Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Trump al Papa: "Gli spieghino che Iran non avrà nucleare". Raid uccide famiglia in Libano

©Ansa

Il Presidente statunitense attacca su Truth il pontefice, che in giornata ha invocato la pace. Nuovo bombardamento uccide una famiglia siriana in Libano: 9 morti. Un missile iraniano è caduto sulla base aerea Usa di Ali Al Salem ferendo 5 soldati americani. Hegseth minaccia un nuovo attacco a Teheran

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Alta tensione nel Golfo Persico, mentre resta lo stallo nella trattativa sulla tregua e il Segretario Usa alla Difesa Hegseth torna ad evocare l'attacco a Teheran. Un missile iraniano è caduto sulla base aerea Usa di Ali Al Salem, in Kuwait, soprannominata The Rock dai militari, che ospita il 386th Air Expeditionary Wing. Malgrado sia stato intercettato, i detriti hanno ferito in modo lieve 5 soldati americani e distrutto due droni MQ-9 Reaper.

"Trump stringerà un accordo soltanto se questo sarà vantaggioso per gli Usa e rispetterà le sue linee rosse: l'Iran non potrà mai possedere un'arma nucleare", ha fatto sapere la Casa Bianca dopo una lunga riunione nella situation room. Il presidente iraniano Pezeshkian insite: "Un'intesa dignitosa è possibile".

Nuovi raid in Libano. È di almeno cinque morti il bilancio degli attacchi israeliani condotti da sabato nel sud del Paese. Lo riporta L’Orient-Le Jour. Un paramedico è stato ucciso da un drone israeliano che ha colpito un ospedale nel villaggio di Jebchit, nel Libano meridionale: lo riportano i media di Beirut. L'esercito israeliano è avanzato nei villaggi situati a nord del fiume Litani e ha raggiunto la periferia della città di Nabatieh, nel Libano  meridionale, all'indomani dell'incontro tra le delegazioni militari dei due Paesi a Washington. Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha denunciato la "pericolosa escalation senza precedenti" di Israele nel sud del suo paese e ha chiesto un cessate il fuoco senza indugio. Razzi sono stati lanciati dal Libano sul nord di Israele.

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Guerra Iran, la top 20 dei rincari: gasolio da riscaldamento sul podio

Il gasolio da riscaldamento guida la classifica dei rincari registrati  da febbraio, mese in cui è iniziato il conflitto in Iran. A calcolarlo è  l’Unione Nazionale Consumatori che ha stilato la top 20 delle voci  aumentate di più, mettendo in evidenza l’impatto dei costi energetici e  dei trasporti sui bilanci delle famiglie.

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Carburanti, potrebbe saltare taglio accise. Quanto costano adesso?

Potrebbe non esserci un’altra proroga del taglio delle accise sul prezzo dei carburanti. A dirlo è il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin: "A oggi non abbiamo previsto un altro intervento sulle accise,  anche perché quelli precedenti sono già stati molto pesanti per il  bilancio dello Stato. Per questo la presidente del Consiglio ha chiesto  all'Unione europea di derogare al Patto di stabilità". Quanto costano oggi diesel e benzina?

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Trump: "Spieghino al Papa che Iran non può avere atomica"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato ad  attaccare il Papa in un post su Truth Social nel quale ha condiviso alcune immagini dell'incontro del sindaco di Chicago Brandon Johnson, in questi giorni a Roma, con Leone XIV. "Qualcuno dovrebbe spiegare al Papa che il sindaco di Chicago è inutile e che l'Iran non può avere un'arma nucleare!", è il commento di Trump, che ha ricondiviso le immagini dell'incontro diffuse da Johnson. 

Libano, avanzano le forze israeliane

Gli attacchi contro il Paese hanno causato la morte di oltre 3.370 persone, oltre 10.000 feriti dal 2 marzo. Intanto Hezbollah risponde con nuovi razzi sul nord di Israele

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Libano: attacco israeliano uccide famiglia siriana, 9 morti

Nove cittadini siriani appartenenti alla stessa famiglia, sei dei quali bambini, sono stati uccisi in un attacco israeliano su Adloun, nel Sud del Libano. Lo riferisce il ministero della Salute di Beirut. 

Stretto di Hormuz, perché Ue e Fao temono uno shock alimentare?

Dopo le tensioni legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz e al conseguente aumento dei costi energetici, si fa strada un nuovo scenario di rischio: un possibile shock alimentare su scala mondiale. A lanciare l’allarme sono diverse istituzioni internazionali, che vedono nella fragilità delle catene logistiche globali un fattore capace di innescare una crisi dei prezzi agricoli e alimentari nei prossimi mesi. Ecco cosa sapere

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In Libano nuovi raid dell'Idf, attacchi di Hezbollah sul nord di Israele

Continua la situazione di alta tensione nell'area comprendente il sud del Libano, dove si registrano nuovi raid dell'Idf, e il nord di Israele, preso di mira da lanci di missili e droni da parte di Hezbollah: lo riferiscono i media regionali. L'agenzia libanese Nna parla di un raid sulla località di Ansar in cui un paramedico è rimasto ucciso e altre quattro persone ferite. L'Orient-Le Jour aggiunge che, anche in serata, ci sono stati altri attacchi pure in altre località del sud del Libano. Sia questi media, sia quelli israeliani aggiungono che, nelle stesse ore, Hezbollah ha proseguito, come nelle ore precedenti, nel lancio di numerosi missili e droni contro il nord di Israele. Secondo il Times of Israel, le sirene hanno suonato ripetutamente in comunità di questa zona e molte persone si sono rifugiate nei bunker. Il gruppo armato alleato dell'Iran ha rivendicato alcuni di questi attacchi. 

Media: "In bozza accordo sblocco 12 mld di beni congelati"

Il memorandum d'intesa in discussione tra Iran e Stati Uniti include un accordo per lo sblocco di 12 miliardi di dollari di beni iraniani congelati. Lo riferisce televisione di stato di Teheran, Irib. Secondo una bozza non ufficiale dell'accordo in fase di negoziazione, gli Stati Uniti si sono impegnati "a garantire all'Iran il pieno accesso a 12 miliardi di dollari dei suoi beni entro 60 giorni". Irib spiega che l'obiettivo è che questi fondi "siano trasferiti e impiegati in banche in Iran o in qualsiasi Paese di destinazione scelto dall'Iran, senza restrizioni". Mercoledì la Casa Bianca aveva definito "pura invenzione" una precedente ricostruzione di Irib che menzionava una bozza di accordo quadro comprendente l'impegno di Washington a revocare il blocco navale. Da parte sua, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva avvertito ieri che "non ci sarà alcuno scambio di denaro fino a nuovo avviso", affermazione a sua volta smentita dai media iraniani. All'inizio di questa settimana, una fonte aveva riferito ad Afp che il governatore della banca centrale iraniana faceva parte di una delegazione in visita in Qatar "per discutere la questione dei fondi congelati, che è affrontata nel memorandum d'intesa come parte di un possibile accordo finale". Il servizio di Irib ha inoltre indicato che Teheran continuerà a gestire lo Stretto di Hormuz, di fatto bloccato dall'inizio della guerra. Trump aveva affermato ieri che l'Iran avrebbe riaperto lo stretto "al traffico marittimo senza restrizioni". 

Iran, internet riparte mentre il dramma dei civili resta invisibile

Dopo circa tre mesi di blackout quasi totale, il web sta lentamente  tornando a funzionare. La rete era stata oscurata dai pasdaran durante  le proteste interne e poi con l’inizio della guerra. Per settimane dal  Paese non sono uscite immagini, testimonianze o notizie  indipendenti. Nel frattempo il conflitto avrebbe aggravato una crisi  economica e umanitaria già pesantissima. E le trattative internazionali  sembrano ignorare il tema dei diritti civili.

Iran, internet riparte mentre il dramma dei civili resta invisibile

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Libano, drone israeliano colpisce ospedale: ucciso paramedico

Un paramedico e' stato ucciso da un drone israeliano che ha colpito un ospedale nel villaggio di Jebchit, nel Libano meridionale. Lo riportano i media di Beirut. Altre quattro persone sono rimaste ferite. L'attacco ha inoltre causato danni materiali alla struttura.

Hegseth: 'Capaci di riprendere la guerra. Iran non avrà armi nucleari'

Gli Stati Uniti sono "più che capaci" di riprendere la guerra contro  l'Iran. Nell'incertezza dell'esito delle trattative attualmente in corso  per chiudere il conflitto con Teheran, il segretario alla Difesa  americano Pete Hegseth ha assicurato che gli Usa "sono impegnati a  impedire all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare", parlando allo  Shangri-La Dialogue di Singapore. Lo stesso Hegseth ha aggiunto che  Washington rimane fedele alle proprie priorità in materia di sicurezza  internazionale, chiarendo appunto, in maniera esplicita, che il Paese ha  "ancora obblighi globali per garantire che, per esempio, l'Iran non si  doti di un'arma nucleare".

Hegseth: 'Capaci di riprendere la guerra. Iran non avrà armi nucleari'

Hegseth: 'Capaci di riprendere la guerra. Iran non avrà armi nucleari'

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Israele avrebbe sparato contro volo civile scambiandolo per drone

L'incidente è stato sfiorato nella notte tra il 28 e il 29 maggio. La  rotta degli aerei verso Tel Aviv era stata spostata verso est, ma le  truppe di terra non sarebbero state avvertite in tempo. Non si  registrano danni o feriti.

Israele avrebbe sparato contro volo civile scambiandolo per drone

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Centcom: "Missile contro nave battente bandiera del Gambia diretta in Iran"

Le forze militari Usa attive nel Golfo di Oman hanno fatto rispettare le misure di blocco neutralizzando una nave commerciale battente bandiera del Gambia diretta verso un porto iraniano. Lo riferisce su X il Comando centrale militare americano (Centcom), dando conto di un episodio avvenuto venerdì. Le truppe del Centcom hanno avvistato la M/V Lian Star nel suo transito in acque internazionali diretta verso un porto iraniano nel Golfo dell'Oman e hanno quindi emesso oltre 20 avvertimenti, informandola che stava violando il blocco americano. Un velivolo Usa ha neutralizzato "la nave lanciando un missile Hellfire contro la sala macchine dell'imbarcazione, dopo che l'equipaggio della Lian Star si era rifiutato di ottemperare agli ordini. La nave non è più in rotta verso l'Iran". Le forze statunitensi hanno neutralizzato cinque navi commerciali e ne hanno reindirizzate 116 "al fine di garantire il pieno rispetto del blocco, mentre rimane in vigore il cessate il fuoco con l'Iran", ha precisato il Centcom. 

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Il gasolio da riscaldamento guida la classifica dei rincari registrati  da febbraio, mese in cui è iniziato il conflitto in Iran. A calcolarlo è  l’Unione Nazionale Consumatori che ha stilato la top 20 delle voci  aumentate di più, mettendo in evidenza l’impatto dei costi energetici e  dei trasporti sui bilanci delle famiglie.

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Iran, Centcom: bloccata nave del Gambia nel Golfo di Oman

Le forze statunitensi che operano nel Golfo di Oman hanno bloccato una  nave battente bandiera del Gambia che tentava di navigare verso un porto  iraniano . Lo ha reso noto su X il Comando Centrale degli Stati Uniti  (Centcom), secondo cui, prima di bloccare la M/V Lian Star che  transitava in acque internazionali nel Golfo di Oman, le forze americane  emesso più di 20 avvertimenti, informando l'imbarcazione che stava  violando il blocco statunitense. Un aereo ha quindi sparato un missile  Hellfire contro la sala macchine della nave dopo che l'equipaggio della  Lian Star non rispondeva all'ordine di fermarsi.

Iran, media: "Usa fermano nave del Gambia in acque Oman"

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha confermato su X che le forze statunitensi operanti nel Golfo dell'Oman hanno fermato, in virtu' del blocco navale da loro imposto, un'imbarcazione battente bandiera gambiana che stava tentando di dirigersi verso un porto iraniano. Il Centcom dichiarato che le forze statunitensi "hanno osservato la M/V Lian Star transitare in acque internazionali in direzione di un porto iraniano nel Golfo dell'Oman e hanno emesso oltre 20 avvertimenti, informando l'imbarcazione che stava violando il blocco statunitense". "Un aereo statunitense ha fermato l'imbarcazione sparando un missile Hellfire nella sala macchine dopo che l'equipaggio della Lian Star si e' rifiutato di obbedire. La nave non e' piu' in transito verso l'Iran", ha aggiunto il Centcom. Le forze statunitensi hanno fermato cinque navi mercantili e ne hanno dirottate altre 116 da quando hanno imposto il blocco.

Media: "Stasera Netanyahu terrà una riunione per valutare la sicurezza in Libano"

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu terrà stasera una  riunione di valutazione della sicurezza che riguarderà il Libano. Lo  rivela una fonte ad Haaretz.

Nato, media: "Usa vogliono accelerare ritiro truppe da Europa"

Gli Stati Uniti intendono accelerare il ritiro delle truppe dalle loro basi in Europa e presenteranno le loro proposte agli alleati della Nato il mese prossimo, in occasione della Conferenza sull'approvvigionamento delle forze dell'alleanza. Lo riferisce una fonte del Pentagono al Welt am Sonntag, citando una fonte anonima del Pentagono. Washington aveva annunciato a maggio l'intenzione di ritirare 5.000 soldati dalla Germania, una decisione recepita come una reazione al mancato appoggio delle cancellerie europee all'attacco israelo-statunitense all'Iran. La Germania ospita circa 35.000 militari Usa in servizio attivo, piu' di qualsiasi altro Paese europeo. Il Pentagono aveva affermato che il ritiro dei 5 mila militari sarebbe stato completato in un periodo compreso tra i sei e i dodici mesi. Il quotidiano tedesco non ha fornito dettagli su quanto piu' rapida diventerebbe l'operazione ne' su quali siano le basi coinvolte.

Media Iran: in bozza gestione Hormuz e 12 mld a Teheran

L'Iran avrebbe la gestione dello stretto di Hormuz e riceverebbe entro due mesi 12 miliardi di dollari di suoi beni scongelati. E' quanto prevede l'ultima bozza di memorandum di intesa tra Teheran e Stati Uniti, a quanto riferito dalla televisione iraniana Irib. Si tratterebbe di un accordo preliminare non ufficiale, messo a punto con l'aiuto del Pakistan, ha spiegato l'emittente in un servizio. "Uno dei punti centrali del documento riguarda la ridefinizione delle regole di transito nello Stretto di Hormuz. In base a questa bozza, la Repubblica Islamica dell'Iran verrebbe riconosciuta come autorita' esclusiva nella determinazione della natura delle imbarcazioni in transito", ha riferito. "Secondo il testo, qualsiasi nave il cui carico fosse considerato soggetto a sanzioni, o il cui destinatario finale fosse ritenuto ostile all'Iran, non sarebbe classificata come nave commerciale e non sarebbe autorizzata a transitare lungo le rotte designate". All'Iran, ha proseguito Irib, sarebbero attribuite competenze tra l'altro "sulla definizione delle rotte di navigazione e sui costi dei servizi di navigazione". Non solo. "Gli Stati Uniti si impegnerebbero a garantire, entro un periodo di 60 giorni, l'accesso dell'Iran a circa 12 miliardi di dollari dei propri asset", ha assicurato l'emittente, da utilizzare "liberamente". Tuttavia, ha chiarito la stessa Irib, "la bozza non costituisce ancora un accordo vincolante, ma e' una base negoziale tuttora oggetto di valutazione, revisione e trattativa".

Papa: "Dio cerca costruttori di pace, non a parole ma con fatti"

"La pace vera inizia in un cuore che ama; viene testimoniata da labbra che pronunciano parole di riconciliazione; si riflette negli occhi che guardano al mondo con mitezza e saggezza. Questa e' la vera forza, la forza della verita' e dell'amore". Cosi' Papa Leone al termine della recita del Rosario per la pace, nella Grotta della Madonna di Lourdes, nei Giardini Vaticani. "Dio cerca costruttori di pace! La nostra Madre Santissima ci aiuti a rispondergli ogni giorno il nostro 'eccomi', non a parole ma con i fatti", ha concluso il Pontefice.

Vannacci: "In Ucraina e Medio Oriente serve una pace negoziabile"

"Ritengo che le guerre in Ucraina e in Medio Oriente non stiano giovando  a nessuno e quindi sia interesse dell'Europa e dell'Italia farle  finire. Ecco perché mi sono sempre schierato contro quelli che fanno  parte di questa alleanza di centrodestra, ma anche della sinistra, che  continuano a votare in Europa per la guerra a oltranza. Sono quattro  anni che noi andiamo avanti con questa strategia e questa strategia che  non ha portato a nulla. Einstein diceva che follia è fare sempre le  stesse cose, aspettandosi i risultati diversi. Oggi l'Europa proprio a  causa di questa strategia è in una crisi acutissima una crisi  energetica, una crisi di relazione internazionale. Se ne vogliamo uscire  dobbiamo accettare una pace negoziabile che sicuramente ci costerà  qualche cosa, ma ci costaterà sicuramente meno di quanto non ci potrebbe  costare una pace domani o dopo domani". Lo ha detto Roberto Vannacci,  leader di Futuro Nazionale, parlando con i giornalisti a margine di un  incontro a Palermo. "Sul problema di Israele noi siamo, anche qui, per  una pace negoziabile - ha proseguito - per la possibilità di raggiungere  il traguardo di fare convivere due popolazioni nella stessa area  geografica, ma questo deve portare alla rinuncia al ricorso della  violenza da parte di ambedue. Vorrei che sia le nazioni sovrane, ma  soprattutto l' Europa, che dice di essere un attore nell'ambito del  panorama internazionale, cominciassero a giocare un ruolo di influenza,  cosa che la signora Ursula von der Leyen non è assolutamente riuscita a  fare. Ha detto solo che si sente molto preoccupata". "Noi - ha precisato  - come Stato sovrano, dobbiamo attuare tutti quei provvedimenti che ci  consentano di mitigare gli effetti negativi di questa crisi". "Dobbiamo  abbassare il prezzo delle energie e, per poterlo fare, ci sono due  provvedimenti che si possono intraprendere immediatamente: l'uscita dal  Green Deal che ci tassa addirittura la produzione di anidride carbonica e  il fatto di acquistare gli idrocarburi da chiunque ce li venda ad un  miglior prezzo. E purtroppo invece sono provvedimenti che non sono stati  presi", ha concluso Vannacci.

L'Iran condanna a morte un altro atleta per le proteste a gennaio

Benyamin Naqdi, prigioniero politico iraniano e campione di arti  marziali arrestato durante le proteste di gennaio a Shiraz, è stato  condannato a morte per aver diffuso "la corruzione sulla terra". Lo ha  dichiarato il suo avvocato, scrive Iran International. I media statali  avevano precedentemente diffuso un video della confessione estorta a  Naqdi, identificandolo come il giovane che aveva usato una tanica piena  di liquido infiammabile per lanciare fiamme contro le pattuglie  motociclistiche governative a Shiraz. Il suo avvocato Mostafa Nili ha  dichiarato al canale Emtedad che Naqdi era stato inizialmente  incriminato con accuse che includevano "moharebeh" (guerra contro Dio),  appartenenza a gruppi che minacciano la sicurezza, associazione a  delinquere finalizzata alla commissione di crimini contro la sicurezza  nazionale e propaganda contro il governo. Nili ha aggiunto che le accuse  separate di lesioni personali a ufficiali e porto d'armi da taglio sono  state ritirate, ma i giudici della Corte rivoluzionaria hanno  considerato tutte le restanti accuse come "corruzione in terra" e hanno  emesso la condanna a morte su questa base. Naqdi è un atleta con diversi  titoli di campione nel kickboxing e nel Muay Thai. Lo scorso 30 aprile  la magistratura iraniana aveva annunciato di aver fatto giustiziare  Sasan Azadvar, atleta di karate 21enne arrestato anche lui durante le  proteste di gennaio.

Papa: "Pace possibile se si ascolta grido di chi ne è privato"

"Anche in questo tempo di tensioni e conflitti, la pace diventa possibile quando si vuole ascoltare il grido di chi ne e' privato: bambini innocenti, madri e padri angosciati, prigionieri maltrattati, profughi, persone sofferenti di ogni eta'. Tutti costoro hanno sulle labbra una sola parola: pace!". Cosi' Papa Leone al termine della recita del Rosario per la pace, nella Grotta della Madonna di Lourdes, nei Giardini Vaticani.

Mo, Comitato Pace Puglia: "Libertà e rispetto diritti per attivisti arrestati in Libia"

Le associazioni pugliesi impegnate nella difesa della pace,  dell’accoglienza, dei diritti umani e a sostegno del popolo palestinese  esprimono "profonda preoccupazione e indignazione per l'arresto in Libia  dei nostri concittadini Domenico 'Nico' Centrone, proveniente da  Molfetta, e Leonarda 'Dina' Alberizia, originaria di Foggia". Inoltre  chiedono la loro "immediata liberazione" e "il rispetto della loro  incolumità fisica e dei loro diritti fondamentali". I due attivisti  facevano parte del Land Convoy della Global Sumud Flotilla, missione  internazionale umanitaria e nonviolenta nata con l’obiettivo "di rompere  il blocco illegale imposto da Israele alla Striscia di Gaza e portare  solidarietà concreta alla popolazione palestinese stremata da anni di  guerra, fame e devastazione".  Il  convoglio avrebbe dovuto raggiungere Gaza passando dal valico di Rafah,  ma è stato bloccato nella parte orientale della Libia guidata dal  generale Haftar, dove, oltre ai due italiani altri otto partecipanti  internazionali risultano trattenuti dalle autorità e dalle milizie "in  circostanze ancora poco chiare e fortemente allarmanti". Era rimasta a  Sirte, nella parte occidentale, Sara Suriano, attivista andriese che  faceva parte del gruppo base del Land Convoy, peraltro anche questo  "attaccato e sgomberato con la forza in circostanza ancora poco chiare e  costretto a rientrare per motivi di sicurezza". Nei giorni scorsi è  rientrata a Bari.  Le  associazioni chiedono "un intervento urgente del presidente della  Regione Puglia Antonio Decaro e di tutte e tutti i rappresentanti  pugliesi nel Parlamento italiano e presso la Commissione e il Parlamento  europeo affinché venga garantito il rientro in sicurezza e nel più  breve tempo possibile" e "una presa di posizione chiara delle  istituzioni italiane ed europee contro ogni forma di repressione nei  confronti delle missioni umanitarie e di pace. "Domenico e Dina -  aggiungono - sono cittadini impegnati nella solidarietà internazionale,  nella difesa dei diritti umani e nella costruzione della pace. Colpire  loro significa colpire il diritto dei popoli alla solidarietà, alla  cooperazione e alla testimonianza nonviolenta e rendersi complici del  genocidio del popolo palestinese. Non possiamo restare in silenzio  davanti a chi tenta di fermare con la forza iniziative pacifiche e  umanitarie". L'invito è quello di mobilitarsi "per chiedere libertà e  protezione per tutti gli attivisti coinvolti e la fine delle guerre  portate avanti in Medio Oriente da parte di Israele e Stati Uniti".

I soldati Idf nella Striscia: "Presa in giro dire che quella di Gaza è una tregua"

Dire che nella Striscia di Gaza è entrato in vigore un "cessate il  fuoco" è una "presa in giro": è quanto affermato da uno dei tre soldati  israeliani che, dopo esser stati impegnati su quel fronte in periodi  successivi all'annuncio di tregua tra Israele e Hamas risalente a  ottobre 2025, hanno accettato di raccontare anonimamente quello che  hanno visto all'Associated Press online. Ciò che emerge dalle loro  testimonianze, scrive l'agenzia americana in un reportage pubblicato sul  proprio sito web, è una "situazione di confusione" in quel territorio  palestinese martoriato da due anni di guerra, in cui "manca chiarezza"  sui termini del fragile accordo di stop ai combattimenti, in particolare  sul funzionamento della "linea gialla" che in teoria demarca la zona  cuscinetto tra la parte della Striscia abitata dai palestinesi e le aree  territoriali controllate dall'Idf. Nei loro racconti, i militari  intervistati parlano della fase post-cessate il fuoco come di "una  giungla", con periodi in cui l'ordine impartito ai soldati israeliani  era "se qualcuno attraversa la linea gialla, bisogna sparare". Uno dei  testimoni, un riservista poco più che ventenne inviato a Gaza nelle  settimane successive alla tregua, ha detto di aver presenziato  all'esultanza levatasi da un gruppo di commilitoni che avevano appena  centrato un'auto uccidendo tutte le persone al suo interno, aggiungendo  che scene del genere erano "comuni". Un altro ha invece spiegato che  "non sempre" i soldati che aprono fuoco contro individui che si  avvicinano alla linea gialla "sanno chi siano" i loro obiettivi, anche  perché "è difficile fornire informazioni precise quando le persone sono  in movimento". E un terzo militare israeliano, rimasto a Gaza per più  settimane dopo il cessate il fuoco, ha aggiunto di aver notato, come  "sensazione generale", che in quel contesto "le vite umane non avessero  valore". L'Ap riporta di aver documentato "sparatorie contro civili  palestinesi" nelle vicinanze della linea gialla, anche contro "bambini  che stavano giocando". Secondo le autorità di Gaza, dalla dichiarazione  di cessate il fuoco dell'11 ottobre 2025 gli attacchi israeliani hanno  ucciso 929 palestinesi e ne hanno feriti altri 2.811.

Papa: "Ognuno si impegni a essere costruttore di pace"

"La preghiera del Santo Rosario diventi un impegno per ognuno di noi a essere costruttore di pace". Cosi' Papa Leone introducendo la recita del Rosario per la pace nella Grotta della Madonna di Lourdes, nei Giardini Vaticani. "Siamo qui raccolti insieme a tanti pellegrini presenti nei santuari mariani del mondo per pregare il Signore che doni pace", ha detto il Pontefice che ha esortato: "Imploriamo con insistenza il dono di pace. Non stanchiamoci di supplicare il Signore perche' i cuori si aprano alla conversione e tutti possiamo esprimere la testimonianza di una convivenza tra i popoli fatta di rispetto reciproco e di condivisione fraterna".

Arab Barghouti: 'Mio padre il leader che può unire'

Il figlio di Marwan Barghouti, detenuto da 23 anni nelle carceri israeliane e da molti considerato il potenziale leader palestinese, racconta le preoccupazioni per le condizioni del padre ai microfoni di Sky TG24.

Arab Barghouti: 'Mio padre il leader che può unire'

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Iran, media: "Usa fermano nave del Gambia in acque Oman"

Le forze americane hanno fermato la notte scorsa un'altra nave che cercava di sfondare il blocco nel golfo di Oman, verso lo stretto di Hormuz. Lo ha riferito l'Associated Press citando fonti Usa. La portarinfuse Lian Star, battente bandiera del Gambia, ha ignorato diversi avvertimenti mentre cercava di avvicinarsi a un porto iraniano. L'imbarcazione e' stata neutralizzata da caccia Usa ed e' alla deriva nel golfo di Oman. Sono sei navi in totale le navi che il Pentagono ha fermato da quando ha imposto il blocco, mentre una e' stata autorizzata a procedere.

Libano, ministero Salute: 3.371 morti in raid Idf dal 2 marzo

Dal 2 marzo, quando sono ripresi i bombardamenti nel sud, almeno 3.371 persone sono morte e 10.129 sono rimaste ferite in raid dell'Idf in Libano. Lo rende noto il ministero della Sanita' libanese, a quanto riporta al Jazeera. Oltre il 20% della popolazione, circa 1,2 milioni di persone, e' sfollata per sfuggire ai raid.

Iran, Pasdaran: "Abbiamo pieno controllo stretto Hormuz, navi seguano rotte designate"

Pasdaran rivendicano "il pieno controllo" dello stretto di Hormuz,  avvertendo che "tutte le navi commerciali e le petroliere devono seguire  le rotte designate e ottenere l'autorizzazione" al passaggio dai  Guardiani della rivoluzione. In una nota, il comando militare Khatam  al-Anbiya ha scritto che "qualsiasi violazione di questi regolamenti  metterà seriamente in pericolo la sicurezza del loro passaggio",  ammonendo che a qualsiasi azione da parte di navi militari per  interferire nella gestione dello Stretto di Hormuz o interrompere il  traffico marittimo risponderanno le forze armate della Repubblica  Islamica.

Primo ministro libanese: "Pericolosa escalation israeliana nel sud del Paese"

Il primo ministro libanese, Nawaf Salam, ha denunciato in un discorso televisivo  "un'escalation israeliana pericolosa e senza precedenti" nel sud del Paese, sollecitando un cessate il fuoco immediato. Salam ha insistito sul fatto che una "politica della terra bruciata" non garantirebbe la sicurezza di Israele e ha anche difeso i negoziati diretti del suo governo con Israele, affermando che i colloqui rappresentano la "via meno costosa" per il Libano.

Da Libano a Ucraina, in collegamento con il Papa al rosario per la pace

Sono diciannove i santuari che alle questa sera si collegheranno con il rosario presieduto da Papa Leone ai Giardini Vaticani. Una preghiera per la pace che si alzerà anche da alcuni paesi direttamente colpiti dalla guerra, come il Libano e l'Ucraina.    Ci sono poi i santuari mariani più frequentati dai pellegrini come Lourdes, Loreto, Fatima,  Czestochowa, Medjugorje, Pompei.    Hanno aderito all'iniziativa - riferisce il Dicastero per l'Evangelizzazione - anche la Cattedrale di Sayidat al-Najat, a Baghdad, il Santuario de Nossa Senhora Aparecida in Brasile, la Cattedrale di Maria Regina d'Arabia, ad Awali (Bahrein).    E ancora i fedeli saranno riuniti per una preghiera per la pace, alle 19 ora italiana, anche nelle Filippine, in Nigeria, Irlanda, Messico, Lituania, Germania, Stati Uniti, Kuwait.

Libano, premier: "Escalation Israele pericolosa. Subito tregua"

Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha denunciato la "pericolosa escalation senza precedenti" di Israele nel sud del suo paese e ha chiesto un cessate il fuoco senza indugio. La politica della "terra bruciata" non portera' sicurezza, ha ammonito in un discorso televisivo. Salam ha difeso la decisione di negoziare con Israele: e' "la via meno costosa", ha detto.

Media: "Idf in Libano avanza oltre il fiume Litani e raggiunge periferia Nabatieh"

L'esercito israeliano è avanzato nei villaggi situati a nord del fiume Litani e ha raggiunto la periferia della città di Nabatieh, nel Libano meridionale. Lo scrive Anadolu citando una fonte militare libanese di alto livello.     Le forze israeliane "hanno raggiunto villaggi e città a nord del fiume Litani, tra cui Zawtar al-Sharqiyah e Shqif Arnoun, e hanno raggiunto la periferia della città di Nabatieh", ha affermato la fonte, aggiungendo che ciò è stato accompagnato da un aumento degli attacchi israeliani e delle incursioni in altri villaggi e città del sud.     "L'esercito libanese ha evacuato le proprie posizioni dai villaggi e dalle città passate sotto il controllo israeliano" per garantire la sicurezza dei soldati libanesi, ha affermato la fonte, sottolineando che gli attacchi dell'esercito israeliano hanno causato vittime tra i soldati libanesi. "Non c'è presenza dell'esercito libanese nelle aree occupate del Libano meridionale", ha aggiunto la fonte.     La priorità dell'esercito libanese in questa fase è rafforzare la stabilità interna, ha osservato la fonte, affermando che l'escalation israeliana in corso ha preceduto gli incontri militari con Israele ospitati dagli Stati Uniti ieri.

Media: "Usa vogliono accelerare ritiro truppe in Europa, piano alla Nato a giugno"

Gli Stati Uniti intendono accelerare il ritiro delle truppe dalle basi  in Europa e presenteranno le loro proposte agli alleati della Nato il  mese prossimo, secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco Welt am  Sonntag - che cita una fonte anonima del Pentagono - e rilanciato da  Reuters online. A maggio, Washington aveva annunciato l'intenzione di  ritirare 5.000 soldati dalla Germania, una decisione ampiamente  considerata la conseguenza della spaccatura sulla guerra con l'Iran tra  il presidente Donald Trump e le potenze europee. La Germania ospita  circa 35.000 militari statunitensi in servizio attivo, più che in  qualsiasi altro Paese europeo. Il Pentagono aveva affermato in  precedenza che il ritiro si sarebbe dovuto completare in un periodo  compreso tra sei e dodici mesi. Welt am Sonntag non ha fornito dettagli  su quanto più rapido sarebbe stato il ritiro, né quali basi sarebbero  state interessate. Gli Stati Uniti presenteranno i loro piani agli  alleati alla Conferenza sull'approvvigionamento delle forze della Nato  del mese prossimo, ha affermato

Iran, Pasdaran: "Controlliamo noi Hormuz. Pronti a difenderlo"

Le forze armate iraniane hanno ribadito di avere il controllo dello Stretto di Hormuz "con piena autorita'". In una nota diffusa dall'agenzia Tasnim, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, il quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya ha ricordato che "tutte le imbarcazioni, le navi commerciali e le petroliere sono tenute a transitare esclusivamente attraverso i canali designati e a ottenere l'autorizzazione dalla Marina" dei Pasdaran. Non solo. "Qualsiasi azione di navi militari volta a interferire nella gestione dello Stretto di Hormuz o a interrompere il traffico sara' oggetto di un intervento delle forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran", hanno avvertito.

Iran, Assoutenti: "Aumentano tariffe traghetti, villaggi vacanza e pacchetti viaggio, giù prezzi biglietti aerei"

'Raffica di rincari per il settore del turismo, con le tariffe del  comparto vacanze che registrano a maggio un sensibile rialzo anche a  causa della guerra in Medio Oriente''. Lo afferma Assoutenti, che ha  rielaborato gli ultimi dati sull’inflazione diffusi dall’Istat. “La  crisi attuale sta avendo ripercussioni sui viaggi degli italiani, che  per spostarsi e dormire fuori devono mettere mano al portafogli,  modificando le proprie abitudini'', spiega il presidente, Gabriele  Melluso. ''Sempre più cittadini stanno pianificando le proprie vacanze  estive scegliendo di rimanere in Italia e muoversi in auto a causa  dell’allarme jet-fuel e della possibile cancellazione dei voli, e ciò ha  portato ad una impennata delle tariffe del comparto turistico interno. I  listini di alberghi e motel risultano in aumento del +3,5% su anno,  mentre villaggi vacanze, e campeggi costano il 5,4% in più. Per un  pacchetto vacanza tutto compreso la crescita dei prezzi è del 3,7%,  mentre i traghetti rincarano di quasi il 6% a causa del carburante alle  stelle; per i treni gli aumenti sono del +0,8%, bus e pullman +1,2%,  noleggio mezzi e sharing +1,4%”. “C’è però anche un lato positivo: la  minore domanda di viaggi all’estero legata all’emergenza jet-fuel e alla  possibilità di vedersi cancellato il volo ha portato ad una forte  riduzione delle tariffe aeree, che scendono in media del -3,4% rispetto  allo scorso anno con punte del -13,5% per i voli nazionali”, conclude  Melluso.

Autorità Gaza: "929 palestinesi uccisi dall'inizio del cessate il fuoco"

Il ministero della Salute palestinese a Gaza afferma che il bilancio  delle vittime della guerra nella Striscia è salito a 72.938, con 172.919  feriti dal 7 ottobre 2023. E dall'entrata in vigore del dichiarato  cessate il fuoco l'11 ottobre, gli attacchi israeliani hanno ucciso 929  palestinesi e ne hanno feriti altri 2.811. Lo riporta Al Jazeera. Il  ministero ha inoltre affermato che 781 corpi sono stati recuperati dallo  scorso 11 ottobre, mentre le squadre di soccorso continuano a  perlustrare aree precedentemente inaccessibili a causa delle continue  operazioni militari e delle distruzioni. Nel suo ultimo aggiornamento,  il ministero ha dichiarato che gli ospedali di Gaza hanno ricevuto sette  corpi nelle ultime 24 ore, tra cui sei persone uccise nei recenti  attacchi israeliani e una persona deceduta in seguito alle ferite  riportate. Altri 25 feriti sono stati trasportati in strutture mediche  nello stesso periodo.

Guerra Iran, la top 20 dei rincari: gasolio da riscaldamento sul podio

Il gasolio da riscaldamento guida la classifica dei rincari registrati  da febbraio, mese in cui è iniziato il conflitto in Iran. A calcolarlo è  l’Unione Nazionale Consumatori che ha stilato la top 20 delle voci  aumentate di più, mettendo in evidenza l’impatto dei costi energetici e  dei trasporti sui bilanci delle famiglie.

Guerra Iran, la top 20 dei rincari: gasolio da riscaldamento sul podio

Guerra Iran, la top 20 dei rincari: gasolio da riscaldamento sul podio

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Libano, Idf: "Lancio di razzi su Israele. Nessun ferito"

Razzi sono stati lanciati dal Libano sul nord di Israele. Lo ha riferito l'esercito israeliano sui suoi canali social. "Sono stati individuati diversi razzi lanciati dal Libano verso il territorio israeliano. Alcuni sono stati intercettati, mentre gli altri sono caduti in aree disabitate. Non sono stati segnalati feriti", si legge nella comunicazione dell'Idf.

Media: almeno 5 morti negli attacchi israeliani nel sud Libano da questa mattina

E' di almeno 5 morti, il bilancio delle vittime degli attacchi  israeliani da questa mattina nel Libano meridionale. Lo scrive L'Orient  Le Jour, riferendo che un attacco di droni israeliani che ha colpito il  villaggio di Qaaqaaïyet el-Jisr (Nabatieh) ha ucciso due persone. In  precedenza, un padre e un figlio sono stati uccisi ad Ansar da un raid  aereo mentre cercavano di fuggire. Un'altra persona è stata uccisa da un  bombardamento nella zona centrale di Nabatieh. Inoltre, aerei  israeliani hanno preso di mira i villaggi di Lubiyah (Saida), Deir  Zahrani, Shukin e Kfar Tebnit (Nabatieh). Quest'ultimo villaggio è stato  pesantemente bombardato da questa mattina da aerei e artiglieria  israeliani, subendo circa quindici bombardamenti oggi, mentre le truppe  israeliane continuano ad avanzare nella regione di Nabatieh.

Aukus: Usa, Gb e Australia svilupperanno droni sottomarini, pronti nel 2027

Stati Uniti, Australia e Gran Bretagna svilupperanno droni sottomarini  per rafforzare la difesa e proteggere i cavi sottomarini nell'ambito  dell'alleanza militare 'Aukus'. Lo hanno annunciato i ministri della  Difesa dei tre Paesi durante un vertice sulla sicurezza a Singapore. La  tecnologia dei droni sottomarini dovrebbe essere pronta entro il 2027.  Non è stato reso noto il costo del progetto, ma il ministro della Difesa  britannico John Healey ha detto che il Regno Unito contribuirà con 150  milioni di sterline, pari a 201 milioni di dollari. "Per troppo tempo,  in Aukus, abbiamo parlato troppo e realizzato troppo poco", ha dettpo  Jealey, aggiungendo: "Ora, sotto i nostri tre governi, la situazione è  cambiata". Il patto di difesa  Aukus, entrato in vigore nel 2021, prevede che Stati Uniti, Australia e  Gran Bretagna sviluppino sottomarini nucleari e condividano competenze  militari. Si tratta di una strategia mirata a contrastare la crescente  presenza marittima della Cina nell'Indo-Pacifico e il suo ruolo nelle  tensioni in territori contesi come il Mar Cinese Meridionale. Secondo  una dichiarazione congiunta, il nuovo progetto prevede lo sviluppo di  "carichi utili all'avanguardia e sistemi abilitanti" per i veicoli  sottomarini autonomi che potrebbero proteggere le infrastrutture dei  fondali marini, condurre attacchi, effettuare sorveglianza e  ricognizione, oltre a svolgere operazioni logistiche.

Fidan: "Israele in piattaforma regionale se riconosce Stato palestinese"

Israele potrebbe essere incluso in una futura "piattaforma regionale di  cooperazione" a condizione che riconosca uno Stato palestinese basato  sui confini del 1967. Lo ha dichiarato a Nikkei Asia il ministro degli  Esteri turco Hakan Fidan. "Se quel problema viene risolto, credo che la  sicurezza di Israele sarà molto facilitata anche dai Paesi della  regione", ha affermato Fidan.  Secondo  il ministro, la piattaforma potrebbe includere Pakistan, Turchia,  Arabia Saudita, Egitto e altri Paesi del Golfo, e "quando le cose  torneranno alla normalità, forse anche l'Iran dovrebbe farne parte".  Fidan ha aggiunto che "tutti i Paesi della regione dovrebbero impegnarsi  a rispettare l'integrità territoriale, la sovranità e la sicurezza  reciproca".

Iran, Oman: avvistata mina marina galleggiante a ovest Hormuz

L'Oman ha segnalato l'avvistamento di una mina nelle acque del Golfo Persico a ovest dello Stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia Fars. In un comunicato, il Centro di sicurezza marittima dell'Oman ha riferito di "un oggetto galleggiante sospetto, che si ritiene essere una mina, a ovest della rotta marittima costiera nello Stretto di Hormuz e nelle acque territoriali dell'Oman". Vista la presenza dell'ordigno, "si richiede a tutti i naviganti, pescatori e imbarcazioni di muoversi in quest'area con la massima cautela", si legge ancora nella nota.

L'Oman rileva una presunta mina navale nello Stretto di Hormuz

Il Centro per la Sicurezza Marittima dell'Oman invita "tutti i  marittimi, i pescatori e le imbarcazioni a prestare la massima  attenzione durante la navigazione", a causa dell'avvistamento di un  oggetto galleggiante. Si sospetta una mina, a ovest della Zona di  Traffico Costiero nello Stretto di Hormuz, all'interno delle acque  territoriali omanite. Lo riporta il Centro per la Sicurezza Marittima  sul suo profilo X, aggiungendo di "mantenere una distanza di sicurezza  da qualsiasi oggetto sospetto e di segnalarlo immediatamente alle  autorità competenti".

Iran, media: fondi in Qatar per 6 mld dollari ostacolano accordo con Usa

Fondi iraniani congelati in Qatar, per un valore di sei miliardi di  dollari, rappresentano uno dei punti critici nei colloqui tra Iran e  Stati Uniti e stanno ostacolando il memorandum di intesa per la fine  della guerra. Lo scrive il New York Post citando fonti americane ben  informate, spiegando che i fondi derivano da uno scambio di prigionieri  tra Iran e Stati Uniti avvenuto nel 2023. Secondo un funzionario  americano, si sta elaborando una formula secondo la quale i fondi  iraniani verrebbero erogati gradualmente sotto forma di cibo e forniture  mediche man mano che Teheran raggiungerà determinati obiettivi, tra cui  l'apertura e lo sminamento dello Stretto di Hormuz. Nel  settembre del 2023, nell'ambito di un accordo che prevedeva la  liberazione di cinque cittadini da parte di Washington e altrettanti da  parte di Teheran, l'allora presidente degli Stati Uniti Joe Biden revocò  le sanzioni che impedivano all'Iran di ritirare i 6 miliardi di dollari  dalla Corea del Sud. Allora, i fondi sono stati trasferiti dalla Corea  del Sud a conti in Qatar, ma sono stati bloccati dopo che Hamas ha  sferrato l'attacco del 7 ottobre del 2023 contro Israele.

Iran, export pistacchi dimezzato a causa blocco Hormuz: produttori iraniani lanciano allarme

Crolla l'export di pistacchi dei produttori iraniani, a causa della  guerra contro gli Stati Uniti. Tra il 20 febbraio e il 20 marzo 2026, le  spedizioni del secondo produttore al mondo di pistacchi sono più che  dimezzate, scendendo a 9.000 tonnellate, con un calo del 55% rispetto  allo stesso periodo dell'anno precedente. A lanciare l'allarme è l'Iran  pistachio association che, nel report mensile, collega il crollo allo  scoppio della guerra tra Stati Uniti e Iran, il 28 febbraio, e alle  restrizioni nei trasporti attraverso Bandar Abbas e lo Stretto di  Hormuz. Le esportazioni dall'inizio della stagione commerciale, tra  settembre 2025 e aprile 2026, ''si sono attestate a 109.000 tonnellate  equivalenti di pistacchi con guscio, con una diminuzione del 26%  rispetto all'anno precedente. Il rapporto tra esportazioni e scorte  iniziali da inizio anno si attesta al 45%, rispetto al 64% dell'anno  precedente e al 56% della media quinquennale (2020-2024)''. ''Dato  il blocco delle spedizioni nello Stretto di Hormuz, i paesi della Csi  hanno rappresentato la quota maggiore delle esportazioni mensili di  pistacchi iraniani, seguiti dalla Turchia  e dal subcontinente indiano,  rispettivamente come destinazioni principali''.  Le esportazioni verso  la Turchia, la Csi e il subcontinente indiano ''rimangono consistenti,  con una quota di mercato in aumento di anno in anno'', dichiara  l'associazione nel report. ''Al contrario, l'Estremo Oriente ha  registrato un calo significativo, con la sua quota di esportazioni  iraniane di pistacchi da inizio anno scesa dal 25% della scorsa campagna  commerciale all'8% di quest'anno''. ''A  causa delle ostilità e dell'interruzione delle spedizioni verso  destinazioni consumatrici di pistacchi come gli Emirati Arabi Uniti e  altri paesi del Golfo Persico, la quota di esportazioni di pistacchi sul  totale delle esportazioni è diminuita dopo aver raggiunto il picco del  57% nel quinto mese di commercializzazione, scendendo al 42% nel sesto  mese e rimanendo contenuta al 43% nel settimo mese'', si legge nel  documento dei produttori di pistacchi. ''In condizioni normali, la quota  media delle spedizioni di pistacchi sul totale delle esportazioni per  l'intero anno commerciale avrebbe dovuto superare per la prima volta la  soglia del 50%. Tuttavia, a causa della guerra, prevediamo che questo  rapporto rimarrà al di sotto del 50% per l'intero anno, pur rimanendo  superiore alla media quadriennale del 41%''. Le scorte rimanenti alla  fine del settimo mese commerciale sono stimate in 114.000 tonnellate di  pistacchi, ''il che si tradurrà in un riporto senza precedenti alla fine  dell'annata commerciale. Le continue difficoltà operative quotidiane,  unitamente alle incertezze derivanti dal precario cessate il fuoco,  dovrebbero limitare le esportazioni in futuro'', conclude  l'associazione.

Libano, esercito: 2 feriti in attacco mirato Idf a Nabatieh

L'esercito libanese ha denunciato un attacco "mirato" israeliano contro  una sua unità nel sud del Paese, in cui sono stati feriti due soldati.  L'episodio è avvenuto all'indomani dell'ultimo round di colloqui tra  Israele e Libano, che si è tenuto al Pentagono.  Le  forze armate libanesi hanno riferito, in una nota ufficiale, che "due  soldati sono rimasti gravemente feriti a seguito di un attacco contro un  veicolo da parte di un drone ostile israeliano" nei pressi della città  meridionale di Nabatieh.

L'Oman segnala una sospetta mina nello Stretto di Hormuz

Le autorità dell'Oman hanno segnalato la presenza di un oggetto galleggiante sospetto nello Stretto di Hormuz, potenzialmente una mina navale. Il Maritime Security Centre omanita ha avvertito su X della situazione, spiegando che l'oggetto è stato individuato a ovest della zona di traffico costiero nelle acque territoriali del Paese.

Il Centro ha invitato "tutti i naviganti, i pescatori e le imbarcazioni a esercitare la massima cautela nella navigazione nell'area" e a mantenere "una distanza di sicurezza da qualsiasi oggetto sospetto, segnalandolo immediatamente alle autorità competenti". 

Hormuz

©Ansa

Mezzaluna rossa: "I coloni hanno attaccato palestinesi a Nablus, 7 feriti"

Sette palestinesi sono stati ricoverati in ospedale dopo essere stati attaccati questa mattina da coloni nel villaggio di Madama, a sud di Nablus, nella Cisgiordania settentrionale. Lo riferisce la Mezzaluna Rossa palestinese citata dal Times of Israel. Due uomini di 72 e 53 anni sono stati colpiti alla gamba da un proiettile e un uomo di 46 anni ha riportato ferite da schegge al volto, mentre altri due uomini di 40 e 43 anni e due donne di 45 e 53 anni sono stati picchiati, secondo quanto riferito dai medici. Il capo del villaggio di Madama, Rami Nassar, ha dichiarato all'agenzia palestinese Wafa che decine di coloni provenienti da un nuovo avamposto a nord di Madama hanno partecipato all'attacco contro i pastori alla periferia del villaggio. Secondo Nassar e la Mezzaluna Rossa, l'Idf è arrivata sul posto e inizialmente avrebbe impedito ai medici di prestare soccorso ai feriti. L'esercito israeliano non ha rilasciato commenti nell'immediato. 

Fonti di Beirut: "Nessun progresso nel colloquio al Pentagono con Israele"

I colloqui sulla sicurezza tra Libano e Israele, mediati dagli Stati Uniti e ospitati ieri al Pentagono, non avrebbero prodotto i risultati auspicati da Beirut. Secondo fonti libanesi citate dal quotidiano londinese Al-Araby Al-Jadeed, "la riunione al Pentagono non ha raggiunto alcun progresso, soprattutto per quanto riguarda un cessate il fuoco globale".

Anche un esponente militare libanese, citato dall'emittente saudita Al-Hadath, ha espresso insoddisfazione, affermando che l'incontro "non ha prodotto risultati concreti come auspicato dal Libano". Una valutazione più positiva è invece arrivata da Washington: il vice segretario alla Difesa statunitense Elbridge Colby ha parlato di "proficue discussioni militari tra le parti", aggiungendo che gli esiti del confronto contribuiranno al successivo percorso politico guidato dal Dipartimento di Stato americano, atteso per la prossima settimana.

Media: "Teheran ha usato missile cinese per abbattere F-15 americano"

L'Iran potrebbe aver usato un missile di fabbricazione cinese per abbattere un F-15 americano nel sudovest del Paese ad aprile. Lo riporta l'emittente Nbc News citando tre fonti ben informate. Nelle prime fasi del conflitto, iniziato lo scorso 28 febbraio, la Cina potrebbe anche aver fornito all'Iran un radar di allerta precoce a lungo raggio in grado di individuare aerei stealth progettati per eludere il rilevamento, secondo quanto affermato da una delle fonti e da un funzionario statunitense informato sulla questione. Non è chiaro quando sia avvenuta la consegna dell'equipaggiamento militare, ma l'utilizzo da parte dell'Iran di armi prodotte in Cina complica i rapporti tra gli Stati Uniti e Pechino, mentre il presidente Donald Trump ha chiesto l'aiuto di Xi Jinping per porre fine al conflitto.

Quando l'F-15E Strike Eagle è stato abbattuto il mese scorso, Trump ha affermato che era stato colpito da un missile lanciato a spalla. Lunghi circa due metri e pesanti 18 chilogrammi, questi missili, noti anche come "armi di difesa aerea portatili" o "MANPADS", rappresentano un metodo economico ed efficace per abbattere velivoli a bassa quota. I due membri dell'equipaggio del jet F-15 si sono eiettati in sicurezza dal velivolo. Il pilota è stato tratto in salvo entro sette ore, ma ci sono voluti due giorni per localizzare e salvare l'ufficiale addetto ai sistemi d'arma, che si era nascosto alle pendici dei monti Zagros, secondo quanto riferito dal Pentagono.

I servizi segreti Usa, secondo quanto riferito in precedenza dall'Nbc, ritenfono che la Cina stia pianificando di fornire all'Iran nuove armi di difesa aerea nelle prossime settimane. Ex funzionari della sicurezza nazionale potrebbero aver fatto trapelare queste informazioni per cercare di smascherare i piani cinesi. Non è chiaro se il missile che probabilmente ha abbattuto l'F-15 sia stato consegnato all'Iran di recente o se provenisse da depositi di armi spediti a Teheran anni fa, hanno riferito le fonti. Inoltre non è inoltre chiaro se il radar, noto come YLC-8B, fosse in servizio durante la guerra. Gli Stati Uniti sono a conoscenza di tutto ciò che la Cina sta facendo per sostenere l'Iran, secondo un funzionario statunitense ben informato e secondo il quale la Cina sosteneva l'Iran già prima della guerra. "Non si è trattato di un supporto significativo. Non ha avuto un impatto operativo decisivo", ha affermato il funzionario statunitense.

Teheran, abbattuto drone israeliano su isola Qeshm

L'esercito iraniano ha annunciato di aver abbattuto un drone israeliano sull'isola di Qeshm, nel sud del Paese. Secondo un comunicato, riportato dall'agenzia Irna, il drone è stato intercettato e distrutto nelle prime ore del mattino. 

Iran: Parlamento voterà presto legge su gestione Hormuz

Nonostante Donald Trump abbia messo la libera circolazione da Hormuz come condizione per un accordo, il parlamento metterà presto ai voti il disegno di legge che sancisce la gestione iraniana dello Stretto. A riferirlo e' stato Alireza Salimi, membro dell'ufficio di presidenza del Majilis, in un'intervista all'agenzia Tasnim. "La decisione definitiva del Parlamento e' di convertire presto in legge la gestione sullo Stretto di Hormuz", ha detto. "Non permetteremo che siano loro a decidere", ha poi chiarito in riferimento agli Stati Uniti. 

Idf ordina l'evacuazione di diversi villaggi nel Libano del Sud

Avviso urgente ai residenti in Libano nelle seguenti località e villaggi: Marwaniyah, Lubya, Meidoun, Ansariyah, Zifta, Tafahtha. Alla luce della violazione da parte del partito terroristico Hezbollah dell'accordo di cessate il fuoco, le Forze di Difesa sono costrette ad agire contro di esso con forza. Le Forze di Difesa non intendono danneggiarvi. Per la vostra sicurezza, evacuate immediatamente le vostre case e trasferitevi a nord del fiume Zahrani. Chiunque si trovi vicino agli elementi di Hezbollah, alle sue installazioni e ai suoi mezzi da combattimento mette a rischio la propria vita!". È il messaggio su X del portavoce dell'esercito israeliano, Avichay Adraee.

Iran: "Abbiamo autorizzato 20 navi ad attraversare lo Stretto di Hormuz"

"Almeno 20 navi hanno ricevuto il permesso di attraversare lo Stretto di Hormuz, dopo il coordinamento con le Guardie Rivoluzionarie e i rispettivi centri navali iraniani", ha dichiarato la Marina delle Guardie Rivoluzionarie in un comunicato stampa diffuso sabato. "Alcune delle navi, che avevano richiesto il passaggio oggi, sono già passate, altre passeranno entro le prime ore di questa mattina. Il passaggio è stato concesso a causa del fabbisogno dei rispettivi paesi di materiali come i fertilizzanti chimici", ha aggiunto il comunicato, citato dall'agenzia Fars. Il Wall Street Journal ha riportato che lo Stretto di Hormuz non è completamente aperto, ma grazie alle misure adottate dagli armatori - alcuni dei quali in collaborazione con l'esercito statunitense - non è nemmeno del tutto chiuso.

Zangrillo: "Sull'energia ci aspettiamo flessibilità da parte dell'Europa"

"Ci aspettiamo  che ci sia flessibilità da parte dell'Europa. Mi pare che le considerazioni svolte dal vicecommissario Fitto sono delle considerazioni di assoluto buon senso. È chiaro che l'Europa si muove secondo delle regole definite, prestabilite e condivise, ma l'Europa deve essere anche capace poi di rispondere alle situazioni emergenziali che si verificano". Così il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, intervistato da Sky tg 24. "Chiaro - ha proseguito Zangrillo - che finché possiamo muoverci da soli, e quindi con risorse nostre, lo facciamo, e diciamo che questo governo si è mosso tempestivamente. I tre interventi sulla riduzione delle accise rispondono esattamente alla volontà di mettere a disposizione quello di cui possiamo disporre direttamente noi come Italia, senza chiedere nulla a nessuno. Però è evidente che, qualora la situazione di crisi su Hormuz, e quindi sul Medio Oriente dovesse prolungarsi, beh, a questo punto noi non possiamo pensare di poter rispondere da soli". "Le proposte che ha elaborato il vicecommissario Fitto sono proposte che vanno discusse - ha detto ancora io ministro -, che vanno condivise a livello europeo, e anche al nostro livello italiano. Perché, per esempio, sull'utilizzo dei fondi di coesione, alcune Regioni hanno già sollevato qualche dubbio. Quindi di nuovo c'è la necessità di dimostrare che nei momenti di emergenza bisogna superare gli sbarramenti ideologici, bisogna superare soprattutto le resistenze, le rigidità". "E' evidente - ha concluso Zangrillo - che dovremmo fare insieme alle Regioni un lavoro inteso a comprendere che spazi ci sono per utilizzare quelle risorse dei fondi di coesione che non sono ancora impegnate, magari chiedendo  una dilazione su progetti sui quali non c'è già stato un impegno finanziario, e che quindi ci consentono di utilizzare queste risorse per affrontare l'emergenza". 

Esercito dell'Iran: "Abbattuto drone nemico sull'isola di Qeshm nel Golfo"

"Le unità di difesa aerea dell'Esercito iraniano hanno individuato e distrutto con successo un drone Orbiter sull'isola di Qeshm, nel Golfo Persico, nelle prime ore di sabato", ha dichiarato l'Esercito in un comunicato. "Il drone apparteneva al nemico aggressore statunitense-sionista", ha aggiunto, secondo quanto riportato da Tasnim. 

Voli, benzina, agricoltura: i costi della guerra in Iran in 8 grafici

Mentre le speranze di una risoluzione del conflitto aumentano, ecco un riepilogo delle conseguenze dell’attacco di Usa e Israele e della risposta iraniana in vari settori: dall’energia ai fertilizzanti, dagli aerei alle materie prime alimentari.

Voli, benzina, agricoltura: i costi della guerra in Iran in 8 grafici

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Iran, consigliere di Khamenei: "Trump sta tradendo la diplomazia"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ''sta tradendo la diplomazia per la terza volta''. Lo ha dichiarato il Mohsen Rezaei, consigliere della Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei. "Continuando il blocco navale e avanzando richieste eccessive nei negoziati, ha dimostrato ancora una volta di non essere incline al negoziato e di perseguire altri obiettivi", ha scritto in un post su X l'ex comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.

Wsj: "Navi disattivano i sistemi di tracciamento per attraversare Hormuz"

Le navi disattivano i sistemi di tracciamento e attraversano lo Stretto di Hormuz in piccoli gruppi, a volte con la guida dell'esercito statunitense, poiché la via navigabile rimane pericolosa ma non completamente chiusa. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal alcune navi, tra cui grandi petroliere e navi cisterna per il gas naturale liquefatto, hanno navigato "al buio" spegnendo le luci e i trasmettitori del sistema di identificazione automatica (AIS), che aiutano le navi a tracciarsi a vicenda ed evitare collisioni. L'oscuramento delle comunicazioni rende le imbarcazioni più difficili da rilevare elettronicamente e meno vulnerabili agli attacchi iraniani, ma aumenta anche il rischio di incidenti in uno dei punti nevralgici per l'approvvigionamento energetico più importanti al mondo. Alcuni armatori hanno dichiarato al giornale di essere rimasti in contatto con funzionari militari statunitensi durante il transito nello stretto. Secondo il rapporto, le forze statunitensi utilizzano radar, droni e altri strumenti per monitorare il traffico e consigliare le navi su quando interrompere le trasmissioni e come rispondere alle minacce iraniane. Il Wall Street Journal ha riferito che un piccolo numero di navi ha utilizzato una rotta vicino all'Oman che le forze statunitensi avevano precedentemente bonificato dalle mine nell'ambito del breve 'Progetto Libertà', mentre la maggior parte degli attraversamenti più recenti ha seguito rotte specificate dall'Iran o è passata senza essere tracciata. 

Mezzaluna Rossa: "Quattro feriti in un attacco di coloni israeliani vicino Nablus"

La Mezzaluna Rossa palestinese ha reso noto di aver prestato soccorso a quattro persone ferite durante un attacco dei coloni israeliani al villaggio di Madama, a sud di Nablus, in Cisgiordania. Secondo quanto riportato, uno dei feriti è stato colpito alla gamba, mentre un altro ha riportato ferite da schegge al volto. Altre due persone sono state picchiate, si legge nel rapporto. Tutti e quattro i feriti sono stati trasportati in ospedale per cure.

Iran, Hegseth: "Sarà un buon accordo, Trump è paziente"

''Allo stato attuale, qualsiasi accordo con l'Iran sarà un buon accordo''. Lo ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth intervenendo allo Shangri-La Dialogue di Singapore. "Ho avuto l'opportunità di parlare con il presidente Trump stamattina. Voleva che ribadissi la sua pazienza nell'assicurarsi che, con l'America impegnata in un'impresa storica di questo tipo, qualsiasi accordo sarà un buon accordo, un ottimo accordo, e che è paziente nel perseguire questo obiettivo", ha detto Hegseth.

"Se l'Iran non vuole concludere un accordo vantaggioso che gli garantisca di non dotarsi di armi nucleari", allora può "trattare" con l'esercito statunitense, ha affermato Hegseth.

Libano, media: "Almeno 3 morti e 10 feriti in raid Idf nel sud"

Tre persone sono state uccise e oltre una decina ferite dai raid aerei israeliani nelle prime ore di oggi, mentre gli attacchi si intensificano nel Libano meridionale, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale libanese Nna. Due delle vittime sono state identificate come padre e figlio, uccisi nella loro casa nel quartiere di al-Marj ad Ansar, a nord di Tiro. Altri sette membri della famiglia sono rimasti feriti nell'attacco.

L'agenzia ha aggiunto che le forze israeliane hanno anche effettuato un attacco aereo questa mattina sulla strada Sharifa-Habbouch-Nabatieh, uccidendo un civile e lasciandone un altro in condizioni critiche. Questa mattina è stato segnalato anche un raid aereo israeliano sulla strada che conduce all'ospedale governativo Nabih Berri a Nabatieh, con tre persone rimaste ferite. L'Nna ha inoltre riferito che intorno alle 8,15 ora locale la città di Ansar è stata colpita da un raid aereo che ha distrutto il centro commerciale al-Khalil nel centro città, mentre alle 09,30 la città di Zabadini è stata colpita da una serie di attacchi aerei israeliani.

Iran, internet riparte mentre il dramma dei civili resta invisibile

Dopo circa tre mesi di blackout quasi totale, il web sta lentamente tornando a funzionare. La rete era stata oscurata dai pasdaran durante le proteste interne e poi con l’inizio della guerra. Per settimane dal Paese non sono uscite immagini, testimonianze o notizie indipendenti. Nel frattempo il conflitto avrebbe aggravato una crisi economica e umanitaria già pesantissima. E le trattative internazionali sembrano ignorare il tema dei diritti civili.

Iran, internet riparte mentre il dramma dei civili resta invisibile

Iran, internet riparte mentre il dramma dei civili resta invisibile

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Libano, Hezbollah rivendica un attacco missilistico su Israele

Hezbollah ha rivendicato l'attacco missilistico contro Kiryat Shmona, citta' nel nord di Israele, mentre l'esercito israeliano intensifica i raid aerei e l'offensiva di terra in Libano.In alcune dichiarazioni, il movimento libanese filo-iraniano ha affermato di aver lanciato una "saluta di razzi" contro la citta' "in difesa del Libano e del suo popolo, e in risposta alla violazione del cessate il fuoco da parte del nemico israeliano". 

Media Teheran: "Nave iraniana supera il blocco statunitense"

Una nave portarinfuse iraniana di ritorno dal Brasile è ora segnalata al largo delle coste dell'Iran, ha riferito Fars, aggiungendo che la nave Kamran è stata individuata dai satelliti nel porto iraniano Imam Khomeini. Secondo l'agenzia di stampa, dall'inizio del blocco navale statunitense sui porti iraniani, iniziato 50 giorni fa, le navi iraniane hanno ripetutamente violato il blocco; mentre dalla chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran, nessuna nave è stata in grado di attraversare il canale senza il permesso dell'Iran.

Media: "Missile Iran contro base Kuwait, 5 americani feriti"

Un attacco missilistico balistico iraniano contro una base aerea kuwaitiana ha causato lievi ferite a diversi americani e ha gravemente danneggiato due droni statunitensi MQ-9 Reaper: lo scrive Iran International, che cita Bloomberg. La fonte di Bloomberg ha affermato che la difesa aerea kuwaitiana ha intercettato il missile Fateh-110, ma i detriti caduti hanno colpito la base aerea di Ali Al Salem. Circa cinque persone, tra cui contractor e personale militare in servizio attivo, hanno riportato lievi ferite. Un MQ-9 Reaper è stato distrutto e almeno un altro è stato gravemente danneggiato, stando al rapporto.

Trump e il vertice per la decisione finale del conflitto. VIDEO

Iran, media: "Gli Usa non hanno trovato mine a Hormuz"

L'esercito statunitense non avrebbe trovato mine iraniane durante le ricerche nello Stretto di Hormuz, nonostante i rapporti dell'intelligence affermassero che l'Iran avesse disseminato mine sottomarine. Lo riporta Nbc News, che cita un funzionario americano. Anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva affermato che l'Iran aveva piazzato mine e aveva pubblicato su Truth Social che gli Stati Uniti le avevano distrutte. Tuttavia, ora sembra, secondo il funzionario, che l'esercito non sia stato in grado di verificare tali affermazioni.

Hormuz

Libano, Idf ordina evacuazione 7 villaggi: "Colpiremo"

L'esercito israeliano ha emesso avvisi di evacuazione per gli abitanti di sette villaggi nel sud del Libano, annunciando l'imminente attacco contro obiettivi di Hezbollah. "Alla luce della violazione dell'accordo di cessate il fuoco da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah, le Forze di Difesa Israeliane sono costrette ad agire con decisione", ha dichiarato il portavoce in lingua araba dell'esercito, Avichay Adraee, in due comunicati separati pubblicati su X, menzionando sette villaggi nel sud del Libano, tra cui alcuni vicino a Nabatieh. 

Tv Iran ironizza: "Una tregua per gli Usa? Loro possono colpirci, noi no"

"Un cessate il fuoco è quando noi possiamo attaccare ma loro non possono rispondere": è quanto si legge in una foto di una 'pagina' di un dizionario in lingua inglese postata ironicamente dall'Irib, la tv di Stato iraniana, su X. "Ecco perché gli Stati Uniti e Israele si comportano in questo modo" il commento dell'emittente. 

Unicef, in una settimana 77 bambini uccisi o feriti in Libano

"In una sola settimana, secondo le notizie, 77 bambini son stati uccisi o feriti in Libano. Sono 11 bambini al giorno. I bambini non dovrebbero pagare il prezzo del conflitto. Devono essere protetti in ogni momento. Le ostilità devono finire". E' quanto scrive Unicef Libano su X.

Libano, Idf distrugge lanciarazzi: "Colpita chiesa ortodossa"

L'Idf ha reso noto di aver distrutto un lanciarazzi utilizzato da Hezbollah per colpire il nord di Israele durante la notte. Le Idf hanno intercettato un altro razzo lanciato contro Israele dal Libano, il quarto attacco di Hezbollah nella notte. Ieri le forze israeliane hanno accusato la milizia sciita di aver colpito la chiesa ortodossa di San Giorgio nel sud del Libano e alcuni edifici del villaggio cristiano di Marjaayoun.

Pezeshkian: "Pronti a raggiungere un quadro dignitoso per la pace"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha sottolineato che l'Iran è pronto a raggiungere un "quadro dignitoso" per porre fine alla guerra in corso con gli Stati Uniti e alle tensioni regionali. Secondo l'agenzia di stampa Irna, Pezeshkian ha rilasciato questa dichiarazione durante una conversazione telefonica con l'emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, nella tarda serata di ieri. "Teheran ha costantemente dimostrato il suo impegno per il dialogo", ha affermato Pezeshkian, esortando l'altra parte a "ricambiare mostrando una reale volontà politica e rispettando gli obblighi internazionali".

Iran International: "Qatar sbloccherebbe solo 6 miliardi per beni essenziali"

La recente visita a Doha di un'importante delegazione iraniana, guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, si è conclusa con una grave battuta d'arresto diplomatica per Teheran, secondo quanto riferito a Iran International da una fonte informata sui negoziati. Nonostante le ferme richieste di Teheran per lo sblocco immediato e incondizionato di 12 miliardi di dollari in contanti al momento della firma di un primo Memorandum d'Intesa (MoU) con gli Stati Uniti, i funzionari del Qatar hanno respinto la richiesta, accettando di sbloccare solo la metà dell'importo con severe limitazioni, ha affermato la fonte. Secondo una fonte vicina a un funzionario qatariota coinvolto nelle discussioni, Doha si è rifiutata di trasferire i fondi direttamente o in contanti all'Iran. Il denaro sarà invece reso disponibile a Teheran solo sotto forma di credito per l'acquisto di beni e prodotti essenziali direttamente dal Qatar. Questa restrizione giunge in un contesto di forte opposizione da parte degli Stati Uniti alla concessione all'Iran di un accesso diretto e illimitato alle attività finanziarie liquide. Washington ha espresso preoccupazione per il fatto che le iniezioni dirette di liquidità avrebbero fornito al governo iraniano un margine di manovra economico vitale, consentendogli di pagare gli stipendi pubblici arretrati e di acquistare equipaggiamento militare o altri beni da paesi stranieri in un periodo di intensa tensione regionale. Iran International aveva precedentemente riportato che Teheran aveva posto lo sblocco senza restrizioni dei 12 miliardi di dollari detenuti in Qatar come condizione imprescindibile e non negoziabile prima di procedere a qualsiasi intesa diplomatica preliminare o alla firma del proposto accordo quadro. Anziché ottenere accesso diretto alla liquidità, Teheran è ora costretta a utilizzare la linea di credito, limitata a un importo ristretto, esclusivamente sul mercato qatariano per l'acquisto di beni di prima necessità. Per evitare che la controversia comprometta i più ampi e delicati colloqui quadro con gli Stati Uniti, volti a garantire un cessate il fuoco regionale e a riaprire lo strategico Stretto di Hormuz, tutte le parti partecipanti avrebbero concordato di mantenere strettamente riservati i dettagli di questo disaccordo finanziario.

Idf, 'abbiamo distrutto un lanciarazzi di Hezbollah'

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) annunciano di aver distrutto durante la notte un lanciarazzi utilizzato da Hezbollah per colpire il nord di Israele, condividendo un video dell'attacco sul proprio account Telegram. Lo scrive il Times of Israel.

Fmi-Bm-Iea, rischio carburanti in estate se non riapre Hormuz

Il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e l'Agenzia Internazionale dell'Energia mettono in guardia dai rischi per la sicurezza del carburante durante i mesi estivi di picco della domanda se il trasporto di petrolio attraverso lo stretto di Hormuz non torna alla normalita'. "Le scorte globali di petrolio si stanno riducendo a un ritmo record in risposta alla grave perdita di approvvigionamento attraverso lo stretto di Hormuz", hanno affermato i capi delle agenzie in una dichiarazione congiunta. "Se i flussi di trasporto non tornano alla normalita', il continuo e rapido esaurimento delle scorte globali di petrolio prima del picco della domanda estiva nell'emisfero settentrionale presenterebbe rischi crescenti per la sicurezza del carburante, le condizioni di mercato e la piu' ampia resilienza economica", si legge ancora nella nota.

Media, Usa non confermano presenza mine a Hormuz

Gli Stati Uniti non hanno confermato che l'Iran abbia posizionato mine nello Stretto di Hormuz, affermano alcune fonti alla Nbc. Le forze armate statunitensi non hanno identificato in modo definitivo alcuna mina durante le ripetute ricerche nel corso d'acqua, sollevando interrogativi sulla reale portata della minaccia, affermano le fonti. 

'Trump accetterà accordo con Iran solo se rispetterà le sue linee rosse'

"La riunione nella Situation Room si è conclusa ed è durata circa due ore. Il presidente Trump stringerà un accordo soltanto se questo sarà vantaggioso per l'America e rispetterà le sue linee rosse. L'Iran non potrà mai possedere un'arma nucleare". Lo scrive in un post su X Alayana Treene, corrispondente della Cnn dalla Casa Bianca, citando un funzionario della presidenza,  secondo cui non c'è "ancora nessuna notizia in merito alla sua promessa decisione definitiva" sui negoziati con l'Iran. Non è chiaro il motivo per cui Trump non abbia preso una decisione. In un post su Truth pubblicato prima dell'incontro, il presidente ha insistito sul fatto che un accordo per prolungare il cessate il fuoco avrebbe comportato la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran, l'impegno a non sviluppare mai una bomba nucleare e il permesso concesso agli Stati Uniti di rimuovere l'uranio arricchito di Teheran. Tutte condizioni, ripetutamente respinte dall'Iran. Nel suo post, Trump ha lasciato intendere che un accordo avrebbe indotto gli Stati Uniti a revocare il blocco navale, che aveva preso di mira navi e porti iraniani, consentendo la riapertura del tratto di mare cruciale per il trasporto di petrolio e gas. "Le navi rimaste bloccate nello Stretto a causa del nostro straordinario e senza precedenti blocco navale - che ora verrà revocato - possono avviare la procedura per 'fare ritorno a casa'!", ha scritto ancora.

Pentagono, 'colloqui militari diretti costruttivi tra Israele e Libano'

Gli Usa salutano con favore i colloqui "costruttivi" tra funzionari militari israeliani e libanesi, i primi del loro genere da decenni. "Oggi al Pentagono ho ricevuto le delegazioni militari da Israele e Libano nell'ambito del canale di sicurezza a sostegno dei colloqui di pace in corso tra i due Paesi. Abbiamo condotto proficue discussioni a livello militare che forniranno elementi utili al canale politico guidato dal Dipartimento di Stato, in programma per la prossima settimana", ha scritto in post su X il vicesegretario di Stato americano Elbridge Colby, numero tre del Pentagono. 

Israele, diversi proiettili lanciati dal Libano sul nord del paese

L'esercito israeliano ha annunciato stanotte che diversi proiettili sono stati lanciati dal Libano verso il nord di Israele, uno dei quali non è stato intercettato. "Sono stati rilevati diversi proiettili lanciati dal Libano verso il territorio israeliano. La maggior parte è stata intercettata e un impatto è stato segnalato nella zona di Kiryat Shmona. Non si sono registrati feriti", ha scritto l'esercito dello Stato ebraico sui suoi account social.

Hegseth: 'capaci di riprendere la guerra, l'Iran non avrà armi nucleari'

Gli Usa sono "più che capaci" di riprendere la guerra contro l'Iran. Nell'incertezza dell'esito delle trattative in corso per chiudere il conflitto con Teheran, il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha assicurato che gli Stati Uniti "sono impegnati a impedire all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare", parlando allo Shangri-La Dialogue di Singapore. Hegseth ha aggiunto che Washington rimane fedele alle proprie priorità in materia di sicurezza internazionale, affermando esplicitamente che "abbiamo ancora obblighi globali per garantire che, per esempio, l'Iran non si doti di un'arma nucleare". Hegseth ha detto, nella sessione di domande e risposte, che qualsiasi accordo di pace con l'Iran "sarà un buon accordo", aggiungendo di aver "avuto l'opportunità di parlare con il presidente Trump questa mattina. Voleva che ribadissi quanto sia paziente nell'assicurare che, con l'America impegnata in un'impresa storica di questo genere, qualsiasi accordo debba essere un buon accordo, un grande accordo", ha osservato il capo del Pentagono.

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