Negli Stati Uniti sono già scattati aumenti sui bagagli, collegati al caro carburante dovuto alla guerra in Medio Oriente. Nelle prossime settimane rincari simili potrebbero arrivare anche in Europa
Anche il settore del travel sta risentendo degli effetti della guerra in Medio Oriente, non solo per le limitazioni alle rotte, ma anche per l’aumento del costo del carburante (GUERRA IN IRAN: LE NOTIZIE IN DIRETTA). Come riportato da Repubblica, in questo contesto si fa strada l’ipotesi di nuovi aumenti per i viaggiatori, legati proprio all’aumento del costo del carburante: nelle prossime settimane anche in Europa potrebbe salire il costo dei bagagli, come già sta accadendo negli Stati Uniti.
Il rincaro di United Airlines
United Airlines è stata l’ultima, in ordine di tempo, ad annunciare una rimodulazione dei listini. La compagnia ha collegato la decisione al rincaro del carburante legato alla guerra in Iran. Sui voli all’interno di Stati Uniti, Messico, Canada e America Latina, il costo del primo e del secondo bagaglio registrato aumenterà di 10 dollari, mentre per il terzo bagaglio l’aumento sarà di 50 dollari. Restano esclusi da questi rincari i passeggeri in cabina premium, i titolari di status elite e chi possiede carte di credito della compagnia. Le altre principali compagnie statunitensi applicano generalmente una tariffa di circa 35 dollari per un bagaglio registrato sui voli nazionali.
Il caso JetBlue
JetBlue è stata tra le prime compagnie a intervenire, già a fine marzo, aumentando il costo del bagaglio. La compagnia applica tariffe diverse in base alla data del viaggio e al momento in cui i passeggeri effettuano il pagamento. In particolare, per i voli nazionali, il costo del primo bagaglio ha subito rincari compresi tra i 4 e i 9 dollari, arrivando a toccare la cifra di 59 dollari per chi non possiede carte di credito affiliate. Le modifiche riguardano le classi standard e non si applicano ai passeggeri che hanno diritto al bagaglio registrato gratuito tramite carte di credito JetBlue. La compagnia ha spiegato che gli aumenti sono legati ai costi operativi e che queste modifiche vengono introdotte solo quando necessario. “A fronte dell’aumento dei costi operativi, valutiamo regolarmente come gestirli mantenendo le tariffe di base competitive e continuando a investire nell’esperienza che i nostri clienti apprezzano”, ha dichiarato JetBlue in un comunicato. “Pur riconoscendo che gli aumenti delle tariffe non sono mai l’ideale, ci impegniamo a fondo per garantire che tali modifiche vengano implementate solo quando necessario”.
Lo scenario europeo
Secondo Repubblica, questa tendenza potrebbe non rimanere confinata oltreoceano. Le oscillazioni del mercato energetico rischiano infatti di colpire a breve anche il settore europeo. Le compagnie aeree, sopratutto quelle low-cost, potrebbero essere costrette ad aumentare i prezzi dei bagagli, sia per quelli a mano garantiti in cabina sia per quelli da stiva, per compensare le difficoltà legate alle forniture di carburante.