Nella capitale nordirlandese manifestanti anti-migranti hanno bloccato le strade, dando alle fiamme bidoni e veicoli; alcuni residenti sono stati evacuati da un edificio che ha preso fuoco. Comparirà oggi in tribunale il 30enne rifugiato sudanese che ieri ha accoltellato brutalmente un 40enne: si esclude che l'accoltellamento sia terrorismo: forse un raptus
Sono andate avanti per tutta la notte a Belfast le proteste anti-immigrazione degenerate in disordini. A scatenare la violenza, il tentato omicidio di un quarantenne per mano di un sudanese di 30 anni che oggi comparirà in tribunale: si esclude che l'accoltellamento sia terrorismo: forse un raptus. Auto e case sono state date alle fiamme in alcune zone della città e anche la polizia è stata attaccata. Un autobus è stato incendiato e tutti i trasporti pubblici sono stati interrotti per precauzione. Durissimo il commento della premier Michelle O'Neill che ha parlato di "teppisti" e "delinquenti". "Intere famiglie sono state attaccate fuori dalle loro case da codardi disgustosi", ha detto.A quanto riportano i media britannici, diversi immigrati sono stati protetti dai loro vicini di casa. Un sit-in organizzato dall’estremista di destra Tommy Robinson si è tenuto ieri sera anche davanti alla sede del Parlamento a Londra.