Introduzione
La tregua di due settimane tra gli Stati Uniti e l'Iran, con la riapertura dello Stretto di Hormuz, dovrebbe essere il primo tassello di un percorso di pace più ampio: un primo round di trattative è in programma per venerdì 10 aprile, a Islamabad, in Pakistan (GUERRA IN MEDIO ORIENTE, GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA). Sia Washington che Teheran hanno rivendicato l’accordo raggiunto come una vittoria per i loro Paesi. Chi si trova adesso in una posizione più favorevole?
Quello che devi sapere
Trump: “Raggiunto e superato gli obiettivi militari in Iran”
Nell’annunciare il cessate il fuoco, Trump ha detto che gli Usa hanno ormai “raggiunto e superato” tutti gli obiettivi militari dell’offensiva contro l’Iran. In parte è vero: moltissimi vertici del regime islamico sono stati uccisi. Se è vero che la forza militare di Teheran è fortemente indebolita, non bisogna però sottovalutare l’influenza che mantiene sulla regione mediorientale, ad esempio sui ribelli Houthi in Yemen.
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L’uranio arricchito iraniano
Ci sono però molti punti ancora poco chiari. Non si sa ad esempio cosa succederà all’uranio arricchito iraniano, che Teheran promette di utilizzare solo per “scopi civili”. La questione sarà "perfettamente risolta", ha assicurato Trump in un'intervista alla France Press, mentre i media israeliani riportano che gli Stati Uniti “insisteranno fermamente” durante le trattative di pace su temi come “la rimozione dell'uranio arricchito, l'interruzione dell'arricchimento, la questione dei missili balistici". Di fatto, sul punto non c’è ancora alcuna certezza.
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Lo Stretto di Hormuz e l’influenza dell’Iran
Centrale è il controllo dello Stretto di Hormuz, stretto corridoio marittimo da cui, prima della guerra, transitava il 20% della produzione mondiale di petrolio e di gas naturale liquefatto. Il passaggio sicuro attraverso le sue acque adesso sarà possibile, per due settimane, ma "previo coordinamento con le Forze Armate iraniane e tenendo debitamente conto delle limitazioni tecniche", ha precisato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Transitare per lo Stretto prevederà anche un pedaggio, hanno annunciato i media americani. Nel suo piano di pace, l’Iran avrebbe poi chiesto il controllo del passaggio marittimo. In ogni caso, anche se in futuro la situazione dovesse tornare del tutto alla normalità, Teheran è ormai ben consapevole del potere che ha di creare tensioni a livello economico e geopolitico, facendo leva sullo Stretto.
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Le sanzioni all’Iran
L’Iran ha anche confermato la richiesta di rimozione delle sanzioni economiche a suo carico, in vigore negli Stati Uniti da quasi 50 anni (le prime furono imposte nel 1979). Anche su questo punto la strada appare tutta in salita: solo dopo che si sarà presa una decisione si potrà dire chi avrà strappato le condizioni più vantaggiose.
L’immagine degli Usa (e di Trump) indebolita
La popolarità di Trump negli Stati Uniti è intanto calata durante la guerra. Fin dall’inizio della campagna elettorale per le presidenziali del 2024 si è sempre presentato come un portatore di pace, salvo poi scatenare un conflitto che ha fatto alzare il prezzo dei carburanti e creato forti tensioni in Borsa. Il cessate il fuoco in vigore è poi soltanto una tregua provvisoria dall’equilibrio molto fragile, perché appunto appesa a tutti i dossier da definire nelle trattative di pace. Allo stesso modo, a livello internazionale, l'immagine degli Usa ne esce danneggiata.
Il ruolo della Cina
La proposta di cessate il fuoco accettata dall’Iran è stata presentata dal Pakistan, ma l’esito positivo è arrivato anche grazie all'intervento dell'ultimo minuto della Cina, che ha esortato l'Iran a mostrare flessibilità e stemperare le tensioni. Pechino si dimostra così un attore fondamentale per gli equilibri geopolitici mondiali, a scapito degli Stati Uniti.
Nuove guerre?
L’attacco di Usa e Israele all’Iran ha poi mostrato tutte le difficoltà che sta attraversando il sistema di diritto internazionale. Diversi analisti da settimane indicano come la guerra in Medio Oriente possa aver creato un precedente pericoloso, che potrebbe spingere altri Paesi ad agire come Stati Uniti e Israele: il riferimento è soprattutto alla Cina, nel suo rapporto verso Taiwan.
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