merci in Italia via camion.

Vedi anche

Amazon apre la sua rete: da e-commerce a infrastruttura globale

Con la tassa italiana, si perderebbe il 50% dei traffici

Inoltre, da luglio entrerà in vigore un dazio europeo di 3 euro a spedizione, il cui 25% resta allo Stato in cui avviene lo sdoganamento, e da novembre una tariffa di gestione. Per capire l’impatto di questa sovrapposizione Confetra ha simulato due scenari per il periodo luglio-novembre 2026. Nel primo, immaginando di tenere la tassa italiana, l’Italia perderebbe il 50% dei traffici e lo Stato incasserebbe 70 milioni di euro, di cui solo 51 per la tassa italiana. Nel secondo, senza tassa, l’Italia azzererebbe la tassa interna, recuperando il 100% dei traffici e incassando 38 milioni di euro dai soli dazi europei. “Tra i due scenari – commenta il Direttore Cappa -  ballano appena 32 milioni di euro in cinque mesi. Un vantaggio economico minimo per lo Stato, a fronte del rischio enorme di perdere clienti che non torneranno mai più indietro. Inoltre, poiché la tassa italiana non scadrà a novembre ma si sommerà alle tariffe europee, il danno economico per le casse dello Stato peggiorerà negli anni a venire”.

Leggi anche

E-commerce, rallenta tecnologia ma cresce interesse per salute: i dati

Gravi impatti anche su sicurezza e tutela del mercato interno

Confetra ha segnalato poi che il problema non è solo finanziario. Perché “se le merci destinate all'Italia atterrano e vengono sdoganate in altri Paesi europei per evitare la tassa italiana, il nostro Paese perde il potere di controllarle fisicamente. Si riduce la possibilità di monitorare efficacemente i flussi in ingresso, con gravi impatti su sicurezza e tutela del mercato interno. Per questo - conclude Cappa -  chiediamo un passo indietro e un approccio coordinato. Senza un'armonizzazione a livello UE, ogni tassa nazionale si trasforma solo in un regalo competitivo ai nostri vicini europei".

Potrebbe interessarti

Come l'IA sta rivoluzionando l'ecommerce

Economia: I più letti