Lo ha dichiarato il ministro della Difesa pakistano, Khawaja Asif. "Le cose stanno di nuovo volgendo a favore di un accordo di pace o di una intesa. I segnali degli ultimi due o tre giorni indicano che siamo vicini a un qualche tipo di accordo", ha aggiunto. Le forze Usa hanno aperto il fuoco contro una nave battente bandiera panamense che, nelle prime ore oggi, ha tentato di forzare il blocco americano dei porti iraniani. Una nuova serie di colloqui tra Israele e Libano si terrà all'inizio di settembre a Roma
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Gli Stati Uniti e l'Iran sarebbero vicini a "una sorta di accordo". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa pakistano, Khawaja Asif, in un'intervista a Bloomberg. "Le cose stanno di nuovo volgendo a favore di un accordo di pace o di una intesa", ha detto Asif. "I segnali degli ultimi due o tre giorni indicano che siamo vicini a un qualche tipo di accordo", ha aggiunto poi il ministro.
Le forze Usa hanno aperto il fuoco contro una nave battente bandiera panamense che, nelle prime ore oggi, ha tentato di forzare il blocco americano dei porti iraniani. Lo ha riferito un funzionario Usa al Wall Street Journal. Un elicottero militare americano ha sparato contro il timone della nave dopo che l'equipaggio aveva ignorato gli avvertimenti. Non sono state segnalate vittime.
Resta alta la tensione intorno agli stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb. Nelle vicinanze di quest'ultimo, una nave mercantile è stata colpita da un proiettile al largo della costa dello Yemen meridionale, provocando un numero imprecisato di vittime, secondo quanto riferito l'agenzia britannica Ukmto (United Kingdom Maritime Trade Operations).
Una nuova serie di colloqui tra Israele e Libano si terrà all'inizio di settembre a Roma. Lo ha comunicato il dipartimento di Stato americano in una nota.
Gli approfondimenti:
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- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Una farfalla può far rimanere il mondo senza benzina
Basta un battito d'ali. La teoria del caos spiega perché oggi un uragano sulla Gulf Coast (o un banale guasto tecnico) può mettere in ginocchio la raffinazione mondiale: con Hormuz chiusa, Suez a rischio e gli impianti russi bombardati, le raffinerie americane sono l'ultimo baluardo dei carburanti globali. Viaggiano al 96% della capacità, le riserve strategiche Usa sono ai minimi dal 1983, e da agosto comincia la stagione degli uragani.
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Vai al contenutoUcraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?
L'attacco attribuito a Kiev contro una nave iraniana nel Mar Caspio potrebbe rappresentare un punto di svolta nei rapporti tra i conflitti in Est Europa e in Medioriente. Una saldatura dei due fronti avrebbe conseguenze militari, energetiche e politiche e il Vecchio Continente rischierebbe di pagarne il prezzo più alto.
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Vai al contenutoDallo stallo Usa-Iran al conflitto più ampio: 4 segnali da monitorare
I droni sull'Egitto, i raid in Giordania, il blocco di Bab al-Mandeb da parte degli Houthi, la partecipazione saudita ai bombardamenti contro gli alleati di Teheran in Iraq. Il quadro è sempre più complesso e la ripresa della tregua tra Usa e Iran appare sempre più lontana.
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Vai al contenutoTutti i dubbi sul disarmo di Hamas annunciato da Trump
Il presidente Usa ha promesso un imminente passo avanti del piano in venti punti per la pace a Gaza. Ma i nodi da sciogliere restano ancora molti e lo scetticismo rimane alto.
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Vai al contenutoDoppio raid israeliano nel sud del Libano, un morto
Un doppio raid aereo israeliano nel sud del Libano ha causato un morto e danneggiato un'ambulanza, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale e dal ministero della Salute, che hanno condannato il "continuo accanimento" contro i soccorritori da parte del Paese confinante. Questi attacchi rappresentano l'ultimo episodio del conflitto tra Israele e Hezbollah, movimento filo-iraniano, nonostante il cessate il fuoco in corso.
Un americano su due vuole l'arresto di Netanyahu
Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha paventato la possibilità di fare arrestare il primo ministro israeliano – sul quale pende un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità – qualora si recasse nella Grande Mela. Il 49% egli statunitensi si dice d’accordo.
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Vai al contenutoMinistro Energia Usa: "Ora per Hormuz 9 milioni di barili di petrolio al giorno"
Il segretario all'Energia americano, Chris Wright, ha dichiarato che attraverso lo Stretto di Hormuz transitano ora quasi 9 milioni di barili di petrolio al giorno. Lo riporta Bloomberg. Considerando anche gli oleodotti, i flussi petroliferi della regione hanno raggiunto circa 15 milioni di barili giornalieri, secondo il segretario.
Trump: "Teheran a pezzi e io controllo i loro soldi"
In un'intervista preregistrata con l'emittente tv conservatrice Real America's Voice, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha nuovamente difeso la sua strategia nella guerra in corso con l'Iran e ha lasciato intendere che la situazione economica di Teheran sia insostenibile. "Continuate così e guardate quanto stanno messi male, perchè hanno un'inflazione del 300%, la loro moneta non vale nulla. La loro valuta ha quasi perso tutto il suo valore. Non stanno pagando i loro soldati. I loro soldati stanno disertando", ha detto Trump. "Quindi continuate così, perchè non è sostenibile", ha aggiunto Trump parlando dei possibili prossimi passi, affermando che gli Stati Uniti potrebbero "colpirli molto, molto duramente". "Dal punto di vista economico, sono allo sbando. Non possono prendere denaro in prestito. Noi controlliamo il loro denaro, quello che avevano, che era tanto. Avevano molto denaro e noi ne abbiamo il controllo totale. Io sono il loro banchiere", ha affermato Trump.
La guerra in Iran ha fatto sprofondare di nuovo la popolarità di Trump
Tutte le principali medie dei sondaggi statunitensi rilevano un nuovo picco di impopolarità del tycoon, con percentuali di disapprovazione mai toccate nemmeno durante il primo mandato presidenziale. A pesare sono soprattutto la guerra in Iran e il caro benzina. Un calo che coinvolge anche fasce dell’elettorato che avevano rappresentato alcuni dei suoi principali punti di forza.
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Vai al contenutoChe conseguenze avrà il no di Netanyahu al piano di Trump per Gaza?
L'avvio della seconda fase dei piani per la Striscia è stato bruscamente rigettato dal premier israeliano. Non un semplice rifiuto all'accordo con Hamas, ma un messaggio diretto all'alleato americano. E sebbene nelle ultime ore trapelino dai media potenziali spiragli di un'apertura, tutta da definire, allo stato attuale gli obiettivi dei due leader, influenzati dalle rispettive opionioni pubbliche interne, sembrano inconciliabili.
Che conseguenze avrà il no di Netanyahu al piano di Trump per Gaza?
Vai al contenutoMedia, "Gli Houthi rivendicano l'attacco ad una nave a Bab el-Mandeb"
Gli Houthi dello Yemen hanno rivendicato un attacco condotto nello stretto di Bab el-Mandeb. Secondo l'agenzia di stampa Sana, gestita dagli stessi ribelli, gli Houthi yemeniti hanno affermato di aver preso di mira una nave saudita che trasportava equipaggiamento militare e stava transitando nello stretto.
Quali obiettivi ha l’Accordo tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan?
Il patto di difesa siglato a La Mecca è un importante spartiacque per la regione. Non c'è solo l'intento di creare una sorta di Nato del Medioriente. Ogni attore può trarre il proprio vantaggio particolare dal nuovo assetto, mentre sullo sfondo non si può ignorare la grande questione: i rapporti con gli Usa. Alla luce degli sviluppi recenti, l'alleanza con gli Stati Uniti, sebbene non in discussione, sembra non essere più percepita come affidabile e sufficiente.
Quali obiettivi ha l’Accordo tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan?
Vai al contenutoIran, Trump: "Sono negoziatori subdoli e disonesti"
"Sono negoziatori subdoli perché accettano qualcosa e poi vanno fuori e dicono di non averlo mai accettato. Sono persone disoneste". E' quanto ha detto Donald Trump, intervistato da Wayne Allyn Root, parlando degli iraniani, aggiungendo che "possiamo continuare così e falliranno, possiamo continuare così in modo facile, rilassato, come ho detto una sorta di negoziati". Trump ha infatti affermato che l'Iran si trova in una situazione di enorme difficoltà non solo militare ma anche economica: "noi controlliamo i loro soldi, quello che hanno, che è molto, abbiamo il controllo totale. Io sono il loro banchiere".
"Hanno il 300% di inflazione, la loro valuta non ha quasi valore - ha continuato - non stanno pagando i loro soldati, i loro soldati stanno abbandonando. Così non è sostenibile per loro andare avanti".
Yemen accusa Houthi per attacco a nave nel Mar Rosso: "6 i morti"
L'attacco al mercantile è stato registrato all'imbocco del Mar Rosso, presso lo stretto di Bab el-Mandeb, al largo della costa dello Yemen. La nave, secondo quanto emerso, è stata colpita da proiettili di provenienza non precisata. A renderlo noto, è stata la società di sicurezza marittima britannica Vanguard.
Yemen accusa Houthi per attacco a nave nel Mar Rosso: '6 i morti'
Vai al contenutoPezeshkian: "La guida suprema Mojtaba Khamenei gode di ottima salute"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che la Guida Suprema Mojtaba Khamenei gode di "ottima salute", mentre l'Iran sta attraversando un rimpasto ai vertici della sicurezza con la nomina di diversi alti comandanti a nuovi incarichi, e Washington e Teheran continuano a recriminare a vicenda per la guerra. Lo riporta al Jazeera.
Iran: "Gli Usa pongano fine alla guerra anche in Libano e a Gaza"
Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, ha accusato gli Stati Uniti di essere "la causa dell'instabilità nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman". Ha aggiunto che "lo Stretto di Hormuz non si aprirà finchè gli Stati Uniti non cambieranno il loro comportamento e accetteranno le condizioni dell'Iran. Washington deve porre fine alla guerra e sbloccare i fondi iraniani congelati. Deve porre fine alla guerra in tutta la regione, compresi il Libano e Gaza, oltre ad accettare le altre condizioni che le verranno comunicate tramite i mediatori. Se si raggiungerà un accordo tra Iran e Oman riguardo al passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz, tale accordo sarà separato dalla questione della chiusura dello stretto".
Gli Usa annunciano un nuovo round di negoziati tra Israele e Libano a Roma
Una nuova serie di colloqui tra Israele e Libano si terrà all'inizio di settembre a Roma. Lo riferisce il dipartimento di Stato americano in una nota. Gli Stati Uniti promuoveranno un nuovo ciclo di colloqui tra Israele e Libano a Roma, all'inizio di settembre, ha annunciato il dipartimento di Stato senza precisare una data. "Il percorso politico riprenderà a Roma all'inizio di settembre e, nel frattempo, le conversazioni proseguiranno a Beirut, Gerusalemme e Washington", ha dichiarato un funzionario "Siamo fiduciosi riguardo all'andamento del processo".
Qatar: "Israele prende tempo sul piano per Gaza"
Il Qatar accusa Israele di "prendere tempo" rifiutando la tabella di marcia del Consiglio di Pace per Gaza, e afferma che Israele ha continuato a farlo per tutta la durata della guerra nella Striscia. Il portavoce del ministero degli Esteri, Majed al-Ansari, ha detto che il Qatar auspica che la comunita' internazionale eserciti pressioni su Israele affinche' attui la seconda fase del piano in 20 punti per Gaza, sostenuto dagli Stati Uniti. Hamas ha acconsentito al piano, afferma Ansari, e ora la responsabilità ricade su Israele. Ansari afferma che Qatar, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Pakistan, Turchia, Arabia Saudita ed Egitto annunceranno misure concrete per far progredire il piano per Gaza. Riguardo ai colloqui tra Stati Uniti e Iran, Ansari afferma che la priorità è garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e ripristinare la situazione prebellica nella via navigabile. Qualsiasi accordo futuro relativo allo stretto, aggiunge, dovrebbe basarsi sul "consenso regionale e sul pieno rispetto del diritto internazionale".
Media: "Trump cambiò aereo in segreto dopo le minacce dall'Iran". VIDEO
Iran, Pakistan: vicini ad una "sorta di accordo" con Stati Uniti
Gli Stati Uniti e l'Iran sono vicini a "una sorta di accordo", ha dichiarato il ministro della Difesa pakistano, Khawaja Asif, in un'intervista a Bloomberg. "Le cose stanno di nuovo volgendo a favore di un accordo di pace o di una intesa", ha detto Asif. "I segnali degli ultimi due o tre giorni indicano che siamo vicini a un qualche tipo di accordo", ha aggiunto il ministro.
Lo Yemen accusa gli Houthi dell'attacco alla nave nel Mar Rosso: bilancio di quattro morti
Il governo filo-saudita che controlla parte dello Yemen ha accusato gli sciiti Houthi filo-iraniani, al potere nel resto del Paese, di essere responsabili dell'attacco compiuto nelle scorse ore nel Mar Rosso contro una nave mercantile battente bandiera liberiana. Lo afferma il governo dello Yemen, indicando un bilancio di 4 marittimi uccisi (3 pachistani e uno indonesiano), contro i due di cui in precedenza aveva dato notizia la società di sicurezza marittima britannica Vanguard.
Il cargo preso di mira si chiama 'Tihamah' e risulta essere stato bersagliato da "tre missili balistici" mentre navigava attraverso lo stretto di Bab al-Mandeb, secondo quanto affermato dal ministero dei Trasporti yemenita. "Gli Houthi - si legge nel comunicato del ministero - hanno attaccato una nave con un carico di alimenti innescando un incendio a bordo e uccidendo quattro membri dell'equipaggio, tre pachistani e un indonesiano, oltre a ferirne altri quattro e un militare del team di soccorso". Una fonte militare anonima dello Yemen, basata nella città portuale di Mokha, ha da parte sua sostenuto che i morti sarebbero invece stati almeno cinque. L'agenzia di sicurezza britannica Vanguard aveva in precedenza dato a sua volta notizia della sparatoria mortale, ma senza puntare il dito contro alcun possibile responsabile.
Trump: Situazione economica dell'Iran insostenibile, sono il loro banchiere
Il presidente americano Donald Trump ha nuovamente difeso la sua strategia nella guerra contro l'Iran e ha suggerito che la situazione economica di Teheran sia diventata ormai insostenibile, definendosi "il loro banchiere". In un'intervista preregistrata con l'emittente di destra Real America's Voice, le osservazioni del tycoon si sono concentrate su possibili misure economiche per esercitare pressione sull'Iran, nel contesto dell'apparente stallo negoziale riguardante lo Stretto di Hormuz. "Basta lasciar correre e guardare come vanno male le cose per loro: hanno un'inflazione del 300%, non hanno valore. La loro valuta non vale quasi nulla. Non pagano i soldati. I soldati se ne vanno - ha aggiunto Trump -. Quindi bisogna continuare così, perché la situazione non è sostenibile". Gli Usa potrebbero "colpirli molto duramente. Dal punto di vista economico sono un disastro. Non possono contrarre prestiti. Noi controlliamo il loro denaro, quello che possedevano, e si tratta di una cifra ingente. Ne avevano molto e noi ne abbiamo il controllo totale. Sono io il loro banchiere", ha dichiarato Trump. Il presidente ha minimizzato le preoccupazioni sull'inflazione legata al conflitto, sostenendo che i prezzi del petrolio e l'inflazione scenderanno "non appena la guerra finirà". Ha anche sostenuto che, senza il conflitto iniziato a febbraio, Teheran avrebbe potuto ormai disporre di un'arma nucleare"
Trump: Nessuna carenza di missili, abbiamo ampie scorte disponibili
Donald Trump ha ribadito che gli Usa "non hanno alcuna carenza nelle scorte di missili, abbiamo ampie scorte". In un'intervista preregistrata con l'emittente di destra Real America's Voice, il tycoon ha affermato che il motivo dell'eventuale "diminuzione delle nostre munizioni è che Joe Biden ha fornito 300 miliardi di dollari in aiuti all'Ucraina". "Parlano di munizioni. Siamo a posto con le munizioni. Ma il motivo per cui potrebbero essere diminuite è che lui (Biden) ne ha fornite per un valore di 300 miliardi di dollari all'Ucraina", ha detto Trump, mentre i media Usa continuano a riferire di scorte di armi americane erano scese ai minimi storici nel contesto del conflitto con l'Iran. Le notizie riguardano i missili per la difesa aerea Patriot, gli intercettori Thaad e i missili a lungo raggio Atacms e PrSM.
Mercantile colpito nel Mar Ross, due i marittimi uccisi
Due i marittimi morti, uno di cittadinanza pachistana e l'altro indonesiana, dopo quanto accaduto nelle scorse ore all'imbocco del Mar Rosso, nello stretto di Bab el-Mandeb, al largo della costa dello Yemenn, dove un mercantile è stato colpito da proiettili di provenienza non precisata. A renderlo noto è la società di sicurezza marittima britannica Vanguard, dopo le prime notizie diffuse da Dubai dall'Ukmto, agenzia di sorveglianza della navigazione commerciale. Secondo Reuters, se fosse confermato che il raid è degli Houthi sarebbero le prime vittime degli attacchi dei ribelli nello stretto. La nave, secondo questa fonte, è stata poi soccorsa da un'unità della marina dello Yemen (Paese le cui autorità filo-saudite controllano solo una porzione di teritorio nazionale, per il resto controllato dagli Houthi sciiti filo-iraniani), che è stata a sua volta bersagliata da colpi di arma da fuoco: in questo secondo incidente un militare yemenita risulta essere rimasto ferito. La guerra civile nello Yemen fra forze filo-saudite e milizie Houthi ha avuto nuove fiammate, dopo una tregua durata sostanzialmente per alcuni anni, in conseguenza degli attacchi di Usa e Israele contro l'Iran.
Forzato il blocco navale, gli Usa sparano contro imbarcazione vicino all'Iran
Le forze Usa hanno aperto il fuoco contro una nave battente bandiera panamense che, nelle prime ore oggi, ha tentato di forzare il blocco americano dei porti iraniani. Lo ha riferito un funzionario Usa al Wall Street Journal. Un elicottero militare americano ha sparato contro il timone della nave dopo che l'equipaggio aveva ignorato gli avvertimenti. Non sono state segnalate vittime.
Guardie Rivoluzionarie: "L'Iran ha fatto pagare agli Usa i costi della guerra"
"Gli Stati Uniti hanno sempre cercato di circoscrivere i costi di qualsiasi conflitto al di fuori dei propri confini e di coinvolgere altri Paesi senza che il proprio territorio ne subisse le conseguenze; tuttavia, nell'attuale confronto con l'Iran, abbiamo fatto ricadere parte dei costi bellici su quel Paese e sui suoi alleati", ha dichiarato il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie, aggiungendo: "Attualmente, centinaia di migliaia di miglia di linee di trasmissione energetica, migliaia di centrali elettriche, nonché tutti i sistemi - americani e non - e persino le infrastrutture globali connesse a Internet sono minacciati dall'Iran". "Risponderemo a qualsiasi minaccia statunitense con una contro-minaccia, imponendo loro un prezzo elevato sfruttando i punti critici per il transito energetico che controlliamo nello Stretto di Hormuz", ha aggiunto Hossein Mohebi, citato martedì dall'agenzia Irna.
Qatar, i colloqui tra Oman e Iran su Hormuz sono in fase avanzata
I colloqui tra Oman e Iran sul futuro della navigazione nello Stretto di Hormuz sono ora in fase avanzata: lo ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri del Qatar in un briefing.
Abu Mazen da oggi in Turchia per incontrare Erdogan
Il presidente palestinese Abu Mazen si recherà oggi in Turchia per una visita ufficiale su invito del capo di Stato turco, Recep Tayyip Erdogan, che durerà fino al 13 agosto. "Durante la visita, mercoledì 12 agosto, si terranno colloqui sugli ultimi sviluppi in Palestina, sulle nostre relazioni bilaterali e sugli sviluppi regionali", ha affermato il direttore delle comunicazioni di Erdogan, Burhanettin Duran, annunciando la visita in un messaggio su X.
Qatar: "Colloqui tra Teheran e Oman su gestione di Hormuz in fase avanzata"
I colloqui tra Oman e Iran sul futuro della navigazione nello Stretto di Hormuz sono ora in fase avanzata. Lo ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri del Qatar Majed al-Ansari in un briefing, esprimendo la speranza che la strategica via navigabile possa essere riaperta "il prima possibile". Al-Ansari ha affermato che i colloqui si trovano in una "fase critica" e ha sottolineato che Doha sostiene tutti gli sforzi volti a ridurre le tensioni nella regione. "In qualità di mediatori, vogliamo che lo Stretto di Hormuz venga riaperto il prima possibile", ha dichiarato Ansari, aggiungendo che il Qatar sta seguendo da vicino i negoziati e continua a sostenere gli sforzi diplomatici per raggiungere un accordo.
Media: "Ministro Interno Pakistan arrivato a Teheran"
Il ministro dell'Interno del Pakistan, Mohsin Naqvi, è arrivato a Teheran per colloqui con funzionari iraniani. Lo ha riferito l'agenzia di stampa iraniana Mehr senza aggiungere dettagli. Negli ultimi mesi Naqvi ha assunto un ruolo di primo piano nei contatti indiretti tra Iran e Stati Uniti. Ha effettuato più visite a Teheran e, secondo fonti iraniane, ha trasmesso messaggi tra le due parti nel quadro degli sforzi di Islamabad per riaprire il negoziato.
Ukmto: "Nave colpita da proiettile nel Mar Rosso, vittime"
Una nave mercantile è stata colpita da un proiettile vicino allo stretto di Bab el-Mandeb, al largo della costa dello Yemen meridionale, provocando un numero imprecisato di vittime: lo ha riferito l'agenzia britannica Ukmto (United Kingdom Maritime Trade Operations). "È stato segnalato che una nave mercantile nel Mar Rosso meridionale è stata colpita da un proiettile di origine ignota, causando vittime", ha dichiarato l'agenzia in un comunicato.
Media: 3 morti in attacco Houthi a mercantile nello stretto di Bab el-Mandeb
Una nave mercantile è stata attaccata dagli Houthi yemeniti, alleati dell'Iran, nello stretto di Bab el-Mandeb, provocando la morte di tre membri dell'equipaggio, secondo quanto riferito da due fonti della guardia costiera yemenita e due funzionari militari del governo. Lo riportano i media israeliani, citando inoltre fonti della sicurezza marittima che hanno parlato con la Reuters, secondo cui una nave mercantile è stata colpita nel Mar Rosso, ma il destino dell'equipaggio è ancora incerto.
Libano, Parlamento abolisce pena morte: primo Paese arabo a convertirla in ergastolo
Il Parlamento libanese abolisce la pena di morte, diventando il primo Stato del mondo arabo a sostituirla con l'ergastolo con lavori forzati aggravati. Il Paese si è impegnato a rispettare una moratoria non ufficiale sulle esecuzioni dal gennaio 2004. Tuttavia, da allora sono state emesse decine di condanne a morte, successivamente sospese o commutate. La maggioranza dei 128 membri del Parlamento libanese ha votato a favore dell'abolizione della pena di morte, con l'eccezione di Hezbollah. Il ministro della Giustizia Adel Nassar, presente in Parlamento, lo ha definito un "passo storico" per il Paese. Anche le organizzazioni per i diritti umani, che avevano chiesto la formalizzazione della moratoria o l'abolizione totale della pena di morte, hanno accolto con favore il risultato del voto.
Iran, media: "Capo Forza Quds a Baghdad, focus su ultimatum disarmo milizie"
Il comandante della Forza Quds iraniana, Esmail Ghaani, avrebbe effettuato una visita non annunciata lunedì scorso a Baghdad incontrando esponenti del Quadro di coordinamento sciita (coalizione dei partiti sciiti) e capi di fazioni armate irachene alleate con il regime di Teheran. Lo sostiene il quotidiano Al-Araby Al-Jadeed citando fonti informate. Al centro dei colloqui, secondo le fonti, “il dossier del monopolio statale delle armi”, in vista dell’ultimatum del premier Ali al-Zaidi, che ha fissato al 30 settembre il termine entro cui le milizie filoiraniane dovranno deporre le armi o confluire nelle strutture dello Stato. Ghaani, scrive il quotidiano vicino alle autorità qatarine, avrebbe invitato le fazioni “ad evitare qualsiasi scontro con le forze di sicurezza irachene”, sottolineato “la necessità di prevenire scontri armati tra le fazioni e le forze di sicurezza irachene, per scongiurare ripercussioni politiche e di sicurezza nel Paese, senza però appoggiare la consegna delle armi allo Stato”, che Teheran considera “frutto di pressioni statunitensi”.
Corre il prezzo del petrolio, Brent torna a 90 dollari al barile
In assenza di schiarite sullo stretto di Hormuz, le quotazioni internazionali del petrolio riprendono a correre a ritmo sostenuto. Il Wti americano sale del 2,8% a 84,4 dollari al barile, mentre il Brent guadagna il 2,6% arrivando di nuovo a 90 dollari.
Trump: "Abbiamo tre strategie possibili, sono il loro banchiere"
Il presidente americano Donald Trump ha detto a Real America's Voice di avere tre possibili strategie nei riguardi dell'Iran. "Continuare a fare quello che stiamo facendo ora: andare avanti così e guardare quanto stanno male, perché hanno un'inflazione del 300%. La loro valuta non ha quasi più alcun valore. Non pagano i propri soldati. I soldati se ne stanno andando. Quindi basta continuare così, perché quella situazione non è sostenibile - la prima opzione del presidente, o in alternativa - Colpirli davvero, davvero duramente, oppure… in realtà, la terza opzione è semplicemente sconfiggerli economicamente. Ma lo stiamo già facendo comunque. In un certo senso fa parte della prima strategia". "Dal punto di vista economico, sono un disastro - ha ribadito Trump - Non possono prendere in prestito denaro. Controlliamo il loro denaro, quello che avevano, che è molto. Ne avevano molto, e ne abbiamo il controllo totale. Sono il loro banchiere".
Media Libano: drone Israele colpisce ambulanze a Nabatieh
Un drone israeliano ha preso di mira le squadre di ambulanze appartenenti all'Autorità Sanitaria Islamica, alla Casa degli Studenti e agli Scout del Messaggio Islamico mentre trasportavano un ferito a seguito di un precedente attacco di droni a un veicolo nel distretto universitario di Nabatieh, provocando danni alle ambulanze. Lo scrive l'agenzia di stampa libanese Nna.
Araghchi: "A 20 giorni dall'inizio della guerra Trump ci implorava di negoziare"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump "ha scritto due parole all'inizio della guerra: 'Resa incondizionata'. Questo era ciò che volevano da noi e, 20 giorni dopo, lo stesso nemico implorava di negoziare". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante una conferenza stampa alla tv di Stato, ripresa da Al-Jazeera.
Prezzi petrolio in rialzo del 5%, pesano tensioni su Stretto di Hormuz
Ieri i prezzi del petrolio sono balzati di circa il 5%, trainati dalle tensioni tra Stati Uniti e Iran sullo Stretto di Hormuz. Il Brent, riferimento internazionale per il greggio, ha guadagnato il 5% portandosi a 87,72 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate, riferimento statunitense, è salito del 5,1% a 82,13 dollari al barile.
Media: proseguono attacchi e raid Israele in tutta la Cisgiordania
L'esercito israeliano continua gli attacchi e le incursioni in tutta la Cisgiordania, con arresti, perquisizioni domiciliari e sfollamenti forzati segnalati in diverse aree. A fare il punto è Al-Jazeera, citando fonti locali e proprie. Sei palestinesi, tra cui due bambini, sono rimasti feriti stamattina presto dopo essere stati picchiati dalle forze israeliane durante un raid nella città di Burqa, a nord-ovest di Nablus, secondo la Mezzaluna Rossa Palestinese. Le forze israeliane hanno arrestato cinque palestinesi in diverse zone del governatorato di Betlemme, secondo l'agenzia di stampa Wafa. Wafa ha anche segnalato raid israeliani ad al-Khader, Tuqu, al-Obeidiya, Dar Salah, al-Shawawra e Zaatara, nonché nel villaggio di Jaba. Pattuglie militari israeliane hanno fatto irruzione nella città di Tammun, dispiegandosi in diversi quartieri e perquisendo numerose case palestinesi, secondo quanto riportato da Wafa. Decine di veicoli militari israeliani hanno preso d'assalto il villaggio di Tal, a sud di Nablus, secondo i cronisti di Al-Jazeera, secondo i quali inoltre le forze israeliane hanno lanciato gas lacrimogeni contro i palestinesi nelle pianure che circondano il villaggio di al-Mughayyir, vicino a Jenin.
Teheran condanna 'brutali attacchi' Israele contro sud Libano
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei, ha "condannato fermamente i brutali attacchi" sferrati da Israele contro il Libano meridionale negli ultimi giorni, che hanno provocato morti e feriti tra i civili, nonché la distruzione di infrastrutture e abitazioni. Le dichiarazioni di Baghaei sono state riportate dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, citata da Al-Jazeera. Israele ha intensificato i suoi attacchi nonostante la conclusione del settimo round di colloqui tra Libano e Israele, terminato giovedì a Roma sotto l'egida degli Stati Uniti, con discussioni incentrate sull'attuazione dell'accordo quadro raggiunto il 26 giugno.
Media: Idf continua a bombardare il sud del Libano
Le forze israeliane continuano a bombardare a intermittenza la città di Zawtar al-Sharqiyah, nel Libano meridionale, con colpi di artiglieria pesanti diretti verso diversi quartieri. Lo riporta l'Agenzia di stampa nazionale libanese
Petrolio ancora in rialzo, Brent sfiora 88 dollari al barile
Il prezzo del petrolio è ancora in rialzo questa mattina anche se a ritmi più lenti rispetto al balzo di oltre il 5% registrato ieri. L'ipotesi di accordo sullo stretto di Hormuz si allontana e il contratto per settembre sul Wti americano sale dello 0,3% a 82,37 dollari al barile. Andamento simile per il Brent ad ottobre: +0,25% sfiorando 88 dollari.
Media: "Israele disposta a stop uccisioni mirate, tranne per terroristi 7 ottobre"
Israele ha recentemente informato la Casa Bianca della sua disponibilità a negoziare un accordo per porre fine alle uccisioni mirate di terroristi palestinesi a Gaza, ma che tale accordo escluderebbe coloro che hanno preso parte all'attacco del 7 ottobre 2023. Lo scrive il Times of Israel, citando diversi media israeliani e internazionali. Israele, scrive il giornale, avrebbe comunicato la propria posizione a Washington nel contesto delle discussioni sulla tabella di marcia per il disarmo della Striscia di Gaza, elaborata dal Board of Peace che il primo ministro Benyamin Netanyahu ha formalmente respinto domenica, affermando che le truppe israeliane non si ritireranno dall'enclave finché Hamas non sarà "veramente disarmato". Nonostante il rifiuto pubblico di Netanyahu, un funzionario del Board of Peace ha dichiarato ieri a Reuters che il piano di disarmo è ancora sul tavolo e che le discussioni con Israele continuano. Nonostante Netanyahu affermi che Israele abbia respinto i termini della proposta del Board, i soldati Idf nella Striscia di Gaza hanno dichiarato al Canale 12 che le regole di ingaggio sono cambiate drasticamente da quando la tabella di marcia per il disarmo è stata resa pubblica, suggerendo l'esistenza di accordi taciti con il Consiglio per limitare drasticamente le operazioni. "Nell'ultima settimana, qualcosa di significativo è cambiato nel concetto", ha detto un soldato. "Stanno cercando il più possibile di evitare attriti in generale sulla Linea Gialla. Non vogliono che uccidiamo nessuno", ha aggiunto il soldato. "Fino a una settimana fa, le regole d'ingaggio erano diverse", ha dichiarato un altro soldato, rimasto anonimo. In seguito al servizio di Canale 12, l'ufficio del portavoce dell'Idf ha negato che le regole di ingaggio siano cambiate.
Media: "Trump inscenò partenza con Air Force One a causa possibile attentato"
A seguito di un avvertimento riguardante una possibile minaccia iraniana contro il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il mese scorso è stata messa in atto un'insolita operazione di depistaggio durante un volo dalla Turchia alla Gran Bretagna. Lo riporta il Washington Post, secondo cui, Trump salì a bordo dell'Air Force One davanti alle telecamere, ma poi uscì segretamente a bordo di un camion per il catering da cui fu trasferito su un aereo militare. L'Air Force One, quindi, decollò senza di lui, con a bordo giornalisti e personale della Casa Bianca, fungendo di fatto da aereo esca.
Cala traffico a Hormuz: ieri solo 6 navi attraversato stretto
Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz è sceso ieri a sei navi, rispetto a una media di circa 11 imbarcazioni registrata negli ultimi 10 giorni. E' quanto emerge dai dati di navigazione elaborati da Kpler. Quattro navi mercantili, tra cui due petroliere vuote, sono entrate nello stretto. Due navi, una piccola petroliera carica di gas di petrolio liquefatto e un'altra che trasportava combustibili residui, ne sono uscite. Nel periodo prebellico, in genere circa 130-140 navi transitavano nello stretto. Ieri, 25 navi hanno attraversato lo stretto di Bab el-Mandeb sul Mar Rosso, un numero sostanzialmente invariato rispetto alla media degli ultimi 10 giorni, pari a quasi 24 navi, secondo i dati di Kpler
Unifil: "In Libano nel fine settimana fuoco israeliano più intenso degli ultimi 3 mesi"
Tra venerdì e domenica, le forze israeliane hanno sparato 455 proiettili nel Libano meridionale e violato lo spazio aereo libanese 97 volte, registrando il fuoco più intenso degli ultimi mesi. Lo ha reso noto la missione di pace delle Nazioni Unite in Libano, Unifil, secondo cui solo nella giornata di sabato sono stati lanciati 229 proiettili, "il dato giornaliero più alto dal 21 giugno". Il vice portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite, Farhan Haq, ha dichiarato che "la maggior parte delle violazioni dello spazio aereo è stata opera di droni, sebbene siano stati coinvolti anche elicotteri e aerei da combattimento". Secondo le Nazioni Unite, le attività di Israele violano la Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, adottata come quadro di riferimento concordato a livello internazionale per la pace e la stabilità nel Libano meridionale in seguito al conflitto del 2006.
Iran: petrolio in leggero rialzo, Brent a 87,79 dollari
Prezzi del petrolio in leggero rialzo. Il Brent, riferimento in Europa, è salito dello 0,07% a 87,79 dollari al barile. Il Wti, riferimento per gli Usa, è salito dello 0,13% a 82,26 dollari al barile.
Trump: "Iran chiede risarcimento? Lo faremo anche noi"
Trump: "Lo Stretto di Hormuz è aperto e controllato dagli Usa"
Lo Stretto di Hormuz "è completamento aperto" ed è "controllato solo dalla Marina degli Stati Uniti che lo ha sminato". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. "Ora è aperto. Stiamo accogliendo molte navi. L'unico che al momento ha il controllo dello Stretto di Hormuz è la Marina degli Stati Uniti, con un blocco che si è dimostrato infallibile. E' un muro d'acciaio, e lasciamo entrare chi vogliamo, e queste persone entrano", ha spiegato il capo della Casa Bianca. "E' un po' complicato perchè, occasionalmente, posano una mina, e noi le troviamo. Sapete, abbiamo bonificato l'intero Stretto dalle mine. Forse lo avete sentito, forse no, ma controlliamo questa zona al 100%", ha aggiunto.