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Laika, nuovi murales a Roma e Bruxelles contro la "complicità di Ue e Italia con Israele"

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L'azione artistica di Laika prende spunto dall'incontro con "Justice for Palestine", l'iniziativa dei cittadini europei che chiede la sospensione totale dell'accordo di associazione proprio tra Unione Europea e Israele

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La street artist Laika ha effettuato un doppio blitz a Roma e Bruxelles, affiggendo tre opere che "denunciano la complicità dell'Unione Europea e del Governo Italiano con Israele". Succede proprio alla vigilia della Giornata dell'Europa che ricorre domani, perchè il 9 maggio 1950 il ministro degli Esteri francese, Robert Schuman, pronunciò un discorso diventato storico nel quale presentava un piano per una maggiore cooperazione in Europa. Il discorso, noto come "dichiarazione Schuman", ha "aperto la strada a una nuova era di pace, integrazione e cooperazione in tutto il continente, gettando le basi di quella che oggi è l'Unione europea", si legge sul sito dell'Ue.

L'incontro con "Justice for Palestine"

L'azione artistica di Laika prende spunto dall'incontro con "Justice for Palestine", l'iniziativa dei cittadini europei che chiede la sospensione totale dell'accordo di associazione proprio tra Unione Europea e Israele.

L'opera proposta a Roma

In via Quattro Novembre a Roma, davanti agli uffici del parlamento UE, l'opera proposta da Laika (dal titolo "Close friends") ritrae Giorgia Meloni che stringe la mano al colono israeliano ritratto recentemente dalla copertina dell'Espresso mentre brutalizza e minaccia dei contadini palestinesi allontanandoli dalla loro terra. "Il Governo italiano è stato uno dei principali ostacoli per arrivare a sanzioni efficaci nei confronti dello stato di Israele", ha spiegato l'artista.

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L'opera di Laika esposta a Roma - ©Ansa

Netanyahu e von der Leyen a Bruxelles

A Bruxelles invece, in Rue Wayenberg, a pochi passi dall'Europarlamento, l'artista mostra Benjamin Netanyahu mentre bacia Ursula von der Leyen, in un'opera dal titolo "A bloodthirsty love". L'intento è quello di "testimoniare la complicità dell'Ue con Israele". In entrambe le città, poi, ecco una terza opera che incarna uno stesso filo conduttore: "Dikè: Justice in danger". In questo caso si vede la Giustizia messa sotto sequestro da due soldati dell'Idf. Un poster è stato affisso a Place Sainte Catherine, l'altro a Via della Cordonata.

L'opera mostrata a Bruxelles - ©Ansa

Isolare Israele

Con oltre un milione di firme raccolte nei paesi dell'Ue, "Justice for Palestine" mira a convincere le istituzioni europee a prendere una posizione netta con l'intento di isolare dal punto di vista diplomatico, economico e commerciale Israele, "a fronte della palese violazione dei diritti umani e del diritto internazionale con cui agisce a Gaza e nei territori occupati, tra il genocidio dei palestinesi nella Striscia e il regime di apartheid a cui sono sottoposti in Cisgiordania". E, in questo senso, le stesse opere di Laika accompagneranno nei prossimi mesi una campagna che punta proprio ad appoggiare la fine dell'accordo Ue-Israele. "Colpire l'economia dell'apartheid e del genocidio, a cominciare dal mercato delle armi, è lo strumento di lotta non violenta più efficace che ci sia per fermare i crimini di Israele e il progetto di cancellazione dei palestinesi", ha sottolineato l'artista, che ha anche lanciato un appello per la liberazione dei due militanti della Global Sumud Flotilla "sequestrati illegalmente da Israele in acque internazionali".

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La street artist Laika dipinge le navi della Global Sumud Flotilla

Il poster esposto sia a Roma sia a Bruxelles - ©Ansa

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