Dopo l'attacco alla base saudita di Taif con la distruzione di un caccia italiano, si è tenuta oggi a Palazzo Chigi una riunione sullo Stretto di Bab el Mandeb e sulla necessità di garantire il passaggio sicuro del traffico mercantile. Tra i focus, anche la possibile "movimentazione di militari" verso territori più sicuri. "Sono in corso valutazioni", ha dichiarato il ministro della Difesa Guido Crosetto
I contingenti italiani nel Golfo saranno rimodulati a seguito dell'escalation degli attacchi degli Houthi degli ultimi giorni. È questo il focus della riunione tenuta il 21 settembre a Palazzo Chigi dedicata allo Stretto di Bab el Mandeb e alla necessità di garantire il passaggio sicuro del traffico mercantile, dopo l'attacco alla base saudita di Ta'if con la distruzione di un caccia italiano. La decisione potrebbe portare anche a una "movimentazione di militari" verso territori più sicuri. "Sono in corso valutazioni, con principale focus sulla sicurezza dei contingenti, sulla presenza nazionale nell'area", ha dichiarato il ministro della Difesa Guido Crosetto, presente alla riunione insieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e ai vertici delle Forze armate e dell'intelligence. "Come reso noto anche dal portavoce degli Houti non c'era alcuna volontà di colpire un assetto italiano”, ha aggiunto il ministro della Difesa, sottolineando che “per tutti gli assetti e in particolare per quelli aerei sono state adottate misure per incrementarne le condizioni di sicurezza”.
Crosetto: “Assicurate le attività operative”
Crosetto ha poi ribadito che “sarà assicurata la continuità delle attività operative nel rispetto degli impegni internazionali assunti con la partecipazione ad Inherent Resolve e la tutela del nostro personale”. Non è escluso quindi che che i militari si spostino all'interno dello stesso territorio saudita, come previsto dalle norme che consentono di ridislocare i militari italiani in ogni momento.
La riunione a Palazzo Chigi
Come ribadito dal ministro della Difesa, è necessario difendere anche il Mar Rosso e il passaggio in sicurezza delle navi mercantili italiane. Per questo, tra i temi affrontati durante la riunione, anche quello relativo alla situazione dello Stretto di Babel el-Mandeb, dopo le dichiarazioni dell'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, sul potenziamento della missione Aspides. L'Italia si è detta pronta eventualmente a fornire ulteriori contributi, oltre alla fregata Bergamini, già impiegata nella missione, purché vi sia il sostegno finanziario dei vari Stati membri proporzionato all'ulteriore impegno. Come hanno ribadito da Palazzo Chigi, la priorità è la "sicurezza dei nostri contingenti".