Trump sarebbe stato informato sui piani per possibili nuovi attacchi contro l'Iran. Lo riporta Axios. Dopo aver messo nel mirino la Germania, a chi gli chiedeva se prenderebbe in considerazione anche per Roma e Madrid l'ipotesi di una riduzione delle truppe, il presidente USA ha risposto "probabilmente". "L'Italia non è stata di alcun aiuto, e la Spagna è stata terribile", ha accusato. In Italia si trovano 13mila soldati americani in varie basi, in Spagna 4mila
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La minaccia di Trump di colpire i cattivi della Nato che non lo hanno aiutato nella guerra in Iran si estende all'Italia. Dopo aver messo nel mirino la Germania, a chi gli chiedeva se prenderebbe in considerazione anche per Roma e Madrid l'ipotesi di una riduzione delle truppe, il commander in chief ha risposto "probabilmente". "L'Italia non è stata di alcun aiuto, e la Spagna è stata terribile", ha accusato. In Italia si trovano 13mila soldati americani in varie basi, in Spagna 4mila. "Non ne capirei le ragioni, abbiamo anche dato disponibilità ad una missione per proteggere la navigazione a Hormuz", il commento di Crosetto.
L'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, e il Capo di Stato Maggiore congiunto, generale Dan Caine, hanno informato Trump sui piani per possibili attacchi contro l'Iran. Lo riporta Barak Ravid di Axios, aggiungendo che, secondo 2 funzionari il briefing di giovedì è durato 45 minuti. Il cessate il fuoco tra Usa e Iran, iniziato ai primi di aprile, ha "posto fine" alle ostilità tra le parti ai fini della scadenza congressuale sui poteri di guerra. Lo ha chiarito un funzionario dell'amministrazione, secondo i media Usa, dopo che i repubblicani al Senato hanno sollecitato un'interpretazione dei 60 giorni previsti dal War Powers Act.
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Teheran: 'gli Usa non affrontano i temi di nucleare e sanzioni in modo serio'
Gli Stati Uniti "non affrontano in modo serio la questione del nucleare e le sanzioni" riguardanti l'Iran: è quanto affermato dal portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei, citato dall'agenzia Irna. Parlando in un programma tv, Baghaei, ha affermato che "ogni volta che l'Iran ha avviato colloqui con gli Stati Uniti sulla questione nucleare e sulla revoca delle sanzioni, gli Usa hanno contemporaneamente condotto azioni militari" contro la Repubblica Islamica. E ha sottolineato che "gli Stati Uniti non sono seri riguardo alla revoca delle sanzioni e non hanno imparato dagli errori del passato": Baghaei ha quindi affermato che tra i due Paesi "esiste una profonda sfiducia" e ha accusato gli Stati Uniti di "aspettarsi che vengano accettate le loro richieste massimaliste", mentre l'Iran "ha sempre presentato le proprie proposte sulla base della fine della guerra e dell'instaurazione di un cessate il fuoco". Il portavoce ministeriale iraniano ha anche spiegato che "molti Paesi, con varie intenzioni, hanno annunciato la propria disponibilità a mediare", ma per Teheran "il mediatore ufficiale resta il Pakistan".
Libano, Idf: abbattuti 4 droni Hezbollah
Le Forze di Difesa israeliane (Idf) hanno abbattuto quattro droni di Hezbollah. Secondo l’esercito israeliano, un drone ha attraversato il confine facendo scattare le sirene nella comunità di Rosh Hanikra mentre altri tre sono stati intercettati sopra il Libano meridionale prima di entrare nel territorio israeliano. Un missile intercettore è stato inoltre lanciato contro un altro presunto drone di Hezbollah individuato in un’area del Libano meridionale dove sono dispiegate le truppe. L'esito dell’intercettazione è ancora in fase di valutazione da parte di Tsahal.
Media, 'Trump dice che solo lui e pochi altri conoscono stato colloqui con Iran'
Trump ha affermato che nessuno, a parte lui e una manciata di altre persone, conosce lo stato dei colloqui con l'Iran, suggerendo che i negoziati stiano procedendo nonostante l'apparenza pubblica di una situazione di stallo, pur riconoscendo l'incertezza sulla leadership iraniana. Lo riporta la Cnn sottolineando che il presidente ha detto che i negoziati si stanno svolgendo "telefonicamente" e che la sua risposta a qualsiasi proposta dell'Iran dipenderà da quanto Teheran si spingerà nel limitare il proprio programma nucleare. Oggi - ricorda il media americano - i mediatori pachistani si aspettano una proposta di pace rivista da parte dell'Iran, dopo che il presidente Usa ha respinto la versione precedente.
Ministro Barrot: coalizione Trump per Hormuz non è contro nostra iniziativa
La coalizione proposta da Trump per la riapertura dello stretto di Hormuz "non è in competizione" con l'iniziativa franco-britannica. Lo ha detto il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot. Prima dell'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, il 28 febbraio, un quinto degli idrocarburi mondiali transitava attraverso lo Stretto. Sebbene sia in vigore un cessate il fuoco dall'8 aprile, il passaggio rimane soggetto a un duplice blocco da parte di Stati Uniti e Iran, che sta scuotendo l'economia globale.
Parlando ad Abu Dhabi al termine di un tour regionale, Barrot ha indicato di aver informato i suoi alleati del Golfo dell'iniziativa franco-britannica, che si trova ora in una fase "avanzata". Barrot ha affermato che il progetto americano non era "della stessa natura" di quello avviato da Francia e Regno Unito, al quale diversi Paesi hanno annunciato che "certamente" contribuiranno. È "complementare" e "non in competizione" con l'iniziativa franco-britannica. A metà aprile, diversi Paesi "non belligeranti", tra cui Francia e Regno Unito, si sono dichiarati pronti a istituire "una missione neutrale" per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz.
Israele, esperti Onu: legge pena morte perpetua discriminazione
La nuova legge israeliana sulla pena di morte, che consente l'esecuzione di palestinesi condannati per attentati mortali, perpetua la discriminazione razziale nei confronti di questa comunità. Lo denunciano un organo di esperti indipedenti delle Nazioni Unite, sollecitandone l'immediata abrogazione. La legge rappresenta una grave violazione dei diritti umani, ha dichiarato in un comunicato il Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione razziale. In base alla nuova legge, approvata dal Parlamento israeliano a marzo, i palestinesi nella Cisgiordania occupata, condannati da tribunali militari per aver compiuto attentati mortali classificati come "terrorismo", saranno condannati a morte come pena predefinita. "La nuova legge è un duro colpo per i diritti umani, annullando la moratoria di fatto sulle esecuzioni in vigore in Israele dal 1962 ed estendendo l'uso della pena di morte", ha affermato il Comitato. La legge è "di fatto applicabile solo ai palestinesi" e fissa un termine di 90 giorni per le esecuzioni una volta emessa la sentenza definitiva, ha affermato il comitato. Inoltre, ha avvertito che Israele deve garantire a tutti i detenuti palestinesi "il diritto alla parita' di trattamento davanti alla legge, alla sicurezza personale, alla protezione contro la violenza o le lesioni fisiche e all'accesso alla giustizia". Il Comitato ha anche esortato Israele a "porre fine a tutte le politiche e pratiche che costituiscono discriminazione razziale e segregazione nei confronti dei palestinesi".
Flotilla: Israele, è "una provocazione guidata da Hamas"
Il ministero degli Esteri israeliano sostiene ha affermato che la Global Sumud Flotilla diretta a Gaza è una "provocazione guidata da Hamas, ideata per distogliere l'attenzione dal rifiuto di Hamas di disarmarsi" e per servire quelli che ha definito "gli interessi di pubbliche relazioni di provocatori professionisti". In un post pubblicato su X, il dicastero ha tenuto a sottolineare che le attività umanitarie a Gaza sono gestite dal Board of Peace di Trump e dal dipartimento di Stato americano. Israele ha poi ringraziato il governo greco per aver acconsentito allo sbarco degli attivisti della flottiglia sul suo territorio; ha poi ribadito che lo Stato ebraico "non permetterà la violazione del legittimo blocco navale imposto a Gaza".
Flotilla: 2 attivisti portati in Israele per interrogatorio
Il ministero degli Esteri israeliano ha annunciato che due attivisti della Globale Sumud Flotilla, il brasiliano Thiago Avila e il palestinese Saif Abu Keshek, fermati da Israele a largo di Creta, saranno portati in territorio israeliano per essere interrogati. In un messaggio sui social, il ministero degli Esteri israeliano ha dichiarato che Abu Keshek è "sospettato di appartenere a un'organizzazione terroristica" e ha descritto Avila in termini generali come "sospettato di attivita' illegali". I restanti circa 175 attivisti fermati da Israele dopo l'intercettazione delle loro imbarcazioni in alto mare dovrebbero sbarcare sull'isola greca di Creta da una nave israeliana.
Onu, a Gaza i campi profughi invasi da ratti e parassiti
Negli ultimi mesi si sono moltiplicate nelle strutture sanitarie a Gaza le segnalazioni di morsi di ratto per il diffuso aumento delle infestazioni di roditori, in particolare nelle aree sovraffollate di Khan Younis e nelle zone in cui si stanno accumulando grandi quantità di macerie a Gaza e nel nord della Striscia. È quanto segnala un rapporto dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa), secondo cui la carenza di beni di prima necessità amplifica il rischio per una popolazione già vulnerabile e in gravi condizioni di salute. La mancanza di pesticidi, riferisce l'Onu, rappresenta un'ulteriore piaga a Gaza e sette mesi dopo il cessate il fuoco, le tende degli sfollati si stanno trasformando in rifugi per ratti e topi mentre gli operatori umanitari faticano a controllare la proliferazione di questi roditori, portatori di gravi malattie come la leptospirosi e la peste. Secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, la carenza di acqua contribuisce al diffondersi della malattie. Circa il 60% delle famiglie non ha accesso a una quantità sufficiente di acqua potabile e quasi il 90% delle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie di Gaza è stato distrutto o danneggiato, per questo circa l'80% della popolazione attualmente dipende dall'acqua potabile trasportata tramite autocisterne, il che aggrava le condizioni di vita in un contesto di sovraffollamento. L'ultimo rapporto delle Nazioni Unite stima che 67.000 sfollati vivano in 83 centri di accoglienza collettivi gestiti dall'agenzia. Le squadre di sorveglianza medica dell'agenzia delle Nazioni Unite continuano a segnalare "un preoccupante aumento delle malattie cutanee ectoparassitarie, come la scabbia e la varicella", che sta esacerbando i problemi di salute pubblica. "I casi registrati sono triplicati tra gennaio e marzo, con focolai identificati nella regione di Mawasi-Khan Younis". Secondo gli operatori umanitari, la capacità di controllare il problema è limitata anche dalla grave carenza di "shampoo anti-pidocchi, trattamenti contro la scabbia e lozione alla calamina".
Flotilla: attivisti fermati da Israele sbracano a Creta
Decine di attivisti a bordo della GLobal Sumud Flotilla diretta a Gaza, intercettata dalle Forze israeliane nelle acque internazionali al largo di Creta, sono stati fatti sbarcati sull'isola greca. Il ministero degli Esteri israeliano aveva precedentemente dichiarato che circa 175 attivisti erano stati fatti sbarcare da oltre 20 imbarcazioni ieri. Gli organizzatori della Flottila hanno indicato un totale di 211.
Suora aggredita a Gerusalemme, comunità aspetta giustizia
In attesa degli sviluppi giudiziari dell'aggressione a una suora francese avvenuta martedi' a Gerusalemme, la comunità cattolica a cui appartiene la religiosa ha ringraziato "le persone venute in aiuto durante l'attacco, i diplomatici, gli accademici e tutti coloro che hanno offerto sostegno". "La piaga dell'odio è una sfida comune", ha scritto su X padre Olivier Poquillon, direttore della Scuola francese di ricerca biblica e archeologica di Gerusalemme, di cui è ricercatrice la suora. La polizia israeliana ha annunciato mercoledi' scorso l'arresto di un uomo sospettato di aver aggredito la suora, vicino alla Tomba di Re Davide sul Monte Sion a Gerusalemme, in un contesto di crescente violenza contro i cristiani in Israele e nei Territori palestinesi. "Il sospettato, un uomo di 36 anni, è stato identificato e successivamente arrestato dalla polizia", si legge in un comunicato, in cui si aggiunge che le forze dell'ordine considerano con "estrema serieta'" qualsiasi atto di violenza "motivato da potenziali intenti razzisti e diretto contro membri del clero". Contattata dall'Afp, la polizia si è rifiutata di rivelare la nazionalità del sospettato, ma ha precisato che l'arresto è avvenuto "con l'accusa di aggressione, e tutti i possibili moventi sono al vaglio". Un filmato diffuso dalla polizia mostra lividi sul lato destro del volto della religiosa, 48 anni, di cui non sono state diffuse le generalità.
Media, Israele ha inviato sistema Laser Dome a Emirati
Israele ha inviato il sistema di difesa missilistica laser 'Iron Beam' (conosciuto anche come Laser Dome) e altri equipaggiamenti militari negli Emirati Arabi Uniti per aiutare il Paese a resistere agli attacchi iraniani durante la campagna israelo-americana contro la Repubblica islamica. Lo riferisce il Financial Times (Ft). "Secondo due persone a conoscenza della questione, Israele si è affrettato a inviare il sistema di sorveglianza leggero Spectro, che ha aiutato gli Emirati Arabi Uniti a rilevare i droni in arrivo, in particolare gli Shahed, a una distanza di 20 chilometri", si legge nel pezzo. Una delle fonti ha affermato che Israele ha anche inviato una versione del suo sistema di difesa laser Iron Beam. Israele ha schierato i sistemi Iron Beam nel 2025 per respingere gli attacchi di Hezbollah. Iron Beam e Spectro hanno integrato il sistema di difesa missilistica Iron Dome già schierato negli Emirati, accompagnato da decine di operatori. "Sul posto è presente un numero significativo di militari", hanno riferito le fonti chiarendo che, a causa dei rapidi sviluppi della situazione, Israele ha dovuto inviare agli Emirati Arabi Uniti prototipi di armi o armi non ancora completamente integrate con i sistemi radar israeliani. Israele ha condiviso con gli Emirati Arabi Uniti anche informazioni di intelligence in tempo reale sui preparativi in Iran occidentale per il lancio di missili a corto raggio contro gli Emirati.
Trump: potrei ridurre truppe da Europa, Italia compresa
Germania, media: "Per Berlino minacce Trump giunte a limite"
Il governo di Berlino ritiene che la "politica di minacce grossolane" del presidente statunitense Donald Trump abbia "raggiunto il suo limite" e si aspetta che Washington si comporti in modo più responsabile nei confronti dei suoi alleati. Lo ha dichiarato a Politico un funzionario dell'esecutivo tedesco. "La sua retorica è diventata inefficace. Il ritiro delle truppe statunitensi dalla Germania indebolirebbe gravemente gli Stati Uniti stessi, e ci chiediamo quando gli adulti a Washington intendano tornare alla ribalta", ha commentato la fonte.
Axios: Trump informato per 45 minuti su nuovi piani d'attacco all'Iran
L'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, e il Capo di Stato Maggiore congiunto, generale Dan Caine, hanno informato Trump sui piani per possibili attacchi contro l'Iran. Lo riporta Barak Ravid di Axios, aggiungendo che, secondo 2 funzionari il briefing di giovedì è durato 45 minuti. Il cessate il fuoco tra Usa e Iran, iniziato ai primi di aprile, ha "posto fine" alle ostilità tra le parti ai fini della scadenza congressuale sui poteri di guerra. Lo ha chiarito un funzionario dell'amministrazione, secondo i media Usa, dopo che i repubblicani al Senato hanno sollecitato un'interpretazione dei 60 giorni previsti dal War Powers Act.
Trump, 60 giorni di guerra in Iran: perché la scadenza è importante e cosa può succedere
Oggi, primo maggio 2026, è una data importante per gli Stati Uniti: scade, infatti, il termine di 60 giorni previsto dalla legge americana entro cui il presidente deve notificare al Congresso l’operazione militare e ottenere la sua approvazione. Anche se l’attacco di Usa e Israele all’Iran è partito il 28 febbraio, Donald Trump ha notificato gli attacchi al Congresso il 2 marzo e per questo i 60 giorni per ottenere l’approvazione partono da quella data e scadono oggi. Mentre i Repubblicani sostengono che in questo caso l’autorizzazione non sia necessaria, i Democratici sarebbero pronti a fare causa al capo della Casa Bianca. Ecco cosa sta succedendo.
Trump e i 60 giorni di guerra in Iran: perché la scadenza è importante
Vai al contenutoGas e petrolio, ci sono alternative a Hormuz? Da nuovi oleodotti a rinnovabili, le ipotesi
Al momento non esistono alternative allo Stretto di Hormuz, ma sono già iniziate le discussioni per cercare di svilupparle nel corso degli anni e impedire all’Iran di ricattare ancora gli altri Paesi in futuro. Tra le ipotesi, la costruzione di nuovi tubi: i tempi, però, sono lunghi e i costi altissimi. Intanto, per sostituire il gas del Qatar non sembra necessario rivolgersi alla Russia. Anche di questo si è parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24
Gas e petrolio, ci sono alternative allo Stretto di Hormuz? Le ipotesi
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