Lo ha detto il tycoon dallo Studio Ovale. Lo Stretto di Hormuz "è completamente aperto" ed è "controllato solo dalla Marina degli Stati Uniti che lo ha sminato", ha poi aggiunto. Prima il post social: "L'Iran chiede un risarcimento per i danni subiti durante il conflitto militare degli ultimi 5 mesi nonostante l'argomento non sia mai stato menzionato in nessuno dei nostri incontri! Anch'io pretendo un risarcimento per tutte le persone uccise e ferite a causa delle loro bombe piazzate lungo le strade"
in evidenza
Donald Trump ha detto di avere le capacità "per decapitare" l'Iran rispondendo ad una domanda della stampa nello Studio Ovale sul suo stesso avvertimento di qualche giorno fa. "Lo scoprirete", ha aggiunto il presidente. Lo Stretto di Hormuz "è completamento aperto" ed è "controllato solo dalla Marina degli Stati Uniti che lo ha sminato", ha poi aggiunto il tycoon.
In precedenza, il presidente americano ha scritto un post su Truth: "L'Iran chiede un risarcimento per i danni subiti durante il conflitto militare degli ultimi cinque mesi nonostante l'argomento non sia mai stato menzionato in nessuno dei nostri negoziati o incontri! Tuttavia, è un'idea interessante, perché ora anch'io pretendo un risarcimento dall'Iran per tutte le persone uccise e gravemente ferite a causa delle loro bombe piazzate lungo le strade e dei numerosi conflitti iniziati sotto la guida del generale Soleimani".
Il premier israeliano Netanyahu ha annunciato che non intende ritirare l'Idf dalla Striscia "finché Hamas non sarà completamente disarmato". La Casa Bianca minimizza: non siamo preoccupati dalle sue parole. "Ci aspettiamo gli Stati Uniti facciano pressione su Netanyahu affinché rispetti la tabella di marcia e non ostacoli il processo per ragioni elettorali", la reazione di Hamas.
Gli approfondimenti:
- Stretto di Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Pakistan-Turchia, sta nascendo un nuovo asse in Medio Oriente?
Dopo aver consolidato il suo potere cambiando la costituzione, il feldmaresciallo Syed Asim Munir ha dato al suo Paese un ruolo centrale nella diplomazia internazionale, inserendosi nel complesso quadro del Medio Oriente.
Pakistan-Turchia, sta nascendo un nuovo asse in Medio Oriente?
Vai al contenutoUna farfalla può far rimanere il mondo senza benzina
Basta un battito d'ali. La teoria del caos spiega perché oggi un uragano sulla Gulf Coast (o un banale guasto tecnico) può mettere in ginocchio la raffinazione mondiale: con Hormuz chiusa, Suez a rischio e gli impianti russi bombardati, le raffinerie americane sono l'ultimo baluardo dei carburanti globali. Viaggiano al 96% della capacità, le riserve strategiche Usa sono ai minimi dal 1983, e da agosto comincia la stagione degli uragani.
Una farfalla può far rimanere il mondo senza benzina
Vai al contenutoUcraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?
L'attacco attribuito a Kiev contro una nave iraniana nel Mar Caspio potrebbe rappresentare un punto di svolta nei rapporti tra i conflitti in Est Europa e in Medioriente. Una saldatura dei due fronti avrebbe conseguenze militari, energetiche e politiche e il Vecchio Continente rischierebbe di pagarne il prezzo più alto.
Ucraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?
Vai al contenutoDallo stallo Usa-Iran al conflitto più ampio: 4 segnali da monitorare
I droni sull'Egitto, i raid in Giordania, il blocco di Bab al-Mandeb da parte degli Houthi, la partecipazione saudita ai bombardamenti contro gli alleati di Teheran in Iraq. Il quadro è sempre più complesso e la ripresa della tregua tra Usa e Iran appare sempre più lontana.
Dallo stallo Usa-Iran al conflitto più ampio: 4 segnali da monitorare
Vai al contenutoTrump: "Rapporto con Netanyahu molto buono, malgrado le divergenze su Gaza"
Donald Trump afferma che il rapporto con il premier israeliano Benjamin Netanyahu sia "molto buono", nonostante le divergenze su Gaza. Lo ha detto il tycoon parlando dallo Studio Ovale.
Medio Oriente, funzionario Usa: "Nuovi colloqui a Roma a inizio mese"
Un alto funzionario del dipartimento di Stato americano ha riferito ad Al Jazeera che i negoziati tra Israele e Libano "si svolgeranno a Roma all'inizio del prossimo mese", e che il percorso dei negoziati è "positivo". Ha inoltre riferito che Hezbollah sta cercando di far fallire i negoziati attraverso l'esercizio di pressioni interne.
Trump: "Lo Stretto di Hormuz è aperto e controllato dagli Usa"
Lo Stretto di Hormuz "è completamento aperto" ed è "controllato solo dalla Marina degli Stati Uniti che lo ha sminato". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. "Ora è aperto. Stiamo accogliendo molte navi. L'unico che al momento ha il controllo dello Stretto di Hormuz è la Marina degli Stati Uniti, con un blocco che si è dimostrato infallibile. E' un muro d'acciaio, e lasciamo entrare chi vogliamo, e queste persone entrano", ha spiegato il capo della Casa Bianca. "E' un po' complicato perchè, occasionalmente, posano una mina, e noi le troviamo. Sapete, abbiamo bonificato l'intero Stretto dalle mine. Forse lo avete sentito, forse no, ma controlliamo questa zona al 100%", ha aggiunto.
Tutti i dubbi sul disarmo di Hamas annunciato da Trump
Il presidente Usa ha promesso un imminente passo avanti del piano in venti punti per la pace a Gaza. Ma i nodi da sciogliere restano ancora molti e lo scetticismo rimane alto.
Tutti i dubbi sul disarmo di Hamas annunciato da Trump
Vai al contenutoTrump: "Ho le capacità per decapitare l'Iran, lo scoprirete"
Donald Trump ha detto di avere le capacità "per decapitare" l'Iran rispondendo ad una domanda della stampa nello Studio Ovale sul suo stesso avvertimento di qualche giorno fa. "Lo scoprirete", ha aggiunto il presidente.
Iran, Trump: "Abbiamo ancora capacità di escalation"
"Abbiamo sicuramente la capacita' di un'escalation" con l'Iran. Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti.
Iran, Trump proroga di 90 giorni la deroga alle navi straniere per trasporto petrolio nei porti Usa
Il presidente americano Donald Trump ha prorogato di 90 giorni la deroga al Jones Act, consentendo alle navi straniere di trasportare petrolio e altre merci tra i porti degli Stati Uniti, mentre la guerra con l'Iran continua a ostacolare i flussi energetici e a mantenere elevati i prezzi. La nuova deroga, più limitata rispetto alla precedente e concentrata soprattutto sul trasporto di prodotti energetici, arriva poco prima della scadenza prevista per metà agosto. "L'amministrazione Trump ha disposto una proroga di 90 giorni della deroga al Jones Act per garantire che le nostre forze armate e le industrie strategiche mantengano un accesso ininterrotto alle risorse essenziali", ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Taylor Rogers, sottolineando che la misura ha già determinato "un aumento significativo delle consegne interne di prodotti essenziali come benzina, diesel e carburante per aerei".
Il Jones Act del 1920 impone che le merci trasportate via mare tra porti statunitensi viaggino su navi costruite negli Stati Uniti, di proprietà americana e battenti bandiera Usa. Washington aveva sospeso temporaneamente questi requisiti lo scorso marzo, dopo che la guerra con l'Iran e la sostanziale chiusura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran avevano fatto impennare i prezzi del petrolio e dei carburanti.
Un americano su due vuole l'arresto di Netanyahu
Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha paventato la possibilità di fare arrestare il primo ministro israeliano – sul quale pende un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità – qualora si recasse nella Grande Mela. Il 49% egli statunitensi si dice d’accordo.
Un americano su due vuole l'arresto di Netanyahu
Vai al contenutoChe conseguenze avrà il no di Netanyahu al piano di Trump per Gaza?
L'avvio della seconda fase dei piani per la Striscia è stato bruscamente rigettato dal premier israeliano. Non un semplice rifiuto all'accordo con Hamas, ma un messaggio diretto all'alleato americano. E sebbene nelle ultime ore trapelino dai media potenziali spiragli di un'apertura, tutta da definire, allo stato attuale gli obiettivi dei due leader, influenzati dalle rispettive opionioni pubbliche interne, sembrano inconciliabili.
Che conseguenze avrà il no di Netanyahu al piano di Trump per Gaza?
Vai al contenutoNetanyahu non preoccupa Trump: "Il piano per Gaza tiene"
Il rifiuto di Benjamin Netanyahu alla roadmap del Board of Peace per la Striscia di Gaza non sembra aver suscitato, almeno finora, l'ira di Donald Trump. Anche perché tutto sembra indicare che, durante il faccia a faccia tra i due alla Casa Bianca di fine luglio, sul tavolo ci fossero anche le concessioni che gli Usa si aspettano da Israele sui fronti di Gaza e Libano, in parallelo al continuo allineamento sulla questione nucleare iraniana. Una fonte del Board of Peace riportata dai media israeliani ha confermato che la realtà sul campo è ben lontana dalle dichiarazioni del premier, rivolte a un elettorato per cui qualsiasi forma di compromesso diplomatico risulta particolarmente impopolare. ''Guardiamo ai fatti, non alle dichiarazioni. Sarebbe stato meglio per Israele se le dichiarazioni fossero coerenti con le sue azioni, ma di fatto, sta rispettando l'accordo. L'Idf ha fermato le uccisioni mirate e si trova sulla Linea Gialla originaria, che copre il 53% della Striscia, senza avamposti o forze oltre di essa''. In sostanza, secondo quanto riferito dalla fonte, l'Idf si sarebbe già riposizionato, del tutto in sordina, sulla Linea Gialla originaria, stabilita nell'accordo per il cessate il fuoco di ottobre 2025. Dopo aver incontrato Netanyahu a Gerusalemme in una visita lampo lunedì scorso, Nickolay Mladenov, l'inviato per Gaza del Board of Peace - che è anche il direttore dell'Anwar Gargash Diplomatic Academy di Abu Dhabi, a dimostrare il grande coinvolgimento emiratino nell'ente creato da Trump - si è rivolto ieri direttamente al pubblico israeliano in un'intervista a Channel 12. Mladenov ha ribadito che la roadmap dei 15 punti è un accordo tra il Board of Peace e Hamas e che il disarmo delle milizie palestinesi - kalashnikov compresi - precede ulteriori ritiri dell'Idf da altre zone della Striscia.
La guerra in Iran ha fatto sprofondare di nuovo la popolarità di Trump
Tutte le principali medie dei sondaggi statunitensi rilevano un nuovo picco di impopolarità del tycoon, con percentuali di disapprovazione mai toccate nemmeno durante il primo mandato presidenziale. A pesare sono soprattutto la guerra in Iran e il caro benzina. Un calo che coinvolge anche fasce dell’elettorato che avevano rappresentato alcuni dei suoi principali punti di forza.
La guerra in Iran ha fatto sprofondare di nuovo la popolarità di Trump
Vai al contenutoTrump: "L'Iran si assuma la responsabilità dei morti in Libano, Siria, Yemen e Gaza"
"L'Iran dovrebbe assumersi la responsabilità dei danni e delle morti causati alle popolazioni di Libano, Siria, Yemen e Gaza!". Lo scrive Donald Trump su Truth.
Il petrolio allunga ancora a New York su timori su Hormuz, a +4,2%
Il petrolio allunga ancora a New York con le incertezze sulla riapertura dello Stretto di Hormuz: il Wti, il riferimento americano, sale adesso del 4,26%, a 81,51 dollari, mentre il Brent, il benchmark internazionale, segna un progresso del 4,24%, a quota 87,09.
Iran, telefonata tra Araghchi e Wadephul
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo tedesco Johann Wadephul. Lo riferisce Araghchi in una nota, secondo la quale i due hanno discusso degli sviluppi regionali e internazionali. Oggi Berlino si è espressa a favore del piano di pace in 15 punti dell'amministrazione Trump per Gaza, respinto da Israele. Nelle scorse ore Araghchi ha parlato telefonicamente anche con il collega pakistano Ishaq Dar, con il quale ha affrontato lo stato dei negoziati tra Iran e Oman e il nuovo patto di difesa tra Pakistan, Arabia Saudita e Turchia.
Sky TG24, Timeline, Netanyahu respinge il piano del Board of Peace. VIDEO
Khamenei nomina il generale Vahidi nuovo capo dei pasdaran
La guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha nominato il potente generale Ahmad Vahidi comandante in capo delle Guardie Rivoluzionarie, esortandolo a rafforzare le capacità dei pasdaran per garantire la "massima deterrenza" e a mantenere la prontezza operativa per condurre "potenti operazioni offensive contro il nemico". Nel suo decreto di nomina, Khamenei ha anche incaricato Vahidi di "rafforzare l'impegno ideologico" e quello che ha definito lo spirito rivoluzionario tra i comandanti e il personale delle Guardie Rivoluzionarie.
Yemen, nuovi attacchi Houthi al porto di al-Makha
Gli Houthi yemeniti hanno lanciato un nuovo attacco con droni alla città portuale di al-Makha, controllata dal governo riconosciuto dall'Onu. Lo riferisce Al Arabiya, secondo la quale sono state udite esplosioni legate ai sistemi antiaerei in azione. Secondo l'esercito yemenita, che controlla il centro e l'Est del Paese nonchè la costa sudoccidentale tramite le milizie alleate della Resistenza Nazionale Yemenita, i raid del gruppo filoiraniano su al-Makha, iniziati sabato scorso, hanno provocato finora 18 morti.
Iran, Trump: "Vogliono risarcimenti? Bene, anche io li voglio"
"Vedo che i rappresentanti della Repubblica Islamica dell'Iran chiedono un risarcimento per i danni subiti durante gli ultimi cinque mesi di conflitto militare (iniziato perchè NON AVRANNO UN'ARMA NUCLEARE), sebbene la questione non sia mai stata menzionata in nessuno dei nostri negoziati o incontri! Ma è un'idea interessante perchè ora anch'io chiedo un risarcimento all'Iran per tutte le persone che hanno ucciso e gravemente ferito con le loro bombe piazzate lungo le strade e nei numerosi conflitti per i quali sono famosi, inizialmente guidati dal generale Soleimani, comprese le famiglie delle vittime della Uss Cole e di migliaia di altre persone uccise in combattimento". Lo scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump. "Inoltre, dovrebbe essere corrisposto un risarcimento alle famiglie delle centinaia di migliaia di manifestanti innocenti che l'Iran ha ucciso negli ultimi 50 anni, per non parlare delle 52 mila persone uccise negli ultimi cinque mesi. Ho incaricato i miei rappresentanti di inserire fermamente questa richiesta in tutti i futuri negoziati. Grazie per l'attenzione che dedicherete a questa questione!", aggiunge il capo della Casa Bianca.
Pezeshkian: "Khamenei in ottime condizioni di salute"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha parlato in conferenza stampa dall'Università di Teheran del suo recente incontro "positivo" con la Guida Suprema Mojtaba Khamenei. "Abbiamo discusso tutte le questioni ed espresso tutte le nostre preoccupazioni. Dal punto di vista della salute, era in ottime condizioni - ha detto Pezeshkian, citato da Isna - Una persona in grado di stare seduta per sette o otto ore a discutere con noi non può certo avere problemi di salute".
Tajani: "Impegno con Riad per la libertà di navigazione a Hormuz"
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha sottolineato la natura strategica delle relazioni tra Riad e Roma, descrivendo il rapporto dell'Italia con l'Arabia Saudita come uno dei pilastri dell'impegno italiano nella regione. In un'intervista con Asharq Al-Awsat, Tajani ha affermato che l'Arabia Saudita è diventata un partner indispensabile per promuovere il dialogo, la stabilità regionale e la crescita sostenibile, sottolineando che è in corso un coordinamento tra Arabia Saudita e Italia per contenere quella che ha definito una profonda incertezza regionale. "Da Roma abbiamo ribadito il nostro impegno condiviso con l'Arabia Saudita per salvaguardare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, nel Mar Rosso, a Bab el-Mandeb, nel Golfo di Aden e in tutte le rotte marittime internazionali", ha affermato, descrivendo il Golfo come un partner politico, economico e di sicurezza cruciale. Riguardo alla situazione a Gaza e ai principali risultati degli incontri dell'Alleanza globale per l'attuazione della soluzione a due Stati, tenutisi a Roma negli ultimi giorni, Tajani ha affermato che "il messaggio di Roma è stato chiaro: la soluzione dei due Stati rimane l'unica opzione credibile per garantire la sicurezza di Israele e al contempo consentire la nascita di uno Stato palestinese libero, democratico e pacifico che viva fianco a fianco con Israele. Per questo motivo, il disarmo di Hamas è essenziale ed è necessaria una forte Autorità nazionale palestinese, capace di esercitare un'autorità effettiva in tutti i territori palestinesi". In merito alla crisi in Libano Tajani ha osservato che "la stabilità" del Paese "non è vitale solo per il popolo libanese, ma è essenziale per la sicurezza e la stabilità dell'intera regione. Per questo l'Italia ha investito così tanto impegno diplomatico nel sostenere il dialogo e rafforzare le legittime istituzioni libanesi".
Pezeshkian: "Stato salute Mojtaba Khamenei è eccellente"
La Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, è in uno stato di "salute fisica eccellente". Lo ha dichiarato, riporta l'agenzia Fars, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che afferma di aver avuto ieri un lungo incontro con l'ayatollah, mai più visto in pubblico dal bombardamento israelo-statunitense dello scorso 28 febbraio in cui perirono il suo padre e predecessore Ali Khamenei, sua moglie e altri membri della sua famiglia. Da allora Mojtaba Khamenei ha comunicato solo tramite messaggi scritti letti in televisione e pubblicati sulle sue reti sociali. In molti ritengono che la Guida Suprema abbia subito gravi ferite e mutilazioni durante l'attacco.
Che conseguenze avrà il no di Netanyahu al piano di Trump per Gaza?
L'avvio della seconda fase dei piani per la Striscia è stato bruscamente rigettato dal premier israeliano. Non un semplice rifiuto all'accordo con Hamas, ma un messaggio diretto all'alleato americano. E sebbene nelle ultime ore trapelino dai media potenziali spiragli di un'apertura, tutta da definire, allo stato attuale gli obiettivi dei due leader, influenzati dalle rispettive opionioni pubbliche interne, sembrano inconciliabili. L'APPROFONDIMENTO
Che conseguenze avrà il no di Netanyahu al piano di Trump per Gaza?
Vai al contenutoUn'azienda portoghese nel mirino dell'Fbi per la vendita di componenti all'Iran
Un'azienda portoghese, la Business United, è stata identificata dall'Fbi nel corso di un'indagine su una presunta rete di acquisto di elicotteri e componenti per aeromobili destinati all'Iran. La società avrebbe agito da intermediaria nella vendita di un motore per elicottero del valore di 209.000 dollari all'iraniana Pasargad Helicopter Company. La Business United ha un unico socio, l'imprenditore António Filipe Mira, ma conta fra i suoi consulenti strategici Miguel Frasquilho, uomo dal passato politico e imprenditoriale notevole, già sottosegretario nel governo di Durão Barroso ed ex presidente della compagnia aerea nazionale Tap e dell'Agenzia portoghese per il commercio estero (Aicep). Frasquilho, tuttavia, ha ribadito al quotidiano Publico (che ha rivelato la notizia) di non essere mai stato socio dell'azienda e di non aver nulla a che fare con il caso preso in esame dall'Fbi, per il quale la Business United e António Mira risultano ora sanzionati dal Dipartimento del Tesoro americano.
Iran: "Non esiste una soluzione militare per la riapertura di Hormuz"
Il vicepresidente del Parlamento iraniano, Ali Nikzad, ha dichiarato che "gli Stati Uniti hanno compreso che non esiste una soluzione militare per la riapertura dello Stretto di Hormuz e Washington dovrebbe accettare il nuovo ordine". "La situazione nel passaggio marittimo non tornerà a quella precedente all'attacco statunitense di febbraio e la nuova rotta, stabilita dall'Iran, è l'unica via possibile per il transito delle navi", ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'agenzia ISNA.
Pezeshkian: "Incontro di 7 ore con Khamenei, ribadita importanza coesione nazionale"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha reso noto di aver avuto un incontro "molto produttivo" di sette ore con la Guida Suprema Mojtaba Khamenei. "Durante l'incontro abbiamo discusso delle questioni relative al Paese, e Khamenei ha sottolineato l'importanza di mantenere l'unità e la coesione nazionali e di prestare attenzione alle condizioni di vita della popolazione", ha dichiarato Pezeshkian all'emittente statale Irib.
Media: "Patto della Mecca, Egitto il grande assente"
Il Patto della Mecca, descritto come l’embrione di una “Nato sunnita”, mette in evidenza l’Egitto come grande assente dopo mesi di consultazioni in cui il Cairo era stato uno degli attori centrali. L’accordo raggiunto fra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan ridisegna gli equilibri mediorientali. Il nome dell’Egitto era infatti emerso con forza nelle consultazioni che hanno preceduto l’accordo. Nel marzo scorso, i ministri degli Esteri dei quattro Paesi si erano riuniti a Riad nell’ambito di un meccanismo quadrilaterale pensato per rafforzare il coordinamento sulle principali crisi regionali. Gli incontri sono poi proseguiti a Islamabad e al Cairo, accompagnati da intensi contatti bilaterali tra i quattro Paesi. Questa dinamica aveva alimentato l’ipotesi che il formato potesse evolvere in un’intesa di sicurezza più ampia. L’esito, invece, è stato diverso: Arabia Saudita, Turchia e Pakistan sono passati alla firma di un accordo difensivo trilaterale, mentre l’Egitto è rimasto fuori. L’assenza del Cairo non è stata il risultato di un’esclusione. Secondo una fonte pakistana vicina ai negoziati, citata dal sito di notizie egiziano Mada Masr, al Cairo era stata offerta la possibilità di aderire all’alleanza, ma la leadership ha scelto di restarne fuori. Il sito cita funzionari del Cairo, diplomatici regionali e fonti dei Paesi firmatari, secondo cui la risposta “risiede nella natura politica dell’intesa: più che un meccanismo operativo di difesa comune, il Patto appare al Cairo come un dispositivo di allineamento strategico, plasmato soprattutto dall’Arabia Saudita”. Per l’Egitto, aderirvi significherebbe “accettare un vincolo politico capace di ridurre la propria autonomia decisionale in dossier regionali”.
Takaichi sente sultano Oman, Hormuz torni passaggio libero e sicuro
La Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi ha chiesto la ripresa del libero e sicuro passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz durante una telefonata con il sultano dell'Oman Haitham bin Tariq al-Said, in un contesto di negoziati bloccati tra Stati Uniti e Iran sul conflitto. Lo riportano i media giapponesi. Il sultano, secondo quanto detto da Takaichi ai giornalisti, ha risposto che l'Oman avrebbe consultato e rispettato le opinioni dei paesi che utilizzano la via d'acqua strategica. I due hanno concordato di coordinarsi strettamente per arrivare alla pace e alla stabilità della regione e dello stretto, ha dichiarato il ministero degli Esteri giapponese. "Ho detto che è importante che la navigazione libera e sicura dello Stretto di Hormuz venga restaurata il prima possibile senza costi aggiuntivi," ha detto Takaichi. "A tal fine, è necessario tenere colloqui con la comunità internazionale, inclusi i paesi che utilizzano lo stretto", ha continuato la premier.
Netanyahu può mettere a rischio la tregua tra Usa e Iran?
Dietro il negoziato tra Washington e Teheran si nasconde uno dei dossier più sensibili per il governo israeliano. Il premier vede messa in discussione una strategia fondata su isolamento iraniano e pressione militare indiretta e ora, in vista del voto, deve anche gestire una coalizione fragile, in particolare a causa della destra religiosa. Così ogni concessione rischia di avere un costo interno. LAPPROFONDIMENTO
Netanyahu può mettere a rischio la tregua tra Usa e Iran?
Vai al contenutoIsraele chiude l'ultimo villaggio cristiano in Cisgiordania
L'esercito israeliano ha dichiarato il villaggio cristiano di Taybeh l'ultimo villaggio interamente cristiano in Cisgiordania zona militare chiusa, vietando l'ingresso a israeliani, cittadini stranieri e giornalisti. La misura, secondo le IDF, mira a prevenire i crescenti attacchi contro i palestinesi da parte dei coloni israeliani in tutta la Cisgiordania. L'ordine, ha precisato l'esercito, si applica solo agli israeliani e non ai palestinesi. Un portavoce ha dichiarato che la trasformazione di Taybeh in una zona militare chiusa è stata decisa "a seguito di alcuni attacchi violenti da parte di israeliani nella regione". Secondo diverse associazioni per i diritti umani tuttavia, la misura è preoccupante in quanto attivisti internazionali, osservatori dei diritti umani e giornalisti non potranno più entrare nel villaggio per documentare gli attacchi quotidiani da parte dei coloni israeliani.
Media: "Israele arresta almeno 19 palestinesi in Cisgiordania"
Almeno 19 palestinesi sono stati arrestati in diverse zone della Cisgiordania. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa Wafa, a cui una fonte della sicurezza ha riferito che dieci di loro sono stati arrestati nel villaggio di Marah Rabah, nel governatorato di Betlemme. Le forze israeliane hanno fatto inoltre irruzione nel campo profughi di Balata, a est di Nablus, dove hanno arrestato cinque palestinesi e ferito a colpi d'arma da fuoco un giovane, che è stato poi trasportato in ospedale per le cure.
A Jenin, Israele ha arrestato tre palestinesi. Fonti locali hanno riferito che le forze israeliane hanno fatto irruzione in diverse abitazioni nel governatorato di Jenin e hanno interrogato dei civili. Hanno inoltre arrestato Mahmoud Shalawto, un uomo che in passato era stato incarcerato per 10 anni, nell'antico villaggio palestinese di Aboud, nella zona settentrionale di Ramallah.
Gli Usa impongono nuove sanzioni contro l'Iran, colpite banche e uffici di cambio
Il dipartimento del Tesoro americano ha imposto nuove sanzioni su una rete di uffici di cambio e società di comodo che aiutavano l'Iran a trasferire segretamente centinaia di milioni di dollari attraverso il sistema finanziario internazionale. Lo annuncia il dipartimento di Stato in una nota precisando che "attraverso queste reti, Teheran accedeva ai proventi del petrolio ed eludeva le sanzioni volte a frenare le sue attività destabilizzanti, riciclando fondi tramite società fittizie".
Idf: crimini coloni in Cisgiordania aumentati del 63% nel 2026
Le forze di sicurezza israeliane hanno registrato un forte aumento del 63% dei "crimini nazionalisti" commessi dai coloni in Cisgiordania durante la prima meta' del 2026 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Lo riporta l'emittente pubblica israeliana Kan. Tali reati sono stati classificati dagli organi di sicurezza come atti di terrorismo. Secondo il rapporto, nei primi sei mesi del 2026 sono stati registrati 660 attacchi da parte dei coloni, rispetto ai 405 dello stesso periodo del 2025. Anche gli attacchi contro le forze di sicurezza israeliane sono aumentati del 50%, con 45 episodi registrati nella prima metà del 2026.
Teheran replica a Trump: "Gli iraniani sono giocatori di scacchi professionisti"
Gli iraniani sono "giocatori di scacchi professionisti", ha ironizzato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei rispondendo al paragone fatto dal presidente americano Donald Trump tra i negoziati con Teheran e "una partita a scacchi". Sia nei negoziati ufficiali che dietro le quinte, "gli iraniani hanno dimostrato di essere giocatori di scacchi professionisti", ha dichiarato Esmail Baghai durante la sua conferenza stampa settimanale a Teheran.
Egitto: ognuno onori i propri impegni per Gaza e non ostacoli progressi fatti
"Tutte le parti" coinvolte nel conflitto a Gaza e in Cisgiordania "onorino i propri impegni e si astengano da misure che potrebbero ostacolare l'attuazione o minare i progressi già compiuti". Lo ha detto il ministro degli Esteri egiziano Badr Abelatty in un colloquio telefonico con l'Alto rappresentante per Gaza del Board of Peace Nikolay Mladenov, svolto dopo il rifiuto del premier israeliano Benjamin Netanyahu di andare avanti con il piano Trump finché Hamas non sarà totalmente disarmato. L'Egitto chiede che "tutte le parti rispettino gli impegni presi, tra cui garantire un accesso completo, sicuro e sostenibile agli aiuti umanitari e completare il ritiro israeliano da Gaza, aprendo la strada alla seconda fase del piano e sostenendo i primi sforzi di ripresa e ricostruzione". I colloqui con Mladenov hanno anche affrontato le disposizioni per la fase successiva, informa una nota del ministero egiziano. Abdelatty ha chiesto di "consentire al Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza di iniziare a svolgere le sue funzioni temporanee dall'interno del territorio, procedendo al contempo con le disposizioni per il dispiegamento della Forza Internazionale di Stabilizzazione per monitorare il cessate il fuoco e sostenere la sicurezza e la stabilità durante il periodo di transizione". Ha inoltre sottolineato che queste disposizioni "devono preservare l'unità territoriale dei territori palestinesi e, in ultima analisi, consentire all'Autorità Nazionale Palestinese di assumere le sue piene responsabilità a Gaza e in Cisgiordania".
Teheran: la regione del Golfo non ha bisogno di stranieri per la sua stabilità
"La nostra regione non ha bisogno di stranieri per garantire la propria instabilità. I Paesi della regione non dovrebbero fare affidamento sugli Stati Uniti né illudersi che gli Stati Uniti, che sono essi stessi fonte di instabilità e insicurezza, possano garantire la sicurezza regionale". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei durante la sua conferenza stampa settimanale. Senza gli Stati Uniti, ha detto, Israele "non sarebbe mai stato in grado di adottare le misure attuali e di continuare i suoi crimini, poiché Washington sostiene politicamente il regime e gli fornisce le condizioni per condurre la guerra impunemente", ha osservato, esprimendo la speranza che gli Stati della regione "imparino dagli errori del passato e cooperino per rafforzare la sicurezza collettiva e porre fine all'attuale tensione".
Teheran, patto della Mecca mostra consapevolezza che Usa sono fonte d'insicurezza
Per il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, la cooperazione militare tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan non rappresenta una minaccia per l'Iran. Per Teheran l'alleanza militare regionale riflette la crescente consapevolezza che gli Stati Uniti non possono garantire la sicurezza e sono essi stessi una fonte di insicurezza in Medio Oriente. Lo riporta Al Jazeera sul suo account X in inglese.
Ambasciatore Usa all'Onu Waltz: "Pressione Usa costringerà Teheran a concessioni"
La pressione economica da parte degli Stati Uniti costringerà l'Iran a fare concessioni. Lo dice l'ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, secondo cui l'operazione economica del Segretario del Tesoro Scott Bessent "sta devastando l'economia iraniana". "Quando l'Iran si siede al tavolo con i nostri negoziatori, parla di soldi, soldi, soldi. Perché in questo modo assorbiranno i bombardamenti", ha affermato Waltz in un'intervista a Fox News. "Lo dico scherzando, ma anche seriamente: gli iraniani hanno più paura del Segretario Bessent che del Segretario alla Difesa Hegseth in questo momento". L'inviato statunitense ha affermato che i leader iraniani "non si preoccupano" delle loro forze armate o del popolo iraniano. Piuttosto, si preoccupano principalmente del fatto che "la loro valuta stia crollando" e che "l'inflazione sia al livello piu' alto degli ultimi 80 anni", ha concluso. "Chiedono continuamente di poter accedere al denaro contante, ai loro beni che abbiamo congelato, questa è la pressione. Questo, insieme al blocco, è ciò che alla fine costringerà gli iraniani a muoversi", ha concluso.
Media: non previsti ulteriori negoziati tra Israele e Libano
Non sono previsti ulteriori negoziati tra Israele e Libano nel prossimo futuro. Lo dice una fonte diplomatica libanese secondo quanto riporta l'emittente N12, che cita il sito di notizie Al-Mayadeen, affiliato a Hezbollah.
Milizia Gaza filo-Israele: "Hamas non cederà mai le armi"
Hussam al-Astal, comandante di una milizia sostenuta da Israele che combatte Hamas nel sud della Striscia di Gaza, ha dichiarato al Times of Israel che Israele dovrebbe respingere l'attuazione dell'accordo di cessate il fuoco di seconda fase, perché Hamas non consegnerà mai le sue armi. "Non credo che l'accordo andrà in porto. Hamas non consegnerà le armi in suo possesso. Spero che si arrivi a un accordo di cessate il fuoco, ma senza Hamas. Hamas non lo accetterà", ha affermato al-Astal, aggiungendo: "Hamas sa che se consegnasse le sue armi, non sarebbe più al potere". La milizia di al-Astal opera con il supporto logistico e militare israeliano nell'area di Khan Younis. Nell'ultimo anno, nonostante il cessate il fuoco, la milizia ha continuato a combattere periodicamente contro Hamas.
Jihad Islamico della Palestina: "Netanyahu vuole manipolare il patto"
Il movimento Jihad Islamico della Palestina ha condannato l'opposizione del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu al piano dei 15 punti per Gaza, definendola una chiara negazione dell'accordo di cessate il fuoco e una netta opposizione al piano americano. Lo scrive l'agenzia di stampa iraniana Irna, citando la rete Al Mayadeen. L'opposizione di Netanyahu è un'opposizione diretta e esplicita al piano americano, affermano, e il primo ministro israeliano, insieme ai membri del suo governo, sta cercando di manipolarne i contenuti. Il movimento Jihad Islamico ha inoltre affermato che il popolo palestinese ha il diritto di interrogarsi sull'efficacia del cosiddetto Board of Peace di Gaza e sul suo ruolo, soprattutto se questo Consiglio non è in grado di attuare un accordo.
Usa - Iran, Trump: "E' come una partita a scacchi"
Oleodotto di Kharg completamente fermo a causa del blocco navale Usa'
Secondo Windward, l'oleodotto iraniano per l'esportazione di greggio sull'isola di Kharg rimane "completamente fermo" a causa del blocco navale imposto dall'esercito statunitense ai porti del Paese. Lo scrive Al-Jazeera citando in un post su X la società di intelligence marittima, che ha affermato che tutti e tre i terminal dell'isola sono attualmente vuoti e che 17 petroliere "oscure", con i transponder spenti, sono rimaste ferme intorno a essa. "Il quadro è coerente con un blocco delle esportazioni dovuto a un'interruzione delle esportazioni: nessun carico, nessuna partenza e una coda morta che non si muove", si legge nel rapporto. Situata a 15 miglia nautiche (circa 28 km) dalla terraferma iraniana, l'isola di Kharg è la spina dorsale economica dell'Iran e in genere gestisce circa il 90% delle esportazioni di petrolio greggio del paese.
Media: Netanyahu aveva detto a Kushner di voler dare una possibilità al piano su Gaza
Secondo alcune fonti il primo ministro Benyamin Netanyahu avrebbe detto la scorsa settimana a Jared Kushner di essere disposto a dare una possibilità al piano di disarmo di Hamas proposto da Trump, e le Forze di Difesa Israeliane (Idf) si stanno ritirando sulla Linea Gialla. Lo scrive su X il Jerusalem Post. La testata israeliana è tornata a ricordare la posizione pubblica presa invece ieri dal premier, sottolineando la posizione della Casa Bianca di "non preoccupazione" rispetto a tali dichiarazioni confermando "un graduale ritorno alla Linea Gialla a Gaza" e una interruzione degli attacchi contro la Striscia".