Introduzione
Lo stop ai negoziati di Islamabad tra Usa e Iran per la fine del conflitto in Medio Oriente ha fatto riesplodere la tensione: Donald Trump ha annunciato un blocco navale dello stretto di Hormuz. “Gli Usa fermeranno qualsiasi nave paghi un pedaggio a Teheran”, aggiunge il tycoon. Su Truth il presidente americano ha dato la nuova scadenza: gli Stati Uniti bloccheranno le navi "in entrata o in uscita" dai porti iraniani a partire dalle 16 di questo pomeriggio ora italiana. Con il traffico marittimo nuovamente fermo in questo snodo commerciale fondamentale quali possono essere le conseguenze economiche?
Quello che devi sapere
Occhi puntati sull'andamento dei prezzi energetici
Gli acquisti sul petrolio già in transito hanno raggiunto quotazioni stellari, secondo Bloomberg, con carichi con consegna prevista nelle prossime settimane che sono stati scambiati a prezzi senza precedenti, superiori a 140 dollari al barile. L'agenzia cita "i trader di alcune raffinerie asiatiche, che parlando a condizione di anonimato, hanno affermato di non essere più concentrati sul prezzo e di cercare semplicemente di assicurarsi barili di greggio ovunque possibile per garantire la sicurezza energetica”. Sul fronte del gas europeo anche dopo il cessate il fuoco, i contratti europeo sono ancora 40% al di sopra dei livelli pre-conflitto. Tutti da definire i possibili valori con una chiusura più duratura di Hormuz.
Per approfondire: Guerra Iran, quali saranno gli effetti a lungo termine e i costi della crisi energetica?
Il blocco farà schizzare il prezzo del petrolio
Trump e i suoi consiglieri più stretti, tra i quali il segretario al Tesoro Scott Bessent, cominciano a chiedersi quanto il blocco navale dello stretto di Hormuz e il prolungamento del conflitto peseranno sull'economia americana e mondiale. Il costo del petrolio è destinato a salire vertiginosamente con una serie di disagi nella catena di approvvigionamento. I prezzi globali del petrolio sono cresciuti del 50% da quando Stati Uniti e Israele hanno cominciato la guerra il 27 febbraio. E Trump ha detto che i prezzi, anche quello del gas, rischiano di restare alti fino alle elezioni di Midterm.
Per approfondire: Guerra in Iran e chiusura di Hormuz, perché il prezzo della benzina corre anche negli Usa?
Chi paga le conseguenze
Se il conflitto dovesse protrarsi per un periodo compreso tra le otto e le dodici settimane, sarebbero l'Asia e l'Europa le aree maggiormente esposte all'aumento dei prezzi dell'energia. Tuttavia, anche l'impatto sull'America non sarebbe soft, come hanno dimostrato gli ultimi dati economici: i prezzi al consumo sono aumentati del 3,3% a marzo rispetto all'anno precedente e quelli del petrolio sono schizzati oltre i 100 dollari al barile, mentre quelli della benzina sono saliti oltre i 4 dollari al gallone.
Per approfondire: Ipotesi pedaggio Stretto Hormuz, cosa dice diritto internazionale e i costi per l'Italia
Gli effetti sui prezzi
Lo Stretto di Hormuz è una via determinante per il commercio del 20% del petrolio mondiale. Il braccio di mare, sotto la minaccia di droni e missili iraniani, è paralizzato da settimane, causando prezzo del greggio in ascesa, come quello di benzina e diesel in molti Paesi. I potenziali effetti della nuova svolta di Trump potrebbero portare a nuovi boom dei prezzi. "Se abbiamo un blocco navale, rimane il problema della carenza di circa 7 milioni di barili di greggio sul mercato, di cui 4 milioni di barili di prodotti raffinati che non riescono a essere esportati. E a questo problema aggiungiamo i barili iraniani che non arriveranno sul mercato", dice alla Cnn Karen Young, ricercatrice senior presso il Center on Global Energy Policy della Columbia University. "Potrebbe passare molto tempo" prima che i prezzi del petrolio scendano, anche dopo la fine della guerra: le cifre non caleranno finché lo Stretto non sarà riaperto e gli impianti petroliferi danneggiati non saranno riparati. "Si tratta di variabili enormi che sono ancora irrisolte", ha affermato. "Quindi, credo che per ora e fino alla fine del 2026 ci troveremo sicuramente ad affrontare prezzi del petrolio elevati".
Petrolio fino a 200 dollari?
Trita Parsi, vice presidente del Quincy Institute for Responsible Statecraft, citata da Repubblica dice che si rischia un effetto domino che “renderebbe più probabile la chiusura del Mar Rosso da parte degli Houthi. Sottraendo al mercato un ulteriore 12% del flusso di petrolio. Ci troveremmo di fronte a un prezzo intorno ai 200 dollari al barile”.
Per approfondire: Caro carburante, dopo gli aerei a rischio anche i traghetti: cosa sappiamo