Guerra in Iran e chiusura di Hormuz, perché il prezzo della benzina corre anche negli Usa?
MondoGli Stati Uniti sono produttori di petrolio e dipendono meno di altri dallo Stretto di Hormuz, ma la situazione internazionale sta spingendo verso l’alto il costo del rifornimento alla pompa: anche di questo si è parlato nell’ultima puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24
L’arrivo della tregua nella guerra in Iran ha portato maggiore ottimismo sui mercati, anche se le tensioni permangono: nella giornata di ieri per esempio il prezzo del petrolio statunitense a un certo punto è salito del 10%, ma poi è tornatoa scendere repentinamente. Questo dato può sembrare strano, poiché Trump ha indicato a più riprese che gli Stati Uniti non hanno bisogno del petrolio che transitava dallo Stretto di Hormuz prima del conflitto. Ma è davvero così? Anche di questo si è parlato nell’ultima puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24, andata in onda giovedì 9 aprile.
Chi usa di più Hormuz
In realtà le cose stanno solo parzialmente così: se infatti è vero che altri Paesi erano dipendenti molto più degli Stati Uniti dal traffico di gas e petrolio tramite lo Stretto di Hormuz, Washington nel 2024 ha comunque comprato da lì risorse per 23 miliardi di dollari.
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La corsa al petrolio americano
In ogni caso, gli Stati Uniti dovrebbero essere più riparati di altri Paesi, anche perché producono molto gas e petrolio. A spiegare almeno in parte l’aumento del costo di benzina e diesel per gli americani, è la corsa al petrolio di Washington: ci sono infatti in questo momento 68 petroliere - molte delle quali provenienti dall’Asia - dirette verso gli Stati Uniti per rifornirsi in assenza di altre fonti. Gli Usa sono infatti un Paese esportatore, e l’aumento della domanda ha causato un aumento del prezzo.
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Corre il prezzo della benzina
L’effetto di questo fenomeno è evidente alla pompa di benzina: osservando l’andamento storico degli ultimi cinque anni, si vede come oggi il prezzo al gallone abbia toccato quota 4,17 dollari. Si tratta della cifra più alta dal picco di giugno 2022, quando, durante la presidenza Biden e con l'allora recente scoppio della guerra in Ucraina, il costo era arrivato a quota 5,10 dollari al gallone.
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