Tregua Libano e Israele: cosa prevedono i sei punti dell'accordo per il cessate il fuoco
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È scattata alle 23 ora italiana di ieri, 16 aprile, la tregua di 10 giorni fra Israele e Libano. L'aveva annunciata Donald Trump sul suo social Truth. "I due Paesi si sono incontrati martedì per la prima volta in 34 anni a Washington con il grande segretario di Stato Marco Rubio", ha fatto sapere Trump. "È stato un onore risolvere 9 guerre nel mondo, questa sarà la decima", ha aggiunto il tycoon. L’accordo è arrivato a seguito di colloqui tra il presidente libanese Joseph Aoun ed il premier israeliano Benjamin Netanyahu e prevede, nello specifico, sei clausole.
Quello che devi sapere
Le tempistiche, le posizioni di Libano ed Israele
La prima clausola stabilisce tempi e durata della tregua che, come anticipato, iniziata il 16 aprile (alle 10 Gmt, mezzanotte ora locale) e durerà in tutto dieci giorni. Al secondo punto, l'intesa prevede la possibilità di proroga della tregua qualora vengano segnalati progressi nei negoziati e il Libano dimostri la propria capacità di estendere la propria sovranità Il terzo paletto, invece, decreta che Israele adotti tutte le misure necessarie per l'autodifesa in caso di attacco, in cambio dell'impegno a non condurre operazioni militari offensive sul territorio libanese, né via terra, né via aria o mare.
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L'impegno dei due Paesi
La quarta clausola stabilisce che il governo libanese si impegna ad adottare misure concrete per impedire a Hezbollah e a tutti i gruppi armati di lanciare attacchi, operazioni o attività ostili contro Israele. Il quinto punto sottolinea che le Forze di Sicurezza libanesi sono le sole responsabili della sovranità del Libano e della difesa del suo territorio. Il sesto e ultimo punto prospetta l'impegno di Israele e Libano a compiere sforzi per risolvere tutte le questioni in sospeso, inclusa la demarcazione del confine terrestre tra i due Paesi.
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Un "problema comune"
Un funzionario della Casa Bianca ha dichiarato alla Cnn che, durante l'incontro con Israele, il Libano ha sottolineato che Hezbollah rappresenta un "problema comune". Da parte sua, Netanyahu ha informato il suo governo che le forze israeliane rimarranno nel Libano meridionale nonostante la tregua. A Washington, intanto, il dipartimento di Stato americano ha confermato che il cessate il fuoco di dieci giorni tra Israele e Libano offrirà l'occasione di negoziare un accordo di sicurezza e una pace duratura.
Trump: "Stop alle uccisioni"
"Spero che Hezbollah si comporti bene in questa fase importante. Se lo farà, sarà un momento FANTASTICO per loro. Basta con le uccisioni. È ora di avere finalmente la PACE!". Questo, poi, un ulteriore commento del presidente americano Donald Trump in un messaggio postato sempre su Truth proprio dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco tra Libano e Israele.
L'avvertimento di Hezbollah
Hezbollah, dal proprio punto di vista, ha avvertito che i suoi combattenti "terranno il dito sul grilletto" se Israele violerà il cessate il fuoco in Libano. "I mujahidin terranno le mani sul grilletto, pronti a difendersi dal tradimento e dalla perfidia del nemico", ha sottolineato in una breve dichiarazione diffusa da al-Manar TV, emittente di proprietà di Hezbollah, citata dal Guardian.
Un raid prima dell'entrata in vigore dell'accordo
Da segnalare che poco prima dell'entrata in vigore della tregua, alle 23 di ieri, 16 aprile, almeno 13 persone sono state uccise in raid israeliani su Tiro. Lo hanno riferito le autorità locali. Secondo L'Orient Le jour, tra le macerie di un complesso residenziale a Tiro sono stati recuperati i corpi di 11 persone uccise, oltre a 35 feriti.
Il commento di Israel Katz
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, dopo l'inizio della tregua ha dichiarato che l'Idf "mantiene e continuerà a mantenere" tutte le posizioni che ha "bonificato e conquistato" in Libano, affermando che Israele stesso è ancora nel mezzo di una guerra contro Hezbollah e che i suoi obiettivi non sono ancora stati raggiunti. In una dichiarazione rilasciata dal suo ufficio, Katz ha ribadito poi che l'obiettivo di disarmare Hezbollah "con mezzi militari o diplomatici" rimane ancora un "obiettivo centrale".
La reazione della Spagna
Dopo l'annuncio del cessate il fuoco tra Libano ed Israele, il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares ha dichiarato che la Spagna ha accolto con favore la tregua stessa che considera "essenziale" per la stabilità in Medio Oriente. "È quanto noi chiediamo ed esigiamo dal primo momento" delle ostilità fra Israele ed Hezbollah, ha detto Albares. "Non ci sarà una pace reale e stabilità se non c'è un cessate il fuoco in Libano", ha aggiunto, durante la presentazione di un libro all'Istituto Cervantes. Tuttavia ha ricordato che "ci sono 10.000 soldati statunitensi che si stanno dirigendo verso lo Stretto di Hormuz" nell'operazione di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. "Ma né la democrazia, né l'uguaglianza per le donne in Iraq, né la stabilità per nessuno in Medio Oriente arriveranno con la guerra", ha aggiunto il capo della diplomazia iberica.
Il commento da Parigi
La Francia, sempre a proposito della tregua, ha invitato "tutte le parti a rispettare pienamente" il cessate il fuoco in Libano "e ad astenersi da qualsiasi azione che possa comprometterne l'attuazione". Questo quanto si legge in una nota diffusa dal ministero degli Esteri di Parigi, chiedendo "la prosecuzione del dialogo tra Israele e Libano per giungere a una soluzione politica che preveda il ritiro di Israele e il disarmo di Hezbollah e che, oltre a ciò, apra la strada alla pace e alla sicurezza per entrambi i Paesi".