La petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato, causando lievi ferite a due membri dell'equipaggio: lo rende noto l'ente britannico per le operazioni di commercio marittimo Ukmto. La nave ha proseguito la navigazione verso il porto successivo con i propri mezzi, senza che si siano registrati impatti ambientali. Secondo il Nyt, Trump ha deciso di non unirsi all'Arabia Saudita e di non colpire gli Houthi quando le forze armate Usa avevano già approvato la lista dei target
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Una petroliera in transito nello Stretto di Hormuz è stata colpita da un proiettile non identificato, causando lievi ferite a due membri dell'equipaggio: lo rende noto l'ente britannico per le operazioni di commercio marittimo Ukmto. La nave ha proseguito la navigazione verso il porto successivo con i propri mezzi, senza che si siano registrati impatti ambientali.
Donald Trump ha deciso di non unirsi all'Arabia Saudita e di non colpire gli Houthi quando le forze armate americane avevano già approvato la lista dei target, stavano caricando le bombe e gli attacchi stavano per iniziare. Secondo le ricostruzioni del New York Times, giovedì dopo la telefonata con il principe alla corona saudita Mohammed bin Salman, che lo aveva supplicato di intervenire, il presidente aveva cambiato idea e deciso di attaccare gli Houthi. Nel corso delle ultime ore è però arrivata l'ennesima svolta, con Trump che ha improvvisamente deciso di non colpire più. Una decisione che pone il commander-in-chief di fronte a un dilemma. Anche se è vero che gli Houthi finora non hanno attaccato gli Stati Uniti, è altrettanto vero che hanno colpito l'Arabia Saudita, di cui Trump ha bisogno per l'Iran.
Gli approfondimenti:
- Stretto di Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Idf: "Attaccate infrastrutture di Hamas nella Striscia di Gaza"
L'Idf afferma di aver effettuato stasera attacchi contro infrastrutture di Hamas nella Striscia di Gaza, in risposta a un ordigno che ha colpito un mezzo del genio militare nel corso della giornata. Lo scrive il Times of Israel. Secondo quanto riferito dall'esercito, durante operazioni di routine sul lato israeliano della cosiddetta 'Linea Gialla', nel nord di Gaza, un mezzo del genio senza conducente è stato colpito da una bomba piazzata a bordo strada. L'incidente non ha causato feriti; l'Idf lo definisce una "palese violazione dell'accordo di cessate il fuoco da parte del gruppo terroristico Hamas". In risposta, stasera sono stati colpiti diversi siti utilizzati da Hamas per condurre attacchi contro le truppe e i civili israeliani, ha reso noto l'esercito.
Gaza, crolla palazzo: era stato colpito in un raid. 21 i morti. FOTO
L'edificio, pesantemente danneggiato dai raid israeliani, ospitava decine di sfollati palestinesi. Soccorritori in azione per estrarre i superstiti dalle macerie, ma Israele ostacola l'ingresso di mezzi pesanti. La Protezione civile: almeno altri 2mila edifici pericolanti nella Striscia.
Gaza, crolla palazzo: era stato colpito in un raid. 21 i morti
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Premier Iraq al Nyt: "Entro giugno 2027 il disarmo delle milizie filo-Iran"
Il primo ministro iracheno, Ali al-Zaidi, si è impegnato a disarmare le milizie del suo paese sostenute dall'Iran entro giugno 2027. Il piano di disarmo graduale, che ha illustrato per la prima volta in un'intervista al New York Times a Baghdad, sarebbe fondamentale per il modo in cui l'Iraq gestirà il delicato equilibrio tra i suoi due alleati più importanti, gli Stati Uniti e l'Iran, in un momento in cui questi due Paesi sono in guerra. "Non si tratta di un'opzione. È una necessità", ha affermato al-Zaidi a proposito del suo piano di disarmo, nella sua prima intervista rilasciata ai media stranieri presso la sua residenza ufficiale. "Altri che ne avevano parlato in seguito hanno fatto marcia indietro", ha aggiunto. "Hanno ceduto alle pressioni o ad altre preoccupazioni. Per me, questa questione, insieme a quella della corruzione, è una questione d'onore".
Iran, bombe Usa su un matrimonio: incidente o azione deliberata?
Un bombardamento Usa colpisce un matrimonio in Iran: quattro morti e circa 60 feriti. Mentre Washington indaga, esperti citati da Reuters parlano di un colpo diretto. E Teheran minaccia una risposta “sproporzionata”.
Iran, bombe Usa su un matrimonio: incidente o azione deliberata?
Vai al contenutoQuanto costa all’Europa la dipendenza dai fossili dopo Hormuz
Secondo un'analisi del Centre for Research on Energy and Clean Air (CREA), tra marzo e agosto 2026 a livello globale la crisi ha fatto aumentare di oltre 282 miliardi di euro la spesa per le importazioni di combustibili fossili. Lo shock è stato particolarmente impattante perché non ha riguardato soltanto il petrolio.
Quanto costa all’Europa la dipendenza dai fossili dopo Hormuz
Vai al contenutoMedia: blocco navale Usa a Hormuz costa oltre 30 milioni di dollari al giorno
Gli Stati Uniti stanno spendendo oltre 30 milioni di dollari al giorno per il blocco navale dello Stretto di Hormuz in funzione anti-Iran. Un'iniziativa che, riferisce Bloomberg, sta mettendo a dura prova il bilancio della Marina, gli equipaggi e la prontezza operativa globale. La guerra contro l'Iran occuperà un posto centrale nell'incontro di domani tra il presidente Donald Trump e i leader del Golfo, a margine dell'Assemblea generale dell'Onu. Gli attacchi degli Houthi in Arabia Saudita e l'aumento dei prezzi dell'energia evidenziano il crescente impatto globale di un conflitto che, secondo le ultime stime del Pentagono, è costato agli Stati Uniti oltre 43 miliardi di dollari.
Netanyahu sapeva del 7 ottobre? L’inchiesta che può pesare sul voto
Secondo un’inchiesta di due giornalisti di Haaretz, il primo ministro israeliano era stato avvertito del fatto che Hamas stesse preparando un’operazione su vasta scala contro Israele, ma non avrebbe fatto nulla per evitarlo. Nonostante la smentita, a 50 giorni dalle elezioni la notizia rafforza la sua posizione già piuttosto precaria.
Netanyahu sapeva del 7 ottobre? L’inchiesta che può pesare sul voto
Vai al contenutoArabia Saudita, esplosione in aeroporto Riad: problemi allo scalo. Houthi rivendicano
L'esplosione della notte aveva già fatto scattare un'allerta, con segnalazioni di disagi ai sistemi di navigazione dello scalo, secondo fonti iraniane. Gli Houthi hanno rivendicato di aver lanciato attacchi contro "siti sensibili" a Riad e contro impianti petroliferi nella città portuale saudita di Yanbu, dopo le esplosioni registrate nella notte nella capitale del Regno. Sullo sfondo resta la crisi tra Arabia Saudita e il movimento yemenita
Arabia Saudita, esplosione in aeroporto Riad. Houthi rivendicano
Vai al contenutoWsj: Usa pensano a fondo 5mld per ricostruire in Medioriente
Secondo quanto riportato dal 'Wall Street Journal', che cita funzionari e documenti statunitensi e mediorientali, l'amministrazione Trump ha proposto di investire 5 miliardi di dollari in un nuovo fondo che aiuterebbe i Paesi del Medio Oriente a ricostruire le infrastrutture energetiche danneggiate dalla guerra con l'Iran e a ridurre la loro dipendenza dallo Stretto di Hormuz per il trasporto di petrolio e gas.
Esplode ordigno a Gaza, Idf colpisce infrastruttura
Il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) ha definito l'esplosione di un ordigno esplosivo, su cui è passato un veicolo da ingegneria D9 nella Striscia di Gaza, "una palese violazione dell'accordo di cessate il fuoco da parte di Hamas". Tuttavia, il portavoce non ha specificato se si trattasse di un vecchio ordigno, installato prima dell'accordo di cessate il fuoco, o di un ordigno nuovo. Secondo il portavoce, il D9 è passato sopra l'ordigno "durante un'attività di routine delle forze IDF nell'area della Linea Gialla" e non ci sono state vittime. In risposta, le IDF hanno affermato di aver colpito un'infrastruttura di Hamas utilizzata dall'organizzazione per portare avanti operazioni terroristiche.
A Palazzo Chigi riunione su Bab El Mandeb, sicurezza navigazione
Gran parte della riunione che si è tenuta oggi a Palazzo Chigi con il ministro della Difesa Guido Crosetto, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e i vertici delle Forze armate e dell'intelligence è stata dedicata allo stretto di Bab el Mandeb e alla necessità di garantire il passaggio sicuro del traffico mercantile. Lo si apprende da fonti informate.
Crosetto: "Assicurata continuità attività operative nel Golfo"
"Sono in corso valutazioni, con principale focus sulla sicurezza dei contingenti, sulla presenza nazionale nell'area. Come reso noto anche dal portavoce degli Houti non c'era alcuna volontà di colpire un assetto italiano. Intanto, per tutti gli assetti e in particolare per quelli aerei sono state adottate misure per incrementarne le condizioni di sicurezza. In ogni caso, sarà assicurata la continuità delle attività operative nel rispetto degli impegni internazionali assunti con la partecipazione ad Inherent Resolve e la tutela del nostro personale". Cosi il ministro della Difesa Guido Crosetto, che a Palazzo Chigi, insieme al Capo di Stato Maggiore della Difesa e al Sottocapo di Stato Maggiore della Marina Militare ha fatto il punto sulla situazione operativa delle missioni italiane, con particolare riferimento al quadrante mediorientale. Il focus della riunione è stato sullo Stretto di Bab el-Mandeb e sul transito in sicurezza dei mercantili.
Guerra in Iran e aumento prezzi, i settori più colpiti e l’impatto sulle famiglie italiane
Il Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.), in collaborazione con Assoutenti, ha analizzato - sulla base dei dati ufficiali Istat - l'andamento di prezzi e tariffe di beni e servizi dallo scoppio del conflitto in Iran fino a oggi. Dallo studio emerge che i rincari non riguardano solo carburanti ed energia e che l’impatto sulle famiglie italiane, a fine anno, potrebbe essere di 24,6 miliardi di euro.
Guerra in Iran e rincari, settori più colpiti e impatto su famiglie
Vai al contenutoDonald Trump incontra Xi e i Paesi del Golfo. Iran, petrolio, IA: i dossier sul tavolo
Nei prossimi giorni il presidente statunitense ha in programma alcuni impegni fondamentali per provare a sbloccare le crisi geopolitiche internazionali. Martedì a New York, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, previsto il meeting tra Usa e Stati del Golfo. Giovedì invece il leader cinese Xi Jinping è atteso alla Casa Bianca.
Donald Trump incontra Xi e i Paesi del Golfo. I dossier sul tavolo
Vai al contenutoVertice a Chigi, rimodulazione contingenti nel Golfo, anche ipotesi riduzione
Al vertice di Palazzo Chigi che si è svolto oggi è stata fatta una valutazione dei rischi riguardo all'impegno dei militari italiani in alcuni territori del Golfo, che prevederà una rimodulazione degli stessi contingenti: sulla base dei numeri in campo, le ipotesi sono la movimentazione di militari verso territori più sicuri oppure la riduzione del contingente. Alla riunione è stata anche affrontata la situazione dello Stretto di Babel el-Mandeb, alla luce delle dichiarazioni dell'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, sul potenziamento della missione Aspides. Lo si apprende da fonti informate.
Iran, domani Tajani incontra Araghchi
Domani mattina è previsto un bilaterale tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il suo omologo iraniano Abbas Araghchi. L'incontro sarà a margine dei lavori dell'Assemblea generale, in corso al Palazzo di Vetro, a New York.
I prezzi del diesel a nuovi record negli Usa
I prezzi del diesel continuano a correre negli Usa e sfondano la soglia psicologica dei 6,5 dollari al gallone. In base alle rilevazioni della American Automobile Association (Aaa), il costo al distributore del diesel è salito a 6,5107 nella media su scala nazionale.
Media, oltre 120.000 sfollati per la guerra in Yemen, 3.000 a Gibuti
Oltre 120.000 persone sono sfollate a causa dell'escalation bellica in Yemen, che vede contrapposti i ribelli Houthi filo-Iran alle forze governative supportate da Riad: lo riporta la Bbc, citando dati delle Nazioni Unite, e aggiungendo che si calcola che circa 3.000 di questi rifugiati siano fuggiti su imbarcazioni a Gibuti, sulla sponda occidentale dello stretto di Bab-el-Mandeb che è uno dei principali punti di tensione. Nello Stato africano, molte di queste persone hanno trovato una sistemazione in spazi gestiti dall'Unhcr. In un reportage dedicato proprio agli sfollati a Gibuti, l'emittente britannica sottolinea come molte di queste persone siano rimaste terrorizzate dalla rapida accelerazione della spirale di guerra nelle aree in cui abitano, cioè le aree occidentali dello Yemen dove gli Houthi hanno lanciato una rapida avanzata per ottenere il controllo della costa. "Non ci importa quale delle due parti stia attaccando", è il concetto espresso, secondo la stessa Bbc, da molti dei rifugiati yemeniti, "sono le bombe che cadono tutt'intorno a noi ad averci costretto a fuggire".
Yemen, Governo: attaccate postazioni Houthi
Le forze governative yemenite affermano di aver colpito combattenti Houthi e linee di rifornimento vicino a Bab el-Mandeb e nel governatorato di al-Bayda, a sud della capitale Sana'a. Le forze governative yemenite affermano anche di aver abbattuto un drone Houthi a sud-ovest di Taiz. A Taiz continuano i violenti combattimenti, con i miliziani Houthi che tentano di conquistare altro territorio dalle forze governative sostenute dall'Arabia Saudita. Si registrano vittime da entrambe le parti.
Riunione a Chigi, punto sugli aspetti militari e di Intelligence nelle aree di crisi
Si sono riuniti nel pomeriggio a Palazzo Chigi, alla presenza del ministro della Difesa, Guido Crosetto, e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, i vertici delle Forze armate e dell'Intelligence. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi, spiegando che l'incontro è stata l'occasione per fare il punto e condividere un aggiornamento sugli aspetti militari e di intelligence relativi alle principali aree di crisi nel mondo.
Borse europee: chiudono con slancio su calo prezzo greggio
Dopo aver accelerato a metà seduta, le Borse europee chiudono con slancio sul calo del prezzo del greggio che allenta le preoccupazioni sull'andamento dell'inflazione. Il sentiment è stato sostenuto anche dalle aspettative per il vertice di questa settimana tra il presidente usa Trump e il presidente cinese Xi Jinping. Focus anche sulla Germania dopo la vittoria dell'Afd.
M.O.: inchiesta Gb su cooperanti uccisi da esercito Israele
Comandanti militari israeliani e britannici potrebbero essere chiamati a testimoniare nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di tre cooperanti britannici, uccisi nell'aprile 2024 da un raid israeliano contro i veicoli umanitari sui quali viaggiavano nella Striscia di Gaza. Lo riferisce il Guardian. L'indagine sulle morti di John Chapman, 57 anni, Jim Henderson, 33, e James Kirby, 47, potrebbe inoltre accertare se le armi impiegate nell'attacco siano state prodotte nel Regno Unito. Durante un'udienza preliminare, l'inquirente di Avon, Maria Voisin, ha indicato che l'esame finale sara' probabilmente esteso al ruolo delle autorità israeliane. Voisin si è detta orientata a riconoscere come "parti interessate" le Forze di difesa israeliane e il colonnello Nochi Mendel, che ordino' gli attacchi. Le autorita' militari israeliane hanno annunciato il mese scorso che non avrebbero aperto un'indagine penale sul raid, decisione definita "vergognosa" dai governi britannico, australiano e canadese. I legali delle famiglie hanno riconosciuto che Israele potrebbe non collaborare e chiesto ai ministri britannici di esercitare pressioni se necessario. I familiari vogliono inoltre chiarire l'eventuale ruolo svolto dalle forze armate britanniche.
Ukmto, gassiera colpita da frammenti di proiettili a Hormuz
Una nave che trasporta gpl è stata colpita da "frammenti di proiettili sconosciuti" nella zona dello stretto di Hormuz: lo rende noto l'ente britannico per le operazioni di commercio marittimo Ukmto, aggiungendo che, in base alle informazioni disponibili, "tutti i membri dell'equipaggio risultano al sicuro" e non sono stati segnalati "impatti" dal punto di vista ambientale. La gassiera, di cui non sono specificate nome o appartenenza, "proseguirà verso il prossimo porto di sosta previsto", aggiunge la Ukmto. "Le autorità indagano" sull'accaduto, spiega inoltre l'agenzia britannica.
Raid Idf su Gaza, almeno tre morti, tra loro un bambino
Almeno tre palestinesi, tra cui una donna e un bambino di 10 anni, sono stati uccisi oggi dall'esercito israeliano in diversi attacchi nella Striscia di Gaza. Lo hanno riferito fonti mediche locali. Il bambino, identificato come Ismail al Bardawil, è stato ucciso nella zona meridionale di Rafah. La 31enne Fidaa Jader Tutah è invece morta dopo essere stata colpita da un carro armato israeliano nei pressi di un commissariato lungo la strada Salah al Din, nel centro della Striscia. Trasportata all'ospedale Al Aqsa, e' stata dichiarata morta. Ore dopo, Musa Abu Maruf è stato ucciso in un attacco israeliano con droni nel centro di Khan Yunis, nel sud. Il raid ha provocato anche alcuni feriti, secondo una fonte dell'ospedale Nasser. Con queste vittime, sono almeno 1.397 i palestinesi morti negli attacchi dal presunto cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre 2025, mentre oltre 4.800 sono rimasti feriti.
Yemen, media: presidente ha chiesto aiuto a Trump per contrastare Houthi
Il presidente dello Yemen Rashad Al-Alimi ha chiesto al presidente americano Donald Trump di sostenere il suo governo riconosciuto alla comunità internazionale nel contrastare l'avanzata dei miliziani yemeniti Houthi. Lo scrive il quotidiano Haaretz citando fonti yemenite e occidentali alla Reuters, secondo le quali Al-Alimi ha parlato al telefono con Trump ieri, ma il presidente americano non si è impegnato a fornire supporto militare. Nei giorni scorsi Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono in contatto con gli Houthi e che il gruppo, che a suo avviso vuole un accordo, si è impegnato a non prendere di mira le navi statunitensi. Gli Stati Uniti hanno designato gli Houthi come organizzazione terroristica.
Moschea di Ibrahimi chiusa durante festività ebraiche, Hamas condanna
Hamas condanna la chiusura da parte di Israele della Moschea di Ibrahimi a Hebron ai fedeli musulmani durante le festività ebraiche e la sua apertura ai coloni illegali in Cisgiordania. In una dichiarazione pubblicata sul suo canale ufficiale Telegram, riferisce 'Al Jazeera', il gruppo palestinese ha definito la misura "un flagrante attacco alla sacralità e all’identità della moschea". Hamas ha messo in guardia dal proseguimento delle violazioni israeliane alla Moschea di Ibrahimi e alla Moschea di Al-Aqsa, e ha esortato i paesi del mondo arabo e islamico ad agire con urgenza per proteggere i luoghi di culto nei territori palestinesi occupati. La chiusura, iniziata domenica pomeriggio, è coincisa con lo Yom Kippur e ha rappresentato la seconda chiusura della moschea da parte di Israele in meno di una settimana.
Lega araba, preservare status Gerusalemme eviterà ulteriore escalation
La Lega araba e l'Egitto tornano a condannare le irruzioni israeliane nella Spianata delle Moschee "da parte di un esponente del governo israeliano e di un gruppo di coloni, sotto la protezione delle forze di occupazione". Il riferimento è al ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir. La Lega "ribadisce la propria opposizione a qualsiasi violazione della sacralità della moschea di Al-Aqsa e dei luoghi santi islamici, nonché a qualsiasi modifica del loro status storico e giuridico". Fa quindi appello alla comunità internazionale, e in particolare al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, affinché "ponga fine a tali violazioni, garantisca la protezione del popolo palestinese e dei suoi luoghi santi e preservi lo status quo storico e giuridico a Gerusalemme. Ciò - aggiunge in una nota - contribuirà a prevenire ogni escalation e a instaurare calma, stabilità e una pace giusta e globale". La Lega araba condanna poi anche "il proseguimento di raid, incursioni e campagne di arresti nelle città e nei villaggi palestinesi, in particolare gli arresti, le perquisizioni, la distruzione di abitazioni e le aggressioni ai cittadini nella città di Biddu, a nord-ovest di Gerusalemme". Condanna delle irruzioni alla moschea Al Aqsa esprime anche l'Egitto che avverte come questa "provocazione nei confronti dei sentimenti dei musulmani di tutto il mondo, rischi di alimentare le tensioni e di aggravare la situazione".
Petrolio: Brent torna sotto i 100 dollari (-4%)
Prosegue il calo dei prezzi del petrolio. Il Brent torna sotto i 100 dollari nella speranza di progressi diplomatici in Medio Oriente. Il greggio del Mare del Nord cede il 3,95% a 99,80 dollari al barile. Il Wti perde il 5% a 95,29 dollari al barile.
Media Gaza, 'una donna ferita a morte da spari dell'Idf nel centro della Striscia'
I media di Gaza riferiscono su X che una donna di 31 anni è rimasta gravemente ferita e poi è deceduta per spari dell'Idf a est del campo di al Bureij, nel centro della Striscia. Nessun dettaglio è stato fornito sulla sparatoria dai media dell'enclave che intanto riportano di un attacco israeliano con un drone a Khan Younis che ha provocato la morte di un uomo.
Iran, Pasdaran: 'basi intelligence Usa sono alla nostra portata, pronti ad affrontare guerra prolungata'
Le basi dell'intelligence Usa "sono alla nostra portata". Ad affermarlo, secondo quanto riferisce 'Al Jazeera', è un portavoce del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione, Hossein Mohebbi. In dichiarazioni riportate dalla televisione iraniana Press Tv, il generale ha affermato che gli "Stati Uniti sono stati costretti a trasferire truppe e attrezzature dalle loro basi nella regione verso basi più lontane". I Pasdaran sono pronti ad affrontare "una guerra prolungata", ha aggiunto Mohebbi. La dichiarazione arriva dopo che il presidente degli Usa Donald Trump ha minacciato di riavviare i combattimenti, mentre aumenta la pressione interna affinché venga posto fine alla guerra iniziata da Stati Uniti e Israele quasi sette mesi fa.
Tzitzikostas: a Onu porterò tema libertà navigazione Hormuz
"La situazione intorno allo Stretto di Hormuz rimane profondamente preoccupante. E continuo a sottolineare l'importanza della libertà di navigazione e del passaggio sicuro. Questo sarà uno dei miei principali messaggi all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, per la quale partirò domani". Lo ha detto il commissario per i Trasporti Apostolos nella conferenza stampa al termine dell'informale Trasporti a Dublino.
Bessent: "Le compagnie aeree iraniane saranno bloccate il 23 settembre"
Le compagnie aeree iraniane saranno "bloccate" il 23 settembre. Lo ha annunciato il segretario al Tesoro americano Scott Bessent
Yemen: Oim, quasi 130 mila sfollati per offensiva Houthi
Almeno 129.438 persone, appartenenti a 21.573 famiglie, sono state costrette ad abbandonare le proprie case in sette province dello Yemen occidentale a causa dell'offensiva degli Houthi e dell'intensificarsi del conflitto. Lo ha riferito l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). La provincia con il maggior numero di sfollati è Taiz, uno dei principali teatri dei combattimenti, con 73.494 persone, seguita da Lahj con 33.828, Aden con 8.946 e Hodeida con 8.244. "Le comunità ospitanti stanno condividendo quel poco che hanno, ma non possono farcela da sole. Abbiamo bisogno di sostegno adesso, sia per le persone fuggite sia per quelle che le stanno accogliendo", ha dichiarato l'Oim. Accanto agli sfollamenti interni, almeno 3.106 persone hanno attraversato il Mar Rosso dallo Yemen a Gibuti come rifugiati. Nel Paese africano sono assistite dall'Oim e dall'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr).
Ex mediatore tra Israele e Hamas: "Non c'entriamo con il 7 ottobre"
"Ciò che è accaduto il sette ottobre non ha nulla a che fare con noi e non ha nulla a che fare con il ruolo che ho svolto. Quello che ho fatto era esattamente per evitare che Gaza arrivasse alla situazione in cui si trova oggi". Lo scrive oggi su Facebook l'ex ministro dell'Anp, già alto funzionario di Fatah, Sufian Abu Zayda, mediatore tra Israele e Hamas prima del 7 ottobre 2023, sottolineando che i colloqui non avevano nulla a che fare con l'attacco di Hamas a Israele. Nel suo post su Fb Abu Zayda ha dichiarato che una sua intervista andrà in onda sull'emittente egiziana Al Ghad TV entro la fine di questa settimana e svelerà il messaggio che Yahya Sinwar gli chiese di trasmettere a Israele circa tre settimane prima del massacro, e la risposta di Israele. "Ho accettato di svolgere questo ruolo non per Hamas e non per delle persone (in particolare, ndr), ho accettato nonostante i rischi insiti per Gaza e la sua gente, per il rilascio dei prigionieri e per risolvere il problema dell'elettricità e ricostruire e far entrare lavoratori (in Israele) e le infrastrutture distrutte da anni, per revocare il divieto israeliano sull'ingresso di centinaia di categorie di beni essenziali di cui la gente ha bisogno", ha scritto Abu Zayda. Aggiungendo che i colloqui sono proseguiti per circa un anno e mezzo e hanno riguardato anche la restituzione delle salme dei soldati israeliani Oron Shaul e Hadar Goldin, uccisi durante la guerra di Gaza del 2014, e sul rilascio degli ostaggi israeliani Abera Mengistu e Hisham al-Sayed. In cambio, Hamas aveva chiesto il rilascio di detenuti palestinesi, l'allentamento del blocco sulla Striscia, la possibilità per i lavoratori di Gaza di lavorare in Israele e soluzioni alla carenza di elettricità a Gaza. I contatti avvenivano direttamente con Ghazi Hamad, membro dell'ufficio politico di Hamas. Abu Zayda è uno stretto collaboratore del politico palestinese esiliato da Abu Mazen, Mohammed Dahlan. "Due persone della mia parte erano a conoscenza dei dettagli di questi negoziati, e sono Mohammed Dahlan e il suo stretto collaboratore Samir al-Mashharawi", ha scritto nel post Abu Zayda.
Ukmto: "Colpita petroliera in transito a Hormuz, due feriti lievi"
Una petroliera in transito nello Stretto di Hormuz è stata colpita da un proiettile non identificato, causando lievi ferite a due membri dell'equipaggio: lo rende noto l'ente britannico per le operazioni di commercio marittimo Ukmto. La nave ha proseguito la navigazione verso il porto successivo con i propri mezzi, senza che si siano registrati impatti ambientali. Le autorità stanno indagando sull'incidente, ha aggiunto l'Ukmto.
Hormuz 6 mesi dopo: la situazione nello Stretto conteso. Dati e mappe
Il transito di materie prime attraverso quel tratto di mare continua ad essere quasi nullo rispetto a prima dell’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran. E le conseguenze sul prezzo del petrolio, dei GNL e dei carburanti non diminuiscono.
Hormuz 6 mesi dopo: la situazione nello Stretto conteso. Dati e mappe
Vai al contenutoIran: "Negati i visti Usa al team di giornalisti a seguito di Pezeshkian all'Onu"
Il direttore delle relazioni pubbliche del presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che sono stati rifiutati i visti per gli Stati Uniti per la delegazione addetta alla stampa che aveva in programma di accompagnare il leader iraniano a New York in occasione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. "Con una mossa ostile, in linea con il loro abituale ostruzionismo, gli americani hanno rifiutato di rilasciare i visti ai giornalisti che accompagnavano il presidente per seguire l'evento", ha detto il direttore generale per le relazioni pubbliche dell'ufficio presidenziale, Habibollah Abbasi, confermando che Pezeshkian partirà domani per New York dove ha in programma di parlare all'Assemblea generale dell'Onu. "Il presidente sarà in viaggio da martedì a sabato e il suo rientro a Teheran è previsto per la notte di sabato, il viaggio durerà complessivamente cinque giorni, di cui due dedicati agli spostamenti di andata e ritorno", ha aggiunto il funzionario, come riferisce Mehr.
Mar Rosso, Tajani chiederà al Consiglio degli Affari Esteri Ue accelerazione sulle decisioni
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, da oggi a New York per i lavori della 81esima Sessione dell'Assemblea Generale dell'Onu, parteciperà, alle 15 ora di Ny, al Consiglio Affari Esteri informale dell’Unione europea. All’ordine del giorno, si legge in una nota della Farnesina, il rafforzamento del sistema multilaterale e la sicurezza economica, con particolare riferimento alla resilienza delle catene di approvvigionamento. Tajani chiederà una accelerazione del processo decisionale sulla crisi nel Mar Rosso/Yemen.
Yemen, Nyt: "Trump rinvia per ora attacchi contro gli Houthi, il nodo dell'alleanza con Riad"
Donald Trump ha deciso per ora di non ordinare attacchi contro gli Houthi in Yemen, nonostante le richieste dell'Arabia Saudita, ma il presidente americano resta alle prese con un delicato dilemma strategico. Da una parte, scrive il New York Times, Riad chiede l'intervento degli Stati Uniti contro il gruppo yemenita sostenuto dall'Iran, dall'altra Washington ha bisogno della cooperazione saudita nella guerra contro Teheran. Secondo quanto riferito dal giornale, Trump aveva inizialmente escluso l'ipotesi di attacchi, ma dopo una telefonata con il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, avvenuta giovedì, aveva ordinato al Pentagono di preparare raid aerei contro obiettivi degli Houthi. Ieri, tuttavia, il presidente ha nuovamente fatto marcia indietro, rinviando l'operazione.
La decisione è arrivata quando i comandanti militari avevano già approvato gli obiettivi e i preparativi per gli attacchi erano in corso. Trump ha spiegato di essere in "deciding mode" rispetto alla guerra più ampia con l'Iran. Sugli Houthi ha inoltre affermato che gli Stati Uniti sono in contatto costante con il gruppo e che, finora, il gruppo yemenita ha accettato di non attaccare le navi americane.
Il nodo per Washington è il ruolo dell'Arabia Saudita. Riad è un importante alleato degli Stati Uniti nel conflitto con l'Iran e alcuni esponenti militari americani ritengono necessaria la collaborazione saudita. Il regno del Golfo, tuttavia, ha già utilizzato la propria leva nei confronti di Washington: a maggio aveva di fatto bloccato un piano americano per scortare le petroliere commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz, negando agli Stati Uniti l'accesso al proprio spazio aereo e alle basi militari americane presenti nel Paese.
Wafa: "Un bambino ucciso da colpi di arma da fuoco dell'Idf a Gaza"
L'agenzia di stampa palestinese Wafa riferisce che un bambino è morto nella zona di Al-Mawasi a Rafah, nel sud di Gaza, a causa delle ferite riportate dopo essere stato colpito da colpi d'arma da fuoco sparati dall'Idf. I media della Striscia su X riportano nove feriti, tra cui una donna, nel centro di Gaza. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sugli scontri a fuoco. L'Idf non ha ancora rilasciato commenti.
Il presidente iraniano Pezeshkian a New York per l'Assemblea Onu
L'agenzia statale iraniana Irna ha annunciato che il presidente Masoud Pezeshkian si recherà a New York per partecipare all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. "A margine del vertice, è inoltre previsto che egli tenga incontri e consultazioni con diversi capi di Stato e funzionari", riferisce Irna, aggiungendo che il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, "è partito da Teheran alla volta di New York il 20 settembre, effettuando una breve sosta a Doha durante il viaggio".
Iran, ministro dell'Interno pakistano a Teheran per colloqui ad alto livello
Il ministro dell'Interno pakistano, Mohsin Naqvi, è partito da Islamabad alla volta di Teheran per colloqui ad alto livello con le autorità iraniane. Secondo una fonte informata citata dall'agenzia di stampa Mehr, durante la visita Naqvi discuterà dell'ampliamento delle relazioni bilaterali e del rafforzamento del coordinamento su questioni di interesse comune. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, aveva dichiarato sabato sera che la visita mira principalmente a dare seguito alle intese raggiunte in precedenza tra i due Paesi.
Baghaei aveva sottolineato che Pakistan e Iran intrattengono relazioni "molto buone e in crescita", evidenziando che, al momento, non vi erano indicazioni che il ministro pakistano sarebbe arrivato a Teheran per trasmettere uno specifico messaggio o una proposta da parte degli Stati Uniti.
Naqvi ha visitato più volte Teheran dall'inizio degli sforzi di mediazione del Pakistan tra Iran e Stati Uniti. Nel corso della sua ultima visita ha incontrato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, il generale Mohsen Rezaei, il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, ed il ministro dell'Interno, Eskandar Momeni.
Kallas: "Più risorse navali per la sicurezza nel Mar Rosso"
L'Alto Rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza Kaja Kallas ha inviato una lettera ai 27 responsabili della Difesa della Ue. Nella missiva che l'agenzia Agi ha potuto visionare, la responsabile Ue ha richiamato la necessità di un maggiore impegno nel Mar Rosso. Nei giorni scorsi era stato il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto a sollecitare un intervento in questo senso proprio all'Alto Rappresentante con una lettera. Nella comunicazione di Kallas, datata 19 settembre, richiama gli stati: "Abbiamo bisogno di risorse navali e aeree più numerose e ben equipaggiate per affrontare il crescente livello di minacce, comprese maggiori capacità di protezione ravvicinata". "Al momento, Eunavfor Aspides continua a sostenere la libertà di navigazione attraverso Bab el-Mandeb grazie alle risorse fornite dagli Stati membri. Tuttavia, nell'attuale contesto di maggiore sicurezza, dobbiamo essere in grado di aumentare sostanzialmente la nostra presenza per garantire che l'Operazione possa adempiere pienamente al suo mandato. - conclude Kallas - In gioco c'è il nostro obiettivo principale di proteggere i nostri interessi di sicurezza e prosperità, nonchè la nostra credibilità come fornitore di sicurezza".

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Kallas: "Dobbiamo agire per contrastare la minaccia degli Houthi"
L'Alto Rappresentante per la Politica Estera e la Sicurezza Kaja Kallas ha inviato una lettera ai ministri della Difesa dei 27 stati dell'Unione Europea sollecitando un maggiore impegno per contrastare la minaccia Houthi nel Mar Rosso. Nella lettera che l'agenzia Agi ha potuto visionare, Kallas ha descritto la situazione nell'area: "La leva che gli Houthi hanno acquisito sullo Stretto di Bab el-Mandeb con la conquista del porto di Mocha, dell'isola di Perim e delle isole Hanish rappresenta una seria minaccia per la sicurezza marittima attraverso un'importante rotta di transito internazionale. - scrive la Rappresentante - Questa situazione, che è tuttora in evoluzione, sta già avendo ripercussioni sugli interessi europei, con ripercussioni sulle nostre catene di approvvigionamento e potrebbe avere implicazioni sulla nostra capacità di sostenere le nostre economie, già colpite dall'aumento dei prezzi del carburante". "Al momento, sebbene gli Houthi comunichino di voler colpire solo gli interessi legati all'Arabia Saudita, permangono incertezze sulle loro azioni nei confronti delle navi che transitano attraverso lo Stretto. - per questo esorta Kallas - La situazione può evolvere rapidamente e in modo imprevedibile. Pertanto, dobbiamo agire per affrontare questa nuova minaccia". E poi l'invito ai ministri di sfruttare "le prossime riunioni della Commissione FAC sulla Difesa e della Commissione FAC di settembre e ottobre, per suggerire possibili azioni che l'UE possa intraprendere per affrontare questa importante sfida".
Media, Erdogan all'Onu chiederà misure internazionali contro Israele
Il discorso del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, presso l'assemblea generale delle Nazioni Unite, in programma domani, sarà dominato dalla questione di Gaza mentre il leader chiederà alla comunità internazionale misure contro Israele e il riconoscimento dello Stato palestinese. "È probabile che Erdogan richiami l'attenzione sulla drammatica situazione umanitaria a Gaza e inviti gli Stati membri dell'Onu a prendere posizione contro i continui attacchi di Israele al popolo palestinese e ai Paesi della regione", riferisce l'agenzia Anadolu, sottolineando che è atteso un appello del presidente turco per avere "misure internazionali contro Israele". Erdogan è arrivato ieri a New York accompagnato da una delegazione che comprende anche il ministro degli Esteri, Hakan Fidan, il ministro dell'Economia, Mehmet Simsek, il ministro della Giustizia, Akin Gurlek, e il capo dei servizi di intelligence, Ibrahim Kalin.
Media, raid israeliano nel distretto libanese di Tiro
L'esercito israeliano ha effettuato un attacco aereo contro la località di Zibqin, nel distretto di Tiro (nel Libano meridionale), secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa statale National News Agency. L'agenzia ha inoltre segnalato che le forze israeliane hanno aperto il fuoco con l'artiglieria contro i centri di Al-Mansouri e Majdal Zoun e le valli adiacenti, e che alcune abitazioni ad Al-Mansouri sono state fatte saltare in aria. Già giovedì scorso le forze israeliane avevano bombardato entrambe le località nel corso di un'avanzata più ampia verso i centri di confine, provocando il ferimento di almeno due persone.
I Pasdaran minacciano di colpire "nuovi obiettivi" in caso di attacco Usa
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno minacciato di colpire "nuovi obiettivi" con "nuove armi" in caso di attacco statunitense, secondo quanto dichiarato in un comunicato. "In caso di un nuovo attacco, ci saranno cambiamenti significativi nella nostra difesa e controffensiva", hanno scritto, riferendosi a "un cambiamento nella geografia della guerra" e a "un cambiamento nelle armi e nell'equipaggiamento militare utilizzati". "Useremo nuove armi con nuove capacità sul campo di battaglia e il mondo ne rimarrà sorpreso", hanno aggiunto. I Pasdaran hanno regolarmente lanciato tali avvertimenti dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, e in particolare negli ultimi giorni.
Iran, Pasdaran: "Nuovo attacco cambierebbe portata della guerra"
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha avvertito che qualsiasi nuovo attacco contro l'Iran spingerebbe Teheran a cambiare la "geografia" della guerra e i mezzi utilizzati per combatterla, secondo quanto riportato in una dichiarazione diffusa dai media statali iraniani.
L'avvertimento è giunto in un clima di crescente tensione dopo che l'Iran ha affermato di essere in possesso di informazioni secondo cui gli Stati Uniti e i loro alleati si starebbero preparando per un nuovo attacco di vasta portata. Il comando centrale militare iraniano ha dichiarato ieri che un eventuale attacco di questo tipo scatenerebbe una rappresaglia prolungata contro le basi e gli interessi statunitensi e che gli alleati regionali di Washington sarebbero considerati parte del conflitto.
Iran, prezzi del petrolio in rialzo: il Brent supera i 104 dollari al barile
Oggi i prezzi del petrolio hanno registrato un rialzo: i futures sul greggio Brent sono saliti di 81 centesimi (pari allo 0,78%) attestandosi a 104,68 dollari al barile alle ore 22:02 GMT.I futures sul greggio statunitense West Texas Intermediate (Wti) sono aumentati di 76 centesimi (pari allo 0,76%), raggiungendo i 101,06 dollari al barile.
Le quotazioni del petrolio si sono mantenute sopra i 100 dollari al barile a causa delle preoccupazioni relative alle forniture globali; a ciò si aggiunge l'incertezza del mercato alimentata dalle recenti interruzioni che hanno interessato infrastrutture energetiche e rotte di navigazione chiave in Medio Oriente.

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Iran, Trump: "Pronto a incontrare Pezeshkian ma anche a far saltare tutto"
"Succederanno cose molto importanti. Sto prendendo delle decisioni. La mia domanda è se e quando farò saltare tutto in aria. Farebbero meglio a comportarsi bene". Lo ha detto a Fox News il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aggiungendo di essere aperto alla possibilità di un incontro con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
Nyt: "Trump blocca in extremis attacco agli Houthi"
Dietrofront del presidente statunitense Donald Trump, che ha deciso di sospendere all’ultimo minuto un piano di attacco militare contro i ribelli Houthi in Yemen, fermando l’operazione quando le forze armate americane avevano già approvato gli obiettivi e iniziato le operazioni di armamento. Lo riporta il New York Times, secondo cui la decisione giunge all’indomani del pressante appello telefonico avanzato dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, che aveva sollecitato l’intervento diretto di Washington a fronte del forte riacutizzarsi dell’offensiva Houthi contro il regno. La scelta di Trump evidenzia un delicato dilemma strategico per il Commander-in-chief. Sebbene il gruppo armato abbia offerto garanzie di non voler prendere di mira le forze e gli asset americani, i continui attacchi missilistici e con droni sferrati dai ribelli contro infrastrutture critiche ed energetiche saudite rischiano di incrinare la partnership con Riad, alleato cruciale per gli Stati Uniti nella strategia di contrasto all’Iran.
Siria, forte esplosione nei pressi di Aleppo
Una forte deflagrazione è stata udita lunedì mattina poco fa vicino alla città di Aleppo, nel nord della Siria, seguita da una serie di esplosioni: lo hanno riferito i media di Stato. "Una deflagrazione è stata udita nella zona di al-Eis, nelle campagne a sud di Aleppo", ha reso noto la televisione di Stato, precisando che "la natura dell'evento è attualmente oggetto di indagine". Secondo il capo delle operazioni della protezione civile di Aleppo, Faisal Mohammad Ali – citato dall'emittente pubblica Al-Ikhbariya – "le esplosioni in corso nella zona di al-Eis, a sud di Aleppo, ostacolano l'accesso di ambulanze e squadre di soccorso sul posto".
Afghanistan, attacchi aerei dal Pakistan, tre morti e 4 feriti nell'est del paese
Le autorità talebane hanno dichiarato che alcuni attacchi aerei pakistani hanno causato tre morti nell'Afghanistan orientale. "Alle 03:30 jet pakistani hanno effettuato un bombardamento nel distretto di Nurgal, nella provincia di Kunar (est), uccidendo tre civili e ferendone altri quattro", ha riferito all'Afp il portavoce della polizia di Kunar, Farid Dehqan. I bombardamenti giungono dopo un attacco condotto venerdì – con esplosivi e armi da fuoco – contro un quartier generale della polizia nel nord del Pakistan, che ha provocato almeno 31 vittime, tra cui 16 agenti.Il gruppo locale Ittehad-ul-Mujahideen Pakistan, una fazione legata al gruppo jihadista Tehreek-i-Taliban Pakistan (TTP), ha rivendicato l'attacco avvenuto nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, al confine con l'Afghanistan. Il Pakistan accusa l'Afghanistan di sostenere i gruppi jihadisti responsabili di attentati letali sul proprio territorio; accusa che il governo talebano afghano respinge.
Nyt: "Il dilemma di Trump con gli attacchi degli Houthi all'Arabia Saudita"
Donald Trump ha deciso di non unirsi all'Arabia Saudita e di non colpire gli Houthi quando le forze armate americane avevano già approvato la lista dei target, stavano caricando le bombe e gli attacchi stavano per iniziare. Secondo le ricostruzioni del New York Times, giovedì dopo la telefonata con il principe alla corona saudita Mohammed bin Salman, che lo aveva supplicato di intervenire, il presidente aveva cambiato idea e deciso di attaccare gli Houthi. Nel corso delle ultime ore è però arrivata l'ennesima svolta, con Trump che ha improvvisamente deciso di non colpire più. Una decisione che pone il commander-in-chief di fronte a un dilemma. Anche se è vero che gli Houthi finora non hanno attaccato gli Stati Uniti, è altrettanto vero che hanno colpito l'Arabia Saudita, di cui Trump ha bisogno per l'Iran.