Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Iran, dalla benzina ai voli: cosa cambia con l'apertura dello Stretto di Hormuz

Economia
Ipa/Ansa

Introduzione

La tregua temporanea di due settimane tra Stati Uniti e Iran fa già sentire i suoi effetti. Uno degli elementi centrali della distensione, in attesa di vedere se si riuscirà ad arrivare a un accordo di pace vero e proprio, è la riapertura dello Stretto di Hormuz, il corridoio marittimo che collega il Golfo persico all’Oceano e da cui prima della guerra passava circa un quinto della produzione globale di petrolio e di gas naturale liquefatto. All’annuncio del cessate il fuoco sono subito crollati i prezzi del greggio al barile e del gas e tutte le Borse, dall’Asia all’Europa e Wall Street, hanno girato in positivo, dopo settimane di fortissime tensioni. 

Quello che devi sapere

La riapertura (parziale) dello Stretto di Hormuz

Prima di parlare degli effetti positivi della tregua, va detto che in realtà lo Stretto non ha riaperto del tutto. Il passaggio attraverso le sue acque sarà infatti possibile soltanto "previo coordinamento con le Forze Armate iraniane e tenendo debitamente conto delle limitazioni tecniche", come ha chiarito il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Sarà inoltre richiesto un pedaggio: i fondi dovrebbero poi essere utilizzati dall’Iran per i lavori di ricostruzione dopo i bombardamenti di Stati Uniti e Israele. Non si sa nemmeno ancora con certezza quali saranno le condizioni una volta che saranno scaduti i 14 giorni di tregua. Molto dipenderà quindi dalle trattative per l’accordo di pace vero e proprio: ieri, ad esempio, l'agenzia iraniana Fars, legata ai Pasdaran, ha fatto sapere su X che il transito delle petroliere era stato interrotto in seguito agli attacchi israeliani contro il Libano.

 

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Il pedaggio in criptovalute per lo Stretto di Hormuz

L'Iran richiederà di pagare i pedaggi in criptovalute per le petroliere che transitano attraverso lo Stretto di Hormuz, ha detto Hamid Hosseini, il portavoce della Oil, gas and Petrochemical Exporters- Union iraniana in un'intervista al Financial Times. "L'Iran deve monitorare quello che passa attraverso lo stretto per assicurarsi che queste due settimane non siano usate per trasferire armi", ha spiegato Hosseini, la cui associazione lavora a stretto contatto con Teheran. Ogni petroliera deve inviare una email alle autorità in merito al suo cargo, e nella risposta che otterrà sarà specificato il prezzo da pagare in criptovalute. Il pedaggio è di 1 dollaro al barile. "Una volta che l'email è arrivata e l'Iran ha fatto le sue valutazioni - ha proseguito Hosseini - le imbarcazioni hanno qualche secondo per pagare in Bitcoin, assicurando che non siano tracciabili o confiscati con le sanzioni".

 

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Crolla il prezzo di gas e petrolio

Detto questo, come anticipato, gli effetti della distensione sono stati immediati. Il Wti americano nella nottata di martedì si è inabissato a 91 dollari al barile per poi segnare perdite del 16% circa a poco più di 94 dollari. Ribasso a due cifre anche per il Brent europeo che si è portato verso i 90 dollari per poi muoversi intorno a 94,5 (-13,5%). Anche il prezzo del gas ha chiuso in forte ribasso: ad Amsterdam il future Ttf ha perso il 14,9% a 45,3 euro al megawattora. 

 

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Gli effetti sui carburanti

Secondo le stime del Centro studi di Unimpresa, la discesa del costo del greggio dovrebbe portare a una “riduzione della componente industriale dei carburanti pari a circa 8,4 centesimi al litro”, si legge in una nota. Per le famiglie significa che, su consumo di 60 litri nelle prossime due settimane, il risparmio potrebbe attestarsi intorno ai 5 euro, superando anche i 10 euro con 120 litri. Ancora “più rilevante” sarà l’impatto sul sistema produttivo.

 

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I risparmi con la discesa del prezzo del gas

Sul fronte del gas, sempre secondo i calcoli del Centro Studi di Unimpresa, una piccola azienda con consumi all’incirca di 25 MWh, potrebbe risparmiare più o meno 220 euro in due settimane. Più vantaggioso il quadro che si prospetta per le aziende più energivore: con consumi di 100 MWh, si spenderanno 900 euro in meno

Gli effetti sull’autotrasporto

Si parla di “indicazioni positive” anche per il settore dell’autotrasporto. “Con un consumo medio di circa 625 litri per camion in due settimane, il calo dei prezzi comporta un risparmio di circa 52 euro per mezzo. Per una flotta di cinque camion il beneficio si avvicina ai 260 euro, mentre per dieci mezzi supera i 500 euro nello stesso periodo”, calcola Unimpresa. 

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I voli e gli aeroporti

Tenendo sempre a mente che è ancora presto per sapere con certezza cosa succederà, se l’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran dovesse effettivamente andare a buon fine, ci si può aspettare che migliorino anche le condizioni dei viaggi internazionali. La discesa del prezzo del petrolio porterà a una diminuzione del costo del carburante per aerei, allontanando anche il rischio di razionamento, una delle preoccupazioni principali delle ultime settimane. Se la situazione restasse distesa, molte compagnie aeree riprenderebbero poi a volare verso i Paesi del Golfo, importanti scali ad esempio per chi si sposta dall’Europa verso l’Asia (e viceversa).

 

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