"La nostra è una resistenza armata legittima di fronte alla prolungata aggressione saudita. Non siamo in guerra con l'Italia e non intendiamo coinvolgere il vostro Paese. Ma ci chiediamo cosa ci fanno gli aerei italiani in Arabia Saudita a sostegno della guerra di Riad contro di noi". Così all'Ansa Muhammad Mansur, funzionario del ministero dell'informazione del governo Houthi a Sanaa . Fiamme e fumo nero sono state visti vicini all'aeroporto internazionale King Khalid di Riad, in Arabia Saudita
in evidenza
"La nostra è una resistenza armata legittima di fronte alla prolungata aggressione saudita. Non siamo in guerra con l'Italia e non intendiamo coinvolgere il vostro Paese. Ma ci chiediamo cosa ci fanno gli aerei italiani in Arabia Saudita a sostegno della guerra di Riad contro di noi". Lo ha riferito all'agenzia Ansa Muhammad Mansur, funzionario del ministero dell'informazione del governo Houthi a Sanaa interpellato sull'attacco alla base aerea di Taif, in Arabia Saudita, nel quale ieri è stato colpito un velivolo militare italiano.
Delle fiamme e grandi colonne di fumo nero sono state viste levarsi vicino all'aeroporto internazionale King Khalid di Riad, in Arabia Saudita. Lo riporta l'agenzia Afp citando testimoni sul posto, mentre il sito di tracciamento aereo FlightRadar24 riferisce di "problemi gravi" all'aeroporto in questione, tra voli cancellati e in ritardo. "Abbiamo visto fumo nero e fiamme in direzione dell'aeroporto", ha dichiarato una fonte. La notizia arriva a poche ore dal primo allarme aereo nella capitale saudita da quando sono ripresi i combattimenti con gli Houthi, i ribelli yemeniti sostenuti dall'Iran, nel vicino Yemen.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato che "la base aerea di Taif è stata oggetto di attacchi", ma "non vi sono militari italiani coinvolti". La fregata Carlo Bergamini, impegnata nell'operazione europea Aspides, ha accompagnato il mercantile italiano Jolly Oro durante il transito dello Stretto di Bab el-Mandeb, in direzione nord.
"Stiamo parlando con gli Houthi, vogliono vedere se possiamo fare un accordo", ha detto il leader Usa, Donald Trump.
Gli approfondimenti:
- Stretto di Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
Per ricevere le notizie di Sky TG24:
- Il canale Whatsapp di Sky TG24 (clicca qui)
- Le notizie audio con i titoli del tg (clicca qui)
Questo liveblog termina qui
Per tutti gli aggiornamenti segui il liveblog di domenica 20 settembre
Per ricevere le notizie di Sky TG24:
- Il canale Whatsapp di Sky TG24 (clicca qui)
- Le notizie audio con i titoli del tg (clicca qui)
L'aviatore USA Dude 44 Bravo, salvato dopo 50 ore tra i nemici in Iran
Per 50 ore ferito in territorio nemico, in Iran, nascondendosi sui monti Zagros per sfuggire ai nemici. E' la storia dell'aviatore americano, nome in codice 'Dude 44 Bravo', salvato in Iran lo scorso aprile, che lui stesso ha raccontato per la prima volta in pubblico alla trasmissione '60 Minutes', sulla Cbs.
L'aviatore USA Dude 44 Bravo, salvato dopo 50 ore tra i nemici in Iran
Vai al contenutoAmbasciata Usa In Israele: "Americani alzino livello vigilanza dopo i raid Houthi"
L'ambasciata americana a Gerusalemme ha diramato un'allerta ai cittadini Usa in Israele in seguito agli attacchi degli Houthi in Arabia Saudita. Nella nota viene chiesto agli americani di "mantenere un livello di vigilanza più elevato e di tenere conto di possibili cancellazioni di voli, chiusure dello spazio aereo e disagi nei viaggi".
Hormuz 6 mesi dopo: la situazione nello Stretto conteso. Dati e mappe
Il transito di materie prime attraverso quel tratto di mare continua ad essere quasi nullo rispetto a prima dell’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran. E le conseguenze sul prezzo del petrolio, dei GNL e dei carburanti non diminuiscono.
Hormuz 6 mesi dopo: la situazione nello Stretto conteso. Dati e mappe
Vai al contenutoMahsa Amini, 4 anni dopo l'uccisione: dati, testimonianze, proteste
Quattro anni fa l'uccisione della giovane, morta in custodia della polizia iraniana per una presunta violazione delle regole sul velo, scatenò enormi proteste sia nel Paese che all’estero. Cosa resta oggi del movimento Donna, Vita, Libertà?
Mahsa Amini, 4 anni dopo l'uccisione: dati, testimonianze, proteste
Vai al contenutoArabia Saudita: intercettati alcuni missili Houthi
La coalizione a guida saudita, che combatte gli Houthi nello Yemen, afferma che il gruppo sostenuto dall'Iran ha lanciato un missile balistico contro Riad all'alba, prima che venisse intercettato e distrutto, dopo che i residenti avevano segnalato delle esplosioni nella capitale saudita. "Gli Houthi hanno anche tentato di colpire civili e infrastrutture civili a Bisha, Taif, Farasan e Yanbu", scrive un portavoce della coalizione su X, aggiungendo che gli attacchi "sono stati sventati dalle difese aeree della monarchia del Golfo".
Cisgiordania, Regno Unito e altri 11 Paesi sanzionano i coloni illegali: "Stop commercio"
Il governo laburista di Andy Burnham ha annunciato sanzioni contro il commercio di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati in Cisgiordania. Una decisione condivisa anche da altri 11 Paesi, tra cui Canada, Francia e altri Stati europei e non europei. L'Italia non ha aderito. Anche Donald Trump non si è opposto all'iniziativa: "Non ha insistito né ha chiesto di cambiare idea o di rinviare la decisione", riferiscono i media
Cisgiordania, Regno Unito e altri 11 Paesi sanzionano coloni illegali
Vai al contenutoLibano, media: "Incursioni Israele a Nabatieh"
L'esercito israeliano ha lanciato incursioni a Nabatieh, nel Libano meridionale. Un corrispondente di Al Jazeera riferisce che l'esercito israeliano ha lanciato incursioni nella città di Nabatieh e nella cittadina di Nabatieh al-Fawqa.
Chi sono gli Houthi, la milizia che controlla lo stretto di Bab el-Mandeb nel Mar Rosso
Sciiti di stampo zaydita, controllano ormai da anni la capitale yemenita Sana'a. Dietro di loro c'è l'Iran, alleato ideologico, religioso e militare. Il loro ruolo è diventato ancora più cruciale dopo lo scoppio del conflitto che infiamma il Medio Oriente
Chi sono gli Houthi, milizia che controlla Bab el-Mandeb nel Mar Rosso
Vai al contenutoMedia: "Il ministro dell'Interno pachistano domani in visita a Teheran"
Il ministro dell'Interno pachistano sarà domani a Teheran per discutere delle relazioni bilaterali. Lo annuncia il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, alla tv di Stato, riporta al Jazeera, citando la tv di Stato iraniana. Baghaei ha affermato che la visita di Mohsin Naqvi a Teheran si concentrerà sulle relazioni bilaterali e che non è previsto lo scambio di messaggi specifici riguardanti sforzi di mediazione per porre fine alla guerra.
Guerra Usa-Iran, quanti militari italiani sono stati schierati nel Golfo Persico?
Da marzo il contingente dell'Aeronautica Militare protegge le forze e gli interessi nazionali presenti nell’area, a supporto delle Forze Armate e di sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein. La Task Force Air – Arabia è comandata dal colonnello Simone Agostino Rocca
Guerra Usa-Iran, quanti militari italiani sono stati schierati nel Golfo Persico?
Vai al contenutoYemen, media: "Esplosioni a Sanaa"
L'agenzia di stampa Saberin, affiliata alle milizie filo-iraniane in Iraq, ha riportato esplosioni udite a Sanaa, città sotto il controllo degli Houthi in Yemen. La loro causa è sconosciuta.
Attaccata base aerea saudita, colpito Eurofighter italiano
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato che "la base aerea di Taif è stata oggetto di attacchi", ma "non vi sono militari italiani coinvolti". L'Italia è pronta a usare la Marina militare anche senza l'Ue per garantire il passaggio dei suoi mercantili a Bab el-Mandeb, lo stretto sotto il controllo degli Houthi. Trump: “Momento cruciale per l'Iran, devo prendere una decisione importante”. Il presidente Usa dovrebbe incontrare i leader del Golfo martedì prossimo
Attaccata base aerea saudita, colpito Eurofighter italiano
Vai al contenutoMedioriente, Report ministero difesa su militari italiani
Tensione in Medioriente, Houthi rivendicano azione su Riad
Idf: "Comandante Hamas ucciso Abu Ubaid tenne in ostaggio soldati israeliani"
La portavoce in lingua araba dell'Idf comunica su X che il comandante della brigata Rafah di Hamas ucciso martedì scorso era coinvolto nella detenzione di soldati dell'esercito e cittadini israeliani tenuti in ostaggio a Gaza. Nail Abu Ubaid nel 2014 prese parte alla detenzione del corpo del tenente Hadar Goldin, mentre nel corso della guerra ha tenuto prigioniero il sergente maggiore Nimrod Cohen un'infrastruttura sotterranea nella zona di Rafah.
Herzog concede grazia a soldato che nel 2016 uccise terrorista ferito a terra a Hebron
L'ufficio del presidente israeliano Isaac Herzog ha annunciato questa sera di aver deciso di cancellare la fedina penale dell'ex soldato Elor Azaria, che sparò in testa a un terrorista ferito a terra a Hebron nel 2016. L'Idf si era opposto alla grazia raccomandando al ministro della Difesa di non adottarla poiché "Azaria si è astenuto dall'esprimere rimorso e dall'assumersi la responsabilità delle sue azioni". L'ufficio del presidente Herzog ha dichiarato che tra le considerazioni per la grazia figurano il tempo trascorso dall'accaduto, il fatto che Azaria abbia già scontato la sua pena e la necessità di permettergli di "aprire un nuovo capitolo della sua vita. La decisione non intende minare o danneggiare il processo legale svoltosi in merito alla vicenda". Non solo: "La decisione del presidente si basa sullo spirito delle Giornate della Misericordia e del Perdono del popolo di Israele", essendo oggi la vigilia di Yom Kippur.
Idf: "Ucciso a Khan Younis comandante Hamas che prese parte al 7 ottobre"
L'Idf rende noto di aver ucciso due giorni fa nell'area di Khan Younis, nel sud di Gaza, Muhammad Suleiman Byouk, un comandante dell'ala militare di Hamas che aveva preso parte al massacro del 7 ottobre. "Durante tutta la guerra, anche recentemente, il terrorista ha operato per piazzare ordigni esplosivi in tutta la Striscia di Gaza al fine di colpire le truppe dell'Idf", scrive l'esercito israeliano in una nota.
Attacco a Riad e morti nel sud dello Yemen per il conflitto con gli Houthi
Houthi: "Colpiti obiettivi sensibili Riad e siti petroliferi"
Gli Houthi hanno rivendicato attacchi contro "siti sensibili" a Riad, in Arabia Saudita, e contro impianti petroliferi nella città portuale saudita di Yanbu. "In risposta ai tentativi criminali del nemico saudita di colpire la capitale Sanaa le Forze armate yemenite hanno condotto due operazioni militari riuscite, impiegando un gran numero di missili balistici, missili da crociera e droni", ha affermato il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, in una dichiarazione su Telegram. "La prima ha preso di mira siti sensibili nella capitale saudita, Riad, mentre la seconda ha colpito impianti della Aramco a Yanbu".
Houthi: "Abbiamo attaccato Riad e Yanbu"
Le forze armate degli Houthi yemeniti hanno rilasciato una dichiarazione tramite il portavoce, Ameen Hayyan, affermando di aver attaccato quelli che hanno definito siti "sensibili" a Riad con missili balistici e droni, nonché un impianto ARAMCO a Yanbu. Nessuna delle informazioni contenute nella dichiarazione degli Houthi è stata confermata dall'Arabia Saudita.
Media, attacchi israeliani nel sud del Libano
Si registrano nuovi attacchi israeliani nel sud del Libano. Lo riportano i media libanesi parlando di raid nella zona dei villaggi di Haris e Sarbin. Al Jazeera riferisce di attacchi anche nella ziona di Nabatieh.
Ministero Salute Gaza: "Dal cessate il fuoco dell'11 ottobre scorso 1.390 persone uccise"
Sono 1390 le persone rimaste uccise nella Striscia di Gaza da quando Israele e Hamas hanno dichiarato il cessate il fuoco, l'11 ottobre scorso. A riferirne è stato Il Ministero della Salute di Gaza citato dal quotidiano israeliano 'Ha'aretz'. Secondo il bilancio del Ministero, nello stesso arco di tempo 4.801 persone sono rimaste ferite e 831 corpi sono stati recuperati dalle macerie. Dal massacro del 7 ottobre 2023, 73.910 persone sono rimaste uccise e 174.914 ferite, stando ai dati del Ministero.
Rezaei ad Al Jazeera: "Trasmesse agli Usa le nostre condizioni per accordo"
L'Iran ha trasmesso agli Stati Uniti, attraverso la mediazione del Qatar, le proprie condizioni per fermare il conflitto e attende ora una risposta del presidente Donald Trump. «Siamo in contatto con il Qatar, che ha trasmesso a Washington le nostre condizioni per fermare la guerra, e attendiamo una risposta da Trump», ha affermato il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, in un'intervista ad Al Jazeera.
Le richieste di Teheran sono sostanzialmente inalterate: «La fine della guerra su tutti i fronti, lo sblocco dei nostri fondi congelati e la revoca del blocco navale», ha detto Rezaei, riferendo che sono in corso consultazioni anche attraverso mediatori pakistani. Accettare queste condizioni sarebbe «nell'interesse di Washington», ha aggiunto, mentre le minacce americane «non produrranno risultati». Teheran, ha aggiunto, è pronta a una «guerra decisiva» se non sarà raggiunta un'intesa.
Teheran: "Consultazioni con mediatori, abbiamo dato loro nostre condizioni per negoziare"
Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell'Iran, Mohsen Rezaei, ha affermato in un'intervista ad Al Jazeera che "sono in corso consultazioni con mediatori qatarioti e pachistani, ai quali abbiamo comunicato le nostre condizioni per il negoziato. Le nostre condizioni sono: fine della guerra su tutti i fronti, sblocco dei nostri beni congelati e revoca del blocco navale". "È nell'interesse di Washington accettare le nostre condizioni per porre fine al conflitto; le minacce di Trump non porteranno ad alcun risultato e noi siamo pronti a una guerra decisiva", ha affermato Rezaei. "Facciamo sul serio riguardo alla nostra difesa; se attaccati, colpiremo le basi Usa e gli interessi di Washington nella regione con maggiore forza".
Wafa: "Coloni estremisti attaccano un casa palestinese a est di Ramallah"
Coloni estremisti israeliani hanno attaccato il villaggio di Burqa, a est di Ramallah, e hanno tentato di incendiare un'abitazione palestinese. Lo riferisce l'agenzia di stampa Wafa citando l'attivista Mahmoud Barakat, secondo cui decine di coloni hanno attaccato la periferia del villaggio e hanno lanciato pietre contro un'abitazione. Hanno anche dato fuoco al balcone di una casa ma gli abitanti sono riusciti a contenere e spegnere le fiamme. Alcune immagini postate su X mostrano un anziano uomo ferito alla testa.
Araghchi polemico dopo post Barrot su Mahsa, accuse su passato coloniale Francia
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha replicato al collega francese, Jean-Noel Barrot, che aveva ricordato Mahsa Amini nel quarto anniversario della sua morte e ribadito il sostegno di Parigi agli iraniani che chiedono "giustizia e dignità". In un messaggio su X, Araghchi ha accusato la Francia di ipocrisia per il suo passato coloniale in Algeria e ha criticato il silenzio di Barrot sulle vittime iraniane degli attacchi statunitensi.
"Un milione e mezzo di algerini sono stati massacrati dalla Francia durante la guerra d'indipendenza", ha scritto Araghchi, secondo il quale Parigi avrebbe riconosciuto meno di un decimo delle vittime e continuerebbe a "rifiutare qualsiasi scusa per i suoi crimini coloniali". "Basta con le vostre lacrime di coccodrillo", ha aggiunto il ministro iraniano rivolgendosi direttamente a Barrot. "Il vostro silenzio quando gli Stati Uniti hanno massacrato i nostri bambini nelle scuole dice tutto", ha attaccato.
Media: "Idf colpisce un'auto a Gaza City, due morti"
Un attacco dell'Idf a un'auto nel quartiere Sheikh Radwan a nord di Gaza City ha provocato due morti, riferiscono i media della Striscia postando i video di una macchina in fiamme.
Media: "Netanyahu accorcia la visita negli Usa, non vedrà Elon Musk"
Secondo Ynet, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha accorciato la visita negli Stati Uniti per il suo discorso all'Assemblea generale delle Nazioni Unite e ha annullato l'incontro previsto con il miliardario Elon Musk, che avrebbe dovuto svolgersi in Texas. Un team avanzato dell'ufficio di Netanyahu era già arrivato in Texas per preparare l'incontro, ma oggi il team è stato informato che la visita è stata annullata. Inoltre, invece di arrivare mercoledì, parlare giovedì e tornare a in Israele, il premier arriverà a New York giovedì mattina, terrà il suo discorso alle 14 ora di New York e tornerà in serata. Netanyahu non incontrerà inoltre il presidente Donald Trump.
Israele, Eshkol Nevo: "Elezioni tra un mese, speriamo in cambiamento e nuova leadership"
"Fra un mese, cinque settimane, abbiamo le elezioni in Israele e noi veramente speriamo che questo significhi un cambiamento per il Paese, perché ne abbiamo abbastanza di questo governo che ci ha portato di catastrofe in catastrofe". Lo ha detto lo scrittore israeliano Eshkol Nevo rispondendo alle domande dell'Adnkronos a Pordenone, in occasione della 27esima edizione del festival Pordenonelegge, dove è stato insignito del Premio Crédit Agricole 'La storia in un romanzo'.
Guardando al voto imminente, l'autore ha sottolineato la necessità di una svolta politica: "Abbiamo bisogno di una leadership nuova e io veramente sono speranzoso e fiducioso che la prossima volta che saremo a Pordenonelegge potremo parlare di un Israele diverso".
Un auspicio che si lega anche al confronto con le nuove generazioni e al tema della pace: "Ho tre figlie, una di ventitre anni, una venti e una quindici, e mi hanno chiesto con un tono molto scettico se la pace sia davvero possibile dopo tutto quello che è successo", ha raccontato Nevo. Per rispondere, lo scrittore ha rievocato la storia familiare: "Ho fatto l'esempio del loro nonno, mio padre, che è stato soldato nel 1967 e nel '73 sul fronte egiziano. Se gli avessero detto che nel 1977 e nel '79 ci sarebbero stati gli accordi di pace, non ci avrebbe creduto. La storia ha dimostrato che è possibile, e l'unico modo per ottenerla è passare per il dialogo".
Arabia Saudita, fumo e fiamme vicino all'aeroporto di Riad: problemi allo scalo
L'esplosione della notte aveva già fatto scattare un'allerta, con segnalazioni di disagi ai sistemi di navigazione dello scalo, secondo fonti iraniane. Sullo sfondo resta la crisi tra Arabia Saudita e Houthi: il movimento yemenita rivendica una "resistenza armata legittima"
Arabia Saudita, fumo e fiamme aeroporto Riad: problemi allo scalo
Vai al contenutoYemen, 48 morti negli scontri tra Houthi e forze governative
Gli scontri nel sud dello Yemen tra le forze governative sostenute dall'Arabia Saudita e i combattenti Houthi appoggiati dall'Iran hanno causato 48 vittime nelle ultime ore. Secondo fonti militari governative, sono rimasti uccisi 17 soldati, mentre gli Houthi hanno segnalato la morte di 31 dei loro combattenti nell'ultimo giorno.
Il costo della guerra in Iran supera le stime del Pentagono, oltre 45 miliardi
La guerra contro l'Iran è costata agli Stati Uniti 45,1 miliardi di dollari, molto più di quanto stimato sia dal Congresso che dal dipartimento della Difesa qualche mese fa. La cifra oltretutto, stando a quanto riferito da una fonte del Pentagono alla Cnn non include i costi per la riparazione di basi o edifici danneggiati e quelli indiretti delle operazioni militari richiesti dai legislatori. Il Congressional Budget Office aveva calcolato una cifra attorno ai 38 miliardi per i costi della guerra fino al 1° agosto, mentre il dipartimento della difesa aveva quantificato la spesa in 37,5 miliardi di dollari.
Araghchi: "Sicurezza in Medio Oriente non può essere imposta dall'esterno"
"In Medio Oriente, la sicurezza sostenibile non può essere imposta dall'esterno della regione. I Paesi della regione dovrebbero essere in grado di dialogare sulla loro sicurezza e sul loro futuro comune senza interferenze straniere". Così il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, riportato da Al Jazeera. "La sicurezza sostenibile si raggiunge attraverso il dialogo e la creazione di fiducia tra i paesi della regione, non attraverso una presenza militare straniera" ha aggiunto.
Sicurezza militari italiani in Medio Oriente, Difesa studia opzioni
In base all'evoluzione del quadro nelle aree del Medio Oriente dove operano i militari italiani, i vertici della Difesa stanno effettuando un rapporto su possibili opzioni operative che garantiscano ulteriormente la sicurezza dei nostri contingenti. Il ministro della Difesa aveva infatti già chiesto al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, al Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, Giovanni Maria Iannucci, di fornire in merito un'ulteriore valutazione, dopo quelle già effettuate.
Ucciso figlio direttore generale ministero Salute di Gaza
Il Ministero della Salute di Gaza ha reso noto che Basir al-Bursh, figlio del direttore generale Munir al-Bursh, è stato ucciso dal fuoco israeliano nel nord della Striscia. Lo riportano i media arabi. L'attacco è avvenuto nel quartiere di az-Zahra, a ovest del campo profughi di Jabalia. E' una delle tre vittime segnalate oggi a seguito di distinti attacchi israeliani in diverse aree della Striscia.
Iran, corrono senza velo maratona Teheran, aperto caso penale
Sfidando l'obbligo del velo imposto dalla legge, decine di donne hanno corso una maratona femminile di 10 chilometri a Teheran senza indossare l'hijab. Il video della corsa ha fatto il giro dei social e suscitato l'ira delle autorità. La procura della capitale iraniana ha annunciato di aver avviato un procedimento penale contro gli organizzatori della gara svoltasi ieri al parco Velayat. Durante l'evento "non sono state rispettate le normative legali e religiose", scrive l'agenzia della magistratura Mizan. Un caso simile si era verificato all'inizio di dicembre 2025, quando le autorita' iraniane hanno intentato una causa contro gli organizzatori di una maratona sull'isola di Kish, al largo della costa meridionale dell'Iran, dopo che alcune immagini avevano mostrato donne partecipanti senza hijab. Il rispetto della legge sul velo obbligatorio per le donne è diventata sempre più sporadica dopo le proteste scoppiate in tutto il Paese nel settembre 2022 in seguito alla morte nelle mani della polizia morale di Mahsa Jina Amini, una giovane donna curda di Saqqez arrestata con l'accusa di non indossare in modo corretto l'hijab. La sua morte ha scatenato il più grande movimento di protesta in Iran degli ultimi quarant'anni che al grido 'Donna, vita, libertà' chiedeva la fine della Repubblica islamica. La protesta fu repressa nel sangue.
Crosetto: "L'Italia non è in guerra, nessun segreto su missione in Arabia"
"L’Italia non è in guerra. Il Parlamento non è stato escluso da niente. Il Quirinale non è stato tenuto all’oscuro di nulla. La presenza militare italiana in Arabia Saudita non è mai stata ‘segreta’". Lo precisa in una nota il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in risposta ad un articolo di stampa pubblicato da "Il Fatto Quotidiano".
Houthi: "Non siamo in guerra con l'Italia ma i vostri aerei sono in Arabia Saudita"
"La nostra è una resistenza armata legittima di fronte alla prolungata aggressione saudita. Non siamo in guerra con l'Italia e non intendiamo coinvolgere il vostro Paese. Ma ci chiediamo cosa ci fanno gli aerei italiani in Arabia Saudita a sostegno della guerra di Riad contro di noi". Lo sottolinea all'ANSA Muhammad Mansur, funzionario del ministero dell'informazione del governo Houthi a Sanaa interpellato sull'attacco alla base aerea di Taif, in Arabia Saudita, nel quale ieri è stato colpito un velivolo militare italiano.

©Ansa
Arabia Saudita, all'aeroporto di Riad in fiamme serbatoio dell'Aramco
Un serbatoio di carburante della Aramco situato nei pressi dell'aeroporto internazionale di Riad è andato a fuoco; alcuni abitanti della città avevano segnalato di aver udito delle esplosioni. E' stato possibile vedere i vigili del fuoco impegnati a spegnere le fiamme di un serbatoio ormai distrutto, sulla cui struttura era visibile il logo del colosso petrolifero saudita Aramco.
Israele, Cnn: "Il partito di Netanyahu vuole impedire rientro degli espatriati per il voto"
A poche settimane dalle elezioni in Israele, "decine di migliaia" di israeliani residenti all'estero starebbero prenotando voli per tornare a casa ed esprimere il proprio voto, ma il partito Likud, guidato dal premier Benjamin Netanyahu, sta cercando di impedire ad alcuni di loro di atterrare. Lo rende noto la Cnn, spiegando che questa settimana il partito ha presentato una petizione al Comitato elettorale centrale israeliano per bloccare l'iniziativa 'Fly & Vote', che aiuta gli espatriati israeliani a rientrare per il giorno delle elezioni, accusando il progetto di essere un'operazione illegale, finanziata dall'estero, che potrebbe "danneggiare gravemente l'integrità delle elezioni".
"In un paese dove i margini di vittoria sono spesso esigui, questi voti potrebbero giocare un ruolo cruciale nel determinare il prossimo leader", scrive l'emittente statunitense. A differenza della maggior parte delle democrazie occidentali, Israele non consente il voto per corrispondenza per i cittadini all'estero, con la sola eccezione di diplomatici e inviati ufficiali, costringendo gli espatriati, che possono rappresentare fino a un decimo della popolazione totale, a tornare in patria per votare. Secondo gli ultimi sondaggi né la coalizione di destra di Netanyahu né la sua frammentata opposizione raggiungeranno la maggioranza di 61 seggi necessaria per formare un governo: il Likud teme dunque che un afflusso di espatriati possa favorire i partiti di opposizione in un'elezione così combattuta.
'Fly & Vote' è stata lanciata dalla America-Israel Democracy Aid Coalition, un'organizzazione no-profit statunitense fondata nel 2023 per "rafforzare le fondamenta democratiche di Israele". Il gruppo afferma di non pagare direttamente i viaggi, ma di utilizzare la tecnologia per trovare voli convenienti e tariffe di gruppo, oltre a fornire supporto logistico. Più di 35.000 israeliani si sono registrati e oltre 50.000 intendono tornare per votare. La cofondatrice dell'iniziativa Batell Blaish Sultanik la paragona all'ondata di cittadini rientrati per arruolarsi dopo il 7 ottobre, insistendo sulla sua natura apartitica e sul diritto al voto. Tuttavia, stando al Likud, si tratta di un organismo politico creato per convogliare donazioni Usa a gruppi di protesta israeliani. Il partito argomenta anche che l'accesso prioritario ai voli e le tariffe di gruppo costituiscono benefici proibiti, assimilabili a corruzione elettorale.
La colonna di fumo nei pressi dell'aeroporto King Khalid di Riad, in Arabia Saudita
Idf: "Colpite strutture di Hezbollah dopo esplosione nella Zona di Sicurezza"
L'Idf rende noto che oggi in risposta all'esplosione di un ordigno nella Zona di Sicurezza ha colpito strutture di Hezbollah nel Libano meridionale. "Un veicolo del genio militare è passato sopra un ordigno esplosivo di Hezbollah nella Zona di Sicurezza nel Libano meridionale. Due soldati sono rimasti feriti. In risposta, l'Idf ha colpito infrastrutture terroristiche in diverse aree del Libano meridionale. Tra gli obiettivi colpiti vi erano postazioni di osservazione e infrastrutture dalle quali i terroristi di Hezbollah operavano per pianificare ed eseguire attacchi contro i soldati dell'Idf", si legge nella nota dell'esercito.
Media: "Fumo e fiamme vicino all'aeroporto di Riad"
Fumo nero e fiamme sono stati avvistati vicino all'aeroporto di Riad: lo riferiscono i residenti alla France Presse. La notizia è riportata anche sul canale X del Jerusalem Post, che cita un testimone oculare che avrebbe visto una grande colonna di fumo sollevarsi vicino allo scalo aereo.
Araghchi: "Sicurezza Medio Oriente non sia dettata da esterno"
"La sicurezza sostenibile in Medio Oriente non può essere dettata dall'esterno della regione". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi intervenendo virtualmente all'evento Global Town Hall 2026 in Indonesia, come riporta Al Jazeera. "Se il diritto internazionale viene ignorato quando gli interessi delle grandi potenze lo richiedono, allora non si può parlare di stato di diritto", ha detto, sottolineando che se organismi come l'Onu "non riescono a opporsi all'aggressione e a ritenere responsabili i colpevoli del diritto internazionale, è naturale che la credibilità e la legittimità di queste istituzioni ne risentano". Il capo della diplomazia iraniana ha continuato dicendo che il mondo ha bisogno "più che mai del multilateralismo". "Dobbiamo accettare che ogni guerra ha un costo che va ben oltre il campo di battaglia", ha detto, evidenziando come i contribuenti paghino il costo delle guerre, ma la gente comune paga il prezzo più alto con le proprie vite, il proprio sangue, le proprie case, il proprio futuro e la propria sicurezza. "Crediamo che la sicurezza sostenibile possa essere raggiunta attraverso il dialogo, la costruzione della fiducia, la cooperazione e il rispetto reciproco tra i paesi della regione, non attraverso la presenza militare di potenze straniere e l'imposizione della loro volontà", ha concluso.
Media: "Almeno tre morti per attacchi di Israele a Gaza, inclusa una bambina"
Almeno tre palestinesi, tra cui una bambina, sarebbero morti a causa di attacchi israeliani nella Striscia di Gaza, secondo quanto riportato da Quds News Network e rilanciato da Haaretz. Secondo il rapporto, la minore sarebbe stata uccisa da colpi d'arma da fuoco delle truppe delle Forze di difesa israeliane nel centro di Gaza. Anche il figlio del dottor Munir al-Bursh, direttore generale del Ministero della Salute di Gaza controllato da Hamas, sarebbe stato ucciso in un attacco israeliano a Jabalia, nel nord di Gaza.
Medioriente, Giorgetti: "Choc energetico finirà nelle bollette". VIDEO
Iran, telefonata tra i ministri degli Esteri di Teheran e Islamabad
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e il vice premier e ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar, hanno avuto un colloquio telefonico incentrato sugli ultimi sviluppi nella regione. Lo ha riferito l'agenzia iraniana Mehr, precisando che i due ministri hanno discusso di relazioni bilaterali e di questioni di interesse comune.
Coloni israeliani tagliano l'acqua a 700 palestinesi a Masafer Yatta
Coloni israeliani hanno interrotto la fornitura d'acqua a 700 palestinesi nel villaggio di Ad-Daqiqa, situato nell'area desertica di Yatta, a Sud di Hebron, in Cisgiordania. Osama Makhamra, attivista impegnato contro gli insediamenti, ha riferito all'agenzia di stampa palestinese Wafa che i coloni, protetti dalle Forze israeliane, hanno tagliato l'erogazione idrica nel contesto di attacchi in corso contro villaggi, frazioni e accampamenti beduini della zona di Masafer Yatta.
Araghchi: "La Francia ipocrita, massacrò gli algerini e tace sulle stragi in Iran"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha accusato la Francia di ipocrisia riguardo alla sua storia coloniale in Algeria, intimando al ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot di "smettere con le lacrime di coccodrillo" e criticando il suo silenzio sull'uccisione di scolari iraniani da parte degli Stati Uniti. Lo scrive l'emittente iraniana Press Tv. "1,5 milioni di algerini furono massacrati dalla Francia durante la Guerra d'Indipendenza. Meno di un decimo di loro è stato registrato da Parigi, che si rifiuta di chiedere scusa per i suoi crimini coloniali. Basta con le lacrime di coccodrillo. Il vostro silenzio quando gli Stati Uniti hanno massacrato i nostri studenti dice tutto".
Media: "L'Idf valuta di diffondere il video che mostra gli orrori del 7 ottobre"
L'esercito israeliano sta valutando di diffondere il filmato di 47 minuti che mostra gli orrori del massacro del 7 ottobre, mostrato finora a una ristretta cerchia di giornalisti internazionali. Lo riferisce l'emittente Channel 12. Il filmato raccoglie i video girati dai terroristi con camere go-pro e cellulari, riprese delle telecamere di sicurezza, sulle auto, e i video girati dai soccorritori. Il capo della Direzione della pianificazione dell'Idf coordina il lavoro di staff sulla questione, il primo ministro Benjamin Netanyahu, il ministro della Difesa Israel Katz e il capo di stato maggiore Eyal Zamir sostengono la diffusione, riferisce la tv. Il video potrebbe essere diffuso dal ministero degli Esteri attraverso le ambasciate nei Paesi destinatari, con "codice aperto" al mondo, cioè attraverso le reti X e Telegram oltre ad altre piattaforme. Nell'Idf si valuta anche se diffondere il film per tutta la sua durata, oppure dividerlo in tre parti da 15 minuti.
Media, "improbabile" incontro Trump-Netanyahu all'Onu
Benjamin Netanyahu non incontrerà Donald Trump a margine dell'Assemblea Generale dell'Onu a New York. Nell'agenda degli incontri del presidente statunitense non compare il nome del premier israeliano e, secondo fonti citate dal Times of Israel, è "improbabile" che i due riescano a trovare spazio per un colloquio. Martedì Trump incontrerà i leader di Regno Unito, Messico e Giappone prima di fare ritorno a Washington per un incontro con il presidente cinese Xi Jinping. Il presidente americano dovrebbe inoltre incontrare la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez: l'ambasciatore statunitense all'Onu, Mike Waltz, ha dichiarato ai giornalisti che i due terranno un colloquio a margine di un ricevimento per i leader organizzato da Trump in occasione dell'Assemblea Generale.
Yemen, Houthi: "Non siamo in guerra con l'Italia, non sostenga le aggressioni"
"Non siamo in guerra con l'Italia, né desideriamo che essa venga coinvolta in atti ostili contro il nostro Paese o che sostenga atti di aggressione contro la nostra Nazione e il nostro popolo". Lo afferma all'Adnkronos Nasr al-Din Amer, vice capo dell'Autorità per i media degli Houthi (Ansar Allah) e presidente del consiglio di amministrazione dell'agenzia di stampa Saba. "Attualmente siamo in guerra con il nemico saudita, che da 12 anni assedia e attacca il nostro Paese", aggiunge Amer dopo l'attacco alla base aerea di Ta'if, in Arabia Saudita, in cui è stato colpito un velivolo F-2000 italiano.

©Ansa
Iran, Wp: "Almeno 22 soldati Usa morti, più di quanto ammesso"
Sarebbero morti 22 soldati statunitensi nella guerra contro l'Iran, un numero superiore al bilancio ufficiale reso pubblico dal Pentagono. Lo scrive il Washington Post, citando sei funzionari Usa a conoscenza dei dati interni di contabilità delle vittime del dipartimento della Difesa: cinque di essi parlano di almeno 22 militari morti, ossia quattro in più rispetto a quanto risulta nel database pubblico del Pentagono. Secondo una sesta fonte sono 23: non sarebbero tutti direttamente collegati al conflitto ma si tratterebbe comunque di personale presente in Medio Oriente durante le ostilità in corso. Lo stesso funzionario segnala anche la morte di tre contractor Usa basati nella regione.
Al momento il database pubblico Defense Casualty Analysis System (Dcas) riporta 18 vittime militari. Il sistema di classificazione delle vittime alimenta ulteriori ambiguità: 14 decessi risultano registrati sotto l'operazione Epic Fury, nome scelto dall'amministrazione Trump per la guerra contro l'Iran, mentre altri quattro compaiono in una categoria separata denominata Overseas Operations, riferita al periodo successivo al cessate il fuoco di luglio tra Washington e Teheran, poi collassato con la ripresa degli attacchi. Nel corso dell'estate, quando quattro morti in combattimento erano stati temporaneamente esclusi dal database, l'amministrazione aveva riclassificato la ripresa delle ostilità come Overseas Operations anziché come parte dell'operazione Epic Fury.
Tra i casi non riflessi nel database figurano il sergente Devin Seibel, morto il 31 maggio a Irbil, in Iraq, in un incidente durante un addestramento nell'ambito dell'operazione Inherent Resolve contro lo Stato islamico, e il maggiore Sorffly Davius, deceduto il 6 marzo in Kuwait per un'emergenza medica non specificata mentre era impegnato nell'operazione Spartan Shield, scrive la testata statunitense, specificando come non sia chiaro se la sua morte sia collegata a un attacco iraniano. Il Pentagono ha confermato che, da febbraio, altri due militari sono morti in Medio Oriente in missioni non legate alla guerra contro l'Iran, in basi colpite da forze iraniane.
Revocate le allerte per le esplosioni avvertite a Riad
Le allerte alla popolazione lanciate dalle autorità saudite per almeno due esplosioni segnalate nella notte a Riad sono state revocate: lo ha fatto sapere la Direzione Generale della Difesa Civile. Le autorità consigliano comunque alla cittadinanza di evitare "assembramenti".
Ue: "Visti negati ai palestinesi per l'Onu, gli Usa ci ripensino"
L'Unione Europea ha espresso rammarico per la decisione di Washington di negare, per il secondo anno consecutivo, i visti ai funzionari palestinesi intenzionati a partecipare all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, esortando a un ripensamento. "Alla luce degli accordi vigenti sulla sede con l'Onu e degli obblighi in qualità di Stato ospitante, esortiamo gli Stati Uniti a riconsiderare tale decisione", ha dichiarato Anouar El Anouni, portavoce del servizio diplomatico dell'Ue.
Prezzi, da guerra in Iran impatto fino a 24,6 miliardi sulle famiglie italiane
Non solo carburanti ed energia. La guerra in Iran ha portato negli ultimi 6 mesi ad una sensibile crescita dei prezzi al dettaglio in numerosi settori al punto che, se i listini si mantenessero ai livelli attuali, il conto finale del conflitto ammonterebbe a fine anno per le famiglie a complessivi 24,6 miliardi di euro. Lo afferma uno studio condotto dal Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.) in collaborazione con Assoutenti che, sulla base dei dati ufficiali Istat, analizza l'andamento di prezzi e tariffe di beni e servizi dallo scoppio del conflitto a oggi evdienziando l'incremento in numerosi settori come prodotti informatici, traghetti e aerei, frutta e verdura Nonostante i prezzi di gasolio, gas ed elettricità siano da settimane al centro dell'attenzione, secondo il Crc sono altre le voci che dall'inizio del conflitto hanno subito i rincari maggiori . Confrontando l'indice dei prezzi di febbraio 2026 con i dati rilevati dall'Istat nell'ultimo mese, emerge come i prodotti informatici siano quelli che hanno subito gli aumenti più pesanti: nello specifico i prezzi dei supporti di registrazione non registrati (schede di memoria, chiavette Usb e simili) segnano un +58,5% in sei mesi, gli accessori per l'informazione e la comunicazione (caricabatterie, power bank, custodie, cavi, adattatori, ecc.) +27%, i supporti con registrazioni di suoni, immagini e video (film in dvd, contenuti digitali, ecc.) +15,2%, computer portatili, palmari e tablet +14%, videogiochi e console +12,4%. Alla base dei rincari la chiusura dello stretto di Hormuz, che determina un rallentamento del traffico marittimo con ripercussioni su alcune componenti come i chip, i semiconduttori e le batterie.
Forte esplosione nella notte a Riad
Una forte esplosione è stata avvertita nella notte a Riad, in seguito all'allarme lanciato per la popolazione. La protezione civile saudita ha diramato un'allerta. Secondo l'agenzia iraniana Tasnim stando a "rapporti provenienti dall'Arabia Saudita, si segnalano gravi disagi e la paralisi dei sistemi di navigazione all'aeroporto internazionale di Riad, in seguito ad un attacco nel Paese".
Onu: "Ferma condanna agli attacchi Houthi contro l'Arabia Saudita"
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (Unsc) ha condannato "nei termini più fermi" gli attacchi degli Houthi contro l'Arabia Saudita, inclusi quelli diretti a infrastrutture civili ed energetiche. La notizia è riportata da Al-Jazeera. In una dichiarazione, il Consiglio ha chiesto agli Houthi di "cessare immediatamente la loro escalation militare". I membri del Consiglio hanno ribadito la precedente condanna degli attacchi e delle minacce al traffico marittimo nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandeb. L'Unsc ha espresso solidarietà all'Arabia Saudita e ha riaffermato il suo diritto intrinseco all'autodifesa ai sensi del diritto internazionale. L'organo delle Nazioni Unite ha inoltre ribadito il proprio impegno a favore dell'unità, della sovranità, dell'indipendenza e dell'integrità territoriale dello Yemen.
Missione Aspides, Roma chiede all'Ue più navi e fondi
Il ministro della Difesa italiano ha inviato una lettera all'Alto Rappresentante Ue per chiedere il potenziamento dell'operazione con l'invio di navi militari da parte di altri Paesi. L'Italia, a quanto si apprende, sarebbe pronta a fornire una seconda fregata, se richiesto, ma i partner dovrebbero contribuire a sostenerne il peso finanziario dell’operazione.
Missione Aspides, Roma chiede all'Ue più navi e fondi
Vai al contenutoAttaccata base aerea saudita, colpito Eurofighter italiano
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato che "la base aerea di Taif è stata oggetto di attacchi", ma "non vi sono militari italiani coinvolti". L'Italia è pronta a usare la Marina militare anche senza l'Ue per garantire il passaggio dei suoi mercantili a Bab el-Mandeb, lo stretto sotto il controllo degli Houthi. Trump: “Momento cruciale per l'Iran, devo prendere una decisione importante”. Il presidente Usa dovrebbe incontrare i leader del Golfo martedì prossimo.
Attaccata base aerea saudita, colpito Eurofighter italiano
Vai al contenutoIn Iran messo a morte un uomo accusato di collaborazione con il Mossad
Un uomo è stato messo a morte in Iran dopo esser stato accusato di aver fornito ai servizi di intelligence israeliani informazioni relative a siti missilistici iraniani durante la guerra che coinvolge Usa e Israele contro la Repubblica Islamica: lo ha riferito sabato la magistratura controllata da Teheran. "È stata eseguita la pena di morte nei confronti di Hossein Pedaran, che aveva fornito al Mossad informazioni su siti missilistici nella provincia di Isfahan", ha riferito la magistratura iraniana, senza precisare né la data del suo arresto né quella del processo.
Crosetto rassicura: "Nessun militare italiano coinvolto nell'attacco alla base aerea in Arabia Saudita". VIDEO
Media: tre morti in attacchi israeliani nella Striscia di Gaza
Raid aerei attribuiti a Israele hanno provocato la morte di tre persone nella Striscia di Gaza: lo riporta Al Jazeera, citando fonti ospedaliere locali. Fonti consultate sempre da Al Jazeera hanno inoltre riferito che truppe israeliane hanno compiuto un'incursione nel villaggio di al-Mughayyir, in Cisgiordania. Secondo media israeliani, le forze di sicurezza stanno indagando su un episodio avvenuto nella stessa zona, in cui sono stati sparati dei colpi d'arma da fuoco contro un motociclista israeliano.
La Turchia revoca la licenza alla banca iraniana Mellat
La Turchia ha revocato la licenza della banca Mellat, uno dei principali istituti di credito privati iraniani: lo si legge sulla Gazzetta ufficiale turca. Il motivo del provvedimento non è stato specificato. La misura arriva tuttavia due settimane dopo che Washington aveva imposto sanzioni a una banca turca per presunti legami con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica iraniana.
Trump: "Teheran vuole un accordo"
L'Iran vuole raggiungere un accordo con gli Stati Uniti. Lo ha ribadito il presidente americano, Donald Trump, mentre valuta se intraprendere ulteriori azioni militari contro Teheran. In un'intervista telefonica a NewsNation, Trump ha risposto "vedremo cosa succede" alla domanda sulle sue recenti dichiarazioni, secondo cui stava valutando se "annientare" l'Iran.
"Al momento vogliono fare un accordo", ha detto Trump, aggiungendo di ritenere che l'Iran stia "perdendo sotto ogni punto di vista", sia sul piano economico che militare. "Se l'accordo non sarà corretto, allora non ci penserei nemmeno", ha affermato.
Cnn, rapporto intelligence generato con Ia poteva scatenere guerra con Cina
Un rapporto di intelligence generato con l'intelligenza artificiale, quindi ''completamente falso'', ha dato all'esercito americano informazioni scorrette sul carico di una nave cinese in Medio Oriente, che secondo il chatbot stava trasportando componenti di un programma di armi nucleari. Lo rivela la Cnn citando quattro fonti ben informate, secondo le quali, in primavera in piena guerra contro l'Iran, l'esercito statunitense è entrato in azione con l'intenzione di intercettare la nave. Due di queste fonti hanno spiegato, a condizione di anonimato, che militari americani si stavano preparando ad abbordare l'imbarcazione. Aerei militari erano in volo, hanno riferito due fonti. Solo poco prima dell'operazione pianificata, i funzionari hanno esaminato più a fondo il rapporto redatto da un analista del comando delle operazioni speciali e hanno scoperto che era stato generato con l'aiuto dell'intelligenza artificiale e che un chatbot aveva identificato erroneamente il materiale trasportato dalla nave. Secondo una delle fonti, il rapporto era "completamente falso", ma "ha quasi scatenato una guerra". Un'operazione statunitense contro una nave cinese poteva degenerare in un conflitto armato tra Washington e Pechino.
Allarme a Ryad, forti esplosioni
Forti esplosioni a Ryad, riferisce la France Press, dopo un allarme aereo lanciato dalle autorità dell'Arabia Saudita, Paese nel mirino degli attacchi degli Houthi filo-iraniani dello Yemen. "L'area è interessata da una minaccia aerea ostile", l'avviso ricevuto dagli abitanti della capitale saudita, colpita direttamente per la prima volta dall'intensificarsi del conflitto nel vicino Yemen.