Guerra Ucraina, Lukashenko a Macron: “Devi mediare con Russia. Meloni è donna, non può”

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Il 24 maggio c’è stata una telefonata tra il presidente bielorusso e quello francese. Il leader di Minsk ha svelato alcuni dettagli. Secondo l'agenzia bielorussa BelTA, Lukashenko ha riferito al suo omologo di non avere "alcuna intenzione di entrare in guerra" nel conflitto ucraino e ha invitato Macron a mediare con Mosca: “Devi farlo tu. Chi altro c'è?”. Scartando altre ipotesi di mediatori, riferendosi a Meloni, ha aggiunto: “In Italia c'è una donna primo ministro. Vuoi mettere questo peso su una donna?”

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Nei giorni scorsi c’è stata una telefonata tra il presidente bielorusso Alexander Lukashenko e il presidente francese Emmanuel Macron. Secondo l'agenzia bielorussa BelTA, Lukashenko ha riferito al suo omologo di non avere "alcuna intenzione di entrare in guerra" nel conflitto ucraino e ha invitato Macron a mediare con la Russia. “Devi farlo tu. Chi altro c'è?”, ha detto Lukashenko. E scartando altre ipotesi di mediatori, riferendosi a Giorgia Meloni, ha aggiunto: "In Italia c'è una donna primo ministro. Vuoi mettere questo peso su una donna?” (GUERRA RUSSA IN UCRAINA, GLI AGGIORNAMENTI).

L’invito di Lukashenko a Macron

Da quanto emerso, quindi, durante la telefonata del 24 maggio Lukashenko ha invitato Macron ad assumere un ruolo guida nei colloqui con Mosca, definendolo il leader europeo più adatto a questo compito. Secondo l'agenzia bielorussa BelTA News, Lukashenko ha rivelato i dettagli di quella conversazione e ha svelato di aver detto a Macron che - essendo lui il leader europeo più longevo al potere – dovrebbe prendere in mano la situazione e risolvere la questione con Mosca attraverso il dialogo.

Le parole su Meloni e gli altri leader

Sempre secondo BelTA News, Lukashenko ha spiegato di aver detto a Macron: “Ho detto: 'Aspetta, tu sei un aksakal (decano, ndr), sei al potere da così tanti anni! Tu sei l'aksakal: inizia a muoverti. Sei, per così dire, la figura principale e la forza trainante dell'Europa oggi. Sei andato in Armenia: bene, ora devi venire da noi e parlare, sia a Mosca sia a Minsk. E risolvere questa questione attraverso il dialogo'". Non solo, Lukashenko ha anche escluso altri possibili leader – compresa la premier Meloni - dicendo a Macron: “E chi altro c'è? Friedrich Merz è un politico molto giovane. Keir Starmer è anche lui piuttosto giovane. Chi parlerà? Sono tutti giovani. In Italia c'è una donna primo ministro. Vuoi mettere questo peso su una donna?".

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Lukashenko: "Non ho alcuna intenzione di entrare in guerra”

Il presidente della Bielorussia, durante la telefonata con Macron, ha ribadito di non avere "alcuna intenzione di entrare in guerra". Il leader di Minsk ha spiegato ai giornalisti che Macron aveva espresso preoccupazione per le notizie secondo cui il Paese potesse entrare in guerra contro l’Ucraina. Lukashenko ha aggiunto di aver immediatamente respinto l'ipotesi: "L'ho interrotto e ho detto: 'Per l'amor di Dio! Non ho alcuna intenzione di entrare in guerra. Perché dovrei?'". Macron avrebbe poi fatto riferimento a una recente esercitazione congiunta russo-bielorussa delle forze nucleari e avrebbe chiesto se vogliono usarle. "Io ho detto: 'Per l'amor di Dio! Ho già detto che le armi nucleari verrebbero usate solo in un caso: se venisse commessa un'aggressione contro la Bielorussia. Tutto qui'", ha risposto il leader di Minsk.

“Dovete impegnarvi per la pace”

Riportando un altro estratto della conversazione, Lukashenko ha proseguito: "Abbiamo concluso parlando dell'Ucraina e delle conseguenze se noi, insieme ai russi, dovessimo attaccare l'Ucraina dal nord. 'Capite', ha detto lui, 'che saremmo costretti a rispondere?'. Io ho detto: 'Non dovete rispondere, dovete impegnarvi per la pace'. 'Ma noi ci stiamo impegnando', ha detto lui. Io ho risposto: 'Se vi impegnaste davvero per la pace, allora durante quell'incontro a Erevan (al vertice della Comunità Politica Europea nel maggio 2026)... Beh, forse venire a Mosca non sarebbe stato ideale per voi, ma sareste potuti venire a Minsk, e Vladimir Vladimirovich (Putin) e io vi avremmo incontrato lì'. È andata così, scherzosamente. Lui ha detto: 'Non escludo quell'incontro'. Io ho detto: 'Allora bisogna chiamare Putin. Venite, sedetevi e parlate apertamente da uomo a uomo'", ha concluso il capo di Stato bielorusso.

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