Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran USA, Teheran consegna nuova proposta. Trump: "Non soddisfatto"

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Teheran ha presentato una nuova proposta per i colloqui con gli Stati Uniti ai mediatori pakistani. A riferirlo sono i media iraniani. Trump, parlando con la stampa, ha detto che una grande vittoria è vicina, che non è soddisfatto dell'ultima proposta, e ha ribadito che la leadership iraniana è troppo frammentata

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L'Iran ha presentato una nuova proposta per i colloqui con gli Stati Uniti ai mediatori pakistani. A riferirne sono i media iraniani. Trump ha detto che non è soddisfatto della nuova proposta e che il problema è la mancanza di unità nella leadership iraniana. 

Nel frattempo, il presidente Usa ha ribadito l'accusa nei confronti di Italia e Spagna: "Non sono contento di loro, ritengono che sia accettabile che l'Iran possieda armi nucleari".

Alla scadenza dei 60 giorni per chiedere l'autorizzazione sul conflitto con l'Iran, Trump ha notificato al Congresso che le "ostilità" contro Teheran sono "terminate", ma ha messo in evidenza che il Paese rappresenta ancora una minaccia "significativa". La Casa Bianca ritiene infatti che il cessate il fuoco sospenda il limite dei 60 giorni, aggirando così la necessità di un'autorizzazione congressuale.

Gli approfondimenti:

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Libano, media: bilancio raid Idf a sud sale a 12 morti

Il bilancio dell'attacco israeliano sulla città di Habboush, nella regione di Nabatieh, e' di otto morti, tra cui un bambino e due donne. Lo ha riferito il ministero della Salute di Beirut, citato da Al Jazeera, aggiungendo che 21 persone sono rimaste ferite, tra cui duebambini e una donna. Altri raid israeliani sulla citta' di Zrarieh, nel distretto di Sidone, hanno causato la morte di 4 persone, tra cui due donne, e il ferimento di altre quattro. 

Cbs: "Pentagono vuole ritirare 5.000 soldati dalla Germania"

Il Pentagono prevede di ritirare 5.000 soldati americani dalla Germania. Lo riporta Cbs citando alcuni funzionari, secondo i quali la mossa è un segnale del malcontento di Donald Trump per il livello di assistenza offerto dagli alleati europei sull'Iran.

Guerra in Iran, così il conflitto ha svuotato le scorte Usa di missili e bombe

La guerra, secondo quanto riportato dal New York Times, avrebbe assorbito una quota significativa delle munizioni a disposizione dell’esercito americano. E questo avrebbe costretto il Pentagono a trasferire bombe, missili e attrezzature belliche dall’Asia e dall’Europa verso il Medio Oriente, causando una potenziale scarsezza di materiale in quelle aree del mondo.

Iran, così la guerra ha svuotato le scorte Usa di missili e bombe

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Guerra Iran, cosa sono le “zanzare” di Teheran e perché minacciano lo Stretto di Hormuz

Recenti foto satellitari hanno documentato la presenza nel Golfo Persico delle “zanzare”, una flotta speciale della marina iraniana costituita da centinaia di piccole imbarcazioni che compiono azioni di disturbo sulle navi. Ecco perché, in caso di una ripresa delle ostilità, rischiano di trasformarsi in un incubo per le forze armate Usa.

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Usa, rischio sanzioni a chi paga pedaggio per Hormuz

Rischio sanzioni per chi paga all'Iran il pedaggio per il transito sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz. E' l'avvertimento  lanciato dal dipartimento del Tesoro Usa che in una nota ha sottolineato di essere "a conoscenza delle minacce iraniane alla navigazione e delle richieste del pagamento di un 'pedaggio' per ottenere il transito sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz". "Tali richieste possono includere diverse opzioni di pagamento", anche sotto forma di presunte "donazioni di beneficenza" verso enti iraniani. Washington ha messo in guardia "cittadini statunitensi e non sul rischio di sanzioni derivante dall'effettuare pagamenti al regime iraniano o dal richiedere garanzie al regime iraniano per il passaggio sicuro". "Tali rischi sussistono indipendentemente dal metodo di pagamento", ha sottolineato l'Office of Foreign Assets Control (Ofac) del Tesoro. 

Petrolio, l'Iran è davvero "vicino al collasso" per la guerra (come dice Trump)?

Teheran avrebbe chiesto al presidente Usa di "aprire lo Stretto di Hormuz" il prima possibile, incapace di sopravvivere ancora a lungo agli effetti del blocco navale americano. La situazione è davvero così difficile?

Petrolio, l'Iran è davvero vicino al collasso per la guerra?

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Teheran presenta agli Usa nuova proposta di pace ma prevale lo scetticismo

Sondaggio YouTrend per Sky TG24, Israele è considerato un alleato dall'11% degli italiani

Secondo quanto emerge dalla rilevazione di YouTrend per Sky TG24, Israele è indicato come rivale dal 25% degli intervistati. Sui negoziati tra Usa e Iran cresce lievemente l’ottimismo, ma 7 su 10 ritengono probabile che la guerra riprenda.

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Iran: colloquio telefonico Araghchi-Lavrov, 'discusse iniziative per fine guerra'

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto oggi una conversazione telefonica con la sua controparte russa, Sergey Lavrov. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri di Teheran, secondo cui durante il colloquio Araghchi "ha avuto uno scambio di vedute con il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov in merito alle ultime posizioni e iniziative della Repubblica Islamica dell'Iran per porre fine alla guerra e all'aggressione di Stati Uniti e Israele".

Mosca, Lavrov e Araghchi hanno discusso del passaggio di navi russe da Hormuz

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, hanno discusso del passaggio di navi e merci russe attraverso lo stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri russo nel resoconto di una telefonata intercorsa tra i due alti diplomatici, riportato da Tass. "Hanno prestato particolare attenzione alle questioni riguardanti il passaggio di navi e merci russe attraverso lo Stretto di Hormuz", ha affermato il ministero. Sempre secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri russo, Lavrov e Araghchi, hanno affrontato anche il tema della stabilizzazione della situazione politico-militare in Medio Oriente, compresa una soluzione in merito al programma nucleare iraniano. "A seguito dell'incontro del 27 aprile a San Pietroburgo tra il presidente russo Vladimir Putin e Abbas Araghchi, le due parti hanno proseguito il loro sostanziale scambio di opinioni sulle prospettive di una cessazione completa delle ostilità, sulla stabilizzazione della situazione politico-militare in Medio Oriente, compresa la garanzia della libertà di navigazione, e su una soluzione in merito al programma nucleare iraniano", ha aggiunto il ministero

Trump al Congresso: terminate le ostilità ma l'Iran resta una minaccia

Donald Trump ha notificato al Congresso che le "ostilità" contro l'Iran sono "terminate" ma ha messo in evidenza che Teheran rappresenta ancora una minaccia "significativa". In una lettera allo speaker della Camera Mike Johnson alla scadenza dei 60 giorni che obbligano il presidente a chiedere l'autorizzazione per continuare la guerra, Trump afferma: "le ostilità iniziate il 28 febbraio 2026 sono terminate. Non ci sono stati scambi di colpi fra le forze americane e quelle iraniane dal 7 aprile. Continuerò a dirigere le forze armate in linea con le mie responsabilità e ai sensi della mia autorità costituzionale di condurre le relazioni estere degli Stati Uniti e in qualità" di commander-in-chief. La Casa Bianca ritiene che il cessate il fuoco sospenda il limite dei 60 giorni, aggirando così la necessità di un'autorizzazione congressuale.

Trump, 60 giorni di guerra in Iran: perché la scadenza è importante e cosa può succedere

Oggi, primo maggio 2026, è una data importante per gli Stati Uniti: scade, infatti, il termine di 60 giorni previsto dalla legge americana entro cui il presidente deve notificare al Congresso l’operazione militare e ottenere la sua approvazione. Anche se l’attacco di Usa e Israele all’Iran è partito il 28 febbraio, Donald Trump ha notificato gli attacchi al Congresso il 2 marzo e per questo i 60 giorni per ottenere l’approvazione partono da quella data e scadono oggi. Mentre i Repubblicani sostengono che in questo caso l’autorizzazione non sia necessaria, i Democratici sarebbero pronti a fare causa al capo della Casa Bianca. Ecco cosa sta succedendo.

Trump e i 60 giorni di guerra in Iran: perché la scadenza è importante

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Ministro egiziano parla con Witkoff, sostegno a negoziati

Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdellaty ha avuto una conversazione telefonica con l'inviato Speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente Steve Witkoff in cui ha sottolineato la necessità di "intensificare gli sforzi a sostegno dei negoziati tra" Iran e Washington. Abdellaty e Witkoff hanno discusso "degli ultimi sviluppi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, alla luce della proposta iraniana rivista", e si sono scambiati opinioni sui recenti sviluppi regionali, ha dichiarato il ministero degli Esteri egiziano in un comunicato. Abdellaty ha sottolineato "l'importanza di intensificare gli sforzi a sostegno dei negoziati" tra Washington e Teheran per raggiungere una soluzione politica che "eviti la minaccia di guerra" e ha ribadito la necessità di mantenere un approccio negoziale e di proseguire gli sforzi per raggiungere un'intesa tra le parti coinvolte, come l'Egitto ha auspicato fin dall'inizio del conflitto, "garantendo il consolidamento del cessate il fuoco, la fine della guerra e la riduzione delle tensioni regionali". Da parte sua, Witkoff "ha elogiato il ruolo dell'Egitto nel sostenere gli sforzi per ridurre le tensioni regionali e ha ribadito il suo desiderio di continuare il coordinamento e la consultazione in futuro", si legge nella dichiarazione egiziana.

Dark Eagle, cos'è e come funziona il missile ipersonico degli Usa per la guerra in Iran

In un quadro ancora incerto sul futuro del confronto con l’Iran, il Pentagono sta rafforzando la propria presenza militare in Medio Oriente, concentrando uomini e sistemi d’arma nell’area del Golfo sotto il coordinamento del Centcom, il comando statunitense con base in Florida. L’obiettivo è duplice: da un lato esercitare una leva negoziale sui Guardiani della Rivoluzione, dall’altro mantenere pronti strumenti offensivi capaci di sostenere eventuali nuove operazioni militari contro Teheran. In questo contesto di rafforzamento militare e di valutazione di un possibile salto di qualità nello scontro, assume un’importanza strategica l’utilizzo di una nuova arma: ecco cosa sapere.

Dark Eagle, cos'è e come funziona il missile ipersonico degli Usa

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Iran, premio Nobel Mohammadi in ospedale: catastrofico peggioramento condizioni di salute

La Fondazione intitolata all'attivista iraniana ha fatto sapere che la donna è stata trasferita d'urgenza in ambulanza dal carcere di Zanjan a un ospedale locale, a causa delle sue gravi condizioni di salute.

Iran: Nobel Mohammadi in ospedale, grave peggioramento condizioni

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Usa, Wp: "La guerra in Iran è impopolare come quelle in Iraq e Vietnam"

Secondo un sondaggio realizzato da Washington Post, ABC News e Ipsos, il 61% degli statunitensi ritiene che l'uso della forza militare contro l'Iran sia stato "un errore". Meno di due americani su 10 credono invece che l'operazione di Trump contro Teheran sia stata efficace.

Usa, Wp: 'Guerra in Iran impopolare come quelle in Iraq e Vietnam'

Usa, Wp: 'Guerra in Iran impopolare come quelle in Iraq e Vietnam'

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Wsj: Iran propone confronto sul nucleare in cambio allentamento sanzioni

La nuova proposta iraniana offre di discutere le condizioni di Teheran per l'apertura dello stretto di Hormuz contestualmente alle garanzie americane di porre fine agli attacchi e revocare il blocco dei porti iraniani. Lo riporta il Wall Street Journal, ricordando che in precedenza l'Iran chiedeva la rimozione del blocco come precondizione per l'avvio dei negoziati. La proposta prevede inoltre il confronto sul dossier nucleare iraniano in cambio di un allentamento delle sanzioni. L'Iran ha detto ai mediatori di essere pronto a trattare in Pakistan agli inizi della prossima settimana se Washington è aperta alla proposta.

Media: 14 pasdaran morti in esplosione durante operazione sminamento

Quattordici membri del corpo dei Guardiani della rivoluzione ono stati uccisi e altri due feriti durante un'operazione di sminamento di ordigni inesplosi nella provincia di Zanjan, nel nordovest dell'Iran. Lo ha dichiarato l'Irgc provinciale, secondo quanto riferisce Iran International. L'unità Ansar al-Mahdi dei Psdaran a Zanjan ha dichiarato che le squadre di artificieri erano entrate in un'area contaminata per identificare e neutralizzare munizioni inesplose rimaste da recenti attacchi aerei, quando è avvenuta l'esplosione

Trump nega carenza armi: "Ne abbiamo più che mai"

Trump ha negato la carenza di armi, sostenendo che il Paese ne ha "enormi quantità" in tutto il mondo. "Ne abbiamo più che mai", ha sostenuto, parlando con i giornalisti. "Siamo pronti e carichi in questo momento. Ne abbiamo più del doppio rispetto a quando è iniziata" la guerra con l'Iran, ha dichiarato, criticando poi il suo predecessore, Joe Biden, per aver fornito armi all'Ucraina contro l'invasione russa.

Trump: "Accordo con Iran deve arrivare quanto prima"

"Bisogna continuare a lavorare per ottenere un accordo, anche per Hormuz", ha ripetuto il presidente Usa.

Trump: "A fine guerra, mondo migliore con Iran senza arma atomica"

Trump: "Quando finirà la guerra, prezzi petrolio e benzina caleranno"

Trump: "Siamo vicini a una grande vittoria"

"L'Iran non ha più un comparto militare", afferma il presidente Usa. Che poi ha sottolineato, riferendosi alla scadenza dei 60 giorni, "totalmente incostituzionale" la legge che limita l'uso della forza senza l'autorizzazione del Congresso, indicando che non chiederà il permesso ufficiale del Congresso per continuare la guerra con l'Iran. "La considerano totalmente incostituzionale", ha detto ai giornalisti alla Casa Bianca. "Non è mai stata usata prima. Perché dovremmo essere diversi noi?", ha aggiunto. Una dichiarazione che sembra andare in senso contrario a quanto affermato in precedenza da un alto funzionario di Washington alla Nbc secondo il quale l'amministrazione Trump intenderebbe dichiarare formalmente concluse le ostilità con Teheran in vista della scadenza dei 60 giorni indicati dalla Risoluzione sui Poteri di Guerra come termine massimo entro il quale il presidente Usa può portare avanti un intervento armato senza l'autorizzazione del Congresso.

Trump: "Non contento di Italia e Spagna"

"Italia e Spagna permettono che l'Iran abbia un'arma atomica", sostiene il presidente Usa.

Beirut, sei morti in due raid israeliani nel Libano del sud

Il ministero della Salute libanese ha reso noto che sei persone, tra cui una donna e un bambino, sono state uccise oggi in due raid israeliani su una città del sud, dove l'esercito israeliano aveva emesso un ordine di evacuazione nonostante il cessate il fuoco. Il comunicato del ministero afferma che altre otto persone, sono rimaste ferite nei raid su Habboush, dove l'agenzia di stampa statale National News Agency aveva segnalato vittime dopo che aerei da guerra israeliani "avevano sferrato una serie di pesanti attacchi... meno di un'ora dopo aver avvertito" i residenti di evacuare.

Trump: "Non sicuro che arriveremo a un accordo"

"Potremmo arrivare a degli accordi", ha detto il presidente Usa, "ma in questo momento non sono d'accordo con ciò che la leadership ci sta dicendo, serve riflettere ancora".

Trump: "Non siamo soddisfatti dell'ultima proposta dell'Iran"

Trump: "Iran vuole arrivare a un accordo"

"La leadership iraniana è sbriciolata", ha ribadito il presidente Usa. "C'è una grandissima confusione".

Casa Bianca non commenta nuova proposta di negoziati

La Casa Bianca si è rifiutata di commentare una nuova offerta di negoziati da parte dell'Iran, limitandosi ad affermare che "le discussioni sono in corso". "Non forniamo dettagli su conversazioni private. Il presidente Trump ha chiarito che l'Iran non dovrà mai acquisire armi nucleari e i negoziati proseguono per garantire la sicurezza nazionale degli Stati Uniti a breve e lungo termine", ha dichiarato Anna Kelly, vice portavoce  dell'amministrazione statunitense.

Teheran: non crediamo nella volontà negoziale Usa

Teheran potrebbe accettare la ripresa dei colloqui se gli Stati Uniti revocassero il blocco dei porti iraniani e di conseguenza il regime riaprisse completamente lo Stretto di Hormuz, ma anche cosi' invita a non farsi illusioni sulle prospettive negoziali. Lo ha detto una fonte iraniana alla Cnn aggiungendo che l'Iran nutre ancorauna profonda sfiducia nei confronti degli Stati Uniti e non comprende perché abbiano abbandonato i colloqui in Pakistan nell'ultimo round.

Iran: "danni troppo gravi" nelle installazioni Usa in M.O.

Gli attacchi dell'Iran e i suoi alleati hanno danneggiato almeno 16 installazioni militari statunitensi in otto Paesi del Medio Oriente, rendendo alcune di queste postazioni praticamente inutilizzabili. Lo rivela un'inchiesta della Cnn che si basa su decine di immagini satellitari e interviste con fonti negli Stati Uniti e nei Paesi arabi del Golfo. Le strutture danneggiate costituiscono la maggior parte delle postazioni militari statunitensi nella regione, secondo una fonte del Congresso. In base alle valutazioni dei danni, alcune strutture sono distrutte e da chiudere, ma secondo altre vale la pena ripararle per il vantaggio strategico che offrono agli Stati Uniti. Le immagini satellitari mostrano che i principali obiettivi di Teheran includono sistemi radar avanzati, sistemi di comunicazione e velivoli. Molte di queste risorse sono costose e difficili da sostituire. "Significativo che abbiano identificato queste strutture come gli obiettivi più convenienti da colpire", ha affermato la fonte "I nostri sistemi radar sono le nostre risorse più costose e più limitate nella regione". Mercoledì, il responsabile del bilancio del Pentagono, Jules "Jay" Hurst III, ha dichiarato ai parlamentari che la guerra con l'Iran è costata finora agli Stati Uniti 25 miliardi di dollari. Una fonte ha poi riferito alla Cnn che la stima reale dei costi si aggira tra i 40 e i 50 miliardi di dollari. Gli alleati degli Stati Uniti nel Golfo, che ospitano installazioni militari americane, hanno subito il peso maggiore degli attacchi iraniani e hanno criticato in privato Washington per aver iniziato la guerra senza consultarli.

Global Sumud Flotilla: 'governo garantisca assistenza legale per rilascio attivisti'

Chiediamo con urgenza al Governo italiano di avviare immediatamente misure di protezione consolare e di assistenza legale volte ad assicurare l'immediato rilascio e l'incolumità di tutti i partecipanti alla missione umanitaria imbarcati su navi battenti bandiera italiana". E' quanto chiede Global Sumud Italia in relazione all'abbordaggio della Flotilla avvenuto nella notte tra il 29 e il 30 aprile da parte di forze navali israeliane "in acque internazionali - si legge in una nota -, in Unione Europea, nei pressi di Creta, a oltre 900 chilometri da Gaza". L'organizzazione chiede, inoltre, all'Esecutivo di "condannare pubblicamente e formalmente gli atti posti in essere da Israele contro la missione e avviare l'accertamento delle responsabilità per i crimini perpetrati". Global Sumud sollecita inoltre iniziative per "per il rilascio delle imbarcazioni illegalmente sequestrate e del carico umanitario presente a bordo al momento dell'abbordaggio" e di " inviare immediatamente una nota diplomatica formale e pubblica al Governo di Israele, per riaffermare la natura umanitaria della Global Sumud Flotilla e chiedere formalmente a Israele di non interferire con il suo passaggio". 

Iran: telefonate di Araghchi con colleghi Paesi della regione

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto una serie di conversazioni telefoniche con diversi suoi omologhi. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Tasnim, Araghchi ha parlato con i ministri degli Esteri di Turchia, Egitto, Qatar, Iraq, Arabia Saudita e Azerbaigian per informarli sugli ultimi sviluppi relativi agli sforzi per porre fine alla guerra. Cio' mentre, secondo alcune fonti, l'Iran ha inviato la sua ultima proposta per i negoziati con gli Stati Uniti ai mediatori pakistani. Venerdi' Tasnim aveva anche riportato che Araghchi aveva parlato con l'Alto rappresentante dell'Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, con la quale avrebbe "discusso e scambiato opinioni sugli ultimi sviluppi regionali e internazionali". La Commissione europea ha confermato la conversazione tra Kallas e Araghchi, aggiungendo che si e' discusso degli "sforzi diplomatici in corso per la riapertura dello Stretto di Hormuz e degli accordi di sicurezza a lungo termine". Anche il ministero degli Esteri turco ha confermato che Hakan Fidan, ha discusso con Araghchi dei negoziati.

Fonti Israele, senza rimozione scorte uranio guerra sarà stata 'grande fallimento'

Se non saranno rimosso le scorte di uranio arricchito che l'Iran mantiene, la guerra che Stati Uniti e Israele hanno scatenato il 28 febbraio scorso dovrà essere considerata "un grande fallimento". E' l'ammissione arrivata da una fonte militare israeliana, citata dal Times of Israel, secondo cui gli oltre 400 chilogrammi di uranio arricchito al 60% che la Repubblica islamica continua a custodire sono sufficienti per sviluppare undici bombe.

L'alto ufficiale afferma che se, nell'ambito dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, non si raggiungerà un accordo per rimuovere le scorte di uranio e interrompere l'arricchimento nel Paese, i risultati dei 40 giorni di combattimenti saranno stati vani. "Se l'obiettivo nucleare non verrà raggiunto, allora tutto ciò che abbiamo fatto in Iran sarà stato un grande fallimento. Il malvagio regime iraniano può lanciari sul programma nucleare", afferma la fonte, assicurando che "se l'uranio verrà rimosso dall'Iran attraverso mezzi diplomatici, avremo fatto la nostra parte". Tuttavia, se ciò non dovesse accadere, Israele dovrebbe lanciare un'altra operazione contro Iran per raggiungere l'obiettivo, avverte.

Iran: la portaerei Ford lascia il Medio Oriente

La portaerei USS Gerald R. Ford ha lasciato il Medio Oriente dopo aver partecipato alle operazioni contro l'Iran. Secondo una fonte, la Ford si trova attualmente nell'area di responsabilità del Comando Europeo degli Stati Uniti (EUC), e in Medio Oriente restano 20 navi della Marina statunitense, incluse le portaerei USS Abraham Lincoln e USS George H.W. Bush. La Ford è rimasta in mare per oltre 10 mesi, durante i quali ha già preso parte alle operazioni statunitensi nei Caraibi per colpire imbarcazioni sospettate di essere coinvolte nel traffico di droga, intercettare petroliere soggette a sanzioni e catturare il leader venezuelano Nicolas Maduro. Il 12 marzo, un incendio è scoppiato nella lavanderia della portaerei, ferendo due marinai e causando gravi danni a circa 100 letti. Secondo quanto riportato, la nave avrebbe anche avuto seri problemi con il sistema di servizi igienici durante la navigazione, con intasamenti e lunghe code per le toilette a bordo.

Iran: prosegue lavoro diplomatico per piano pace con Usa (Axios)

L'Iran ha fornito la sua risposta agli ultimi emendamenti statunitensi a una bozza di piano per porre fine alla guerra. Lo ha confermato, ad Axios, una fonte regionale. La risposta iraniana è un segnale che la diplomazia non è completamente congelata, mentre il presidente statunitense, Donald Trump, mantiene il blocco navale e sta valutando nuove azioni militari contro l'Iran. Lo scorso fine settimana, l'Iran ha presentato agli Stati Uniti una proposta per riaprire lo Stretto di Hormuz e porre fine alla guerra, con i negoziati sul nucleare rinviati a una fase successiva. Lunedì, l'inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, ha inviato un elenco di emendamenti incentrati sul reinserimento della questione nucleare nella bozza, secondo una fonte informata.

Petrolio: continua calo, Wti crolla del 5% sotto 100 dlr

I prezzi del petrolio continuano a scendere dopo che l'Iran ha presentato una nuova offerta per riprendere i negoziati con gli Stati Uniti, attualmente in fase di stallo, al fine di porre fine in modo definitivo alla guerra. Il Wti cala del 5% sotto i 100 dollari al barile (99,87). Il Brent scende del 3,2% a 106,86 dollari.

Global Sumud Italia, 'rilascio parziale attivisti non chiude incidente'

"Il rilascio parziale degli attivisti della Global Sumud Flotilla non chiude l'incidente: due persone rimangono in detenzione israeliana senza alcuna base giuridica, le imbarcazioni sono distrutte, i crimini commessi in acque internazionali restano senza risposta istituzionale". Lo sottolinea la Global Sumud Italia. 

"Chiediamo al governo italiano e alle istituzioni europee di non trattare il parziale rilascio come una chiusura dell'incidente: è l'ultimo passaggio logistico di un'operazione illegale condotta in acque internazionali, in Unione Europea, e deve essere letto come tale", sottolinea. "Chiediamo con urgenza al governo italiano di: avviare immediatamente misure di protezione consolare e di assistenza legale volte ad assicurare l'immediato rilascio e l'incolumità di tutti i partecipanti alla missione umanitaria imbarcati su navi battenti bandiera italiana - prosegue la Global Sumud Italia - Condannare pubblicamente e formalmente gli atti posti in essere da Israele contro la missione della Global Sumud Flotilla e avviare l'accertamento delle responsabilità per i crimini perpetrati". "Inviare immediatamente una nota diplomatica formale e pubblica al governo di Israele, per riaffermare la natura umanitaria della Global Sumud Flotilla e chiedere formalmente a Israele di non interferire con il suo passaggio - conclude - Adoperarsi per il rilascio delle imbarcazioni illegalmente sequestrate e del carico umanitario presente a bordo al momento dell'abbordaggio".

Axios, dagli Usa inviata lunedì lista emendamenti a proposta Teheran

Lunedì scorso l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff ha inviato un elenco di emendamenti alla proposta negoziale iraniana del fine settimana scorso incentrati sul reinserimento della questione nucleare nella bozza di testo. A riferirne è una fonte informata citata da Axios. Uno degli emendamenti - aggiunge - includeva la richiesta all'Iran di impegnarsi a non tentare di spostare l'uranio arricchito dai suoi impianti nucleari bombardati, né di riavviare alcuna attività in tali siti, finché i negoziati saranno in corso, precisa il sito che conferma che l'Iran ha presentato ora la sua risposta agli ultimi emendamenti statunitensi. 

Lo scorso fine settimana, l'Iran aveva presentato agli Stati Uniti una proposta per riaprire lo Stretto di Hormuz e porre fine alla guerra, rinviando i negoziati sul nucleare a una fase successiva. Ieri pomeriggio intanto, scrive ancora Axios, Trump si è riunito con il suo team di sicurezza nazionale per circa 45 minuti nella Situation Room della Casa Bianca per discutere dell'Iran. Erano presenti il vicepresidente Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il direttore della CIA John Ratcliffe e Witkoff.

'Usa hanno inviato lunedì lista emendamenti a Iran, anche sul nucleare'

Gli Stati Uniti, tramite i mediatori del Pakistan, hanno inviato lunedì all'Iran un elenco di emendamenti volti a reinserire la questione nucleare nel testo dell'accordo. Lo riporta Axios citando alcune fonti. Uno degli emendamenti includeva la richiesta che l'Iran si impegnasse a non svolgere alcuna attività ai propri impianti nucleari bombardati e a non tentare di toccare le  scorte di uranio arricchito finché proseguono i negoziati.

Petrolio: in netto calo dopo nuova proposta Iran

I prezzi del petrolio sono crollati dopo che l'Iran ha presentato una nuova offerta per riprendere i negoziati con gli Stati Uniti, attualmente in fase di stallo, al fine di porre fine in modo definitivo alla guerra. La notizia, diffusa dall'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna, era stata anticipata pochi minuti prima da un giornalista di Axios su X, provocando un crollo dei prezzi. Il prezzo del greggio Wti, benchmark statunitense, con consegna a giugno, era in calo del 2,9% a 102,06 dollari al barile. Il prezzo del Brent del Mare del Nord, con consegna a luglio, che debutta come contratto di riferimento, è sceso dell'1,13% a 109,15 dollari.

Israele, feriti due riservisti Idf in attacco Hezbollah con droni

Due riservisti delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) sono rimasti leggermente feriti in un attacco con droni  sferrato da Hezbollah vicino a Misgav Am, nel nord di Israele. I due feriti sono stati trasportati in ospedale. Le Idf affermano di aver avviato un'indagine sull'attacco, che definiscono "una violazione degli accordi di cessate il fuoco da parte del gruppo terroristico Hezbollah", riferisce il Times of Israel.

Libano, Idf: 'ordine di evacuazione per Habboush dopo violazioni tregua da parte di Hezbollah'

Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno emesso un avviso di evacuazione per la città di Habboush, nel sud del Libano, vicino a Nabatieh. Ai civili viene ordinato di allontanarsi di almeno un chilometro dalla zona. "Alla luce delle violazioni dell'accordo di cessate il fuoco da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah, le Idf sono costrette ad agire con la forza e non intendono nuocervi", afferma il portavoce dell'esercito, il colonnello Avichay Adraee, citato dal Times of Israel.

Flotilla, Albanese: vergogna assoluta comportamento Israele

"E' una vergogna assoluta che a Israele sia concesso di arrivare in acque internazionali fuori dalla Grecia per prendere in ostaggio - e questo è un atto di pirateria - una rappresentanza della cittadinanza globale che cerca di rompere l'assedio e consegnarla alla Grecia". Lo ha detto oggi a Taranto, a margine di un dibattito per l'1 Maggio Taranto, promosso dal Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti, Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, a proposito del fatto che Israele ha abbordato Sumud Flotilla al largo di Creta. "La Grecia, un Paese europeo - ha detto Albanese - è in combutta con uno Stato che è accusato dinnanzi a due giurisdizioni internazionali di crimini di genocidio, di crimini di guerra, di crimini contro l'umanità. E' una vergogna senza limiti, ma anche un monito per tutti e tutte a rendersi conto di cosa sta succedendo alle nostre società se non l'abbiamo capito. E' in corso una 'israelizzazione', un mettere la sicurezza quale che sia, quale che siano le cause e le ragioni, al di sopra dei diritti, sacrificare i diritti individuali e collettivi in nome di una sicurezza che non si capisce di chi sia". 

Araghchi sente omologhi Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Iraq e Azerbaigian

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto oggi colloqui telefonici con i suoi omologhi di Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Iraq e Azerbaigian incentrati sulle ultime "iniziative della Repubblica islamica per porre fine alla guerra". A riferirne è stato in un comunicato il suo ministero. 

Guterres: "Giunto il momento del dialogo, di aprire la strada alla pace"

"E' giunto il momento del dialogo". A scriverlo, in un post su X, è il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. "Le conseguenze della crisi in Medio Oriente si aggravano drammaticamente di ora in ora. La limitazione dei diritti e delle libertà di navigazione nell'area dello Stretto di Hormuz sconvolge i mercati dell'energia, dei trasporti,  manifatturieri e alimentari e strangola l'economia globale". "È giunto il momento del dialogo, di trovare soluzioni che ci allontanino dal baratro e di adottare misure che possano aprire la strada alla pace", scrive.

Media Teheran: "Consegnata nuova proposta a mediatori"

L'Iran ha presentato una nuova proposta per i colloqui con gli Stati Uniti ai mediatori pachistani. A riferirne sono i media iraniani.  "La Repubblica Islamica dell'Iran ha consegnato ieri sera al Pakistan, in qualità di mediatore nei colloqui con gli Stati Uniti, il testo della sua ultima proposta negoziale", ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale IRNA, senza fornire ulteriori dettagli.

Usa, Wp: "La guerra in Iran è impopolare come quelle in Iraq e Vietnam"

Secondo un sondaggio realizzato da Washington Post, ABC News e Ipsos, il 61% degli statunitensi ritiene che l'uso della forza militare contro l'Iran sia stato "un errore". Meno di due americani su 10 credono invece che l'operazione di Trump contro Teheran sia stata efficace

Usa, Wp: 'Guerra in Iran impopolare come quelle in Iraq e Vietnam'

Usa, Wp: 'Guerra in Iran impopolare come quelle in Iraq e Vietnam'

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Capo magistratura Teheran: "Sì al dialogo, no alle imposizioni"

L'Iran rimane aperto al dialogo con gli Stati Uniti, ma respinge qualsiasi politica "imposta" sotto coercizione. A dichiararlo è stato il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni Ejei. "La Repubblica Islamica non si è mai sottratta ai negoziati... ma certamente non accetteremo che ci venga imposta una politica", ha dichiarato Ejei in un video pubblicato sul sito web della magistratura, Mizan Online. "Non approviamo la guerra in alcun modo, non vogliamo la guerra, non vogliamo che continui", ha aggiunto, sottolineando che l'Iran "non è assolutamente disposto a rinunciare ai propri principi e valori di fronte a questo nemico malevolo per evitare la guerra o impedirne la continuazione".

Media Usa: "Teheran sfrutta la tregua per recuperare le armi nascoste sottoterra"

Teheran starebbe approfittando della tregua in vigore con gli Usa per recuperare armi, in particolare missili e munizioni, che erano state "nascoste sottoterra o rimaste sepolte sotto le macerie" nei raid israelo-statunitensi: lo riporta Nbc, citando tre fonti anonime a conoscenza del caso, tra cui un funzionario americano. Tali fonti, aggiunge il network statunitense, hanno spiegato che l'Iran ha accelerato questa operazione di recupero del proprio arsenale "negli ultimi giorni", in vista della possibilità che le ostilità riprendano. Esperti in materia e collaboratori del Congresso hanno spiegato che, probabilmente, Teheran è riuscito a preservare parte delle proprie capacità missilistiche disperdendo le armi in diversi punti del proprio territorio, mentre gli Usa erano in fase di preparazione dell'operazione militare offensiva intrapresa il 28 febbraio scorso insieme a Israele. 

Iran, funzionario Usa su War Powers Resolution: "La tregua ha fermato la guerra"

Per l'amministrazione Trump la guerra in Iran è terminata con il cessate il fuoco a tempo indeterminato che permette all'amministrazione di evitare la richiesta di approvazione al Congresso. Nel riferirne, la Cnn ricorda come i legislatori di entrambi i partiti al Congresso invochino da tempo un voto per autorizzare il conflitto, citando la War Powers Resolution, la legge del 1973 che richiede il consenso del Congresso per azioni militari della durata superiore ai 60 giorni. In una nota, un alto funzionario dell'amministrazione ha dichiarato che, ai fini della legge, "le ostilità iniziate sabato 28 febbraio sono concluse". Il funzionario ha osservato che sia gli Stati Uniti che l'Iran hanno concordato, il 7 aprile, un cessate il fuoco di due settimane che da allora è stato prorogato."Non c'è stato alcuno scambio di fuoco tra le forze armate statunitensi e l'Iran da martedì 7 aprile", ha affermato il funzionario, una dichiarazione ch conferma la tesi sostenuta ieri dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth durante una testimonianza a Capitol Hill, dove ha affermato che, secondo l'interpretazione dell'amministrazione, "il termine di 60 giorni si mette in pausa o si ferma durante un cessate il fuoco".

La guerra con l'Iran è iniziata con gli attacchi aerei degli Stati Uniti e di Israele il 28 febbraio. Il presidente statunitense Donald Trump ha notificato formalmente il conflitto al Congresso 48 ore dopo, il che significa che la scadenza dei 60 giorni è il primo maggio. La risoluzione consente anche di estendere il termine di ulteriori 30 giorni.

Media: "Gli Usa preparano un nuovo round di colloqui Israele-Libano"

Washington si sta preparando a ospitare un altro ciclo di colloqui tra Israele e Libano, secondo quanto riportato dall'emittente pubblica israeliana Kan News. Lo riporta il Jerusalem Post.

Araghchi: "Pentagono mente, la guerra in Iran costata agli Usa 100 miliardi"

"Il Pentagono sta mentendo. La scommessa di Netanyahu è costata finora all'America 100 miliardi di dollari, quattro volte quanto dichiarato". Lo scrive in un post su X il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, sottolineando che "i costi indiretti per i contribuenti americani sono MOLTO più alti. La bolletta mensile per ogni nucleo familiare americano è di 500 dollari e sta aumentando rapidamente". 

Wp: "In Usa la guerra in Iran impopolare come quelle in Iraq e Vietnam"

La guerra del presidente Donald Trump in Iran è tanto impopolare tra gli americani quanto la guerra in Iraq nel 2006 e la guerra del Vietnam nei primi anni '70. Lo rileva un sondaggio Washington Post-ABC News-Ipsos. Il 61% degli americani - scrive il Wp - afferma che l'uso della forza militare contro l'Iran è stato un errore, con meno di due americani su dieci che credono che le azioni statunitensi in Iran siano state efficaci. Il 40% si dice invece convinto che l'operazione non sia riuscita mentre una quota analoga afferma che è "troppo presto per dirlo". Ma il sostegno alla guerra tra i repubblicani rimane alto: il 79% crede che sia stata la decisione giusta. 

Consigliere Khamenei: "Sta benissimo, supervisiona i negoziati"

La Guida Suprema iraniana, l'Ayatollah Mojtaba Khamenei, sta "perfettamente bene" e sta supervisionando i "negoziati", nonostante non appaia in pubblico dalla sua nomina, avvenuta l'8 marzo. Ad affermarlo è stato un consigliere di Khamenei, Mohsen Qomi, esponente religioso che ricopre la carica di vice responsabile per gli affari internazionali presso l'ufficio della Guida Suprema, citato dall'agenzia Fars. 

Qomi ha confermato che Khamenei è rimasto ferito negli attacchi che hanno ucciso suo padre, l'Ayatollah Ali Khamenei, all'inizio della guerra, affermando però che pochi minuti prima del bombardamento si era recato nel cortile, riuscendo così a sopravvivere all'impatto. La Guida Suprema ha limitato le sue comunicazioni pubbliche a presunte dichiarazioni scritte, senza rilasciare video o registrazioni vocali. Ciò ha alimentato le illazioni sulla gravità delle sue ferite. 

"Questo è un trucco del nemico. Vogliono dire: perché non appare? Perché non invia messaggi vocali o di condoglianze?", ha affermato Qomi, assicurando che Khamenei "sta benissimo, gestisce gli affari" e "supervisiona i negoziati e il campo di battaglia". Qomi ha aggiunto che Khamenei ha anche dato istruzioni al team negoziale su "come comportarsi nelle diverse situazioni". "Ha piena consapevolezza e controllo della situazione", ha concluso il religioso.

Media: "Nuovi raid israeliani nel sud del Libano, recuperati 5 corpi"

Diversi attacchi israeliani sono stati riportati in mattinata da località del sud del Libano: lo riferisce il giornale L'Orient-Le Jour, aggiungendo che, tra i luoghi colpiti, ci  sono Zebqine, Qlaylé (Tiro), Zrariyé (Sidone) e Breiké (Nabatiyeh). In queste zone, riferisce la testata, si sono registrati bombardamenti aerei, mentre a Halta (Hasbayah) ci sarebbero stati dei lanci di artiglieria. Alcuni raid sono stati riportati anche dall'agenzia Nna, che riferisce inoltre come stamane è stato completato il recupero dei corpi di 5 persone morte in un attacco della scorsa notte a Kfar Roummane (Nabatieh). In precedenza, il ministero della Salute libanese aveva riferito di altri due morti e 10 feriti a Nabatieh al-Fawqa. 

Parigi, missione per Hormuz non è in rivalità con Usa

Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha dichiarato che la proposta americana di una coalizione per la riapertura dello strategico Stretto di Hormuz non è in competizione con la missione che Francia e Regno Unito intendono istituire. Prima dell'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, il 28 febbraio, un quinto degli idrocarburi mondiali transitava attraverso lo stretto. Sebbene sia in vigore una tregua dall'8 aprile, il passaggio rimane soggetto a un duplice blocco da parte di Stati Uniti e Iran, che sta scuotendo l'economia globale. Parlando ad Abu Dhabi al termine di un tour regionale, Barrot ha indicato di aver informato i suoi alleati del Golfo dell'iniziativa franco-britannica, che si trova ora in una fase "avanzata". Barrot ha affermato che il progetto americano non era "della stessa natura" di quello avviato da Francia e Regno Unito, al quale "diverse decine" di Paesi hanno annunciato che "certamente" contribuiranno. E' "complementare" e "non in competizione" con l'iniziativa franco-britannica. 

Araghchi accusa Usa, mentono sul costo della guerra

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha affermato che il Pentagono sta mentendo sul costo economico della guerra, lanciata dall'amministrazione Trump il 28 febbraio insieme a Israele. "La scommessa di Netanyahu e' costata finora direttamente all'America 100 miliardi di dollari, quattro volte la cifra dichiarata", ha scritto Araghchi su X riferendosi ai dati diffusi dal ministero della Difesa americano. "I costi indiretti per i contribuenti statunitensi sono molto piu' alti. La bolletta mensile per ogni famiglia americana è di 500 dollari ed è in rapida crescita. Israele first (prima) significa sempre America ultima", ha aggiunto. 

'Due attivisti della Flotilla saranno portati in Israele e interrogati'

Entrambi gli attivisti trattenuti da Israele sono volti noti nel movimento di sostegno alla causa palestinese e di protesta contro le azioni militari israeliane a Gaza. Thiago Ávila, 39 anni, ambientalista, è conosciuto come uno dei frontmen della branca brasiliana della Global Flotilla. Seguitissimo sui social, si occupa di attivismo da circa 20 anni, secondo quanto raccontato da lui stesso. Aveva già partecipato ad altre spedizioni umanitarie verso Gaza l'anno scorso. Saif Abu Keshek, palestinese nato in Cisgiordania, vive a Barcellona e da oltre vent'anni organizza iniziative di solidarietà con la Palestina.

Ghalibaf: buona fortuna per il blocco di un paese con questi confini

Il presidente del Parlamento iraniano Mohammed Bagher Ghalibaf ironizza su X sul blocco americano dei porti iraniani e la sua potenziale efficacia. Nel suo post Ghalibaf pubblica una mappa degli Stati Uniti attraversati da due linee parallele che attraversano il paese da est a ovest. "Se costruite due muri, uno da New York City alla West Coast e un altro da Los Angeles alla East Coast, la lunghezza totale sarà di 7.755 Km, sempre mille chilometri meno dell'intera estensione dei confini dell'Iran. Buona fortuna per il blocco di un paese con questi confini", aggiunge, commentando con un'emoji che ride. Poi aggiunge un post scriptum rivolto al segretario alla Difesa statunitense: "P.S. Per Pete Hegseth: 1 km = 0,62 miglia".

Portavoce ministero Esteri: la guerra non è stata di autodifesa ma di aggressione

La guerra contro l'Iran non è stata in alcun modo un atto di autodifesa ma invece di aggressione al paese. A dichiararlo su X è il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei. "'Auto-difesa da cosa? C'era forse un "attacco armato" da parte dell'Iran che giustificasse 'l'autodifesa'?", scrive. "Decisamente no!". "Quindi questo non era assolutamente 'autodifesa' - era un atto di aggressione contro la nazione dell'Iran".

Libano, Idf: distrutti 40 siti di Hezbollah nelle ultime 24 ore

L'esercito israeliano ha annunciato di aver colpito e distrutto oltre 40 siti di Hezbollah nel Libano meridionale nelle ultime 24 ore. "Tra questi - riporta il Times of Israel citando le Forze di Difesa israeliane (Idf) - figurano centri di comando da cui operavano membri del gruppo terroristico, che stavano pianificando attacchi contro le truppe e Israele". 

Wall Street: future contrastati dopo seduta record

In territorio misto i future di Wall Street mentre la maggior parte dei principali mercati europei era chiusa per festività: i contratti sul Dow Jones avanzano dello 0,25%, quelli sullo S&P 500 dello 0,19% mentre sul Nasdaq arretrano dello 0,05%. Gli osservatori stanno assimilando gli utili positivi delle principali aziende tecnologiche, che negli ultimi giorni hanno spinto Wall Street a nuovi massimi storici. Apple è salita nelle contrattazioni pre-mercato dello 0,44% dopo aver riportato una crescita delle vendite nel terzo trimestre superiore alle stime. Ad aprile le azioni globali hanno registrato il loro maggiore rialzo mensile dal 2020, sostenute dall'ottimismo sugli utili, anche se i flussi di petrolio rimangono interrotti attraverso lo strategico Stretto di Hormuz. 

Iran: Israele invia sistema laser agli Emirati Arabi per difendersi

Israele ha inviato sofisticati sistemi di difesa agli Emirati Arabi Uniti per contribuire a proteggere la monarchia del Golfo dall' attacco di missili e droni iraniani. Lo scrive il Financial Times. In particolare, secondo due persone a conoscenza dei fatti, Israele ha inviato un sistema di sorveglianza leggero chiamato Spectro, che ha aiutato gli Emirati Arabi Uniti a rilevare i droni in arrivo, in particolare gli Shahed, fino a 20 km di distanza. Ha anche inviato una versione del suo sistema di difesa laser Iron Beam. Il laser, che vaporizza razzi e droni a corto raggio, è stato impiegato per la prima volta da Israele all'inizio di quest'anno per difendersi dai proiettili di Hezbollah provenienti dal Libano. Il dispiegamento di Iron Beam e Spectro negli Emirati Arabi Uniti non era stato precedentemente reso noto.

Appello Flotilla: 'rilasciate Thiago e Saif ora!'

"Chiediamo che tutti i governi facciano tutto il possibile per fare pressione sul regime israeliano affinché rilasci tutti i rapiti illegalmente. I restanti partecipanti prigionieri sono stati rilasciati a Creta, fatta eccezione per Thiago e Saif". Questo l'appello postato su X da Global Sumud Flotilla. "Rilasciate Thiago e Saif ora!" è scritto nel post pubblicato dopo che il ministero degli Esteri israeliano aveva annunciato che due attivisti della flotilla per Gaza saranno portati in Israele: "Saif Abu Keshek, sospettato di affiliazione a un’organizzazione terroristica e Thiago Ávila, sospettato di attività illegali, saranno portati in Israele per essere interrogati", aveva annunciato.

Teheran, telefonata Araghchi-Kallas su situazione regione

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto un colloquio telefonico con l'Alta rappresentante dell'Ue per gli affari esteri, Kaja Kallas. Come riferito da Teheran, i due hanno "affrontato la situazione regionale e questioni internazionali".

Media, Teheran dissotterra munizioni in vista di potenziale ripresa operazioni militari

L'Iran sta approfittando del cessate il fuoco per dissotterrare le proprie armi. Stando a quanto riporta NbcNews citando  un funzionario statunitense e altre due fonti a conoscenza della questione, il regime avrebbe intensificato le operazioni di scavo per recuperare missili e altre munizioni nascoste sottoterra o sepolte sotto le macerie dei raid aerei statunitensi e israeliani. Gli Stati Uniti - riporta l'emittente - ritengono che il regime voglia ricostituire rapidamente le proprie capacità in termini di utilizzo di droni e missili per poter sferrare attacchi in tutto il Medio Oriente qualora il presidente Donald Trump decidesse di riprendere le operazioni militari.

Teheran: 'gli Usa non affrontano i temi di nucleare e sanzioni in modo serio'

Gli Stati Uniti "non affrontano in modo serio la questione del nucleare e le sanzioni" riguardanti l'Iran: è quanto affermato dal portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei, citato dall'agenzia Irna. Parlando in un programma tv, Baghaei, ha affermato che "ogni volta che l'Iran ha avviato colloqui con gli Stati Uniti sulla questione nucleare e sulla revoca delle sanzioni, gli Usa hanno contemporaneamente condotto azioni militari" contro la Repubblica Islamica. E ha sottolineato che "gli Stati Uniti non sono seri riguardo alla revoca delle sanzioni e non hanno imparato dagli errori del passato": Baghaei ha quindi affermato che tra i due Paesi "esiste una profonda sfiducia" e ha accusato gli Stati Uniti di "aspettarsi che vengano accettate le loro richieste massimaliste", mentre l'Iran "ha sempre presentato le proprie proposte sulla base della fine della guerra e dell'instaurazione di un cessate il fuoco". Il portavoce ministeriale iraniano ha anche spiegato che "molti Paesi, con varie intenzioni, hanno annunciato la propria disponibilità a mediare", ma per Teheran "il mediatore ufficiale resta il Pakistan".

Libano, Idf: abbattuti 4 droni Hezbollah

Le Forze di Difesa israeliane (Idf) hanno abbattuto quattro droni di Hezbollah. Secondo l’esercito israeliano, un drone ha attraversato il confine facendo scattare le sirene nella comunità di Rosh Hanikra mentre altri tre sono stati intercettati sopra il Libano meridionale prima di entrare nel territorio israeliano. Un missile intercettore è stato inoltre lanciato contro un altro presunto drone di Hezbollah individuato in un’area del Libano meridionale dove sono dispiegate le truppe. L'esito dell’intercettazione è ancora in fase di valutazione da parte di Tsahal.

Media, 'Trump dice che solo lui e pochi altri conoscono stato colloqui con Iran'

Trump ha affermato che nessuno, a parte lui e una manciata di altre persone, conosce lo stato dei colloqui con l'Iran, suggerendo che i negoziati stiano procedendo nonostante l'apparenza pubblica di una situazione di stallo, pur riconoscendo l'incertezza sulla leadership iraniana. Lo riporta la Cnn sottolineando che il presidente ha detto che i negoziati si stanno svolgendo "telefonicamente" e che la sua risposta a qualsiasi proposta dell'Iran dipenderà da quanto Teheran si spingerà nel limitare il proprio programma nucleare. Oggi - ricorda il media americano - i mediatori pachistani si aspettano una proposta di pace rivista da parte dell'Iran, dopo che il presidente Usa ha respinto la versione precedente. 

Ministro Barrot: coalizione Trump per Hormuz non è contro nostra iniziativa

La coalizione proposta da Trump per la riapertura dello stretto di Hormuz "non è in competizione" con l'iniziativa franco-britannica. Lo ha detto il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot. Prima dell'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, il 28 febbraio, un quinto degli idrocarburi mondiali transitava attraverso lo Stretto. Sebbene sia in vigore un cessate il fuoco dall'8 aprile, il passaggio rimane soggetto a un duplice blocco da parte di Stati Uniti e Iran, che sta scuotendo l'economia globale.

Parlando ad Abu Dhabi al termine di un tour regionale, Barrot ha indicato di aver informato i suoi alleati del Golfo dell'iniziativa franco-britannica, che si trova ora in una fase "avanzata". Barrot ha affermato che il progetto americano non era "della stessa natura" di quello avviato da Francia e Regno Unito, al quale diversi Paesi hanno annunciato che "certamente" contribuiranno. È "complementare" e "non in competizione" con l'iniziativa franco-britannica. A metà aprile, diversi Paesi "non belligeranti", tra cui Francia e Regno Unito, si sono dichiarati pronti a istituire "una missione neutrale" per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz.

Israele, esperti Onu: legge pena morte perpetua discriminazione

La nuova legge israeliana sulla pena di morte, che consente l'esecuzione di palestinesi condannati per attentati mortali, perpetua la discriminazione razziale nei confronti di questa comunità. Lo denunciano un organo di esperti indipedenti delle Nazioni Unite, sollecitandone l'immediata abrogazione. La legge rappresenta una grave violazione dei diritti umani, ha dichiarato in un comunicato il Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione razziale. In base alla nuova legge, approvata dal Parlamento israeliano a marzo, i palestinesi nella Cisgiordania occupata, condannati da tribunali militari per aver compiuto attentati mortali classificati come "terrorismo", saranno condannati a morte come pena predefinita. "La nuova legge è un duro colpo per i diritti umani, annullando la moratoria di fatto sulle esecuzioni in vigore in Israele dal 1962 ed estendendo l'uso della pena di morte", ha affermato il Comitato. La legge è "di fatto applicabile solo ai palestinesi" e fissa un termine di 90 giorni per le esecuzioni una volta emessa la sentenza definitiva, ha affermato il comitato. Inoltre, ha avvertito che Israele deve garantire a tutti i detenuti palestinesi "il diritto alla parita' di trattamento davanti alla legge, alla sicurezza personale, alla protezione contro la violenza o le lesioni fisiche e all'accesso alla giustizia". Il Comitato ha anche esortato Israele a "porre fine a tutte le politiche e pratiche che costituiscono discriminazione razziale e segregazione nei confronti dei palestinesi". 

Flotilla: Israele, è "una provocazione guidata da Hamas"

Il ministero degli Esteri israeliano sostiene ha affermato che la Global Sumud Flotilla diretta a Gaza è una "provocazione guidata da Hamas, ideata per distogliere l'attenzione dal rifiuto di Hamas di disarmarsi" e per servire quelli che ha definito "gli interessi di pubbliche relazioni di provocatori professionisti". In un post pubblicato su X, il dicastero ha tenuto a sottolineare che le attività umanitarie a Gaza sono gestite dal Board of Peace di Trump e dal dipartimento di Stato americano. Israele ha poi ringraziato il governo greco per aver acconsentito allo sbarco degli attivisti della flottiglia sul suo territorio; ha poi ribadito che lo Stato ebraico "non permetterà la violazione del legittimo blocco navale imposto a Gaza".

Flotilla: 2 attivisti portati in Israele per interrogatorio

Il ministero degli Esteri israeliano ha annunciato che due attivisti della Globale Sumud Flotilla, il brasiliano Thiago Avila e il palestinese Saif Abu Keshek, fermati da Israele a largo di Creta, saranno portati in territorio israeliano per essere interrogati. In un messaggio sui social, il ministero degli Esteri israeliano ha dichiarato che Abu Keshek è "sospettato di appartenere a un'organizzazione terroristica" e ha descritto Avila in termini generali come "sospettato di attivita' illegali". I restanti circa 175 attivisti fermati da Israele dopo l'intercettazione delle loro imbarcazioni in alto mare dovrebbero sbarcare sull'isola greca di Creta da una nave israeliana.

Onu, a Gaza i campi profughi invasi da ratti e parassiti

Negli ultimi mesi si sono moltiplicate nelle strutture sanitarie a Gaza le segnalazioni di morsi di ratto per il diffuso aumento delle infestazioni di roditori, in particolare nelle aree sovraffollate di Khan Younis e nelle zone in cui si stanno accumulando grandi quantità di macerie a Gaza e nel nord della Striscia. È quanto segnala un rapporto dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa), secondo cui la carenza di beni di prima necessità amplifica il rischio per una popolazione già vulnerabile e in gravi condizioni di salute. La mancanza di pesticidi, riferisce l'Onu, rappresenta un'ulteriore piaga a Gaza e sette mesi dopo il cessate il fuoco, le tende degli sfollati si stanno trasformando in rifugi per ratti e topi mentre gli operatori umanitari faticano a controllare la proliferazione di questi roditori, portatori di gravi malattie come la leptospirosi e la peste. Secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, la carenza di acqua contribuisce al diffondersi della malattie. Circa il 60% delle famiglie non ha accesso a una quantità sufficiente di acqua potabile e quasi il 90% delle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie di Gaza è stato distrutto o danneggiato, per questo circa l'80% della popolazione  attualmente dipende dall'acqua potabile trasportata tramite autocisterne, il che aggrava le condizioni di vita in un contesto di sovraffollamento. L'ultimo rapporto delle Nazioni Unite stima che 67.000 sfollati vivano in 83 centri di accoglienza collettivi gestiti dall'agenzia. Le squadre di sorveglianza medica dell'agenzia delle Nazioni Unite continuano a segnalare "un preoccupante aumento delle malattie cutanee ectoparassitarie, come la scabbia e la varicella", che sta esacerbando i problemi di salute pubblica. "I casi registrati sono triplicati tra gennaio e marzo, con focolai identificati nella regione di Mawasi-Khan Younis". Secondo gli operatori umanitari, la capacità di controllare il problema è limitata anche dalla grave carenza di "shampoo anti-pidocchi, trattamenti contro la scabbia e lozione alla calamina".

Flotilla: attivisti fermati da Israele sbracano a Creta

Decine di attivisti a bordo della GLobal Sumud Flotilla diretta a Gaza, intercettata dalle Forze israeliane nelle acque internazionali al largo di Creta, sono stati fatti sbarcati sull'isola greca. Il ministero degli Esteri israeliano aveva precedentemente dichiarato che circa 175 attivisti erano stati fatti sbarcare da oltre 20 imbarcazioni ieri. Gli organizzatori della Flottila hanno indicato un totale di 211. 

Suora aggredita a Gerusalemme, comunità aspetta giustizia

In attesa degli sviluppi giudiziari dell'aggressione a una suora francese avvenuta martedi' a Gerusalemme, la comunità cattolica a cui appartiene la religiosa ha ringraziato "le persone venute in aiuto durante l'attacco, i diplomatici, gli accademici e tutti coloro che hanno offerto sostegno". "La piaga dell'odio è una sfida comune", ha scritto su X padre Olivier Poquillon, direttore della Scuola francese di ricerca biblica e archeologica di Gerusalemme, di cui è ricercatrice la suora. La polizia israeliana ha annunciato mercoledi' scorso l'arresto di un uomo sospettato di aver aggredito la suora, vicino alla Tomba di Re Davide sul Monte Sion a Gerusalemme, in un contesto di crescente violenza contro i cristiani in Israele e nei Territori palestinesi. "Il sospettato, un uomo di 36 anni, è stato identificato e successivamente arrestato dalla polizia", si legge in un comunicato, in cui si aggiunge che le forze dell'ordine considerano con "estrema serieta'" qualsiasi atto di violenza "motivato da potenziali intenti razzisti e diretto contro membri del clero". Contattata dall'Afp, la polizia si è rifiutata di rivelare la nazionalità del sospettato, ma ha precisato che l'arresto è avvenuto "con l'accusa di aggressione, e tutti i possibili moventi sono al vaglio". Un filmato diffuso dalla polizia mostra lividi sul lato destro del volto della religiosa, 48 anni, di cui non sono state diffuse le generalità. 

Media, Israele ha inviato sistema Laser Dome a Emirati

Israele ha inviato il sistema di difesa missilistica laser 'Iron Beam' (conosciuto anche come Laser Dome) e altri equipaggiamenti militari negli Emirati Arabi Uniti per aiutare il Paese a resistere agli attacchi iraniani durante la campagna israelo-americana contro la Repubblica islamica. Lo riferisce il Financial Times (Ft). "Secondo due persone a conoscenza della questione, Israele si è affrettato a inviare il sistema di sorveglianza leggero Spectro, che ha aiutato gli Emirati Arabi Uniti a rilevare i droni in arrivo, in particolare gli Shahed, a una distanza di 20 chilometri", si legge nel pezzo. Una delle fonti ha affermato che Israele ha anche inviato una versione del suo sistema di difesa laser Iron Beam. Israele ha schierato i sistemi Iron Beam nel 2025 per respingere gli attacchi di Hezbollah. Iron Beam e Spectro hanno integrato il sistema di difesa missilistica Iron Dome già schierato negli Emirati, accompagnato da decine di operatori. "Sul posto è presente un numero significativo di militari", hanno riferito le fonti chiarendo che, a causa dei rapidi sviluppi della situazione, Israele ha dovuto inviare agli Emirati Arabi Uniti prototipi di armi o armi non ancora completamente integrate con i sistemi radar israeliani. Israele ha condiviso con gli Emirati Arabi Uniti anche informazioni di intelligence in tempo reale sui preparativi in Iran occidentale per il lancio di missili a corto raggio contro gli Emirati. 

Trump: potrei ridurre truppe da Europa, Italia compresa

Germania, media: "Per Berlino minacce Trump giunte a limite"

Il governo di Berlino ritiene che la "politica di minacce grossolane" del presidente statunitense Donald Trump abbia "raggiunto il suo limite" e si aspetta che Washington si comporti in modo più responsabile nei confronti dei suoi alleati. Lo ha dichiarato a Politico un funzionario dell'esecutivo tedesco. "La sua retorica è diventata inefficace. Il ritiro delle truppe statunitensi dalla  Germania indebolirebbe gravemente gli Stati Uniti stessi, e ci chiediamo quando gli adulti a Washington intendano tornare alla ribalta", ha commentato la fonte. 

Axios: Trump informato per 45 minuti su nuovi piani d'attacco all'Iran

L'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, e il Capo di Stato Maggiore congiunto, generale Dan Caine, hanno informato Trump sui piani per possibili attacchi contro l'Iran. Lo riporta Barak Ravid di Axios, aggiungendo che, secondo 2 funzionari il briefing di giovedì è durato 45 minuti. Il cessate il fuoco tra Usa e Iran, iniziato ai primi di aprile, ha "posto fine" alle ostilità tra le parti ai fini della scadenza congressuale sui poteri di guerra. Lo ha chiarito un funzionario dell'amministrazione, secondo i media Usa, dopo che i repubblicani al Senato hanno sollecitato un'interpretazione dei 60 giorni previsti dal War Powers Act.

Trump, 60 giorni di guerra in Iran: perché la scadenza è importante e cosa può succedere

Oggi, primo maggio 2026, è una data importante per gli Stati Uniti: scade, infatti, il termine di 60 giorni previsto dalla legge americana entro cui il presidente deve notificare al Congresso l’operazione militare e ottenere la sua approvazione. Anche se l’attacco di Usa e Israele all’Iran è partito il 28 febbraio, Donald Trump ha notificato gli attacchi al Congresso il 2 marzo e per questo i 60 giorni per ottenere l’approvazione partono da quella data e scadono oggi. Mentre i Repubblicani sostengono che in questo caso l’autorizzazione non sia necessaria, i Democratici sarebbero pronti a fare causa al capo della Casa Bianca. Ecco cosa sta succedendo.

Trump e i 60 giorni di guerra in Iran: perché la scadenza è importante

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Gas e petrolio, ci sono alternative a Hormuz? Da nuovi oleodotti a rinnovabili, le ipotesi

Al momento non esistono alternative allo Stretto di Hormuz, ma sono già iniziate le discussioni per cercare di svilupparle nel corso degli anni e impedire all’Iran di ricattare ancora gli altri Paesi in futuro. Tra le ipotesi, la costruzione di nuovi tubi: i tempi, però, sono lunghi e i costi altissimi. Intanto, per sostituire il gas del Qatar non sembra necessario rivolgersi alla Russia. Anche di questo si è parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24

Gas e petrolio, ci sono alternative allo Stretto di Hormuz? Le ipotesi

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