Introduzione
Il cessate il fuoco tra Stati Uniti, Israele e Iran è arrivato nel cuore della notte italiana, a meno di due ore dalla scadenza dell’ultimatum di Donald Trump a riaprire Hormuz. Le operazioni militari sono sospese “per un periodo di due settimane”, ha fatto sapere il presidente Usa, tempo che sarà usato per cercare di concludere una pace duratura. A giocare un ruolo centrale nelle trattative - frenetiche - delle ultime ore è stato il Pakistan, attivo come mediatore tra le parti.
Quello che devi sapere
Come si è arrivati alla tregua
Con l’avvicinarsi della scadenza dell’ultimatum di Donald Trump, fissata alle 20 orario di Washington del 7 aprile, il primo ministro pakistano Sharif aveva invitato tutte le parti coinvolte nel conflitto in corso in Medio Oriente a rispettare "un cessate il fuoco di due settimane" per consentire alla diplomazia di raggiungere una soluzione definitiva. Sharif aveva inoltre chiesto alle autorità iraniane di aprire lo Stretto di Hormuz nello stesso periodo, "come gesto di buona volontà", sollecitando il presidente statunitense Donald Trump "a prorogare di due settimane la scadenza" fissata per l'intervento in Iran.
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La proposta del Pakistan
E la proposta del Pakistan è sembrata fin dall’inizio accolta con un’apertura da entrambe le parti: poco dopo le dichiarazioni del primo ministro Sharif (in foto) infatti un alto funzionario iraniano ha affermato a Reuters che l'Iran stava valutando positivamente la richiesta di un cessate il fuoco di due settimane. E a stretto giro Donald Trump aveva detto in una intervista a Fox che “non posso commentare, siamo nel mezzo di trattative accese".
Le ultime ore di trattative
Con il passare delle ore, poi, la possibilità di un accordo è sembrata diventare più concreta: poco dopo le 23 italiane del 7 aprile una fonte pachistana aveva infatti riferito alla Cnn che "presto sono attese buone notizie da entrambe le parti". La stessa fonte aveva riferito alla testata giornalistica che si prevedeva di raggiungere un'intesa entro la sera. Inoltre era stato rivelato che a dirigere lo sforzo diplomatico fosse il capo dell'esercito pakistano, Asim Munir (in foto).
L’annuncio del cessate il fuoco
E così, quando da poco era passata la mezzanotte in Italia, Donald Trump ha dato l’annuncio su Truth: “Accetto di sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l'Iran per un periodo di due settimane. Si tratterà di un CESSATE IL FUOCO bilaterale”, ha scritto il presidente Usa sulla base di “discussioni con il primo ministro Sharif e il capo dell’esercito Munir del Pakistan”. Uno stop ai bombardamenti "a condizione che la Repubblica Islamica dell'Iran acconsenta all'APERTURA COMPLETA, IMMEDIATA e SICURA dello Stretto di Hormuz”.
Le trattative per la pace
Con l’arrivo della tregua, adesso i riflettori si spostano sulle trattative di pace: il primo round di incontri fra Stati Uniti e Iran per un accordo per mettere fine alla guerra è previsto proprio a Islamabad - la capitale del Pakistan - venerdì. Secondo quanto riportato dalla CNN, per il ministro degli esteri di Teheran Araghchi Washington avrebbe accettato “l’impalcatura” del piano in dieci punti dell’Iran come “base per le trattative”, e in cambio Teheran starebbe prendendo in considerazione la proposta in 15 punti degli Stati Uniti.
Cosa può succedere ora
Secondo Donald Trump “siamo a un punto molto avanzato nella definizione di un Accordo definitivo riguardante una PACE a lungo termine con l'Iran, nonché la PACE in Medio Oriente”. Mentre per il New York Times il presidente americano ha trovato la sua via di uscita in Iran ma le cause della guerra restano irrisolte: "Senza dubbio si è trattato di una vittoria tattica strappata all'ultimo respiro”, ha scritto il quotidiano, ma una vittoria che "non risolve nessuno dei problemi fondamentali che hanno portato alla guerra", precisando che ora Trump si trova davanti alla sfida di dover raggiungere non solo un accordo duraturo con l'Iran ma di dimostrate al mondo che il conflitto andava combattuto.
Il futuro dell’uranio arricchito in Iran
Secondo quanto riportato dai media israeliani, che citano una “fonte politica di alto livello”, "gli Stati Uniti hanno coordinato in anticipo con Israele il cessate il fuoco temporaneo. Inoltre è stato assicurato a Israele che, durante i negoziati che si terranno nelle prossime due settimane, gli Stati Uniti insisteranno fermamente sugli obiettivi condivisi dai due Paesi: la rimozione dell'uranio arricchito, l'interruzione dell'arricchimento, la questione dei missili balistici". Lo stesso Trump, in un'intervista alla France Press, ha detto che la questione dell'uranio iraniano sarà "perfettamente risolta".
Onu: “Rispettare il cessate il fuoco”
Intanto, in attesa di sapere cosa accadrà durante le negoziazioni, il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha accolto con favore la tregua di due settimane concordata tra Stati Uniti e Iran. Lo ha dichiarato il suo portavoce, esortando al contempo tutte le parti a lavorare per una pace duratura in Medio Oriente. "Il Segretario generale accoglie con favore l'annuncio di un cessate il fuoco”, ha affermato Stéphane Dujarric, “e invita tutte le parti coinvolte nell'attuale conflitto in Medio Oriente a rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e ad attenersi ai termini del cessate il fuoco al fine di aprire la strada a una pace duratura e globale nella regione".
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